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panofsky33
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lunedì 8 agosto 2011
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film non riuscito
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Il film parte benissimo, fino a quando entra in scena il personaggio dello psichiatra. Poi si scinde in due e si perde, aggrappandosi ad una grande interpretazione di Michel Piccoli.
Per certi versi Habemus Papam assomiglia a Il Caimano, un altro film sconclusionato, fuori fuoco, ambizioso, certo, ma in definiitiva non riuscito.
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stefanop
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lunedì 1 agosto 2011
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incredibile la valutazione della critica
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E' incredibile che la critica non abbia colto l'errore fondamentale del film: la rappresentazione della sprovvedutezza dei cardinali, di tutti, non solo del Papa appena eletto.
Nella realtà neanche l'ultimo prete appena nominato sacerdote è così immaturo, immobile, inattivo, senza iniziativa, come i cardinali rappresentati da Moretti.
Tuttalpiù qualcuno potrebbe essere anche troppo furbo. Nel film nessun cardinale è in grado di affrontare con argomenti di fede o di qualsiasi altro genere il Papa appena eletto per cui la Chiesa si affida allo psichiatra esterno di cui non si è verificata neanche la fede cattolica. Nel film nessun cardinale è in grado di ribattere alcunchè a allo psichiatra Moretti quando propina le sue verità.
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E' incredibile che la critica non abbia colto l'errore fondamentale del film: la rappresentazione della sprovvedutezza dei cardinali, di tutti, non solo del Papa appena eletto.
Nella realtà neanche l'ultimo prete appena nominato sacerdote è così immaturo, immobile, inattivo, senza iniziativa, come i cardinali rappresentati da Moretti.
Tuttalpiù qualcuno potrebbe essere anche troppo furbo. Nel film nessun cardinale è in grado di affrontare con argomenti di fede o di qualsiasi altro genere il Papa appena eletto per cui la Chiesa si affida allo psichiatra esterno di cui non si è verificata neanche la fede cattolica. Nel film nessun cardinale è in grado di ribattere alcunchè a allo psichiatra Moretti quando propina le sue verità. Al di là di qualunque convinzione religiosa i cardinali sono persone che, per la scelta di base che hanno fatto e la lunga missione che hanno svolto al fianco dei fedeli prendendo parte ai loro enormi problemi, sono perfettamente attrezzati per affrontare qualunque, dico qualunque, evento e qualunque psichiatra, anche il più bravo.
Moretti sbaglia clamorosamente a sottovalutare così i suoi "nemici" ; la storia insegna che errori come questi si pagano con irrimediabili sconfitte !
Per quanto riguarda poi la figura centrale, il Papa appena eletto che rifiuta l'incarico sentendosi inadeguato, possiamo stare sicuri che una situazione del genera non avverrà mai poichè, come già detto, i cardinali sono perfettamente attrezzati per questo evento.
Anche l'episodio recente di Papa Luciani, che potrebbe avere ispirato il film, è proprio la dimostrazione che un evento come quello rappesentato da Moretti non possa avvenire in quanto: anche se il peso dell'incarico papale viene avvertito, dal nuovo pontefice, come molto pesante (tanto da portarlo alla morte in poche settimane) la forza propria del cardinale gli ha permesso di presentarsi ai fedeli come un riferimento sicuro e forte(si pensi all'invenzione del nome GiovanniPaolo).
Le capacità di Moretti regista nel creare ambientazioni e sceneggiature molto efficaci peggiorano l'assurdità e faziosità del contenuto del film.
Al di là della sicurezza personale mostrata, Moretti rappresenta, nel Papa del gran rifiuto, se stesso, incapace di assumere un ruolo attivo e costruttivo all'interno della sinistra italiana.
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gabriella
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martedì 26 luglio 2011
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lo smarrimento della chiesa
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Ci aveva già provato e ci è riuscito Olmi, con Centochiodi a evidenziare la crisi d'identità della Chiesa, Moretti ne sottolinea la mancanza di una guida, di un punto di riferimento e nel personaggio di Melville, interpretato da uno stupefacente Piccoli, riversa tutte le paure e le insicurezze, l'incapacità di sostenere il mondo cattolico che pure si affida al nuovo papa con fiducia, e ci rinuncia, alla fine, dichiarando alla folla la sua inadeguatezza, la sua incapacità. Eppure quest'uomo pieno di paure e di dubbi molto probabilmente rappresenterebbe meglio di qualsiasi altro il pastore per il suo gregge, sarebbe veramente la persona più indicata.
