|
|
manusimo
|
venerdì 27 dicembre 2013
|
capolavoro ispirato a saramago?
|
|
|
|
Still Life...film capolavoro che già dalla recensione mi aveva fatto pensare a "Tutti i nomi" di Josè Saramago,guardandolo poi,non mi ha lasciato alcun dubbio.Entrambi descrivono la vita "dolcemente malinconica" di un inetto,di un dimenticato,di un personaggio tanto semplice e banale,quanto originale e curioso. In entrambi, c'è la componente dell'ossessione verso la vita degli altri e la ricerca appassionata di uno sconosciuto,in entrambi, c'è il mettere in gioco le certezze di una vita minuziosamente programmata e sempre uguale, che improvvisamente poi viene sconvolta.Ho trovato queste forti analogie se pur raccontassero storie diverse.
[+]
Still Life...film capolavoro che già dalla recensione mi aveva fatto pensare a "Tutti i nomi" di Josè Saramago,guardandolo poi,non mi ha lasciato alcun dubbio.Entrambi descrivono la vita "dolcemente malinconica" di un inetto,di un dimenticato,di un personaggio tanto semplice e banale,quanto originale e curioso. In entrambi, c'è la componente dell'ossessione verso la vita degli altri e la ricerca appassionata di uno sconosciuto,in entrambi, c'è il mettere in gioco le certezze di una vita minuziosamente programmata e sempre uguale, che improvvisamente poi viene sconvolta.Ho trovato queste forti analogie se pur raccontassero storie diverse...allora mi chiedo: «Uberto Pasolini,avrà letto "Tutti i nomi"?!» ...ad ogni modo gran bel film.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a manusimo »
[ - ] lascia un commento a manusimo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
m.barenghi
|
venerdì 27 dicembre 2013
|
il "circolo virtuoso" di uberto pasolini
|
|
|
|
Still life, letteralmente "natura morta", racconta la vita "minimale" di un impiegato comunale della South London addetto alla gestione delle salme di persone apparentemente senza famiglia. Ne ritaglia le fotografie, che andranno a far parte del suo personalissimo album di famiglia (che non ha!); ne osserva l'ambiente vitale e ne raccoglie le reliquie, che gli serviranno per redarre un sermone funebre che nessuno ascolterà -a parte lui stesso-, dato che raramente le ricerche di possibili familiari che possano assistere alle esequie trovano esito positivo. E questi defunti rappresentano tutto il suo mondo, sia nello spoglio ufficio dove lavora e in cui cataloga minuziosamente ed accuratamente tutti i reperti che raccoglie, sia a casa, connotata principalmente appunto dal citato album di fotografie e da pasti squallidi ed abitudinaria base di tonno in scatola.
[+]
Still life, letteralmente "natura morta", racconta la vita "minimale" di un impiegato comunale della South London addetto alla gestione delle salme di persone apparentemente senza famiglia. Ne ritaglia le fotografie, che andranno a far parte del suo personalissimo album di famiglia (che non ha!); ne osserva l'ambiente vitale e ne raccoglie le reliquie, che gli serviranno per redarre un sermone funebre che nessuno ascolterà -a parte lui stesso-, dato che raramente le ricerche di possibili familiari che possano assistere alle esequie trovano esito positivo. E questi defunti rappresentano tutto il suo mondo, sia nello spoglio ufficio dove lavora e in cui cataloga minuziosamente ed accuratamente tutti i reperti che raccoglie, sia a casa, connotata principalmente appunto dal citato album di fotografie e da pasti squallidi ed abitudinaria base di tonno in scatola.
