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samanta
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sabato 11 febbraio 2017
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i sogni si possono realizzare
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Come giustamente rilevato da Pino Farinotti LA LA LAND è un ritorno alla commedia musicale di Hollywood anni '50. Siamo per intenderci al tempo di "un americano a Parigi" (6 Oscar), "Cantando sotto la pioggia" (2 nomination), "Spettacolo di Varietà" (3 Nomination).Film musicali che si evolveranno poi con West Side Story, My Fair Lady e così via. L'intelligenza del regista Chazelle è di ricreare quell'atmosfera ambientandola ai nostri giorni, con un abile accorgimento: il musicale (canzoni e balletti) seppure di notevole levatura è più contenuto rispetto all'elemento narrativo. La trama è semplice due ragazzi MIa (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) cercano nella Los Angeles di sfondare nello spettacolo, Mia per vivere fa la cameriera in un caffé negli studios, e da anni fa provini sempre con esiti deludenti o umilianti, Sebastian che vorrebbe riproporre il Jazz originale si accontenta di suonare nei ritrovi musichette varie e anzi si fa licenziare se osa riproporre il Jazz puro.
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Come giustamente rilevato da Pino Farinotti LA LA LAND è un ritorno alla commedia musicale di Hollywood anni '50. Siamo per intenderci al tempo di "un americano a Parigi" (6 Oscar), "Cantando sotto la pioggia" (2 nomination), "Spettacolo di Varietà" (3 Nomination).Film musicali che si evolveranno poi con West Side Story, My Fair Lady e così via. L'intelligenza del regista Chazelle è di ricreare quell'atmosfera ambientandola ai nostri giorni, con un abile accorgimento: il musicale (canzoni e balletti) seppure di notevole levatura è più contenuto rispetto all'elemento narrativo. La trama è semplice due ragazzi MIa (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) cercano nella Los Angeles di sfondare nello spettacolo, Mia per vivere fa la cameriera in un caffé negli studios, e da anni fa provini sempre con esiti deludenti o umilianti, Sebastian che vorrebbe riproporre il Jazz originale si accontenta di suonare nei ritrovi musichette varie e anzi si fa licenziare se osa riproporre il Jazz puro. I due che s'incrociano casualmente finalmente si incontrano e scatta l'amore. La scena come Farinotti sottolinea è delicata le mani al cinema si toccano e scatta un bacio ma non segue il nudo e il lettodi prammatica né tanto meno nel film c'é il momento omosessuale che FarinottiI sarcasticamente definiscei obbligatorio e strategico in ogni film. Insomma siamo nell'atmosfera degli anni 50. I due vivono insieme e Mia cerca di aiutare Sebastian ad aprire un locale e gli crea anche il logo, ma per difficoltà economiche il tentativo non riesce e Sebastian si fa assumere in una band che suono musica pop. Mia diverge da questa scelta sia per motivi ideali (l'abbandono dei propri sogni) che per la lontananza da casa causa gli spettacoli in tutti gli Stati. La stessa Mia dopo essere riuscita a recitare in un monologo abbandona i suoi tentativi stante l'insucesso della serata e ritorna a casa nel Nevada. Ma sarà Sebastia che contattato da una assistente di una produzione che aveva assistito allo spettacolo di Mia a convincerla a ritornare a L.A. e fare il provino che avrà successo e quindi Mia riceve la sua prima proposta di attrice in un film. I due si giurano eterno amore. Il film riprende 5 anni dopo: Mia è diventata una famosa attrice ha un marito e una figlia piccola e per caso una sera spinta dal marito entra in un locale con il logo che aveva inventato lei: è di Sebastian che è riuscito a creare un locale di grande successo e in cui ripropone la musica Jazz amata. Mia ascoltandolo sogna come sarebbe stata la sua vita se fosse vissuta con Sebastian e lasciando il locale tra i due c'e un sorriso forse d'intesa forse di addio per sempre.
