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I migliori anni della nostra vita

Film 2019 | Sentimentale, +13 90 min.

Titolo originaleLes plus belles années d'une vie
Titolo internazionaleThe Best Years of a Life
Anno2019
GenereSentimentale,
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Regia diClaude Lelouch
AttoriAnouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Marianne Denicourt, Souad Amidou, Antoine Sire Monica Bellucci, Tess Lauvergne, Laurent Prudhomme, Jean-Yves Cressenville, Bernard Warnas, Benjamin Patou, Laurent Dassault, Vincent Vinel, Rémi Bergman, François Coupel.
Uscitagiovedì 19 settembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,37 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Claude Lelouch. Un film Da vedere 2019 con Anouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Marianne Denicourt, Souad Amidou, Antoine Sire. Cast completo Titolo originale: Les plus belles années d'une vie. Titolo internazionale: The Best Years of a Life. Genere Sentimentale, - Francia, 2019, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 19 settembre 2019 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,37 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2019

Lelouch dirige il terzo capitolo dedicato ai personaggi di Anne e Jean-Louis, i protagonisti del film di grande successo Un uomo, una donna. In Italia al Box Office I migliori anni della nostra vita ha incassato 146 mila euro .

I migliori anni della nostra vita è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,31
PUBBLICO 3,31
CONSIGLIATO SÌ
Il regista incontra di nuovo le strade di Jean-Louis e Anouk per riflettere sul mistero della vita e su quello dei sentimenti.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 20 maggio 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 20 maggio 2019

Jean-Louis Duroc, un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d'amore vissuta con Anne Gauthier 50 anni prima. Il figlio Antoine ne è consapevole e decide di andarla a cercare. Se Anne accetterà di recarsi a trovarlo questo forse potrà fare del bene a suo padre. Anne accetta.

Il mondo del cinema ha delle sue specificità alcune delle quali possono sembrare in contraddizione tra di loro ma, per fortuna, si tratta di una contraddizione salvifica.

Perché si può tranquillamente bypassare il fatto che nel 1986 Claude Lelouch aveva già fatto reincontrare Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimèe (ovvero Jean-Louis Duroc e Anne Gauthier) in Un uomo una donna oggi film che non è da annoverare tra i suoi esiti migliori. I due si ritrovavano e comprendevano di non poter fare a meno l'uno dell'altra. Ma il cinema fortunatamente può anche essere memoria attiva e allora ben venga che Lelouch dimentichi e ci faccia dimenticare quel film non riuscitissimo (salvo per alcune immagini in cui si vede Jean-Louis gravemente ferito per un incidente) per proporci invece uno delle sue opere più intime e capaci di suscitare emozioni.

A un certo punto l'anziano Jean-Louis dice: "È più facile sedurre 1000 donne che sedurre la stessa 1000 volte". Il cinema di Lelouch è stato spesso tentato dalla seduzione nei confronti dello spettatore con fasi iniziali di film in cui entravano in scena innumerevoli personaggi che andavano ad ingrossare rivoli di storie attraenti che talvolta però finivano con il disperdersi in favore di quelle principali. Questa volta il registro è totalmente differente. Basta osservare, in stato di completa ammirazione nella prima sequenza, il volto di Trintignant su cui, ripreso in primo piano, scorrono per alcuni minuti ricordi, pensieri piacevoli, vuoti di memoria senza che nessuna parola venga pronunciata, per comprendere che Lelouch ha fatto definitivamente propria la frase di Victor Hugo che dà anche il titolo al film: "I migliori anni di una vita sono quelli ancora da vivere". Lelouch 'vive' questo film girato in continuità e nell'arco di soli 13 giorni.

Il 13 è un numero magico per lui che ha chiamato la sua casa di produzione "La 13" perché 13 sono lettere che compongono il suo nome e cognome e che diede alla camera di hotel in Normandia condivisa dai due due protagonisti in Un uomo una donna il numero 26 (13x2). Lo 'vive' e lo fa vivere non solo ai due attori che metafilmicamente si ritrovano oggi e si incrociano con la loro iconicità, ormai divenuta un classico, di un tempo ma va a cercare gli interpreti dei reciproci figli di allora e gli chiede di tornare a interpretare quei ruoli nella maturità.