Detto così verrebbe voglia di far di tutto tranne che andare a vedere questo film: che è invece un'opera tutt'altro che deprimente, dai fortissimi toni consolatori, pervasa da una fine ironia e talora persino comica, stilisticamente e ritmicamente perfetta, fotograficamente eccellente, splendidamente recitata (non esiste il movimento di un muscolo del fantastico Eddie Marsan che non sia funzionale all'espressività e al racconto!). Soprattutto il film, molto english nello stile, oltre che nella produzione, ci ricorda in modo evidente un concetto fondamentale, mediato dalle culture africane e tornato di attualità in queste settimane in cui è scomparsa una delle grandissime figure del nostro tempo, Nelson Mandela: la nostra esistenza è riconducibile a un sistema di relazioni con tutto quello che ci circonda, materiale o immateriale, presente o assente, vivente o defunto, e solo nell'armonia di queste relazioni conciste il segreto della nostra pace interiore. E' il concetto di ubundu delle culture africane: quello che ha reso possibile la grande riappacificazione in Sudafrica appunto negli anni di Mandela. L'agire disinteressatamente per gli altri, oltre a metterci in risonanza armonica con il resto del mondo, contribuisce a promuovere, in contrapposizione all'utilitarismo e al menefreghismo, quel "circolo virtuoso" cui accennavo nel lancio, e di cui avremmo così tanto bisogno per risollevare le sorti morali del paese e dell'intera cultura occidentale. Il finale del film, che alcuni hanno trovato quasi pacchiano, è invece il suggello meraviglioso e commovente a questi concetti.
Da non perdere
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a m.barenghi »
[ - ] lascia un commento a m.barenghi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
diomede917
|
giovedì 26 dicembre 2013
|
c'è un omino piccolo così
|
|
|
|
C'è un omino piccolo così......che ha la faccia curiosa e stranita di.....Eddie Marsan
È uno che se fosse in Italia avrebbe la faccia aliena di Albanese nel fisico di Renato Rascel
Si chiama John May lavora per il municipio, il suo compito è cercare il parente più prossimo a chi muore da solo e non trovandolo dargli la migliore sepoltura.....
Lui non fa solo ricerche, lui li studia.....li analizza con le poche cose che lasciano di loro.....scrivendo un degno epitaffio che ogni essere umano merita.....è talmente legato al suo lavoro che colleziona in un album le foto di chi non c'è più forse perché la solitudine è il filo conduttore che li lega.
[+]
C'è un omino piccolo così......che ha la faccia curiosa e stranita di.....Eddie Marsan
È uno che se fosse in Italia avrebbe la faccia aliena di Albanese nel fisico di Renato Rascel
Si chiama John May lavora per il municipio, il suo compito è cercare il parente più prossimo a chi muore da solo e non trovandolo dargli la migliore sepoltura.....
Lui non fa solo ricerche, lui li studia.....li analizza con le poche cose che lasciano di loro.....scrivendo un degno epitaffio che ogni essere umano merita.....è talmente legato al suo lavoro che colleziona in un album le foto di chi non c'è più forse perché la solitudine è il filo conduttore che li lega.....
Ma un bel giorno questa routine durata 22 anni si spezza, viene licenziato per una politica di riduzione dei costi e gli viene concesso di portare a termine il suo ultimo lavoro...
Inizia per lui un viaggio doppiamente introspettivo nel mondo del barbone Will Stoke che è un po' come viaggiare dentro se stesso, vaga per l'Inghilterra a incontraee chi gli è stato vicino venendo a contatto con un personaggio stravagante amato e odiato da chi si è imbattuto in lui......la conoscenza profonda di quest'uomo porta degli inevitabili cambiamenti nella sua asettica, perfetta al limite del maniacale vita.
Con Still Life Uberto Pasolini filma la piccola storia di un piccolo uomo sulle grandi domande che la vita ti pone.......salta tra Kaurismaki e Mike Leigh conservando però una sua personale prospettiva.
Perché Still life non è cinema ne metà cinema ma pura e semplice poesia filmata come dimostra il commovente finale.....
