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feliciar
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domenica 7 gennaio 2018
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la grande bellezza di napoli
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Napoli Velata, ovvero la Grande Bellezza. Ancora una volta, Ozpetek cerca l'anima di una città bizantina insieme ad una protagonista, che l'anima l'ha persa, per troppo dolore. E come non poteva essere amore a prima vista, tra lui e la città? Come in ""Rosso Istambul" la storia si dispiega in un territorio magico, con antiche presenze, riti e tombole, veli, statue solenni ( il meraviglioso Museo Archeologico), vicoli, femminielli che partoriscono, guidati dalla Levatrice/Mentore Peppe Barra. Il velo dura tutto il film, dietro il velo si muove una donna che ha la morte dentro ed intorno, che lavora sui cadaveri ( è anatomo/patologa), che non frequenta uomini, che cammina apatica, nella città.
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Napoli Velata, ovvero la Grande Bellezza. Ancora una volta, Ozpetek cerca l'anima di una città bizantina insieme ad una protagonista, che l'anima l'ha persa, per troppo dolore. E come non poteva essere amore a prima vista, tra lui e la città? Come in ""Rosso Istambul" la storia si dispiega in un territorio magico, con antiche presenze, riti e tombole, veli, statue solenni ( il meraviglioso Museo Archeologico), vicoli, femminielli che partoriscono, guidati dalla Levatrice/Mentore Peppe Barra. Il velo dura tutto il film, dietro il velo si muove una donna che ha la morte dentro ed intorno, che lavora sui cadaveri ( è anatomo/patologa), che non frequenta uomini, che cammina apatica, nella città. Un incontro casuale ne rivela le bramosie sessuali ( e, l'ansia di vita), il bello ( e bravo) Alessandro Borghi, scatena la passione velata, ma, di nuovo, la morte si affaccia. Lei lo cercherà tra i marmi9 del Museo ma, troverà il suo doppio. Noi, quasi, non ce ne accorgiamo ma, il film è sulla morte e, anche se vi sono più trame ( noir, melodramma, viaggio), abbondano le scomparse e i temi cari a Ozpetek. In "" Rosso Istambul"" c'è una scomparsa incomprensibile, in ""Magnifica Presenza"" ritornano teatranti mai morti, cogli scintillanti abiti di scena a reclamar la vita negata. Qui il regista ci prende per mano e ci stordisce con la bellezza di una città misteriosa, che lascia lo spettatore inchiodato alla poltrona. Il mistero non si svelerà e non fa niente se la storia, a tratti, non funziona, la vita e la morte si confondono, tra parto del femminiello, tombola esoterica e la veggente col segretario nano. E se la prima scena è un ( finto ) parto, l'ultima è un funerale; l'universo onirico ( e mortifero) della protagonista è mediato dalla bellezza che tutto salva: la Farmacia degli Incurabili, l'Utero tra i vasi medicinali, la scala del Palazzo del Mannajuolo, il Cristo Velato, che svela la carne di un uomoe non di un Dio. La morte è sullo sfondo e, persino nel bel mare di Posillipo, si sversano le ceneri di un defunto. Tra chiese barocche e case ricavate in caverne di tufo, si muovono protagonisti di prim'ordine: Anna Bonajuto, regina della scena, il meraviglioso Peppe Barra, Luisa Ranieri, Lina Sastri e lei, Giovanna Mezzogiorno che, nell'ultima scena (il funerale), lascia il (non lieto) lavoro e ritrova la vita concreta insieme all’indecifrabile. . A chiudere il film una splendida versione di "" Vasame"" cantata da Arisa, quasi a dire che l'amore può superare, vita ,morte ed, anche, bellezza.
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alessiuccia
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domenica 7 gennaio 2018
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tra mistero e passione:la verità è negli occhi di
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“La gente non sopporta troppa verità “- accettata questa frase all’ inizio del film, ci si può addentrare nelle viscere in cui Ozpetek decide di farci viaggiare con “Napoli velata” : una storia di abissi ( dei palazzi del seicento,del mare, della città moderna , dell’ animo umano).Decide di raccontare questa storia addentrandosi nei vicoli urbani e mentali che porta con se’, sfogliando un bouquet di bellissime donne e pluripremiate attrici Giovanna Mezzogiorno in primis, per raccontare il dramma di Adriana-medico legale quasi immune alle relazioni umane -che dopo un’ unica notte di passione con Andrea -tritone degli abissi ambiguamente coinvolto in traffici poco leciti -si ritrova al centro di una matassa di indagini su un delitto e fantasmi della sua psiche.
