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Muffa

Film 2012 | Drammatico, 94 min.

Titolo originaleKüf
Anno2012
GenereDrammatico,
ProduzioneTurchia, Germania
Durata94 minuti
Regia diAli Aydin
AttoriErcan Kesal, Muhammet Uzuner, Tansu Biçer .
Uscitamartedì 30 aprile 2013
TagDa vedere 2012
DistribuzioneSacher
MYmonetro 3,33 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ali Aydin. Un film Da vedere 2012 con Ercan Kesal, Muhammet Uzuner, Tansu Biçer. Titolo originale: Küf. Genere Drammatico, - Turchia, Germania, 2012, durata 94 minuti. Uscita cinema martedì 30 aprile 2013 distribuito da Sacher. - MYmonetro 3,33 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 aprile 2015

Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Muffa ha incassato 50,9 mila euro .

Consigliato sì!
3,33/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,90
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO SÌ
Tra scavo psicologico e denuncia civile, un esordio sullo smarrimento di un regista da tenere d'occhio.
Recensione di Marco Chiani
mercoledì 3 aprile 2013
Recensione di Marco Chiani
mercoledì 3 aprile 2013

Basri, un uomo sulla sessantina che si guadagna da vivere facendo il guardiano delle ferrovie, da diciotto anni invia lettere alle autorità al fine di avere notizie del figlio, scomparso dopo un arresto per aver espresso opinioni politiche avverse al governo turco. E' la speranza di riabbracciarlo o, almeno, di poterne seppellire i resti a spingerlo avanti, nonostante i suoi tentativi siano stati repressi più volte dalle forze di polizia. Segretamente malato di epilessia e al di fuori di ogni legame sociale, aspetta una risposta che, una volta arrivata, lo renderà ancora più solo.
L'immobilità inquieta della prima regia di Ali Aydin si riflette nei corpi e negli spazi, nella scelta di inquadrature e di movimenti di macchina che confluiscono, insieme, nel ritratto di un personaggio volutamente preda della reclusione esistenziale. Lontano da qualsiasi contatto sociale, Basri abita da solo in un villaggio di montagna da cui s'incammina ogni mattina per percorrere molti chilometri - a piedi - su quei binari ferroviari di cui è guardiano, attraversando una terra che fa eco al suo stesso silenzio. L'unico motivo di confronto con il reale è l'enorme vuoto causato dalla scomparsa del figlio (cui ha fatto seguito anche la morte della moglie), per cui incontra periodicamente funzionari di polizia che, negli anni, lo hanno interrogato, torturato e messo in isolamento.
Nel faccia a faccia con Murat, ennesimo poliziotto cui si rapporta, trova però un legame diverso, quasi una possibilità di dialogo; nella scelta del lungo piano sequenza in cui i due personaggi tentano di interloquire l'uno seduto di fronte all'altro, ma sempre divisi da un tavolo e dai propri ruoli, affiora il vero senso del lavoro, per cui l'intento di denuncia è tutt'uno con l'urgenza di indagare gli animi degli uomini in scena. Partendo dalle storie vere dei desaparecidos kurdi in Turchia dei primi anni Novanta, si fa riferimento ai molti casi di persone arrestate e fatte sparire dall'esercito turco per aver espresso idee diverse da quelle di un apparato di estrema destra, Aydin porta avanti con rigore e compattezza stilistica un'indagine sulla coscienza umana e le sue afflizioni, capace di colpire senza mai indulgere alla commozione.
L'intento civile e lo scavo psicologico sono le due linee strutturali su cui posa questo dolente film sulla distanza e sullo smarrimento, perfettamente calato in un Paese socialmente decomposto - il titolo rimanda propriamente ad una marcescenza, ad una muffa capace di rendere l'aria irrespirabile - che non è mai solo sfondo, ma parte sostanziale di un esordio registico segnato da non comuni capacità di racconto. Premio Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima (Luigi de Laurentiis) alla 69° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

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Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 2 maggio 2013
FabioFeli

Muffa di Ali Aydin Da una decina di anni, ogni settimana, le madri dei cittadini turchi – in gran parte di etnia curda –, scomparsi durante la dura repressione degli anni tra il 1991 e il 1997, si riuniscono in piazza Galatasaray a Istambul: una protesta simile a quella delle ‘Madres Locas’ di Plaza de Mayo a Buenos Aires.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Muffa, quella patina che cresce sottile ma implacabile, che divora lentamente le cose e i luoghi sgretolandoli o risucchiandoli in un'invisibilità. Ed è lungo i contorni di questa «invisibilità» coatta che Ali Aydin costruisce il suo film, premio De Laurentis per la migliore opera prima all'ultima Mostra del cinema di Venezia (era nella selezione della Settimana della critica), e ora in sala con la [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
sabato 8 settembre 2012
Giancarlo Zappoli

Lo possiamo dire senza il timore di essere smentiti: il Leone d’Oro assegnato a Pietà di Kim Ki-duk è un riconoscimento meritatissimo andato a un regista che è da tempo un autore a pieno titolo. Ne è testimonianza l'applauso unanime che ha accolto l'annuncio [...]

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