| Titolo originale | Pod szarym niebem |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Polonia |
| Durata | 81 minuti |
| Regia di | Mara Tamkovich |
| Attori | Palina Chabatarova, Valentin Novopolskij, Aliaksandra Vaitsekhovic . |
| Uscita | giovedì 28 novembre 2024 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Invisible Carpet |
| MYmonetro | 3,35 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 27 novembre 2024
La vicenda, non ancora conclusa, della reporter Katsaryna Andreyeva perseguitata dal regime bielorusso. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Sotto il cielo grigio ha incassato 3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Katsaryna Andreyeva e la sua camerawoman Darya Chultsova sono finite in carcere a Minsk solo per aver fatto giornalismo d'inchiesta e, in particolare, per aver ripreso le manifestazioni antigovernative represse dalla polizia del premier Lukashenko. Il film testimonia la sua azione e ciò che il marito ha messo in atto per difenderla.
Un film di denuncia che ci ricorda che la libertà di cronaca va difesa giorno per giorno.
L'opera prima della regista polacco-bielorussa Mara Tamkovic è stata realizzata grazie ad un finanziamento del governo polacco nell'ambito di un progetto denominato Microbudget per registi esordienti. Il regolamento stabilisce che la cifra a disposizione non è alta (250.000 euro) e che il film va completato entro circa un anno dopo aver ottenuto il contributo. Ciò spiega le costrizioni necessarie che hanno finito con il divenire la forza del film. Le riprese sono spesso in interni domestici, la luce è naturale e gli attori sono due o tre. Tutto questo finisce con il mostrare la pervasività di una dittatura nella vita quotidiana. Le ristrettezze di budget fanno sì che a livello di montaggio qualche flashback rischia di creare confusione ma si tratta di un peccato veniale rispetto al grido di denuncia che arriva dalla vicenda di una reporter colpevole solo di aver ripreso e messo in onda la repressione di una manifestazione che denunciava l'uccisione di un oppositore. La comparsa di un drone davanti alla finestra da cui Lena (nome dato al personaggio) sta riprendendo, mostra come le nuove tecnologie possano essere utilizzate per individuare chi non si allinea ai voleri della dittatura.
Dopo l'arresto il film ci fa seguire l'azione del marito di cui finiamo con il comprendere che ciò che Lena aveva scambiato per codardia era soltanto il desiderio di lasciare il Paese per continuare la lotta all'estero evitando il carcere. Tamkovic, su cui non si trovano notizie in rete (e non è un buon segno) compie un'operazione coraggiosa che merita la visione. Ogni volta che un/una regista mette la propria creatività al servizio della denuncia di un sopruso (da qualsiasi parte provenga) va sostenuto/a. Si tratta di un tipo di cinema di cui abbiamo bisogno che rischia invece di essere soffocato da un mercato saturo di altri tipi di narrazione. Ciò vale ancora di più nei casi, come questo, in cui si è di fronte ad un'opera prima. Si tratta di un segnale chiaro e forte. Di un'esigenza di narrazione e di denunzia da soddisfare non appena se ne ha l'opportunità. Mara Tamkovic ha saputo coglierla e proporla senza trasformarla in un pamphlet ma piuttosto raccontandoci la vita di donne e uomini disposti a lottare giorno per giorno affinché le libertà civili non vengano definitivamente conculcate.
Nel film Sotto il cielo grigio, la regista Mara Tamkovich ci racconta la storia di una coppia di giornalisti, marito e moglie, che tentano in Bielorussia di opporsi al tolitarianismo dl Lukashenko (Лукашэнка) dando dell’informazione che non sia serva di chi comanda. Vediamo come il potere opprima, incarceri o uccida la gente per cercare di [...] Vai alla recensione »
Per un film coraggioso, ci vuole anche a volte una distribuzione coraggiosa: lode quindi a Invisible Carpet, che ha scommesso su Sotto il cielo grigio portandolo, a partire dal 28 novembre, nelle sale italiane. Se l'anteprima nazionale del vibrante lungometraggio in realtà ha avuto luogo lunedì 25 novembre nel piemontese Ideal Cityplex, proprio durante quel Torino Film Festival diretto da Giulio Base [...] Vai alla recensione »