Il film è ben diretto, la musica è accattivante ed in alcuni casi molto bella penso alla canzone City of Stars, una buona interpretazione specie quella di Emma Stone, il balletto iniziale sull'autostrada bloccata dal traffico è spettacolare. Certamente presenta un aspetto della vita: con la forza della volontà (e un pò di fortuna) si possono realizzare i propri sogni, c'é anche il rovescio della medaglia: quanti giovani a L.A. non riescono a sfondare e magari si rovinano la vita. Però penso che ogni tanto presentare il bicchiere mezzo pieno sia non solo giusto ma anche bello. Non concedo il massimo del voto proprio per la rottura finale del Film nel senso che non si spiega perché i due non si siano messi insieme ma anzi non si siano più incontrati ed anche perché proprio la parte finale la trovo un pò lenta. 14 oscar mi sembrano troppi Cantando sotto la Pioggia considerato il più bel musical non ne ebbe neanche uno!
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miles
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sabato 11 febbraio 2017
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carino
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Diciamo la verità,loro sono proprio bravi anche se ballano e cantano in maniera mediocre. La storia non è proprio appassionante ma evita tutti i cliché . È un musical ma i discorsi sulla musica sono piuttosto banali e deludenti. Insomma vai a vedere perché ha avuto 14 nomination e il mistero rimane...
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vitospericolato
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sabato 11 febbraio 2017
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troppo bello per essere vero
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Il film è straordinario, due ore di pura magia. Stupendo il finale, felice e allo stesso tempo triste. Stupenda la canzone City of stars. Purtroppo e' verissimo che il film, come avverte la stessa locandina, è per sognatori. Per chi, come me, ha smesso di sognare, o meglio di credere ai propri sogni, lo scontro, una volta usciti dal cinema, con la cruda e mediocre realtà, lascia un senso di amarezza infinita.
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lorenzopud
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venerdì 10 febbraio 2017
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dopo un buon inizio il film annoia
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Quando ci si aspetta troppo da un film (e dopo tutte queste candidature all'Oscar e certi commenti entusiasti era cosa lecita per La la land), capita spesso di rimanere delusi.
Un film lungo oltre due ore, basato su una storia d'amore banale e poco riuscita. Il finale prova a fare risalire di quota il film (e un po' ce la fa), ma ormai è troppo tardi: a parte lo scoppiettante primo quarto d'ora (quello sì da Oscar), il resto, inteso come storia e dialoghi, è di una noia assoluta. E manco la musica, che, a dire il vero, pensavo avesse una importanza maggiore nel film, è eccezionale.
Rimangono di assoluto alto livello la scenografia, le riprese, i costumi.
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Quando ci si aspetta troppo da un film (e dopo tutte queste candidature all'Oscar e certi commenti entusiasti era cosa lecita per La la land), capita spesso di rimanere delusi.
Un film lungo oltre due ore, basato su una storia d'amore banale e poco riuscita. Il finale prova a fare risalire di quota il film (e un po' ce la fa), ma ormai è troppo tardi: a parte lo scoppiettante primo quarto d'ora (quello sì da Oscar), il resto, inteso come storia e dialoghi, è di una noia assoluta. E manco la musica, che, a dire il vero, pensavo avesse una importanza maggiore nel film, è eccezionale.
Rimangono di assoluto alto livello la scenografia, le riprese, i costumi. I due attori, per l'amor di Dio, sono carinissimi e sono tra le star del cinema attuale.
Ma l'Oscar per il miglior film...non glielo darei mai!
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scilawells
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venerdì 10 febbraio 2017
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musical si e no
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Complimenti agli attori davvero incisivi, la caratterizzazione dei personaggi è ottima. Ryan Gosling bravo nonostante il timbro di voce non propriamente da cantante. Emma Stone brillante,altrettanto scarsina come cantante si conferma però un attrice sorprendente che dietro ad un faccino cosi, un po' anonimo, nasconde doti recitative davvero importanti. La storia di due giovani con il sogno americano in tasca che fanno delle scelte che cambieranno la loro vita per sempre. Molto bello e triste allo stesso tempo, poter aprire quella finestra sul "se inceve fosse andata cosi...'" un film, piacevole ed emozionate! Non adatto ai più teneri di cuore che sperano sempre nel lieto fine!
