| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Stefano Cipani |
| Attori | Alessandro Gassmann, Luisa Ranieri, Caterina Murino, Valentina Romani, Diego Abatantuono Francesco Centorame, Angela Finocchiaro. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| MYmonetro | 2,89 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 20 novembre 2025
Una commedia che racconta la crisi esistenziale di Babbo Natale. E di come le donne riescono a trovare una soluzione.
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CONSIGLIATO SÌ
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Lavora una volta l'anno, ma lo stress lo attanaglia. Babbo Natale, o meglio Claus XVI, è in crisi e va in terapia insieme a sua moglie Margaret, che è anche la sua vice tuttofare, colei che organizza il lavoro anche con gli elfi. La sua identità deve rimanere segreta secondo le regole del mondo magico, solo i loro figli conoscono la vera identità dei genitori. Tutto precipita quando Babbo Natale fugge in una spa, dove incontra un ex Babbo Natale elargitore di consigli. A Margaret non resterà che allearsi con la Befana e Santa Lucia per tentare di salvare, tutte insieme, il Natale.
È una commedia per tutta la famiglia, Natale senza Babbo. Alla regia c'è lo stesso Stefano Cipani di Mio fratello rincorre i dinosauri, che torna a lavorare con Alessandro Gassmann dirigendolo in un ruolo curioso.
È il Babbo Natale che non ti aspetti: immaturo, smarrito, fragile, demotivato e pieno di dubbi, ben oltre l'orlo di una crisi di nervi. Accanto ha una donna tuttofare che non può permettersi cedimenti: ex inventrice, deve gestire famiglia e "azienda" natalizia, trattare con gli elfi, gestire l'organizzazione e lo smistamento dei regali.
Esilarante Angela Finocchiaro nei panni della terapeuta intenta ad aiutare la strana coppia, che a livello attoriale funziona e mostra sintonia. La performance più sorprendente la firma Caterina Murino, perfetta nei panni di una quasi villain, una Befana che ha anche un lato da cattiva disneyana, tra Maleficent e Crudelia Demon versione animalista. C'è poi Valentina Romani nei panni di Santa Lucia, dai poteri ultraterreni, Francesco Centorame in quelli di un elfo che si spende molto per la causa e Diego Abatantuono in quelli di un ex Babbo Natale che tenta di rimettere in sesto lo stralunato protagonista.
La caratterizzazione dei personaggi è tra gli elementi che funzionano di più in questo family movie scritto da Michela Andreozzi, che va giudicato per quello che è: una commedia ironica per tutta la famiglia, volutamente semplice e pop, inclusiva, simpatica, divertente e senza troppe pretese, che si concede qua e là spunti apprezzabili di ironia nelle battute. Funziona nell'umanizzare tutto ciò che è magico, personaggi compresi, per consentire un'immedesimazione immediata da parte del pubblico, come funziona il discorso femminista del "tutte unite per salvare il Natale" e la suggestione di una futura, possibile, Mamma Natale, che consegna idealmente il testimone, della storia e non solo, alle nuove generazioni.
Ai messaggi che lancia a loro e alle famiglie - dall'urgenza di ritrovare lo spirito del Natale vero nella corsa consumistica ai regali al sapersi fermare e chiedere aiuto quando ci si trova in difficoltà, ma anche l'importanza di chiedere scusa e fare squadra - Cipani aggiunge una spruzzata di effetti speciali made in Italy, che non sono ridondanti ma offrono quel tocco in più di spettacolarità e atmosfera natalizia che non nuoce, anzi colpisce nel segno.
Avevo qualche (minima) aspettativa su Natale Senza Babbo per una commedia brillante e invece finiamo nel solito stereotipo italiano delle commedie caciarone piene di tutto e che significano nulla. Michela Andreozzi scrive un film che trovo, come un po' tutti i suoi ultimi lavori, estremamente irritante nel voler accontentare tutti i punti di vista e piacere alla qualunque.
Il titolo-calembour dice già tutto. Più che nel post-cinepanettone, siamo nella galassia di film natalizi nostrani negli ultimi anni declinati tra le famiglie scoppiate sanate dalle festività (Improvvisamente Natale e sequel) e il fantasy leggero a base di Befane, Babbi Natale ed elfi allegramente disfunzionali. Qui si combinano entrambi i filoni e si racconta di un Babbo Natale mezzo depresso (Alessandro [...] Vai alla recensione »