Voto 8
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a diomede917 »
[ - ] lascia un commento a diomede917 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alex2044
|
mercoledì 25 dicembre 2013
|
un film molto bello con un finale eccezionale .
|
|
|
|
Un film molto bello con un finale eccezionale . Un film riuscito che tratta con delicatezza un tema difficile, molto difficile . La scommessa è riuscita . Si possono fare ottimi film con poco .
Eddie Marsan ,una scoperta, bravissimo , il suo cambio di espressione nel finale superlativo . Uberto Pasolini è un regista che sa fare il suo mestiere . Da vedere .
|
|
|
[+] lascia un commento a alex2044 »
[ - ] lascia un commento a alex2044 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fausto soregaroli
|
lunedì 23 dicembre 2013
|
nature morte o nature vive?
|
|
|
|
Agire nella direzione in cui si crede, senza aspettarsi nulla in cambio.
La Fede autentica, l'atto d' Amore per eccellenza.
Tutto il resto è Vita.
Film di un lirismo superlativo.
Fausto Soregaroli
|
|
|
[+] lascia un commento a fausto soregaroli »
[ - ] lascia un commento a fausto soregaroli »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gummo
|
lunedì 23 dicembre 2013
|
film italiano (?) dell'anno.
|
|
|
|
Il film esce coraggiosamente a ridosso delle festività ed è questa la sua forza. Still Life è il film che nessuno vorrebbe vedere il giorno di Natale, è un eroico elogio alla tristezza, una profonda celebrazione della solitudine dell'animo, l'inno disperato alla morte. Still Life è il film che mancava. Se Uberto Pasolini (nipote di Luchino Visconti - fonte: ilsole24ore) aspirava alla crudezza di Michael Haneke con questo film ha fatto (quasi) centro. Eddie Marsan (John May) da premio Oscar, la fotografia è meravigliosamente deprimente.
|
|
|
[+] lascia un commento a gummo »
[ - ] lascia un commento a gummo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vanessa zarastro
|
domenica 22 dicembre 2013
|
i colori pastello delle "nature morte"
|
|
|
|
John May si occupa delle “vite degli altri”, o meglio delle morti degli altri, delle persone sole e senza famiglia. Il suo è un lavoro indiziario che porta avanti con il massimo rigore, diligenza ed estrema professionalità. Spera sempre di trovare, di volta in volta, qualcuno che conoscesse la salma per far celebrare il funerale con un minimo di condivisione, ma si ritrova sempre solo a scrivere i necrologi-ricordo che saranno letti dall’officiante di turno. Man mano le solitudini degli altri colmano la sua; John si affeziona ai suoi morti, ne ritaglia le foto, si preoccupa anche di trovare delle sistemazioni agli eventuali cani o gatti rimasti senza padrone. Tutte le immagini sono quadri di “nature morte”, il pasto che lui consuma, la tavola apparecchiata, gli album di foto trovati nell’appartamento dell’ultima persona morta e così via.
