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asfalto
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domenica 3 marzo 2013
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bello? mica tanto
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Si salva solo per l'interpretazione di Lincoln. Poi se uno deve dire bello perché lo dicono tutti è un altro discorso. La giuria degli Oscar, questa volta, ha fatto un gran lavoro nel ridurre le aspettative di questa pellicola logorroica.
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southafricancan
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sabato 2 marzo 2013
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il fine giustifica i mezzi.
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Tralascio commenti sulle caratteristiche tecniche del film, che, come ci si poteva aspettare sono eccelse, per avventurarmi in una recensione sui contenuti del film. Lincoln è da molti stato criticato in quanto noioso o più documentario che film. In realtà, escluse le patetiche scenate di Sally Field, il film non mi è sembrato noioso. L'aspetto del film che mi ha deluso è invece l'impostazione della ricostruzione storica. Spielberg esce dai canoni dell'eroe hollywoodiano nel mostrare aspetti spregiudicati del mito Lincoln, che pur di giungere ai suoi obiettivi non rinuncia a corrompere e lusingare un Parlamento americano avido e disilluso.
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Tralascio commenti sulle caratteristiche tecniche del film, che, come ci si poteva aspettare sono eccelse, per avventurarmi in una recensione sui contenuti del film. Lincoln è da molti stato criticato in quanto noioso o più documentario che film. In realtà, escluse le patetiche scenate di Sally Field, il film non mi è sembrato noioso. L'aspetto del film che mi ha deluso è invece l'impostazione della ricostruzione storica. Spielberg esce dai canoni dell'eroe hollywoodiano nel mostrare aspetti spregiudicati del mito Lincoln, che pur di giungere ai suoi obiettivi non rinuncia a corrompere e lusingare un Parlamento americano avido e disilluso. Addirittura il prolungamento artificioso della mostruosa guerra civile non spaventa Lincoln, nella misura in cui serve ad affermare i suoi ideali. Poste queste premesse, si potrebbe dire che Spielberg ha definitivamente epurato la sua visione storica dal mito che avvolge la figura di uno dei più importanti americani di sempre. Purtroppo così non è. Le conseguenze negative delle azioni di Lincoln sono guardate con un occhio eccessivamente indulgente, mortificando la coraggiosa scelta di mettere in luce gli aspetti più ombrosi del potentissimo Presidente. Un'altra scelta che mi ha lasciato perplesso è quella di non dare voce al Sud." Lincoln" avrebbe dovuto esporre le ragioni di quella parte del paese che non poteva permettersi l'abbandono del lavoro degli schiavi. Spielberg si limita a trattare gli schiavisti come dei grezzi razzisti, il che per un film che vuole essere storico mi sembra troppo poco.
Purtroppo devo concludere che "Lincoln" non è altro che il solito film pomposo e propagandistico cui Hollywood ci ha abituati negli ultimi anni. Il discorso sull'imposizione dei diritti mi sembra pericoloso in un momento in cui l'america è impegnata nelle sue guerre per esportare la civiltà.Consigliato a chi sente il bisogno di essere indottrinato.
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pensierocivile
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giovedì 28 febbraio 2013
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fatica, sangue e redenzione
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Dopo la prima ora del film è facile pensare all'impossibilità di giungere alla fine; la scalata della montagna è davvero ardua e nessuno fa nulla per aiutare il povero spettatore a sopravvivere all'immane verbosità dei dialoghi, al loro tecnicismo riformatore, all'immobilismo di una messa in scena che teatralizza tutta l'ideologia, il senso dell'atto a cui apprestarsi. Fortunatamente quando dalla teoria, dal concetto, il tredicesimo emendamento si approccia alla realtà politica e il livello accompagna il ritmo della Storia, nasce un nuovo film, meravigliosamente lucido. I tasselli tornano alla perfezione al loro posto: Spielberg, nonostante si proni totalmente al racconto, ci mostra un Lincoln iconografico, a volte ombra, vittima delle proprie scelte e succube di mani, comunque, sporche di sangue, a volte lo staglia a fondamento della Storia, a origine del senso stesso di Nazione e farlo cavalcare lentamente fra i cadaveri di una guerra fratricida riconsegna valore all'arte della politica.
