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marco
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venerdì 9 gennaio 2026
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uno dei film pi? brutti di sempre
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Incredibile che si continui con l'ennesimo film di questo tipo. Pretestuoso, presuntuoso, egocentrico, sembra Nietzsche de no artri, un film girato male e diretto peggio stracolmo di clich?, di errori di sintassi, di movimenti di macchina ingiustificati, tagli di montaggio assurdi, luoghi comuni, product placement, passaggi a vuoto, personaggi in cui non ci si identifica mai, storia completamente slegata e senza senso. Il mistero non ? capire come possa costare 80 milioni ma come si sia potuto proprio fare. Sono i misteri del cinema contemporaneo.
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marco
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venerdì 9 gennaio 2026
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uno dei film pi? brutti di sempre
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Incredibile che si continui con l'ennesimo film di questo tipo. Pretestuoso, presuntuoso, egocentrico, sembra Nietzsche de no artri, un film girato male e diretto peggio stracolmo di clich?, di errori di sintassi, di movimenti di macchina ingiustificati, tagli di montaggio assurdi, luoghi comuni, product placement, passaggi a vuoto, personaggi in cui non ci si identifica mai, storia completamente slegata e senza senso. Il mistero non ? capire come possa costare 80 milioni ma come si sia potuto proprio fare. Sono i misteri del cinema contemporaneo.
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hulk1
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giovedì 8 gennaio 2026
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vai a zappare
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Citando un noto motto ovvero : 'C' è chi nasce per studiare e chi nasce per zappare' personaggi come Guadagnino,ma molti altri come lui, sono nati per zappare , ma nati ricchi hanno studiato, scegliendo il cinema come il percorso più breve per affermarsi nel mondo. Personaggi come Zappaglione, Ligabue un libro, un disco, un film , ma mica sono Kubrik., impestano le nostre vite con la loro mediocrità, supponenza, etc. Ma il fatto grave è il seguente affondano persone che avrebbero realmente talento.,
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biox
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giovedì 4 dicembre 2025
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manca un senso
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Masturbazioni intellettuali. Non esiste il senso, tanti dialoghi (presuntamente) intelligenti, diatribe filosofiche sul nulla, se questa è Yale (non credo), poveri noi.
Questa idea che una storia (falsa, verosimile, vera) sia lo specchio di un tempo, di una contemporaneità, di un significato è tipico del nostro tempo. Vedo personaggi costruiti da una sceneggiatura mediocre, piena di stereotipi, e immancabile la molestia (lo stupro forse) come metafora (di cosa ? del rapporto uomo-donna ? del potere ? del "siamo tutti colpevoli" ? poteva mancare l'incesto ? e il suicidio carartico ? e la relazione lesbica ?). Gente che si parla addosso, se non fossero upper class non interesserebbero a nessuno.
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Masturbazioni intellettuali. Non esiste il senso, tanti dialoghi (presuntamente) intelligenti, diatribe filosofiche sul nulla, se questa è Yale (non credo), poveri noi.
Questa idea che una storia (falsa, verosimile, vera) sia lo specchio di un tempo, di una contemporaneità, di un significato è tipico del nostro tempo. Vedo personaggi costruiti da una sceneggiatura mediocre, piena di stereotipi, e immancabile la molestia (lo stupro forse) come metafora (di cosa ? del rapporto uomo-donna ? del potere ? del "siamo tutti colpevoli" ? poteva mancare l'incesto ? e il suicidio carartico ? e la relazione lesbica ?). Gente che si parla addosso, se non fossero upper class non interesserebbero a nessuno. Questo film non lascia nulla ma sarà "brodo di giuggiole" per chi ci marcia, ma senza un senso.
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giovedì 27 novembre 2025
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ridateci il guadagnino degli esordi
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Ho amato Guadagnino dal primo fotogramma di Io sono l'amore, gridando al nuovo genio italiano. Ho continuato ad apprezzarlo in A bigger Splash, in Chiamami col tuo nome ma da quando ha lasciato le ambientazioni italiane non riesco a più a guardare un suo film con una certa ritrosia, un po' come è accaduto con Woody Allen quando ha rimpiazzato New York con ambientazioni diverse. Challengers e Bones &All addirittura non sono riuscita a terminarli, con After the Hunt mi sono impuntata fino alla fine, nonostante le ore 2 ore di film e i dialoghi eccessivamente prolissi e ricchi di tecnicismi, resi ancora più difficili da comprendere da una presa del suono pessima e da una colonna sonora irritante, ricca di suoni sovrastanti e acidi che mi hanno davvero indisposta.
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Ho amato Guadagnino dal primo fotogramma di Io sono l'amore, gridando al nuovo genio italiano. Ho continuato ad apprezzarlo in A bigger Splash, in Chiamami col tuo nome ma da quando ha lasciato le ambientazioni italiane non riesco a più a guardare un suo film con una certa ritrosia, un po' come è accaduto con Woody Allen quando ha rimpiazzato New York con ambientazioni diverse. Challengers e Bones &All addirittura non sono riuscita a terminarli, con After the Hunt mi sono impuntata fino alla fine, nonostante le ore 2 ore di film e i dialoghi eccessivamente prolissi e ricchi di tecnicismi, resi ancora più difficili da comprendere da una presa del suono pessima e da una colonna sonora irritante, ricca di suoni sovrastanti e acidi che mi hanno davvero indisposta. Luca torna a girare in Italia, che forse tornerai a fare meglio.
