| Titolo originale | Easy Virtue |
| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Stephan Elliott |
| Attori | Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus, Pip Torrens, Georgie Glen, Laurence Richardson. |
| Uscita | venerdì 9 gennaio 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,64 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 luglio 2016
Tratto da un testo teatrale di Noel Coward, un apologo sulla lotta di classe e le differenze tra America e vecchia Inghilterra, interpretato e diretto con gusto ironico e dissacrante. In Italia al Box Office Un matrimonio all'inglese ha incassato 2,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il giovane John Witthaker s'innamora perdutamente di un'elegante e indipendente americana di nome Larita e la sposa. Viene quindi il momento di presentarla alla famiglia, che vive imbalsamata e preda dei debiti in una splendida villa della campagna inglese. Nonostante Larita faccia buon viso a cattivo gioco, è presto chiaro che la suocera non può vederla e che anche le sorelle di John sono più che mai diffidenti nei suoi confronti. Lo stesso non si può dire, invece, del capofamiglia, un uomo che la guerra ha reso allergico all'ipocrisia ma non insensibile all'intelligenza e all'ironia involontaria.
Stephan Elliott, regista del fortunato Priscilla, la regina del deserto e dell'incompreso The Eye, torna sullo schermo dopo dieci anni di latitanza con Easy Virtue, eccellente operazione d'adattamento della pièce omonima del commediografo Noel Coward, che in passato aveva già conquistato Alfred Hitchcock (Fragile virtù).
Se la storia poggia su un conflitto di civiltà canonico, tra vecchio e nuovo mondo, le tinte con cui l'autore inscena tale confronto sono deliziosamente originali e sembrano ricalcare l'aforisma di Wilde per cui gli inglesi "oggigiorno" hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua.
Jessica Biel è l'indossatrice ideale dei panni della volitiva Larita, inetta nella nobile arte della sopportazione forzata e interprete dai tempi comici perfetti; Ben Barnes è il maritino plasmabile e naïve; Kristin Scott Thomas e Colin Firth, signori e suoceri, sono il re e la regina della risata a denti stretti. Ma il film non si riduce allo sfoggio di wit né alla rivisitazione in chiave più che mai dinamica dei topoi dell'irriverenza a corte (dalla preoccupazione patologica per l'animale domestico alla complicità fisiologica della servitù nel misfatto) ma si addentra, armato di una sottile lama di coltello, ad esplorare le conseguenze più intime di una lotta senza fine tra presente e passato all'interno della coscienza stessa di Larita e va sondando il prezzo e il gusto della libertà, anche e soprattutto in amore.
Con Easy Virtue il regista australiano si cala in un'epoca passata con il passo curioso e spedito della contemporaneità, ma senza per questo farne un'operetta pop, anzi lucidando il jazz sul grammofono perché possiamo ricordarci d'un tratto di tutta l'energia e l'afflato di ribellione che già contiene.
Nel bel mezzo dell'eccentricità apparente di Larita, che prende parte alla caccia alla volpe a cavallo di una moto, e dell'eccentricità reale di una caccia alla volpe punto e basta, Elliot non è certo tipo da sottrarsi alla gara di anticonformismo per nascondersi dietro una regia trasparente. Un tocco di musical, un profumo di bordello francese, una palla di biliardo ed ecco inscenata una lezione di stile, con tanto di approfondimento sull'inquadratura sardonica.
Mrs. Whittaker: “Smile, Marion. ” Marion Whittaker: “I don’t feel like smiling”. Mr. Whittaker: “You’re English dear, fake it. ” Frizzante e pungente….i termini a mio parere più appropriati per descrivere questa gustosa pellicola : un film del quale onestamente mi ero completamente dimenticata e forse passato un po’ inosservato [...] Vai alla recensione »
Arriva a Roma dopo aver ricevuto premi al festival della commedia di Montecarlo Easy Virtue, il nuovo film di Stephan Elliott, regista di Priscilla, la regina del deserto e The Eye, il quale torna al cinema dopo 10 anni e un incidente quasi mortale. Ad accompagnarlo in questo ritorno c'è Jessica Biel che, dopo tante lamentele su diverse testate, finalmente trova un ruolo che non sia di sola spalla, ovviamente non ad Hollywood.
Che matrimonio bizzarro. Prendete i dialoghi brillanti del commediografo inglese Noel Coward, la comicità macabra di oggi contro gli animali, la bellezza montanara del Minnesota di Jessica Biel, la regia rock'n'roll di un australiano pazzo come Stephen Elliot e avrete l'irresistibile Un matrimonio all'inglese, il flusso di energia più potente che ci ha investito all'ultimo Festival di Roma.