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“La gente non sopporta troppa verità “- accettata questa frase all’ inizio del film, ci si può addentrare nelle viscere in cui Ozpetek decide di farci viaggiare con “Napoli velata” : una storia di abissi ( dei palazzi del seicento,del mare, della città moderna , dell’ animo umano).Decide di raccontare questa storia addentrandosi nei vicoli urbani e mentali che porta con se’, sfogliando un bouquet di bellissime donne e pluripremiate attrici Giovanna Mezzogiorno in primis, per raccontare il dramma di Adriana-medico legale quasi immune alle relazioni umane -che dopo un’ unica notte di passione con Andrea -tritone degli abissi ambiguamente coinvolto in traffici poco leciti -si ritrova al centro di una matassa di indagini su un delitto e fantasmi della sua psiche. La passione, il mistero, il dolore sono raccontati attraverso gli occhi di chi lo vive e tutte le stratificazioni dell’ animo umano passano attraverso i mille volti di Napoli,ripercorsa nella sua bellezza, storia, superstizione, folklore per culminare nell’ invettiva di chi la definisce”bella, bugiarda,ladra, assassina”.Esistono personaggi che soffrono, ma Ozpetek non li lascia mai da soli,inserendo una coralità quasi mutuata dall’ antica drammaturgia, fra vita e morte uomini e donne, ricorrendo ad espedienti noti alla tradizione partenopea e scegliendo Peppe Barra per elevarlo a voce della verita’.Lo sguardo, che sia un modo d’ amare, un amuleto, una visione delle cose è il vero sentimento che ci porta a dire “Vasame”, come una grande estrema promessa d’ amore
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domenica 7 gennaio 2018
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che schifo !
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Questo film fa veramente pena, non si capisce niente...2 ore strazianti , vergognoso!!!! Sconsigliatissimo
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skoko6
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domenica 7 gennaio 2018
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splendida napoli ma il film non lo è altrettanto..
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Bravo il regista nell'esaltare la bellezza di Napoli, ottima la fotografia. Bravi gli interpretri anche se la trama non mi convince particolarmente, abbastanza deludente nel complesso.
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domenica 7 gennaio 2018
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affascinante e magico
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Ozpetek non delude mai, anzi ogni film ti porta a nuove riflessioni. Ambientazione degli interni stupenda, storia coinvolgente, attori bravissimi. Assolutamente da vedere!!!
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jackmod
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sabato 6 gennaio 2018
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buon inizio ma il resto è noia
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Nonostante l'inizio lasci intravedere un sviluppo intrigante e appassionante, il film risulta in realtà molto noioso. In generale si ha la sensazione che il film sia stato scritto un po' a braccio mentre lo giravano, non si scorge il senso logico che sta dietro a ciò che accade. Si salvano solo la colonna sonora e le riprese di Napoli che creano un'atmosfera interessante. In aggiunta a ciò non ho trovato il cast interessante, soprattutto la mezzogiorno che sembra in questo film un pesce fuor d'acqua.
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no_data
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sabato 6 gennaio 2018
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napoli svelata
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NAPOLI VELATA ovvero NAPOLI SVELATA 6 Gennaio 2018 Confesso: sono di parte adoro Ozpetek anche quando non inventa storie per compiacere il pubblico ma pare crearle per se stesso per potere esprimere attraverso un film tutta la passione per gli uomini per i luoghi per le storie tragiche che lo coinvolgono e lo affascinano come accade nel suo ultimo film “Napoli velata” . La storia che il regista ci racconta è in bilico tra un profilo psichiatrico e un thriller ambientata in una Napoli assolutamente stereotipata dove il regista ha voluto mescolare tutto in abbondanza : i luoghi antichi e misteriosi tipo antro delle sibille dove la zia e le amiche della protagonista raccolgono pezzi di antiquariato simili a reperti degli scavi di Pompei, case antiche dove pare che il tempo si sia congelato e che gli avvenimenti accaduti e vissuti dai suoi abitanti siano stati per sempre immobilizzati come inghiottiti dalla lava sgorgata dal Vesuvio in eruzione ed abbattutasi sugli antichi abitanti di Pompei.