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Ci aveva già provato e ci è riuscito Olmi, con Centochiodi a evidenziare la crisi d'identità della Chiesa, Moretti ne sottolinea la mancanza di una guida, di un punto di riferimento e nel personaggio di Melville, interpretato da uno stupefacente Piccoli, riversa tutte le paure e le insicurezze, l'incapacità di sostenere il mondo cattolico che pure si affida al nuovo papa con fiducia, e ci rinuncia, alla fine, dichiarando alla folla la sua inadeguatezza, la sua incapacità. Eppure quest'uomo pieno di paure e di dubbi molto probabilmente rappresenterebbe meglio di qualsiasi altro il pastore per il suo gregge, sarebbe veramente la persona più indicata. L'uomo deve avere sempre dei dubbi, delle domande che attendono risposta, e se le va a cercare le risposte, a sciogliere i dubbi, per avere sempre nuove domande e nuovi assilli. E' la via dell'umiltà che si deve cercare, non quella della certezze, della spocchiosa sicurezza. Era un buon papa quello di Moretti, peccato che le brave persone finiscono sempre per defilarsi. Così la chiesa non si rinnova, rimane vecchia e ammuffita, tempio di simulacri e d'immagini ingiallite e stantie.
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giacomogabrielli
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martedì 12 luglio 2011
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san moretti. ****
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Bellissima favola narrata con grande maestria, che emoziona e stupisce. Moretti stavolta ci regala, con metafore a volte sopra le righe, quello che è un ritratto fedele di una certa società di oggi, fragile e a volte ipocrita. Michel Piccoli è una rivelazione anche per il cinema nostrano che ci ha fatti commuovere con la sua performance. Bellissima la descrizione dell'ambiente ecclesiastico e dei suoi rappresentanti. Moretti, anche qui attore, è sempre intelligente, ironico, tagliente e divertente. Bellissime le scenografie e gli effetti visivi, utilizzati poichè la Santa Sede non ha permesso inquadrature nei veri interni. Un film che ci ha presentato un geniale Moretti da una parte classico e dall'altra tecnicamente migliorato, con nuove idee per dare valore al nostro cinema.
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Bellissima favola narrata con grande maestria, che emoziona e stupisce. Moretti stavolta ci regala, con metafore a volte sopra le righe, quello che è un ritratto fedele di una certa società di oggi, fragile e a volte ipocrita. Michel Piccoli è una rivelazione anche per il cinema nostrano che ci ha fatti commuovere con la sua performance. Bellissima la descrizione dell'ambiente ecclesiastico e dei suoi rappresentanti. Moretti, anche qui attore, è sempre intelligente, ironico, tagliente e divertente. Bellissime le scenografie e gli effetti visivi, utilizzati poichè la Santa Sede non ha permesso inquadrature nei veri interni. Un film che ci ha presentato un geniale Moretti da una parte classico e dall'altra tecnicamente migliorato, con nuove idee per dare valore al nostro cinema. SAN MORETTI ****
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rescart
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mercoledì 6 luglio 2011
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niente per caso
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Nè il Moretti regista nè lo psicanalista che interpreta credono in Dio, ma entrambi credono, come si evince dai film, in una giustizia retributiva, in una sorta di "nemesi storica" che obbedisce a un principio di uguaglianza seguendo ogni essere umano nella sua parabola terrena. In questo la morale del regista-attore non differisce da quella della chiesa cattolica, almeno la più evoluta, quella che, uscita dal concilio Vaticano II, recepisce la visione dei teologi protestanti che ammettono sì l'esistenza dell'inferno, ma con la precisazione che esso è vuoto, come afferma un porporato allo psicanalista e neofita organizzatore di tornei pallavolistici in Vaticano.