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Dopo la prima ora del film è facile pensare all'impossibilità di giungere alla fine; la scalata della montagna è davvero ardua e nessuno fa nulla per aiutare il povero spettatore a sopravvivere all'immane verbosità dei dialoghi, al loro tecnicismo riformatore, all'immobilismo di una messa in scena che teatralizza tutta l'ideologia, il senso dell'atto a cui apprestarsi. Fortunatamente quando dalla teoria, dal concetto, il tredicesimo emendamento si approccia alla realtà politica e il livello accompagna il ritmo della Storia, nasce un nuovo film, meravigliosamente lucido. I tasselli tornano alla perfezione al loro posto: Spielberg, nonostante si proni totalmente al racconto, ci mostra un Lincoln iconografico, a volte ombra, vittima delle proprie scelte e succube di mani, comunque, sporche di sangue, a volte lo staglia a fondamento della Storia, a origine del senso stesso di Nazione e farlo cavalcare lentamente fra i cadaveri di una guerra fratricida riconsegna valore all'arte della politica. Fondamentale per l'impianto del film l'interpretazione totale di Daniel Day-Lewis, accompagnato dalla dura genialità di Tommy Lee Jones a cui spetta la scena più divertente, quella della "persuasione" di un democratico, e dalla sorpresa James Spader, perfetto, "sudato". Non si può dimenticare neppure il dolore di Sally Field che sul finale si arrende al destino e alla grandezza di colui che le è a fianco. Insomma un eccellente cast, per un ottimo film che può permettersi il lusso di tralasciare la scena dell'omicidio per puntare tutto sulla solitudine di coloro che lo videro morire, consegnato alla Storia.
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(di marinabelinda)
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giopesa
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lunedì 25 febbraio 2013
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complessa semplicità
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Spielberg ha trattato questo argomento importante, fondamentale per la storia americana con molta semplicità. Ha inserito i toccanti argomenti di rapporto tra padre e figlio e rapporto tra marito e moglie.
Le scene di politica sono estremamente suggestive e sono secondo me la colonna vertebrale del film.
Il cast stellare ha certamente contribuito con T.L. Jones, Sally Field, J.G. Levitt, e con un divino D.D. Lewis.
I personaggi dei soldati, nonostante siano semplici comparse, sono letteralmente fondamentali per il senso del film.
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gpistoia39
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lunedì 25 febbraio 2013
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un grande stratega che anche nel dolore.
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Il film è bello perchè tratta in modo verosimile dei fatti accaduti nel 1865. Fatti per noi italiani, lontani due volte. Prima volta perchè il tempo va indietro di 148, neppure mio nonno era ancora nato e se lo era lo era da poco. Secondo perchè non tutti noi conosciamo la stori Americana, se non per grandi linee, studiate a scuola. Ma Spielberg come al solito fa la sua opera d'arte filmica, universale per tutti, anche per quelli come noi che conosciamo poco la storia Americana. E infatti, non a caso il titolo del Film e Lincoln, non "La guerra Civile Americaca, i Nordisti e i sudesti. Gli americani ne hanno fatti mille di film sui Nordisti e i Sudesti. Spielberg, da vero genio, da grande regista ha messo in scena il dramma di un bravo uomo, chiamato a fare il presidente degli stati Uniti, che si è dimostrato, un grande stratega.
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Il film è bello perchè tratta in modo verosimile dei fatti accaduti nel 1865. Fatti per noi italiani, lontani due volte. Prima volta perchè il tempo va indietro di 148, neppure mio nonno era ancora nato e se lo era lo era da poco. Secondo perchè non tutti noi conosciamo la stori Americana, se non per grandi linee, studiate a scuola. Ma Spielberg come al solito fa la sua opera d'arte filmica, universale per tutti, anche per quelli come noi che conosciamo poco la storia Americana. E infatti, non a caso il titolo del Film e Lincoln, non "La guerra Civile Americaca, i Nordisti e i sudesti. Gli americani ne hanno fatti mille di film sui Nordisti e i Sudesti. Spielberg, da vero genio, da grande regista ha messo in scena il dramma di un bravo uomo, chiamato a fare il presidente degli stati Uniti, che si è dimostrato, un grande stratega. Lincoln è la messa in mostra della sofferenza di un buon padre di famiglia e di un buon marito, travagliato da ciò che DEVE APPòUTAMENTE FARE a qualsiasi prezzo: FAR APPROVARE AL PARLAMENTO IL TREDICESIMO EMENDAMENTO che abolirà la schiavitù in America. Se non si guarda il film con questi occhi, poi si scrivono dei commenti ridicoli.