Ne nasce un film che non si rivolge solo ai nostalgici di un 'classico' che è entrato a buon diritto nella storia del cinema e neppure a chi conosce la filmografia del regista a cui offre l'inserto dello spericolato Pour un rendez vous un corto girato all'alba a Parigi nel 1976 con la camera montata sul cruscotto di un'auto lanciata in piena velocità con alla guida un Lelouch pronto ad ignorare qualsiasi divieto. Questo film si rivolge a tutti coloro che sono disposti a riflettere sul mistero della vita e su quello dei sentimenti che la attraversano spingendosi fino alla terza età. Senza però pensare di 'chiudere' spazi o di rivolgersi a un'imminente fine.

Se nella casa di riposo, come afferma Jean-Louis, "non si vive ma si aspetta solo di morire" quel reincontrarsi con Anne per entrambi significa 'rivivere' e guardare avanti con la consapevolezza di un dono che è stato reciproco anche se poi si è estinto. Nella quotidianità ma non nell'intimo. Questa presenza mai cancellata si riaccende negli sguardi, nei sorrisi in un'auto da corsa divenuta ora una sedia a rotelle da spingere con amore. Una parola di cui Lelouch non ha mai avuto paura nel cinema e nella vita. Talvolta sbagliando ma sempre intenzionato a non smettere mai di cercarne il senso. Questo è il 49esimo film di Claude Lelouch. Il prossimo sarà ancora migliore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 settembre 2019
toni mais

Alda Merini nella sua poesia " Donne Donne " chiede di essere amata vestita , senza un filo di trucco  perchè solo un uomo che sa vederla dentro merita il suo amore. Lelouch ricorre all'artificio di rappresentare i suoi personaggi come erano  e come sono ." Sul volto di lei restava la traccia di una passata bellezza " ha detto qualcuno ed io personalme [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
giovedì 19 settembre 2019
Tommaso Tocci

Nel 1966, al Festival di Cannes, si giocavano la Palma d'Oro un gruppo di film che fanno impressione pur attraverso la lente benigna della storia: tra gli altri, Uccellacci e Uccellini di Pasolini, Suzanne Simonin, la religiosa di Rivette, Il dottor Živago di David Lean, L'armata Brancaleone di Monicelli, il Falstaff di Orson Welles, Signore & Signori di Pietro Germi. Proprio quest'ultimo avrebbe poi condiviso il premio principale con Un Uomo, una donna, il piccolo film su un incontro tra due vedovi che lanciò la carriera di Claude Lelouch e creò il racconto di una storia d'amore a cui sia il pubblico che il regista continuano a volgere lo sguardo, anche a distanza di cinquant'anni.

È successo qualcosa che non si vede spesso, al termine della presentazione ufficiale di I migliori anni della nostra vita al Festival di Cannes 2019. Al nuovo film di Lelouch era stata riservata una Proiezione Speciale, diversa dallo slot in Concorso attraverso il quale Un Uomo, una donna aveva iniziato quel viaggio a sorpresa verso la leggenda, ma indicativa del supremo moto di affetto collettivo che la Francia e il mondo ancora riservano a quell'opera indelebile.

Alla fine della proiezione, dopo il consueto lungo applauso, la platea si è prodotta spontaneamente nel canto della melodia di Francis Lai, famosa colonna sonora del film. Anche chi non ne conosce il titolo saprà immediatamente a cosa si riferisce leggendo il celebre motivetto "cha-ba-da-ba-da..." e non è servito altro neppure ai membri del pubblico della Sala Lumiére di Cannes, una sera dello scorso maggio, per omaggiare Lelouch, Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant, presenti in sala.