[+]
John May si occupa delle “vite degli altri”, o meglio delle morti degli altri, delle persone sole e senza famiglia. Il suo è un lavoro indiziario che porta avanti con il massimo rigore, diligenza ed estrema professionalità. Spera sempre di trovare, di volta in volta, qualcuno che conoscesse la salma per far celebrare il funerale con un minimo di condivisione, ma si ritrova sempre solo a scrivere i necrologi-ricordo che saranno letti dall’officiante di turno. Man mano le solitudini degli altri colmano la sua; John si affeziona ai suoi morti, ne ritaglia le foto, si preoccupa anche di trovare delle sistemazioni agli eventuali cani o gatti rimasti senza padrone. Tutte le immagini sono quadri di “nature morte”, il pasto che lui consuma, la tavola apparecchiata, gli album di foto trovati nell’appartamento dell’ultima persona morta e così via. Perfino le stazioni dei treni sembrano ritrarre un’Inghilterra lontana forse più nel tempo che nello spazio. Siamo sempre ai bordi, ai margini perfino negli uffici del comune. Gli scorci urbani sono sempre rappresentati deserti, le case a ballatoio sono semivuote e i ritmi tutti rallentati. È per questa sua precisione e rigore che, in tempo di crisi, il comune decide di tagliare proprio questo “servizio utenti”, troppo costosi gli inutili e vuoti funerali e troppo costose le bare che John sceglie con cura dopo aver in qualche modo identificato la personalità del morto. John sceglie accuratamente per il funerale anche le musiche e si porta perfina i CDs da casa sua. Un film garbato, fatto di sentimenti sottovoce, si direbbe understanding, dove il protagonista man mano si scioglie e, ripercorrendo una vita di un uomo trasgressivo, si lascia andare anche a delle dolci emozioni. È un film sull’assenza ma nonostante abbia tutti gli ingredienti per essere un film triste, trovo che sia anche un film di speranza e di continuità. Un film raro, poetico e direi perfino educativo che consiglierei caldamente.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a vanessa zarastro »
[ - ] lascia un commento a vanessa zarastro »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabiofeli
|
domenica 22 dicembre 2013
|
pietà l'è morta
|
|
|
|
L’espressione inglese “still life”, tradotta letteralmente in italiano corrisponde a natura morta, ma significa natura immobile, silenziosa. E John May ( Eddie Marsan) è un impiegato municipale londinese di poche parole che fa trapelare le sue emozioni da un volto apparentemente immobile, ma ciononostante espressivo nel sollevarsi di ciglia sugli occhi chiari o in un sorriso accennato. La sua vita solitaria gira attorno ad un lavoro reso inutile da un mondo nel quale “pietà l’è morta”: John deve reperire parenti e amici di persone decedute in solitudine e miseria per prepararne le onoranze funebri a carico della spesa pubblica. Con meticolosità cerca indizi nelle stanze dei decessi in zone periferiche di Londra, frugando tra foto o lettere.
[+]
L’espressione inglese “still life”, tradotta letteralmente in italiano corrisponde a natura morta, ma significa natura immobile, silenziosa. E John May ( Eddie Marsan) è un impiegato municipale londinese di poche parole che fa trapelare le sue emozioni da un volto apparentemente immobile, ma ciononostante espressivo nel sollevarsi di ciglia sugli occhi chiari o in un sorriso accennato. La sua vita solitaria gira attorno ad un lavoro reso inutile da un mondo nel quale “pietà l’è morta”: John deve reperire parenti e amici di persone decedute in solitudine e miseria per prepararne le onoranze funebri a carico della spesa pubblica. Con meticolosità cerca indizi nelle stanze dei decessi in zone periferiche di Londra, frugando tra foto o lettere. Spesso trova poco di notevole, oltre la foto del morto, per preparare il discorso di chi officerà il servizio funebre: una collezione di dischi gli suggerirà la scelta della musica per accompagnare la cerimonia. E solo lui presenzierà all’inumazione. John si sta occupando di un certo William Stoke, quando il dirigente del suo ufficio, Mr. Pratchett (Andrew Buchan), gli comunica bruscamente con efficienza thatcheriana il suo futuro: il lavoro dell’impiegato passa ad un altro ufficio perché è “un ramo secco”, e i costi per ottenere un risultato che non interessa più a nessuno sono troppo alti. John – afferma cinicamente Pratchett - avrà “una buona occasione per cambiare lavoro” dopo 22 anni. Raggelato, John May strappa il permesso di completare l’ultimo caso del quale si sta occupando. William Stoke viveva proprio davanti alla casa di John, addirittura in una finestra di fronte alla sua; John riesce a trovare Jumbo (Ciaran McIntyre), un commilitone della guerra delle Malvine al quale William ha salvato la vita, una certa Mary (Karen Drury) con la quale il defunto ha convissuto per un po’, e la figlia di Stoke, Kelly (Joanne Froggatt), che figura ancora bambina in un vecchio album di fotografie trovato in casa del morto. Con Kelly il grigio impiegato comunale stabilisce un sottile filo di comunicazione; nasce una tenue simpatia reciproca: un premio alla scrupolosa costanza di John. Negli spostamenti su autobus e metropolitane per svolgere il suo lavoro, l’impiegato finalmente trova posto nel senso di marcia delle vetture: è un segno che qualcosa nella sua vita solitaria è cambiato. Ma …
Uberto Pasolini, a suo tempo impegnato nella produzione del gustoso “Full Monty” di Peter Cattaneo, ha diretto il divertente Machan; stavolta produce, sceneggia e dirige un’opera delicata e poetica. Ha buon gioco con il bravo Eddie Marsan, apparso in ruoli secondari in altri film. Pasolini, nel raccontare la storia, inanella belle immagini fotografiche di perfetta composizione, confezionando un buon film nonostante il tema dolente trattato. Da vedere.
