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Un film di James Gray.
Con Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Ruth Negga, John Ortiz.
continua»
Titolo originale Ad Astra.
Fantascienza,
Ratings: Kids+13,
durata 124 min.
- USA, Brasile 2019.
- 20th Century Fox Italia
uscita giovedì 26 settembre 2019.
MYMONETRO
Ad Astra |
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Fabio Ferzetti
L'Espresso
Una coppia che divorzia e un astronauta che va in cerca del padre perduto ai confini del sistema solare. Un cinema da camera, fatto di dialoghi, semitoni, esattezza millimetrica di ambientazione e psicologie, e un film di fantascienza che remixa quasi in parti uguali 2001 di Kubrick e Apocalypse Now (o meglio Cuore di tenebra) per scavare nell'intimo del protagonista. Ricordandoci, quasi di passaggio, che neanche spingendosi nel buio del cosmo raddrizzeremo il legno storto dell'umanità.
Al secondo giorno del concorso la Mostra spara i primi pezzi da novanta, due film americani che più diversi non potrebbero essere. Il primo è Marriage Story di Noah Baumbach, che prima di andare su Netflix, il 6 dicembre, uscirà anche nelle sale, tanto per confermare che Venezia ha fatto bene a tenere la porta aperta alla discussa piattaforma in streaming. Il secondo è Ad Astra di James Gray, bel ritorno di un autore che ultimamente sembrava un po' fuori fase ma qui ritrova grinta e capacità di sedurre con un film imperfetto ma ricco di idee e di ambizioni.Prima fra tutte quella di collegare le profondità dello spazio con gli angoli più oscuri della nostra personalità. Anche se a ben vedere il legame tra il figlio Brad Pitt e il padre scomparso tanti anni prima dalle parti di Nettuno mentre andava in cerca di intelligenze extraterrestri (Tommy Lee Jones) è forse il lato più fragile di un film che funziona anzitutto come spettacolo. E anche se non ha i mezzi faraonici di Interstellar, riesce a coniugare avventura esistenziale e impresa spaziale in modo piuttosto originale.
Con qualche scena che non si dimentica (l'incontro horror con un ospite molto inatteso, benché la sua presenza nel cosmo a pensarci bene sia perfettamente logica). E uno sguardo più che disincantato sul nostro prossimo futuro (cupidigia, mercantilismo, criminalità, guerre per le materie prime: colonizzare la Luna non porterà niente di buono). A conferma che il cinema di fantascienza è ormai stabilmente entrato in una dimensione "adulta" esplorata a più riprese proprio qui a Venezia da film come Gravity di Cuaron o First Man di Chazelle. Insomma un bel ritorno, dopo il mezzo disastro di The Lost City of Z., per l'autore di Little Odessa e Two Lovers, servito da un cast curiosamente assortito in cui Tommy Lee Jones, Donald Sutherland e la rediviva Liv Tyler appaiono e scompaiono come meteore.
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