I migliori anni della nostra vita nasce dalla stessa profonda emozione, semplice, magari anche didascalica, ma troppo forte per essere ignorata. I grandi amori, del resto, non possono non confrontarsi con il tempo: da esso sono definiti, da esso possono essere sconfitti, ma sempre con esso possono consacrarsi. L'idea di tornare in Normandia, di scoprire dove potessero essere ora Anne e Jean-Louis, continuava a stimolarlo, anche dopo 49 film e 81 anni di vita.

Rivisitare i destini di personaggi attraverso le epoche, legandoli a quelli dei loro interpreti, è un tipo di operazione che negli ultimi decenni abbiamo visto più spesso, e il cui esempio migliore è probabilmente la trilogia composta da Prima dell'alba, Prima del tramonto, e Before Midnight di Richard Linklater (che ha poi adattato il concetto dall'amore alla crescita individuale in Boyhood). Celine e Jessie sono il simbolo dell'amore capace di maturare davanti ai nostri occhi, ma c'è qualcosa di più effimero e malinconico nel modo in cui Lelouch ha appena completato la sua, di trilogia.

Già, perché di trilogia si tratta, anche se meno pulita e meno programmatica; come una grande storia d'amore, è fatta anch'essa di passi falsi ed epoche da dimenticare. Nel 1977 l'ombra dell'originale viene inseguita nel cambio di spazio oltre che di tempo, con attori americani in Un altro uomo, un'altra donna. Nel 1986, a vent'anni da Un Uomo, una donna, Lelouch per la prima volta riunisce gli amanti in un seguito malriuscito, che nel titolo italiano (Un Uomo, una donna oggi) tenta senza successo di acchiappare la contemporaneità, e in quello originale sembra meravigliarsi della sua esistenza ("già vent'anni").

Un giro sconnesso ma immenso, dunque, che annega gli errori in quella che sembra un'eternità. Se la trilogia di Linklater del resto ci sembra racchiudere una vita intera, vale la pena ricordare che entra tutta nell'intervallo tra I migliori anni della nostra vita e il suo prequel sbagliato, con un decennio d'avanzo. Tanto vale concedersi il lusso di dimenticare, di far finta che i momenti più bassi non siano mai esistiti, come fa Lelouch oggi. Cosa ci rimane, se non soltanto i migliori sentimenti? L'opera di questo 2019 ne è compiaciuta, abbagliata, eccitata in un modo quasi infantile, che è poi in linea con ciò che il regista sostiene sull'atto finale di una vita, ovvero che dovrebbe essere il più gioioso.

FOCUS
martedì 10 settembre 2019
Marzia Gandolfi

Si sono conosciuti cinquantatré anni fa, si sono (follemente) amati, si sono (dolorosamente) lasciati, si ritrovano (felicemente) oggi. Lui è Jean-Louis Duroc (Jean-Louis Trintignant), lei è Anne Gauthier (Anouk Aimée), insieme formano la coppia indimenticabile di Un uomo, una donna, Palma d'Oro nel 1966. Riuniti da Claude Lelouch sulla spiaggia di Deauville, Jean-Louis ha perso la bussola in un residence di lusso per anziani, Anne ha aperto una piccola boutique in Normandia. Per scuoterlo dal torpore degli anni, il figlio cerca la donna che non ha mai dimenticato e noi aspettiamo con impazienza la scena dell'incontro. Jean-Louis non riconosce Anne, ancora bella, toujours belle, e racconta a questa illustre sconosciuta i ricordi del suo amore passato. La sua memoria si risveglia, lui si ricorda, lui vede, noi vediamo le immagini indimenticabili e indimenticate in uno scaltro impiego del flashback che richiama le trascorse vicende della coppia sul celebre tema d'amore di Francis Lai, cuore battente di tutti i film di Lelouch.

Sullo schermo il presente si confonde coi fotogrammi inobliabili di Un uomo, una donna e la ripresa integrale di Un appuntamento, una traversata folgorante e lirica di Parigi in auto, girata da Lelouch in piano sequenza bruciando al volante diciotto semafori rossi.