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NAPOLI VELATA ovvero NAPOLI SVELATA 6 Gennaio 2018 Confesso: sono di parte adoro Ozpetek anche quando non inventa storie per compiacere il pubblico ma pare crearle per se stesso per potere esprimere attraverso un film tutta la passione per gli uomini per i luoghi per le storie tragiche che lo coinvolgono e lo affascinano come accade nel suo ultimo film “Napoli velata” . La storia che il regista ci racconta è in bilico tra un profilo psichiatrico e un thriller ambientata in una Napoli assolutamente stereotipata dove il regista ha voluto mescolare tutto in abbondanza : i luoghi antichi e misteriosi tipo antro delle sibille dove la zia e le amiche della protagonista raccolgono pezzi di antiquariato simili a reperti degli scavi di Pompei, case antiche dove pare che il tempo si sia congelato e che gli avvenimenti accaduti e vissuti dai suoi abitanti siano stati per sempre immobilizzati come inghiottiti dalla lava sgorgata dal Vesuvio in eruzione ed abbattutasi sugli antichi abitanti di Pompei. Ed ancora i personaggi che abitano e popolano questa dolorosa magica stupefacente città sembrano essere tutti rigorosamente omosessuali o donne di dubbia moralità ( vedi le premiate nella scena finale che parrebbero essere le responsabili dell’ atroce delitto del giovane Andrea) o lo stereotipo dell’indovina occupante una caverna -antro a cui Adriana si rivolge nel tentativo di dare risposta alla sua angoscia E il gioco della tombola specchio della napoletanità che si svolge su una grande terrazza alle cui spalle si erge il Vesuvio simbolo perpetuo della città un “femminiello” estrae da un cesto una serie di numeri che vengono interpretati in uno sguaiato e volgare dialetto partenopeo E l’immagine dell’utero sezionato custodito nella affascinante Farmacia dell’Ospedale degli Incurabili (altro luogo icona di Napoli) e la rappresentazione del rito pagano della figliata dei Femminielli Tutto è esasperato provocatorio intenso e stupefacente come lo è la città di Napoli dove ancora oggi esiste una scissione ed una sovrapposizione di cultura e di tradizione di antico e di moderno di reale e di fantastico: Napoli è anche questo, Napoli è tutto questo. Tuttavia l’immagine di Napoli che esce dal genio di Ozpetek non è quella di una città decadente ma di un luogo dalle cui viscere a causa del magma sotterraneo di cui la città è permeata erompe un’ energia dilagante una travolgente vitalità La narrazione avviene come a scatti tra luci ed ombre ; impronunziabili segreti di famiglia celati da bugie che determinano il blocco della coscienza di Adriana la protagonista del film che vive in uno stato di congelamento di sentimenti che toglie aria e gioia alla sua vita e da un male oscuro che viene acuito da un lavoro che la fa vivere in mezzo ai morti ( Adriana è un anatomopatologa che compie autopsie sui cadaveri) e sarà proprio durante un esame di un cadavere in sala anatomica che lei riconoscerà da un tatuaggio sul corpo il suo giovane amante, amante conosciuto la sera prima e da cui è stata travolta da un ondata di irrefrenabile passione mai vissuta prima. Questo trauma risveglierà in lei il primo trauma rimosso dell’ omicidio compiuto dalla propria madre sul padre e del suicidio della stessa tutto accaduto davanti ai suoi occhi bambini. La trama è volutamente contorta. Ozpetek ha fatto di tutto per confondere le carte aggiungendo e sottraendo ma nonostante i suoi sforzi la scena iniziale è rivelatrice di tutta la storia. Sospeso tra il personaggio di Adriana la protagonista del film e del matematico John Nash del film A Beautiful mind, entrambi preda di allucinazioni , il film si rivela già dalla prima scena. Una scena che viene girata su quel capolavoro di scalinata a struttura ellissoidale progettata dall’architetto Giulio Ulisse Arata per il prestigioso Palazzo Mannajolo . La scena finale dove il regista pone la conclusione del film è un ulteriore omaggio alla città, essa si svolge infatti nella Cappella Sansevero altro gioiello del patrimonio artistico internazionale dove è custodita la statua del Cristo velato (da cui presuppongo faccia riferimento il titolo del film )di Giuseppe Sanmartino . Insomma un film potente esasperato contradittorio ingestibile come la città in cui si svolge come il suo autore come la vita. Elena
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antoniodetrizio
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sabato 6 gennaio 2018
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napoli velata ...ma trama svelata
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il film parte bene e sembra avere tutti gli elementi per rendersi interessante. Un omicidio, una coinvolgente scena di passione, l'archeologia, un'autopsia...poi dopo 20 minuti si capisce dove il regista vuole andare a parare. Fine del mistery partenopeo e inizio di una forzata simbologia che non attrae e non suscita curiosità.