Scila Wells
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libero
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venerdì 10 febbraio 2017
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scadente e scontato
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Banale la trama, mediocre l'interpretazione, scontato tutto. Non c'è un brivido, una trovata che riesca a sollevarlo dalla banalità o dalla noia. Se dovesse prendere qualche Oscar, allora a "Dancer in the dark" o a "Mamma mia" dovranno dare il Nobel! Indifendibile. Aspetto qualche commento positivo giustificato e circostanziato su questo film. E' un filmetto da compito delle vacanze estive per studenti nel campo del cinema che potrebbero solo apportare delle modifiche migliorative. Di sicuro non si meriterebbe neanche di usato come esercizio per il corso di studi! Ma come mai tutte queste candidature e questi premi? Inspiegabile.
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venerdì 10 febbraio 2017
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assolutamente ben fatto
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Avevo paura di vedere un film gonfiato all estremo e invece ho visto a un film davvero ben fatto con richiami ai classici musical ma con una sua identità! Non è ai livelli di Moulin Rouge! A CROSS THE Universe o Hair spray. ..ma merita senza dubbio
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deborahm
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venerdì 10 febbraio 2017
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il cinema di un tempo
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*****SPOILER*****
La La Land è il nuovo film diretto e scritto da Damien Chazelle, un musical che mette in scena commedia e dramma talmente bene da lasciarci piacevolmente spiazzati per tutto il corso dei 128 minuti.
Il film riceve quattordici candidature agli Academy Awards 2017 e ad oggi risulta già vincitore di sette Golden Globe su sette candidature. Nonostante il giovane regista Damien Chazelle non abbia alle spalle una lunghissima carriera, abbiamo avuto già modo di conoscerlo per Whiplash, piccola chicca del 2015 che meritò diversi premi agli Academy Awards. Il giovane regista statunitense sembra non voler nascondere il particolare interesse che rivolge alla musica e scrive un nuovo film in cui, di nuovo, la componente sonora è un elemento primario che fa da contesto ad una storia bellissima.
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*****SPOILER*****
La La Land è il nuovo film diretto e scritto da Damien Chazelle, un musical che mette in scena commedia e dramma talmente bene da lasciarci piacevolmente spiazzati per tutto il corso dei 128 minuti.
Il film riceve quattordici candidature agli Academy Awards 2017 e ad oggi risulta già vincitore di sette Golden Globe su sette candidature. Nonostante il giovane regista Damien Chazelle non abbia alle spalle una lunghissima carriera, abbiamo avuto già modo di conoscerlo per Whiplash, piccola chicca del 2015 che meritò diversi premi agli Academy Awards. Il giovane regista statunitense sembra non voler nascondere il particolare interesse che rivolge alla musica e scrive un nuovo film in cui, di nuovo, la componente sonora è un elemento primario che fa da contesto ad una storia bellissima. L’approccio in La La Land è completamente diverso dalla cruda aggressività di Whiplash, e dona allo spettatore un profondo e delicato senso di romanticismo che unisce tradizione ed evoluzione.
Il film racconta la storia d’amore tra un’aspirante attrice che lavora come barista in un café, Mia (Emma Stone) e un musicista jazz, Sebastian (Ryan Gosling). A seguito dei diversi fallimenti accumulati ai vari casting, nel tentativo di divenire una star Hollywoodiana, Mia decide di passare una serata con le sue amiche. Al ritorno a casa, la donna è sola e lungo la strada è attratta da una melodia proveniente da un piano bar che la spinge ad entrare, è qui che incontra Sebastian, il quale essendo stato licenziato, la ignora totalmente. I due sono destinati ad incontrarsi diverse volte fin quando, durante il loro primo appuntamento, nella visione di “Gioventù bruciata”, nasce in loro un istinto che neanche uno splendido paesaggio era riuscito a scatenare: i due capiscono di provare qualcosa l’una per l’altro e questa consapevolezza li porterà a viaggiare in luoghi terreni e fantasiosi, trascinando gli spettatori con loro in quella “City of Stars” che tutti sognano.