Nostalgico tête-à-tête, I migliori anni della nostra vita è soprattutto un emozionante omaggio al cinema e a una generazione. Perché Trintignant è il pilota Jean-Louis (Un uomo, una donna) ma è anche Michel (Piace a troppi) e Roberto (Il sorpasso), Anouk Aimée è Anna Gauthier ma pure Maddalena (La dolce vita) e Lola (Lola - Donna di vita).

Lelouch ama il cinema e desidera condividerlo, offrendo allo spettatore un viaggio ideale attraverso mezzo secolo di cinema e articolando lunghe sequenze parallele che accrescono il pathos che ancora una volta condurrà a un romantico e felice scioglimento. Monumenti del cinema francese, Lelouch accomoda i suoi amanti irriducibili dentro una Citroën 2CV e risale il tempo a colpi di chabadabada. Al volante di una vettura 'classica' come loro, gli scambi sono toccati dalla grazia. Sono sufficienti un sorriso, un gesto della mano, uno scambio di battute, un verso di poesia perché la magia riprenda tra Jean-Louis Trintignant, professionista di classe che si esprime con una gestualità trattenuta ed essenziale, e Anouk Aimée, figura sottile, elegante e nervosa che approda al cinema giovanissima offrendo subito preziose e mirabili interpretazioni.

Le rispettive carriere esplodono nella toccante storia d'amore di Claude Lelouch, che regala a entrambi la definitiva notorietà internazionale e trasforma l'introverso Trintignant in un sex symbol. La terza via tra il magnetismo erotico di Alain Delon e l'anticonformismo sfrontato di Jean-Paul Belmondo. L'attore francese più 'praticato' in Italia fa brillare col suo stile tutto il cinema che tocca. Timido, riflessivo, travolto dalla vitalità di Vittorio Gassman per Dino Risi (Il sorpasso) o tormentato docente di filosofia per Bernardo Bertolucci (Il conformista), è capace di passare in maniera disinvolta da personaggi onesti e positivi ad altri cattivissimi e corrotti, ad altri ancora incerti e disorientati. La sua recitazione intellettuale e compassata spiega una voce singolare che rivela un'intelligente prudenza e una timidezza poetica.

Frasi
Visto che non siamo riusciti a vivere insieme, possiamo provare a morire insieme.
Una frase di Jean-Louis Duroc (Jean-Louis Trintignant)
dal film I migliori anni della nostra vita - a cura di Marta W.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 29 settembre 2019
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Ciao vita. Addio migliori anni della nostra esistenza. Quando il capolinea si fa dannatamente vicino, resta solo il ricordo del passato. Claude Lelouch, al suo film numero 49, di questo dolce passato è stato un testimone fondamentale, raccontando la prima volta dei due protagonisti del successo planetario Un uomo, una donna che ora, oltre mezzo secolo dopo, si ritrovano.

NEWS
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mercoledì 29 gennaio 2020
 

Jean-Louis Duroc, un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d'amore vissuta con Anne Gauthier 50 anni prima.

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domenica 15 settembre 2019
 

Jean-Louis Duroc, un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d'amore vissuta 50 anni prima con Anne Gauthier.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 9 settembre 2019
A cura della redazione

La memoria di Jean-Louis Duroc - un tempo campione di auto da corsa - talvolta vacilla, ma su un punto è stabile: il ricordo della storia d'amore con Anne 50 anni prima. Il figlio Antoine ne è consapevole e combina un incontro tra i due.

POSTER
giovedì 1 agosto 2019
 

Jean-Louis Duroc, un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d'amore vissuta con Anne Gauthier 50 anni prima.

TRAILER
venerdì 2 agosto 2019
 

Li conosciamo ormai da molto tempo. Un uomo e una donna, la cui inaspettata storia d'amore, immortalata in un dittico diventato mitico, ha rivoluzionato il nostro modo di vedere l'amore.Oggi, l'ex pilota di gara si perde un po' sui sentieri della sua [...]

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venerdì 19 luglio 2019
 

Lelouch dirige il terzo capitolo dedicato ai personaggi di Anne e Jean-Louis, i protagonisti del film di grande successo Un uomo, una donna. Vai all'articolo »

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