Valutazione *** ½
FabioFeli
[-]
[+] cupo e triste ma bellissimo
(di fafia61)
[ - ] cupo e triste ma bellissimo
|
|
|
[+] lascia un commento a fabiofeli »
[ - ] lascia un commento a fabiofeli »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ermix54
|
domenica 22 dicembre 2013
|
se esistono gli angeli ...
|
|
|
|
Nessun dubbio che si tratti di un film che ricorderò per sempre, collocandolo fra Departures e Le vite degli altri con qualche suggestione da Il cielo sopra Berlino.
Film che oso definire perfetto per la sobrietà di ogni scena e che è nello stesso tempo piena di significati e in molti momenti di autentica poesia. Recitazione, musica, ambientazioni tutto nella giusta misura, quello che manca, e che è invece sovrabbondante negli altri film, è il sesso, il turpiloquio, la violenza a gogò. Nelle vite vissute dei personaggi di cui deve occuparsi John May probabilmente queste cose non erano mancate, ma ora è il momento di raccogliere ciò che rimane e di fare i conti con il proprio passato.
[+]
Nessun dubbio che si tratti di un film che ricorderò per sempre, collocandolo fra Departures e Le vite degli altri con qualche suggestione da Il cielo sopra Berlino.
Film che oso definire perfetto per la sobrietà di ogni scena e che è nello stesso tempo piena di significati e in molti momenti di autentica poesia. Recitazione, musica, ambientazioni tutto nella giusta misura, quello che manca, e che è invece sovrabbondante negli altri film, è il sesso, il turpiloquio, la violenza a gogò. Nelle vite vissute dei personaggi di cui deve occuparsi John May probabilmente queste cose non erano mancate, ma ora è il momento di raccogliere ciò che rimane e di fare i conti con il proprio passato. John May raccoglie tutti i frammenti e con ammirevole dedizione li rimette insieme.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ermix54 »
[ - ] lascia un commento a ermix54 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
pier71
|
sabato 21 dicembre 2013
|
pretenzioso e inutile
|
|
|
|
Questo film è molto grave. Più grave di Neri Parenti perché qui si ambisce, si pretende, se aver nulla da dire. Ma proprio nulla!!! E' un esercizio di rigorosa eleganza (anglosassone) che nasconde un (italianissimo) vuoto pneumatico. Se questo è un bel film di Mike Leigh che dovremmo dire? Iniziare a pregarlo in ginocchio davanti a un altare?? No, non ci siamo, finisce il film e non ce ne frega niente. Ma forse non ce ne fregava niente fin dall'inizio. Soporifero.
[+] il mondo è bello perchè è vario
(di goldy)
[ - ] il mondo è bello perchè è vario
[+] severo ma giusto
(di brian77)
[ - ] severo ma giusto
[+] pier 71, un mio modesto consiglio
(di dodix2013)
[ - ] pier 71, un mio modesto consiglio
[+] ...parli al singolare almeno....
(di drumtaps)
[ - ] ...parli al singolare almeno....
|
|
|
[+] lascia un commento a pier71 »
[ - ] lascia un commento a pier71 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|