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signorbagheri
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mercoledì 26 novembre 2025
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non esistono fatti ma solo interpretazioni
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La sceneggiatura sembra un puro artificio retorico di un sofista tradotto in dialoghi serrati, anche troppo per essere seguiti facilmente, infarciti di psicologia spiccia e citazioni filosofiche da bar dello sport, per dire che tutte le cose possono essere viste in due modi esattamente opposti, ossia per dimostrare una teoria che somiglia nella sostanza al proverbiale detto popolare della scoperta di quella che noi comuni mortali chiamiamo acqua calda. Brava la Roberts, sempre, bravo Guadagnino, per qualche inquadratura azzeccata, ma nel complesso il film si fa fatica a guardarlo fino alla fine e io mi sono sforzato di arrivarci, pur non chiamandomi Pasquale, proprio per vedere dove voleva andare a parare.
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La sceneggiatura sembra un puro artificio retorico di un sofista tradotto in dialoghi serrati, anche troppo per essere seguiti facilmente, infarciti di psicologia spiccia e citazioni filosofiche da bar dello sport, per dire che tutte le cose possono essere viste in due modi esattamente opposti, ossia per dimostrare una teoria che somiglia nella sostanza al proverbiale detto popolare della scoperta di quella che noi comuni mortali chiamiamo acqua calda. Brava la Roberts, sempre, bravo Guadagnino, per qualche inquadratura azzeccata, ma nel complesso il film si fa fatica a guardarlo fino alla fine e io mi sono sforzato di arrivarci, pur non chiamandomi Pasquale, proprio per vedere dove voleva andare a parare. A nulla, ovvero alla sconsolante quanto ovvia considerazione che tutto sarebbe interpretabile come il suo contrario. Quindi un film che dovrebbe stimolare un giudizio contraddittorio, che si potrebbe definire furbetto per il fatto di condire un soggetto banale con tutti gli ingredienti necessari per avere successo oltreoceano oggi, il tema gender, quello delle molestie sessuali e una donna di colore come coprotagonista, ma anche sempliciotto e pretenzioso per voler dimostrare qualcosa di risaputo come se si trattasse di una idea geniale ed invece il giudizio risulta dialetticamente in contraddizione con la teoria della contraddizione, univoco ossia noioso.
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alessandro
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sabato 22 novembre 2025
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insostenibile leggerezza
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Fatti non foste per viver come bruti anche se l'Ego vi costringe nella vostra condizione, ? l'insostenibile leggerezza dell'essere che sottende il film di Guadagnino, una lotta infinita alla ricerca di qualcosa che percepiamo non poter comprendere e raggiungere con l'intelletto e con la vita. all'interno di un quadro che si vuole costruire perfetto ci si trova schiacciati dai desiderata e le vicende umane ci conduce ad una stanca armonia, un misto tra malinconia e "felicit?", le parole fanno mondo ed in un mondo di parole ci si perde se si tralascia la parola pi? importante: Amore..
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no_data
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domenica 2 novembre 2025
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petulanza
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È questa la caratteristica principale del film. Fate conto di vedere una commedia alla Woody Allen senza la sua leggerezza, ironia, saggezza. Uno sbrodolamento radical chic portato alle stelle.
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fabio
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sabato 1 novembre 2025
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una grandissima delusione
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Il film è estremamente lento, affronta temi importanti ma lo fa in modo banale e prevedibile. La trama presenta dinamiche ed evoluzioni poco credibili e la pretesa di lasciare spazio all’“immaginazione dello spettatore” non giustifica le molte debolezze narrative.
Da un regista già candidato a un Oscar ci si aspetta decisamente di più. Ah, non ha nulla di un thriller.
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eugenio
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venerdì 31 ottobre 2025
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guadagnino e la verit? velata
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Guadagnino e il non detto. Siamo in un campus universitario dove una docente Alma (Julia Roberts), conduce una vita apparentemente stabile insieme al marito ma ovviamente l'idillio si spezza quando una sua promettente dottoranda, solleva un’accusa di stupro nei confronti del professore (Garfield), grande amico di Alma. Ciò genererà una crasi nell'animo già provato di Alma, innescando una divisione netta tra chi crede alla versione di Maggie e chi difende Hank, trasformando l’ateneo in un campo di battaglia morale e mediatico.
Ma chi è realmente colpevole? Poco importa, l'intento di Guadagnino è indagare, esplorare i comportamenti dei nostri protagonisti, sottolinearne le fragilità, debolezze. Una caccia che è prima ancora analisi psicologica e controversa di una vicenda fin troppo nota in cui nulla però è palesato salvo pungolare lo spettatore a interrogarsi su ciò che è vero o meno Ne risulta un apologo in tempi post me too di una dinamica di potere in cui il confine tra verità e rappresentazione si chiude dentro un’indagine morale dove nessuno sembra essere innocente. Volutamente relativistico. Da vedere
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