La loro storia d’amore è legata dai sogni che vogliono realizzare: Mia vorrebbe diventare un’attrice affermata, mentre Sebastian vorrebbe aprire un proprio piano bar dove poter spingere la morente scena jazz di Los Angeles. Nonostante le diverse passioni, però, i due non riescono ad immaginare una vita separati, finché Sebastian non decide, a malincuore, di entrare in un gruppo che tradisce la sua idea conservativa di jazz. Al contrario, Mia insiste col proseguire lungo il percorso che lo stesso Seb gli aveva indicato e porta avanti la scrittura di un monologo che metterà in scena da lì a poche settimane. Le loro aspirazioni li porteranno a dividersi: Sebastian è sempre in tour e non ha tempo per stare con Mia, lei cerca di realizzarsi nel mondo del cinema proponendosi con il suo monologo che avrà un esito tutt’altro che positivo. Dopo cinque anni ritroviamo una Mia affermata nel mondo del cinema e con una famiglia. Casualmente una sera è spinta da una canzona ad entrare in un locale: il “Seb’s”; qui trova come proprietario e musicista il suo grande amore Sebastian. Nel momento in cui i loro sguardi si incontrano entra in scena la nostalgia dei tempi passati. Sebastian inizia a suonare al piano il loro tema d’amore ed entrambi immaginano come sarebbe stata la loro vita se fossero rimasti insieme. Terminato il brano, i due si scambiano un ultimo sguardo, pieno di amore, tristezza, dolore ma allo stesso tempo di comprensione. Il finale è un mix di emozioni per gli attori e per gli spettatori: non sappiamo se essere felici perché i due hanno portato a compimento il loro sogno, o tristi perché, proprio per questo, la loro splendida storia è finita. Ad ogni modo il film risplende di un amore intenso, un amore vero, lontano dalla possessività e la fisicità mostrata spesso nel cinema moderno, ma che risplende della gioia per un gesto o più semplicemente per un sorriso, quello che i due si scambiano nel finale.
La La Landè un classico dei film Hollywoodiani d’altri tempi, di quelli che lasciano lo spettatore senza parole, ma con il cuore pieno di emozioni uniche. Nel corso del film c’è un continuo rimando ai musical anni ’50 ’60 ed è proprio questo che lo rende un film unico nel suo genere. La scelta del musical in questo caso è stata l’unica e la più giusta affinché il vero messaggio del film riuscisse ad arrivare al cuore e all’anima dello spettatore. La fotografia è sublime quando all’inizio del film propone all’occhio dello spettatore un mélange di colori vivaci, non a caso ciò che spicca di più è l’uso dei colori primari; alla fine del film, invece, prevalgono i colori scuri che, insieme alle favolose musiche nostalgiche, creeranno la giusta empatia per godersi a pieno la conclusione del film.
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ninoquincampoix
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giovedì 9 febbraio 2017
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l'insensata necessità di mettere in musica l'esistenza
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premetto che amo i musical e le commedie musicali, perciò quella parte di me è stata appagata dalle luci, i balletti, la musica, ecc.
ma al cinema mi piace anche una sceneggiatura che non sia banale o già vista
a chi può ribattere che "certo, è una storia d'amore", ricordo che ci sono esempi del cinema mondiale che hanno fatto di una "semplice" storia d'amore un capolavoro assoluto
questo si basa troppo su un'insensata necessità di mettere in musica momenti della propria esistenza, così per divertire, per piacere, producendo in alcune scene l'effetto opposto (vedi noia mortale)
Emma Stone è brava, ma forse meritava premi per altri film Ryan Gosling balla bene
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umanista
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mercoledì 8 febbraio 2017
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cornice dorata per un dipinto a tinte sfocate
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Cornice romantica e onirica ma sceneggiatura carente
Sono completamente d'accordo: "La la land" ha una sceneggiatura e una regia sopravvalutate. Il jazz appare come una cornice che non fa trasparire alcuna armonia pittorica, se non in qualche effimero momento.
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Cornice romantica e onirica ma sceneggiatura carente
Sono completamente d'accordo: "La la land" ha una sceneggiatura e una regia sopravvalutate. Il jazz appare come una cornice che non fa trasparire alcuna armonia pittorica, se non in qualche effimero momento. Discorso diverso per le scenografie, tra Van Gogh e Magritte, e la colonna sonora del film che ho trovato assolutamente strepitosa. Questi elementi di grande caratura artistica non fanno raggiungere al film la sufficienza, a causa di un intreccio di quadri troppo frammentati, forzati e illogici.
Voto 5.5.
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