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Benúr - Tre comiche disperazioni

Film 2012 | Commedia, 98 min.

Regia di Massimo Andrei. Un film Da vedere 2012 con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Elisabetta De Vito, Teresa Del Vecchio, Stefano Fresi. Cast completo Titolo originale: Benur - Un gladiatore in affitto. Genere Commedia, - Italia, 2012, durata 98 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 maggio 2013 distribuito da Movimento Film. - MYmonetro 2,97 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 2 marzo 2015

Dalla commedia teatrale "Ben Hur" di Gianni Clementi.

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,67
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO SÌ
Benur trova nella regia pulita di Massimo Andrei una forma filmica interessante, anche se debitrice di certo cinema rumeno.
Recensione di Paola Casella
venerdì 19 aprile 2013
Recensione di Paola Casella
venerdì 19 aprile 2013

Sergio e Maria sono fratello e sorella cinquantenni, abitano insieme nella periferia romana degradata e condividono una quotidianità fatta di piccoli rancori e grandi ristrettezze economiche. Sergio ha un "glorioso" passato di stuntman a Cinecittà, ma dopo un incidente sul set si ritrova a fare il finto centurione al Colosseo, dove i turisti lo fotografano per poche lire. Maria invece lavora per una hotline erotica, sprofondata in una profonda depressione dopo l'abbandono del marito. Ad interrompere il loro tran tran domestico si intromette Milan, un immigrato clandestino proveniente dalla Bielorussia pieno di voglia di lavorare e di buone intenzioni. Riuscirà Milan a scuotere Sergio e Maria dall'impasse e a restituire loro un po' di entusiasmo?
E' difficile classificare Benur - Un gladiatore in affitto secondo un genere cinematografico, anche se a prima vista sembra una commedia: ma solo nel modo doloroso e sofferto in cui lo sono certe storie della cinematografia rumena contemporanea che riescono a raccontare il lato tragicomico della miseria, e della meschinità che quella miseria porta con sé. Il che non esclude che Benur appartenga anche alla nostra scuola cinematografica, e a certi ritratti di "miseria e ignobiltà" entrati a far parte del patrimonio della commedia all'italiana. La cattiveria di Sergio e Maria, dettata dall'abbrutimento e dal rancore, li rende "nuovi mostri" di questa Italia umiliata dalla crisi, in cui l'immigrato è allo stesso tempo risorsa da sfruttare e concorrente da temere.
Il personaggio di Milan sfugge il pietismo cinematografico (anche se a tratti rasenta l'agiografia) per restituirci la complessità di un essere umano abituato alla fatica e al compromesso, e dunque più disposto ad abbassarsi ai lavori umili e alle pretese ingiuste di quanto lo siano gli italiani di recente povertà. Paolo Triestino crea il ritratto credibile dell'immigrato dall'italiano all'inizio approssimativo e fantasioso, poi sempre più appiattito sulla gergalità romanesca. Nicola Pistoia ed Elisabetta De Vito gli fanno da contraltare eccedendo talvolta in grettezza coatta, ma comunicando nitidamente il livore di due italiani di mezza età che si accorgono ogni giorno di avere perso l'ultimo treno per la salvezza, non solo socioeconomica.
Basato sullo spettacolo teatrale di Gianni Clementi, che firma anche la sceneggiatura, Benur trova nella regia pulita di Massimo Andrei e nel suo senso compositivo forte (ma mai prevaricatore) una forma filmica interessante, anche se debitrice del cinema rumeno di cui sopra (vedi la scena del malore di Milan in bagno). E' un'estetica povera ma dotata di una coerenza interna che la fa aderire al contenuto, rafforzandone il senso. In qualche modo Benur ricorda anche Reality di Matteo Garrone, desiderosi entrambi di attingere ad un mix di tradizione e modernità per raccontare come è diventata l'Italia di oggi senza rinnegare le radici di come è sempre stata, un Paese vittima della seduzione di ciò che è brutto e cattivo, pur conservando memoria di ciò che era bello e buono. Tanto Benur quanto Reality, ciascuno secondo i suoi codici, raccontano una corruzione globale del gusto che ha azzerato le difese tradizionali dell'italiano medio: la famiglia, la comunità, il patrimonio artistico parte del Dna nazionale.
Questa storia di ordinaria sopraffazione e straordinario riscatto, di schiavitù contemporanea e rassegnazione ai diktat del consumismo di importazione, riesce anche ad includere l'eco distante della nostalgia per un cinema fiero e remunerativo che riusciva ad attirare le attenzioni (e i denari) di Hollywood facendo leva sul mito della Roma antica e sull'abilità delle maestranze di Cinecittà. Un cinema di cui sono "ombre" i patetici figuranti che sfilano davanti al Colosseo vestiti come Charlton Heston. Curioso come il finale, sia in Benur che in Reality, resti sospeso a metà fra la realtà e il delirio dell'immaginazione: come a suggerire che anche il cinema oggi non sappia bene quale direzione prendere.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Tra commedia e dramma sociale.

Un fratello, una sorella e un immigrato: sono i tre protagonisti di Benur. Tre vite senza colori, ma con molti comici dolori. Sergio è un ex stuntman del cinema, invalidato e disoccupato, che per sbarcare il lunario si fa fotografare, vestito da centurione, dai turisti al Colosseo. Vive con la sorella Maria, fallita in amore che per arrotondare, è costretta ad eccitare uomini al telefono lavorando per una hotline erotica.
Un'esilarante deriva sociale e morale. Nella loro vita arriva Milan, immigrato clandestino bielorusso, pieno di iniziativa, che comincia ad adoperarsi in tutti i modi possibili, facendo nascere buffe situazioni e comiche risoluzioni. "La miseria non fa ridere quasi mai - dichiara il regista Massimo Andrei - ma il mio intento è raccontarla mantenendo il tono esilarante ereditato dalla commedia teatrale e continuando in quella tradizione che tanto mi appartiene che è il Totò di Miseria e Nobiltà".

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 9 agosto 2015
ultimoboyscout

Sergio e sua sorella Maria sopravvivono alla giornata nella Roma periferica del precariato: lui si traveste da gladiatore per la gioia dei turisti al Colosseo (nonostante un glorioso passato di stuntman cinematografico), lei intrattiene clienti in una hot line erotica. Ma l'arrivo improvviso di Milan, clandestino bielorusso tuttofare, rivoluzionerà vite ed equilibri dei due, dando una sferzata [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Ovazioni al Festival di Roma più che meritate. «Benur - Un gladiatore in affitto» è una commedia inusuale e intelligente, divertente ma innervata da umori amari e malinconici come avveniva nei cult della migliore stagione post-neorealistica, quella «monicelliana» o «comenciniana» anni Cinquanta. Il napoletano Massimo Andrei, su cui avevamo scommesso in tempi non sospetti, ci offre, dunque, una favola [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
martedì 20 settembre 2011
Nicoletta Dose

Tratto dalla commedia di Gianni Clementi, esponente del neorealismo teatrale italiano, Benur - Un gladiatore in affitto è una divertente storia di alti e bassi, di 'miseria e nobiltà' diretta dal regista Massimo Andrei.

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