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Nè il Moretti regista nè lo psicanalista che interpreta credono in Dio, ma entrambi credono, come si evince dai film, in una giustizia retributiva, in una sorta di "nemesi storica" che obbedisce a un principio di uguaglianza seguendo ogni essere umano nella sua parabola terrena. In questo la morale del regista-attore non differisce da quella della chiesa cattolica, almeno la più evoluta, quella che, uscita dal concilio Vaticano II, recepisce la visione dei teologi protestanti che ammettono sì l'esistenza dell'inferno, ma con la precisazione che esso è vuoto, come afferma un porporato allo psicanalista e neofita organizzatore di tornei pallavolistici in Vaticano. Ma allora perchè, se ormai la teologia cattolica si è uniformata sostanzialmente a quella riformata, devono sopravvivere tutte queste anacronistiche tradizioni, di cui l'elezione del sommo pontefice è solo la più appariscente, anche se non sfugge, all'inizio del film, il riferimento alla devozione ai santi? Quella lunga lista di citazioni di esseri umani che, preceduta dall'invocazione latina "sancte", si interrompe inaspettattamente per riprendere poco dopo: è il segno di una tradizione che si vuole tenere in vita artificiosamente in assenza ormai di una reale devozione, come dimostra la necessità di seguire un elenco scritto che, perso momentaneamente di vista, deve essere recuperato per proseguire nel latinorum. Moretti ha ben presente che questi aspetti che ancora sopravvivono nella chiesa cattolica sono i più deleteri, quelli a cui si aggrappano elementi fanatici come i seguaci di Militia Christi per boicottare ogni progresso della morale cattolica verso una totale coerenza coerente con l'affermazione del porporato sull'nferno vuoto. Quanto più gravosa sarà la pena (terrena) della pedofilia rispetto a quella dell'omosessualità, del divorzio o dell'aborto? Il neo eletto papa lo sperimenterà sulla sua pelle, insieme a capire che cosa significhi, per una volta, che siano altri a decidere della tua sorte e non viceversa (e qui un riferimento alla vicenda del film "la messa è finita" è d'obbligo). Un mix esplosivo che farà esplodere il povero Melville, l'animo più sensibile che i suoi colleghi potessero scegliere per un compito così gravoso.
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moonsgrun
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venerdì 24 giugno 2011
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bellissimi spunti autobiografici
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Il tema del periodo storico importante in un periodo di gravi mutazioni nella chiesa cattolica, e l'impossibilità dell'uomo papa di sorreggiere sulle sue spalle il peso della responsabilità, con la folla immobile e speranzosa che aspetta la presa di responsabilità della guida - papa come uomo della provvidenza, che risolva tutti i problemi per noi...... lo trovo in parte autobiografico, pensando al ruolo di primo piano che Nanni prese all'epoca dei girotondi, e al peso e alla responsabilità affidatagli dal popolo inerme dei girotondini. La tematica è stata trattata da numerosi artisti considerati salvatori dalla folla tra cui il caparezza di Abiura di me, che senza mezzi termini si rivolge alla folla dicendogli "mi credi il messia, sono problemi tuoi!".
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Il tema del periodo storico importante in un periodo di gravi mutazioni nella chiesa cattolica, e l'impossibilità dell'uomo papa di sorreggiere sulle sue spalle il peso della responsabilità, con la folla immobile e speranzosa che aspetta la presa di responsabilità della guida - papa come uomo della provvidenza, che risolva tutti i problemi per noi...... lo trovo in parte autobiografico, pensando al ruolo di primo piano che Nanni prese all'epoca dei girotondi, e al peso e alla responsabilità affidatagli dal popolo inerme dei girotondini. La tematica è stata trattata da numerosi artisti considerati salvatori dalla folla tra cui il caparezza di Abiura di me, che senza mezzi termini si rivolge alla folla dicendogli "mi credi il messia, sono problemi tuoi!".
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alien46
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sabato 18 giugno 2011
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film interrotto
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Bello ma poco emozionante, quando sta per finire il film, comincio ad apprezzarlo ma è troppo tardi!
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owlofminerva
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venerdì 17 giugno 2011
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qualche scena deve ancora venire
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Ironico, pungente, intelligente e più delicato di quello a cui ci ha abituati.
Il papa di Moretti è un uomo che umilmente viene assalito dai dubbi: non dubita della propria fede ma delle sue capacità umane. Dice di no a dio perché è convinto di non poterlo servire attraverso l'umanità.
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Ironico, pungente, intelligente e più delicato di quello a cui ci ha abituati.
Il papa di Moretti è un uomo che umilmente viene assalito dai dubbi: non dubita della propria fede ma delle sue capacità umane. Dice di no a dio perché è convinto di non poterlo servire attraverso l'umanità.L’ultima scena della pellicola lascia interdetti, attaccati alla poltrona come se dovesse esserci ancora qualcosa da vedere. E se fosse sbagliata l’aspettativa della folla e giusta invece la ritrazione umana di chi sa di non poter essere una guida?
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weach
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mercoledì 15 giugno 2011
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un assenza dal valore simbolico
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Nanni Moretti non si esplicita verbalmente , restando apparentemente, non allinato a specifiche critiche verso le istituzioni relegiose .
Ma va detto che" l'evento ipotizzato di un Papa nominato che non si sente pronto a ricoprire il suo ruolo istituzionale "è di per se "una simbologia critica " anche perché tutto si inserisce in un contesto storico dove l'istituzione religiosa Romana è messa a dura prova dai fatti .
L'ambiguità di Moretti , è , comunque ,verbalmente conveniente perché concede a noi spettatori l'opportunità di fare le nostre analisi e ed introspezioni circa il senso implicito di un ingonbrante rifiuto.
