| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, Fantascienza, Thriller, |
| Produzione | Francia, Lussemburgo |
| Durata | 91 minuti |
| Al cinema | 7 sale cinematografiche |
| Regia di | Akihiro Hata |
| Attori | Damien Bonnard, Samir Guesmi, Mouna Soualem, Tudor Istodor, Ahmed Abdel Laoui Issaka Sawadogo, Denis Eyriey, Mounir Margoum, Sophie Mousel, Nassim Rachi, Hamed Souna. |
| Uscita | giovedì 5 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | No.Mad Entertainment |
| MYmonetro | 3,51 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2026
Nel cantiere notturno di un quartiere futuristico, operai iniziano a sparire. Vincent sospetta un insabbiamento, ma il mistero si fa più oscuro. Grand ciel è 88° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 387,00 e registrato 916 presenze.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Vincent lavora in un cantiere dove stanno costruendo un quartiere futuristico, "Grand Ciel", un progetto all'avanguardia che si presenta come rivoluzionario, sicuro, ecologicamente responsabile e in grado di offrire tra i 5000 e i 10000 posti di lavoro. È stato assunto da poco, è precario ed è disposto a lavorare anche di notte; cerca infatti di dare una svolta alla sua vita e cerca di guadagnare abbastanza per poter permettersi un appartamento dove andare a vivere con la compagna Nour e Ilyès, il figlio di lei. Un giorno improvvisamente scompare un operaio, Ousmane. Con gli altri compagni di lavoro Vincent si mette alla sua ricerca. Tra loro il più combattivo è soprattutto Saïd che cerca risposte chiare dai vertici dirigenziali. Vincent invece non assume una posizione chiara; non vuole perdere il lavoro e, incoraggiato dalla possibilità di una promozione, ha un comportamento sempre più ambiguo. Nel frattempo, si perdono le tracce di un altro operaio.
C'è l'ombra del cinema di Laurent Cantet in questo debutto nel lungometraggio di Akihiro Hata, in particolare nel modo in cui mostra il mondo del lavoro e soprattutto quanto condiziona la vita dei protagonisti, elementi già presenti in Risorse umane e A tempo pieno.
L'approccio è subito evidente
all'inizio del film; al gruppo di operai viene chiesto di continuare a lavorare anche se sono rimasti al
buio. E c'è chi, come Vincent, che accetta di stare al gioco, non solo per poter mantenere l'impiego
ma per cercare di avere una vita migliore assieme alla sua compagna. La scomparsa misteriosa di
Ousmane è un segnale dichiarato; gli operai sono mostrati come se fossero delle figure invisibili,
quasi dei fantasmi. Per questo il cineasta giapponese che vive a Parigi dal 2003, lascia una traccia
politica forte mescolando il realismo sociale a una dimensione fantasy alienante. Grand Ciel è
infatti un film che vive di contrasti. Non solo a livello di genere ma anche di illuminazione; infatti,
l'oscurità del quartiere si alterna invece alla luce chiara del quartiere futuristico.
Superata la fase descrittiva, Hata riesce a creare un clima claustrofobico e angosciante, anche con
un notevole lavoro sul suono, evidente negli inquietanti e premonitori rumori che accompagnano il
team di operai quando scende sottoterra e in quello ripetuto del martello pneumatico. Grand Ciel è
una rappresentazione autentica del capitalismo e trova, da un punto di vista cinematografico, una
strada nuova per farlo. Inoltre, denuncia con efficacia la precarietà delle condizioni del lavoro degli
operai e la mancanza dei necessari controlli di sicurezza. Il volto spaventato, immobile, trasformato
di un ottimo Damien Bonnard incarna tutta la sua speranza ma anche la sua impotenza. Questa
opposizione è evidente nelle scene in cui Vincent guarda gli annunci immobiliare e in cui racconta
la storia del padre che lavorava a una fabbrica che costruiva cruscotti per le automobili. Qui emerge
il vissuto, anche disperato, di un film che non fa sconti e lascia emergere verità che sono come
cicatrici profonde.
Del resto, Grand Ciel è ispirato alla vicenda di Mamadou Traoré, un lavoratore
interinale privo di documenti che è morto sul posto di lavoro nel 2015 ed è come se non fosse mai
esistito. Solo grazie al lavoro della CGT (Confederazione del Lavoro, il sindacato più importante di
Francia) si è potuta conoscere la sua storia. Hata ha trovato la chiave giusta sia per raccontarla sia
per mostrarla con i tempi ansiogeni di un thriller senza pause e di prenderla come punto di partenza
per dare voce a una condizione universale . Un gran bell'esordio.
FINALMENTE UN FILM CHE PARLA DELLE MORTI SUL LAVORO Akihiro Hata (molto coraggioso) realizza un gran bel primo film. Un thriller sociale fantascientifico. La musica e gli effetti visivi sono TOP. Un film fatto per chi pensa che morire sul posto di lavoro non è più accettabile.
Il giapponese Akihiro Hata ha ambientato il suo film d'esordio in Francia (dove si è formato). Come il suo connazionale Kiyoshi Kurosawa (Cloud), si avventura in un genere socio-fantasy, fondendo il conflitto di classe con una sorta di thriller soprannaturale. Bonnard interpreta Vincent, un operaio edile, poi promosso caposquadra, in un quartiere in costruzione ambizioso e futuristico.