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raffaelemarino
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domenica 24 febbraio 2013
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non vederlo sarebbe un peccato
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Un elogio al bravo daniel day lewis per aver trovato un ritratto ad un personaggio dove le fonti storiche sono poche reperibili visto il periodo storico,si parla del 1856,una voce sottile ma autoritaria una camminata altalenante che risalta la figura e l'originalità di quell'uomo.Particolarmente bravo tommy lee jones che ha trovato delle sfaccettature ad un personaggio che giocava tanto di ambiguità.Mi è piaciuta la collaborazione tra costumi fotografia,quei colori pastello hanno dato davvero quel senso di assistere ad una pellicola antica.Anche le scenografie molto a soggetto senza troppi ninnoli tutto era giustificato messo in quel punto perchè doveva raccontare qualcosa.
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Un elogio al bravo daniel day lewis per aver trovato un ritratto ad un personaggio dove le fonti storiche sono poche reperibili visto il periodo storico,si parla del 1856,una voce sottile ma autoritaria una camminata altalenante che risalta la figura e l'originalità di quell'uomo.Particolarmente bravo tommy lee jones che ha trovato delle sfaccettature ad un personaggio che giocava tanto di ambiguità.Mi è piaciuta la collaborazione tra costumi fotografia,quei colori pastello hanno dato davvero quel senso di assistere ad una pellicola antica.Anche le scenografie molto a soggetto senza troppi ninnoli tutto era giustificato messo in quel punto perchè doveva raccontare qualcosa.La sceneggiatura molto forbita molto curata grammaticalmente per i dettagli dell'epoca;forse troppo dialogata,infatti tutto giocava sull'opera di persuasione di far accettare quella legge da parte di chi si sentiva minacciato.Troppe poche le location, tutto girato per il 90% negli interni.Anche la storia parallella,ossia le vicende familiari private di Lincoln,sono state trattate in punta di piedi senza mai dare fastidio alla storia principale. Il film sicuramente si accaparrerà qualche statuetta visto il tema del 13°emendamento che aboliva la schiavitù e visto anche l'attuale presidente americano.La cosa che di più mi ha sbalordito sono stati i lunghi piani sequenza con relative carrellate,dove l'attore recitava senza mai fermarsi,interi monologhi senza uno stop;questo modo di fare si faceva negli anni 70 quando gli attori erano "ATTORI" naturalmente con un caratterista come D.D.Lewis, per regista è un invito a nozze, una caratterizzazione registica del genere.Per gli addetti ai lavori basterebbe solo questo per andare a vedere questo lugometraggio.Il mio consiglio è: se siete amanti del genere storico e volete assistere ad una tecnica cinematografica eccellente andate anche a vederlo!!!che il ciak sia con voi raffaele marino
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pietro
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sabato 23 febbraio 2013
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bel documentario storico!!!
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Ho appena visto questo film ieri sera. Ma si puo' parlare di film? A mio modesto avviso no perchè questo è solamente un documentario nemmeno troppo interessante oppure era buono per una rappresentazione teatrale. Troppo lento e macchinoso soprattutto nella prima parte, in definitiva non c'è nulla della magia del cinema.Sconsigliato
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andrea giostra
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sabato 23 febbraio 2013
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cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra loro
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Lincoln (2012.)Il 31 gennaio del 1865,con 119 voti a favore e 56 voti contrari,il Presidente degli Stati Uniti d’America,Abrahan Lincoln,firmava,insieme ai presidenti di Camera e Senato,il XIII Emendamento alla Costituzione che abolì ufficialmente e proibì per sempre la schiavitù.
Uno straordinario ed estremamente convincente Daniel Day-Lewis interpreta magnificamente l’Uomo Lincoln che cambiò le sorti del mondo occidentale.