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Nanni Moretti non si esplicita verbalmente , restando apparentemente, non allinato a specifiche critiche verso le istituzioni relegiose .
Ma va detto che" l'evento ipotizzato di un Papa nominato che non si sente pronto a ricoprire il suo ruolo istituzionale "è di per se "una simbologia critica " anche perché tutto si inserisce in un contesto storico dove l'istituzione religiosa Romana è messa a dura prova dai fatti .
L'ambiguità di Moretti , è , comunque ,verbalmente conveniente perché concede a noi spettatori l'opportunità di fare le nostre analisi e ed introspezioni circa il senso implicito di un ingonbrante rifiuto.
Di facciata ,con uno spirito buonista potremmo dire :" non c'è critica della regia ma solo rappresentazione dell' umanità,debolezza e consapevolezza di inadeguatezza"
Nella realtà propositiva della regia è messo in scena un'onda sibillina che comunque mette in gioco tutto . " l'uomo Papa, il dubbio esistenziale dell'essere umano, la paura di non sapere e di non poter essere ,la confusione nell' immedesimazione in un ruolo ingombrante quale quello istituzinoale di Papa di una primaria istituzione religiosa.
Michel Piccoli, nel ruolo del Papa smarrito, con dolcezza e sensibilità sembra più ripercorrere le sue radici piuttosto che cercare di accettare " l'incoronazione ".
I tanti ma e se che aleggiona e vibrano nel film sono quelli tipici dell'umana esistenza che mai trova risposte definitivi sino all'ultimo misterioso volo.
Concludendo , Moretti è silente solo nella foma ,non nella realtà dei propositi ,perchè i vuoti ed i silenzi rappresentati son in reatà potente strumento di riflessione,per l'uomo in genere, per l'uomo in predicato di divenire Papa, per le istituzioni religiose apparentemente senza un capo spirituale.
Vuoti , silenzi che potrebbero essere annullati in un attimo solo con un atto di fede conme fece Francesco d'Assisi che per un "soffio " fu capace di abbandonare tutto e creare una nuova certezza: un Dio gentile e amorevole ovunque.
buona visione
weach illuminati
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[+] la forza dell'illusione dell'amore
(di weach)
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gianluca bazzon
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martedì 14 giugno 2011
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l'umanità entra in chiesa
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Un’idea stravagante, geniale, blasfema solo in apparenza: il regista prende un Papa appena eletto dalla conclave e lo getta in una totale crisi di valori, di significato e fiducia nella propria missione. Talmente in crisi che, poco realisticamente, il consiglio deve ricorrere a un ottimo psicanalista ( ecco Nanni Moretti ), “il migliore di tutti”, prima ancora che il neopontefice si palesi alla piazza e ufficializzi il suo incarico. Che il Papa sia un uomo in tutto e per tutto, con le sue passioni, le sue predilezioni, i suoi umori, non è cosa nascosta dalla Chiesa; difficilmente però si può immaginare tanta tolleranza in un momento così solenne.
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Un’idea stravagante, geniale, blasfema solo in apparenza: il regista prende un Papa appena eletto dalla conclave e lo getta in una totale crisi di valori, di significato e fiducia nella propria missione. Talmente in crisi che, poco realisticamente, il consiglio deve ricorrere a un ottimo psicanalista ( ecco Nanni Moretti ), “il migliore di tutti”, prima ancora che il neopontefice si palesi alla piazza e ufficializzi il suo incarico. Che il Papa sia un uomo in tutto e per tutto, con le sue passioni, le sue predilezioni, i suoi umori, non è cosa nascosta dalla Chiesa; difficilmente però si può immaginare tanta tolleranza in un momento così solenne. La folla sospirante e in attesa non viene accontentata e i cardinali vivono preoccupati questo inconveniente. Moretti consiglia al Papa di consultare la sua ex moglie anche lei psicanalista e di presentarsi come uno qualunque. Il film propone una serie di scene esilaranti e ironiche sulla vita dei cardinali in Vaticano accompagnati dal dottore Moretti che li intrattiene con giochi e attività di vario genere, da partite a scopa a tornei di pallavolo. Mentre il Papa girovaga per la capitale in cerca di se stesso ( riscoprendo una sua passione giovanile: il teatro ) in Vaticano i cardinali, impreparati ad una situazione così paradossale, esibiscono il loro lato più umano e anche fanciullesco. "Habemus Papam" è una storia divertente e seria allo stesso tempo che, senza infangare l’immagine della Chiesa, tenta di umanizzare, o “desantificare” gli esponenti del grado più alto della gerarchia ecclesiastica.
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