Il migliore in campo sembra essere Peppe Barra e il peggiore Alessandro Borghi che nella parte del gemello non sembra crederci neppure lui
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udiego
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sabato 6 gennaio 2018
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napoli velata
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In una serata di gala Adriana incontra Andrea, un giovane uomo, che la seduce e le farà vivere una delle notti più incredibili della sua vita. Al loro risveglio si danno appuntamento per rincontrarsi nel tardo pomeriggio, ma a quell'incontro Andrea non si presenterà mai. Da qui, Adriana, intraprenderà il suo viaggio in questo misterioso giallo alla ricerca della verità ed alla scoperta di se stessa.
Ferzan Ozpetek, regista che non ha bisogno di presentazioni, porta sul grande schermo con "Napoli Velata" una storia di passione e di ossessione travolgendo i suoi personaggi in un vortice mentale senza freni, che porterà soprattutto Adriana, a vacillare in più di un'occasione, facendola addirittura dubitare di se stessa.
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In una serata di gala Adriana incontra Andrea, un giovane uomo, che la seduce e le farà vivere una delle notti più incredibili della sua vita. Al loro risveglio si danno appuntamento per rincontrarsi nel tardo pomeriggio, ma a quell'incontro Andrea non si presenterà mai. Da qui, Adriana, intraprenderà il suo viaggio in questo misterioso giallo alla ricerca della verità ed alla scoperta di se stessa.
Ferzan Ozpetek, regista che non ha bisogno di presentazioni, porta sul grande schermo con "Napoli Velata" una storia di passione e di ossessione travolgendo i suoi personaggi in un vortice mentale senza freni, che porterà soprattutto Adriana, a vacillare in più di un'occasione, facendola addirittura dubitare di se stessa. Il regista turco avvolge la vicenda con il fascino e la magia che una città come Napoli riesce a regalare, cercando di amalgamarne i suoni, i colori ed i valori ai protagonisti della storia, rendendo la città stessa un personaggio del film. Luci ed ombre per l'ultima opera del regista di "Mine Vaganti" ed “Un giorno perfetto". "Napoli Velata" ha sicuramente il merito e la capacità di ricreare un'atmosfera che riesce ben ad amalgamarsi allo sviluppo della vicenda che la circonda. Ozpetek ci propone diversi registri narrativi per il suo lavoro, dal giallo stile Hitchcock, al drammatico psicologico, passando per una rappresentazione della città di Napoli stile Sorrentino con Roma in "La grande bellezza". Il tutto è ben gestito e si integra in maniera armoniosa, senza strappi e con un certo fascino per lo spettatore. Le note dolenti arrivano però dalla sceneggiatura, scritta a quattro mani da Gianni Romoli e Valia Santella. Lo scritto presenta più di qualche buco e tende a svilupparsi in maniera poco lineare, rendendo lo sviluppo della vicenda troppo ridondante e pesante per lo spettatore. Il pubblico fatica a capire dove gli autori vogliono andare a parare. Si parte concentrando il fulcro della vicenda sul mistero che avvolge questo efferato omicidio, passando poi in modo troppo netto e distaccato a concentrarsi unicamente sul personaggio di Adriana, sulle sue ossessioni, sul suo passato che si ripercuote sul presente. Non è di grande aiuto il cast, non particolarmente in forma: Giovanna Mezzogiorno ed Alessandro Borghi faticano infatti a caratterizzare i loro personaggi. Nota positiva per la colonna sonora, sorretta dalle belle musiche di Pasquale Catalano ed un' emozionante versione di “Vasame” intonata da Arisa. "Napoli Velata" è un film dalle ambizioni forse troppo elevate, che crea nel pubblico aspettative che non riesce a soddisfare a pieno.
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