Quello che il film mostra allo spettatore è,però,qualcosa che va al di là della semplice storia dell’approvazione del XIII Emendamento.E’ l’immensa passione per la politica di coloro che sono stati i padri del modello democrativo occidentale,con i moti d’animo diurni e notturni,i dubbi viscerali,le notti insonni, gli incubi per un temuto disastro imminente, i sogni di un mondo migliore, le lotte ideologiche e pregiudiziali, gli sterotipi razzisti e i timori per il diverso e per il nuovo, la speranza.
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Lincoln (2012.)Il 31 gennaio del 1865,con 119 voti a favore e 56 voti contrari,il Presidente degli Stati Uniti d’America,Abrahan Lincoln,firmava,insieme ai presidenti di Camera e Senato,il XIII Emendamento alla Costituzione che abolì ufficialmente e proibì per sempre la schiavitù.
Uno straordinario ed estremamente convincente Daniel Day-Lewis interpreta magnificamente l’Uomo Lincoln che cambiò le sorti del mondo occidentale.
Quello che il film mostra allo spettatore è,però,qualcosa che va al di là della semplice storia dell’approvazione del XIII Emendamento.E’ l’immensa passione per la politica di coloro che sono stati i padri del modello democrativo occidentale,con i moti d’animo diurni e notturni,i dubbi viscerali,le notti insonni, gli incubi per un temuto disastro imminente, i sogni di un mondo migliore, le lotte ideologiche e pregiudiziali, gli sterotipi razzisti e i timori per il diverso e per il nuovo, la speranza.Il film di Spielberg è questo che ci racconta:il vero ed originario senso nobile della politica finalizzata al bene comune e alla migliore convivenza civile per garantire“pari dignità a tutti i cittadini,senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali”,insomma,quello che molti anni dopo,il 22 dicembre 1947,sarebbe divenuto il primo comma dell’articolo tre dei Principi Fondamentali della Costituzione Italiana approvata dall’Assemblea Costituente alla fine dell’ultima Grande Guerra.E’ sono queste le origini culturali, morali ed etice alle quali Spielberg col suo racconto straordinario ci spinge con forza e determinazione a ritornare perché il mondo sia migliore e si risvegli da anni cupi e bui in cui politici“inetti,bifolchi e senza talento”-come fa dire allo straordinario Day-Lewis in uno dei dialoghi più incisivi del film-negli ultimi quarant’anni hanno dominato le scene di quelle che impropriamente ci hanno voluto presentare, spesso convincendoci, come le “vere democrazie” dei paesi occidentali,e che invece hanno raprresentato lo strumento di controllo di masse deboli, ignoranti ed indifese, per garantire a piccole caste corrotte potere e privilegi economici, sociali e finanziari.Daniel Day-Lewis domina la scena del film e lo fa con la sua straordinaria classe recitativa ed interpretativa, immensa ed unica nel panoramo mondiale attuale.Una recitazione ed una interpretazione che riesce a far emergere l’umanità,la sensibilità,il senso della famiglia e l’amore per i figli,il rispetto dei più deboli e l’onestà politica ed intellettuale,la missione umana e sociale all’interno del suo ruolo di immenso potere quale Presidente della nazione più potente al mondo.E questa forza dirompente e trasformatrice passa dalla cultura e dalla conoscenza,ma anche dal compromesso qualora questo è finalizzato esclusivamente al bene comune,quella che i politici di oggi disertano navigando a vista nell’ignoranza più sconcertante e nall’approssimazione più pericolosa.Sono solo la cultura e la conoscenza che possono salvare il mondo.Quella cultura e quella conoscenza che Lincoln richiama per convincere dell’uguaglianza tra tutti i popoli e tra tutte le razze citanto Euclide, che tra il IV e il III secolo avanti Cristo scrisse il primo assioma di radicale e indiscutibile eguaglianza tra le cose ma anche tra gli uomini:“Cose uguali ad una stessa cosa sono uguali tra loro”.
(recensione di Andrea Giostra-facebook.com/pages/Andrea-Giostra-FILM/124219894392445–andreagiostra@libero.it)
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andrea giostra
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sabato 23 febbraio 2013
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cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra loro
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Lincoln (2012.)Il 31 gennaio del 1865,con 119 voti a favore e 56 voti contrari,il Presidente degli Stati Uniti d’America,Abrahan Lincoln,firmava,insieme ai presidenti di Camera e Senato,il XIII Emendamento alla Costituzione che abolì ufficialmente e proibì per sempre la schiavitù.
