| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Regia di | Shari Springer Berman, Francesca Gregorini, Robert Pulcini, Josephine Bornebusch |
| Attori | Rachel Weisz, Kayli Carter, Leo Woodall, Jessica Henwick, Elisa Moolecherry John Slattery, Matt Walsh, Miriam Silverman, Tattiawna Jones, Mallori Johnson, Ellen Robertson, Louise Lambert, Samuel Israilov. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 5 marzo 2026
Una miniserie thriller psicologica basata sull'omonimo romanzo di Julia May Jones.
|
ASSOLUTAMENTE SÌ
|
M è un'autrice di romanzi e professoressa di scrittura creativa presso un college dell'Upstate New York. La donna, ormai entrata nella mezz'età, sta vivendo un periodo di crisi, sia esistenziale che creativa, a cui si aggiungono i guai del marito John, anche lui professore, accusato da diverse ex studentesse di avere intrattenuto relazioni inappropriate con loro. Mentre la data dell'udienza di John si avvicina, M inizia a fantasticare su Vladimir, giovane e aitante professore aggiunto appena arrivato. Un'attrazione che si trasforma presto in una vera e propria ossessione, riaccendendo in M anche la fiamma della scrittura.
Rachel Weisz, qui sia protagonista che produttrice esecutiva, è sempre stata un'attrice dalla carriera indubbiamente interessante, che, dopo il grande successo di fine anni '90 con il blockbuster La mummia, ha quasi sempre preferito tenersi lontana dal classico percorso hollywoodiano.
Un'interprete che ha costantemente privilegiato la collaborazione con autori di un certo spessore (tanti i nomi, che vanno da Yorgos Lanthimos a Paolo Sorrentino) nonché i ruoli più sfidanti, portando in scena ritratti di donna sfaccettati e complessi.
Le cose non cambiano in Vladimir, miniserie comedy drama in cui l'autrice Julia May Jonas ha adattato per il piccolo schermo il suo omonimo romanzo. M è una protagonista femminile che si permette di esprime il suo irrefrenabile desiderio sessuale in modo esplicito, rivolgendosi direttamente allo spettatore con sagace ironia e sfacciataggine, come di solito è concesso solo ai personaggi di sesso opposto. Una donna realisticamente imperfetta, che per appagare la sua libido arriverà a compiere anche atti ampiamente discutibili.
Personaggio che troviamo coinvolto in una storia a metà strada fra Chi ha paura di Virginia Woolf?, da cui mutua sia il contesto accademico che l'attrazione da parte della coniuge più agée per il marito della coppia giovane, e la complessa vicenda post #MeToo messa in scena da Luca Guadagnino nel suo After the Hunt - Dopo la caccia. Un dramma borghese qui però alleggerito da un irresistibile humour sopra le righe.
Il tutto, come sopraccennato, raccontato dal punto di vista della sua protagonista, sia attraverso una continua rottura della quarta parete che a voli di immaginazione simili a quelli del J.D. di Scrubs - Medici ai primi ferri (M che immagina Vladimir uscire al ralenti con fare ammiccante dalla piscina, come Phoebe Cates in Fuori di testa). Un racconto in prima persona che sfuma sempre di più i confini fra realtà e fantasia, lasciandoci dubitare dell'affidabilità della nostra narratrice (sono veri i segnali che Vladimir le sta mandando o è tutto nella sua testa?).
Vladimir è una di quelle serie di qualità che ogni tanto spuntano anche nel catalogo Netflix, piattaforma di solito più orientata verso prodotti di genere e dal gusto prettamente pop. Una piccola gemma, impreziosita dall'ottima performance di Weisz, che saprà soddisfare chi ha amato produzioni come Beef - Lo scontro.