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enzo70 martedì 9 giugno 2020
un sogno presto trasformato in incubo Valutazione 4 stelle su cinque
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In occasione del festeggiamento per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Mario Martone propone un film di grande intensità in cui ripercorre il percorso del risorgimento attraverso la storia di tre ragazzi del Sud, Domenico, Angelo e Salvatore. Sono storie diverse, origini diverse e percorsi diversi per raccontare il mezzo secolo che ha gradualmente portato all’Unità d’Italia, passando dai moti del 1834, per quelli del 1848 e, infine, alla spedizione dei mille. Martone va avanti e con l’orgoglio dell’autore meridionale arriva al sogno, l’Italia unita e libera, che si trasforma nell’incubo dell’oppressione savoiarda. L’accuratezza della ricerca storiografica è evidente e la durata non toglie al film mai smalto, è sempre avvincente, gradevole. [+]

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great steven giovedì 23 gennaio 2020
insurrezioni, speranze e passioni patriottiche. Valutazione 5 stelle su cinque
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NOI CREDEVAMO (IT/FR, 2010) diretto da QUENTIN TARANTINO. Interpretato da LUIGI LO CASCIO, VALERIO BINASCO, FRANCESCA INAUDI, RENATO CARPENTIERI, TONI SERVILLO, LUCA BARBARESCHI, LUCA ZINGARETTI, GUIDO CAPRINO, ANNA BONAIUTO, ANDREA BOSCA, EDOARDO NATOLI, LUIGI PISANI, FIONA SHAW, ANDREA RENZI, STEFANO CASSETTI, FRANCO RAVERA, MICHELE RIONDINO, ROBERTO DE FRANCESCO, ALFONSO SANTAGATA, PEPPINO MAZZOTTA

L’unico autentico capolavoro uscito dalla Mostra di Venezia 2010. Uno dei più bei film italiani di sempre. Un potente e travolgente affresco del Risorgimento che non si vedeva dai tempi de Il Gattopardo. Il migliore film storico italiano (con un titolo quanto mai azzeccato) degli anni 2010. [+]

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alessandro dessy sabato 8 febbraio 2014
incongruenze Valutazione 0 stelle su cinque
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Qualcuno mi sa dire perchè alla fine di un film storico così ben rappresentato nei luoghi e nei costumi compare una scena  incomprensibile in cui il bravo Lo cascio  insieme al suo compagno si rifocillano tra le mura di un edificio in cemento armato sullo sfondo di una lussureggiante costa cilentana? Che sia un errore di distrazione del regista? Mah!

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alessandro dessy sabato 8 febbraio 2014
incongruenze Valutazione 0 stelle su cinque
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Qualcuno mi sa dire perchè alla fine di un film storico così ben rappresentato nei luoghi e nei costumi compare una scena  incomprensibile in cui il bravo Lo cascio  insieme al suo compagno si rifocillano tra le mura di un edificio in cemento armato sullo sfondo di una lussureggiante costa cilentana? Che sia un errore di distrazione del regista? Mah!

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gianleo67 domenica 13 maggio 2012
le speranze deluse della 'giovine italia' Valutazione 3 stelle su cinque
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Le tappe più importanti del nostro Risorgimento e dell'unificazione d'Italia ripercorse dalla vita e dal sacrificio di tre giovani meridionali (del cilento) affiliati  alla 'Giovane Italia' di G.Mazzini. Martone dirige con mestiere uno sceneggiato cinematografico che si inserisce appieno (tanto nella forma che nella sostanza) nella nostra migliore tradizione televisiva (si direbbe ora 'fitcion'). E' in realtà un teleromanzo storico appassionato e lucido che si avvale di una buona accuratezza nella scrittura e nella definizione dei personaggi, grazie anche e soprattutto al lavoro di interpreti di prim'ordine (tra tutti un intenso Luigi Lo Cascio). [+]