Uno straordinario ed estremamente convincente Daniel Day-Lewis interpreta magnificamente l’Uomo Lincoln che cambiò le sorti del mondo occidentale.
Quello che il film mostra allo spettatore è,però,qualcosa che va al di là della semplice storia dell’approvazione del XIII Emendamento.E’ l’immensa passione per la politica di coloro che sono stati i padri del modello democrativo occidentale,con i moti d’animo diurni e notturni,i dubbi viscerali,le notti insonni, gli incubi per un temuto disastro imminente, i sogni di un mondo migliore, le lotte ideologiche e pregiudiziali, gli sterotipi razzisti e i timori per il diverso e per il nuovo, la speranza.
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Lincoln (2012.)Il 31 gennaio del 1865,con 119 voti a favore e 56 voti contrari,il Presidente degli Stati Uniti d’America,Abrahan Lincoln,firmava,insieme ai presidenti di Camera e Senato,il XIII Emendamento alla Costituzione che abolì ufficialmente e proibì per sempre la schiavitù.
Uno straordinario ed estremamente convincente Daniel Day-Lewis interpreta magnificamente l’Uomo Lincoln che cambiò le sorti del mondo occidentale.
Quello che il film mostra allo spettatore è,però,qualcosa che va al di là della semplice storia dell’approvazione del XIII Emendamento.E’ l’immensa passione per la politica di coloro che sono stati i padri del modello democrativo occidentale,con i moti d’animo diurni e notturni,i dubbi viscerali,le notti insonni, gli incubi per un temuto disastro imminente, i sogni di un mondo migliore, le lotte ideologiche e pregiudiziali, gli sterotipi razzisti e i timori per il diverso e per il nuovo, la speranza.Il film di Spielberg è questo che ci racconta:il vero ed originario senso nobile della politica finalizzata al bene comune e alla migliore convivenza civile per garantire“pari dignità a tutti i cittadini,senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali”,insomma,quello che molti anni dopo,il 22 dicembre 1947,sarebbe divenuto il primo comma dell’articolo tre dei Principi Fondamentali della Costituzione Italiana approvata dall’Assemblea Costituente alla fine dell’ultima Grande Guerra.E’ sono queste le origini culturali, morali ed etice alle quali Spielberg col suo racconto straordinario ci spinge con forza e determinazione a ritornare perché il mondo sia migliore e si risvegli da anni cupi e bui in cui politici“inetti,bifolchi e senza talento”-come fa dire allo straordinario Day-Lewis in uno dei dialoghi più incisivi del film-negli ultimi quarant’anni hanno dominato le scene di quelle che impropriamente ci hanno voluto presentare, spesso convincendoci, come le “vere democrazie” dei paesi occidentali,e che invece hanno raprresentato lo strumento di controllo di masse deboli, ignoranti ed indifese, per garantire a piccole caste corrotte potere e privilegi economici, sociali e finanziari.Daniel Day-Lewis domina la scena del film e lo fa con la sua straordinaria classe recitativa ed interpretativa, immensa ed unica nel panoramo mondiale attuale.Una recitazione ed una interpretazione che riesce a far emergere l’umanità,la sensibilità,il senso della famiglia e l’amore per i figli,il rispetto dei più deboli e l’onestà politica ed intellettuale,la missione umana e sociale all’interno del suo ruolo di immenso potere quale Presidente della nazione più potente al mondo.E questa forza dirompente e trasformatrice passa dalla cultura e dalla conoscenza,ma anche dal compromesso qualora questo è finalizzato esclusivamente al bene comune,quella che i politici di oggi disertano navigando a vista nell’ignoranza più sconcertante e nall’approssimazione più pericolosa.Sono solo la cultura e la conoscenza che possono salvare il mondo.Quella cultura e quella conoscenza che Lincoln richiama per convincere dell’uguaglianza tra tutti i popoli e tra tutte le razze citanto Euclide, che tra il IV e il III secolo avanti Cristo scrisse il primo assioma di radicale e indiscutibile eguaglianza tra le cose ma anche tra gli uomini:“Cose uguali ad una stessa cosa sono uguali tra loro”.