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francesco di benedetto domenica 4 marzo 2012
tra '800 e '900 Valutazione 5 stelle su cinque
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Un film che guarda alle violenze e ai moti insurrezionali del Risorgimento ma che finisce per ricucire alcune fette laceranti dell’immaginario nazionale più recente; restituendo ex post l’esperienza (gli ormoni e gli afflati giovanili, i dolori, la temperie autodistruttiva) degli anni di piombo, dal punto di vista dei terroristi rossi.
Centrale, nell’economia di tutto il film, il motivo del “locus amoenus” di una gioventù tenera e ormonale, fatta in primis di sbandamenti sentimentali e afflati civili per supplire a una quotidianità che non sa di niente, e vissuta per lo più da ricchi signorotti incapaci di mettere pienamente a fuoco la causa democratica per la quale stanno combattendo: una gioventù ideale, cuore simbolico e propulsore delle scelte e condotte di una vita, che col passare del tempo scoprirà il suo volto più maturo di fissazione fantasmatica e chimerica che porterà all’isolamento, al degrado, alla dannazione, alla follia. [+]

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lorenzo1287 venerdì 27 gennaio 2012
affresco generazionale epico. Valutazione 4 stelle su cinque
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Affresco generazionale dal sapore epico. La storia del Risorgimento dal 1828 all’unità d’Italia e oltre, fino al governo Crispi di fine secolo. Il tutto attraverso gli occhi e le vicende di tre ragazzi che nel sud borbonico dopo i moti del 1828 si affiliano alla Giovine Italia. Li vediamo così crescere tra Italia e Francia, passioni e tradimenti, intrighi politici e passionali. Assieme a Domenico (Edoardo Natoli – Luigi Lo Cascio), Angelo (Andrea Bosca – Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani) vediamo altri personaggi chiave come Cristina di Belgiojoso (Francesca Inaudi), il Mazzini di Toni Servillo e un Crispi magistralmente interpretato da Luca Zingaretti. [+]

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lorenzo1287 venerdì 27 gennaio 2012
affresco generazionale epico. Valutazione 4 stelle su cinque
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Affresco generazionale dal sapore epico. La storia del Risorgimento dal 1828 all’unità d’Italia e oltre, fino al governo Crispi di fine secolo. Il tutto attraverso gli occhi e le vicende di tre ragazzi che nel sud borbonico dopo i moti del 1828 si affiliano alla Giovine Italia. Li vediamo così crescere tra Italia e Francia, passioni e tradimenti, intrighi politici e passionali. Assieme a Domenico (Edoardo Natoli – Luigi Lo Cascio), Angelo (Andrea Bosca – Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani) vediamo altri personaggi chiave come Cristina di Belgiojoso (Francesca Inaudi), il Mazzini di Toni Servillo e un Crispi magistralmente interpretato da Luca Zingaretti. [+]

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lorenzo1287 venerdì 27 gennaio 2012
affresco generazionale epico. Valutazione 4 stelle su cinque
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Affresco generazionale dal sapore epico. La storia del Risorgimento dal 1828 all’unità d’Italia e oltre, fino al governo Crispi di fine secolo. Il tutto attraverso gli occhi e le vicende di tre ragazzi che nel sud borbonico dopo i moti del 1828 si affiliano alla Giovine Italia. Li vediamo così crescere tra Italia e Francia, passioni e tradimenti, intrighi politici e passionali. Assieme a Domenico (Edoardo Natoli – Luigi Lo Cascio), Angelo (Andrea Bosca – Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani) vediamo altri personaggi chiave come Cristina di Belgiojoso (Francesca Inaudi), il Mazzini di Toni Servillo e un Crispi magistralmente interpretato da Luca Zingaretti. [+]

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nigel mansell venerdì 27 gennaio 2012
ed alla fine lo prendono sempre in saccoccia... Valutazione 4 stelle su cinque
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Ed alla fine lo prendono sempre in saccoccia i poveracci... ci voleva un film del genere per illuminare l'epopea del Risorgimento. Non che non lo avessimo immaginato che fosse andata così, ma è altra cosa vederlo rappresentato. E si capisce perchè una nazione fondata con tali premesse ha poi continuato peggio, perché non ci sia senso dello stato, amore della patria, perchè ci siano queste disparità e differenze... certo tre ore sono troppe, per me è veramente faticoso stare tutto quel tempo in una sala cinematografica: doveva essere accorciato con sapienti tagli, o almeno distribuirlo nella versione corta e lunga. Io sono sempre paricolarmente sensibile al fascino femminile e la Inaudi è favolosa. [+]

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