(recensione di Andrea Giostra-facebook.com/pages/Andrea-Giostra-FILM/124219894392445–andreagiostra@libero.it)
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[+] lincoln, un capolavoro
(di igas_the_guardian)
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jaylee
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venerdì 22 febbraio 2013
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ritratto di una nazione e dei politici che merita
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Se mai ci fosse stato un "prodotto" ingegnerizzato per vincere un oscar, di certo questo è Lincoln... La storia del più popolare presidente degli Stati Uniti di tutti i tempi, diretta dal più popolare regista di tutti i tempi, ed interpretata da quello che probabilmente è il miglior attore vivente...
Premesse assolutamente trionfali per l'ultima opera di Steven Spielberg: monumentale il racconto degli ultimi giorni della Guerra Civile Americana, con gli scontri politici anche internamente alla fazione nordista relativi alla questione della liberazione degli schiavi neri, peraltro narrati in modo estremamente accurato, come forse mai si era visto sullo schermo.
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Se mai ci fosse stato un "prodotto" ingegnerizzato per vincere un oscar, di certo questo è Lincoln... La storia del più popolare presidente degli Stati Uniti di tutti i tempi, diretta dal più popolare regista di tutti i tempi, ed interpretata da quello che probabilmente è il miglior attore vivente...
Premesse assolutamente trionfali per l'ultima opera di Steven Spielberg: monumentale il racconto degli ultimi giorni della Guerra Civile Americana, con gli scontri politici anche internamente alla fazione nordista relativi alla questione della liberazione degli schiavi neri, peraltro narrati in modo estremamente accurato, come forse mai si era visto sullo schermo... Non tanto negli scontri dialettici tra i protagonisti, ma anche e soprattutto nel sottobosco delle trattative più o meno lecite di acquisire il voto di questo e quell'altro deputato (di straordinaria attualitá), il concetto di politica anche come male necessario per raggiungere fini migliori, ma anche come capacitá di riforma pragmatica rispetto a rivoluzioni solo immaginarie. Notevolissima (e quasi sicuramente da oscar) la prestazione di Daniel Day Lewis nei panni del presidente Abraham Lincoln, soprattuto nel grande calore con cui fa dialogare il personaggio in alcuni bellissimi momenti di confronto intimo, siano questi sul campo di battaglia con alcuni soldati, oppure discorrendo quasi amichevolmente coi due addetti al telegrafo, con la leggendaria capacitá aneddotica che caratterizza la figura del Grande Emancipatore, rappresentata in maniera vivida e credibile. Lo stesso si può dire dei tormenti dello stesso nei momenti familiari, lo strazio della perdita di un figlio e la paura di perderne un altro. Da sottolineare anche la magistrale performance di Tommy Lee Jones, nei panni del deputato Stevens, formidabile manovratore di voti, straordinario alleato del Presidente, ma allo stesso tempo consapevole di non averne la purezza e capacitá ispirativa, ed in qualche modo dunque rivale.
Come dicevamo, l'opera di Spielberg è monumentale e ben attinge all'esperienza del regista, da Amistad (altra opera sulla liberazione degli schiavi neri) a Salvate il Soldato Ryan, del quale ricorda la durezza e la ferocia delle scene di battaglia. Ricostruite in modo esemplare le scene dell'epoca, maestose, cupe, ma anche fangose e crude... Una nazione di mille contraddizioni anche nell'esperienza visiva.
Come dicevamo all'inizio Lincoln è un film costruito per vincere il pubblico, e con tutta probabilitá ci riuscirá... Nonostante Spielberg confermi una capacitá visiva e tecnica inconfondibile e che di fatto è uno standard hollywoodiano, non sempre la narrazione raggiunge un pathos così intenso come ci si potrebbe aspettare. E le scene memorabili, alla fine della proiezione, rimangono sostanzialmente poche, curiosamente se si pensa a quali e quante occasioni presentava una storia del genere. Quasi come se un eccesso di precisione abbia in qualche modo danneggiato la capacitá evocativa... Tanta prosa, poca poesia. (www.versionekowalski.it)
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