| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Messico, USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Jieho Lee |
| Attori | Forest Whitaker, Andy Garcia, Kevin Bacon, Brendan Fraser, Julie Delpy, Sarah Michelle Gellar Emile Hirsch, Clark Gregg, Kelly Hu, Evan Parke, Taylor Nichols, Victor Rivers, cecilia Suarez, Todd Stashwick, Jon Bernthal. |
| Uscita | venerdì 5 settembre 2008 |
| Distribuzione | C.D.I. - Compagnia Distribuzione Internazionale |
| MYmonetro | 2,43 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 21 marzo 2009
Quattro episodi affrontano i temi di un antico proverbio cinese, che tocca quattro capisaldi della vita umana: felicità, piacere, tristezza e amore. In Italia al Box Office The Air I Breathe ha incassato 59,8 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Un proverbio cinese divide la vita in quattro pietre ancestrali: felicità, tristezza, piacere e amore. The Air I Breathe racconta quattro episodi che si richiamano a ciascuno di questi capisaldi. Ogni protagonista è senza nome e può essere individuato con l'emozione che rappresenta: Forest Whitaker è Felicità, un impiegato di banca che tenta la fortuna dopo aver sentito in un bagno di una corsa di cavalli truccata; Piacere è Brendan Fraser, un malavitoso che ha il dono di vedere il futuro; Dolore è Sarah Michelle Gellar una cantante pop il cui agente vende il suo contratto a un boss della mafia; Amore è Kevin Bacon, un dottore che farà di tutto per cercare di salvare la donna che ama.
The Air I Breathe è un progetto ambizioso: quattro storie in cerca dell'essenza della vita che si intrecciano in modo insospettato. Possiamo inserire il film di Jieho Lee nella cinematografia "altamiana", come Crash e Babel. Purtroppo Jieho Lee non è Paul Haggis o Inarritu: fino ad oggi al suo attivo aveva solo video musicali e, in alcuni momenti, si fa sentire la mancanza di sostanza sotto le apparenti virtuosità dello stile.
The Air I Breathe non ha la qualità dei film a cui si ispira: la sceneggiatura è infarcita di frasi scontate, degne dei "Baci Perugina" o i biscotti della fortuna: "le cicatrici sono la mappa dell'anima" oppure "le cose che non puoi cambiare finiranno per cambiare te". Purtroppo anche le interpretazioni risentono di uno script, in alcuni momenti, al limite del ridicolo. Fatta eccezione per Forest Whitaker - un attore che dà un'espressione anche alle gocce di sudore - gli altri gigioneggiano, incapaci di cogliere il senso dell'operazione a cui partecipano: Andy Garcia ormai sembra capace di recitare solo in doppio petto; Brendan Fraser è vittima della sua partecipazione a Crash, che deve aver illuso qualcuno che fosse un attore vero; Sarah Michelle Gellar non riesce mai a fare breccia nel nostro animo.
Non è la prima volta che il cinema ci offre storie a mosaico, di personaggi sconosciuti che si incontrano cambiando il corso delle proprie vite ed esistenze, costruendo un puzzle che cinematograficamente parlando risulta quasi sempre interessante e godibile. Lo abbiamo visto con Crash, Babel, American Gun, The Burning Plain e molti altri lungometraggi successivi a The Air I Breathe.
We all know pretty much what we're in for when a private equity-funded gangster movie bills itself as a collection of interlocking "fables" inspired by a Chinese proverb, right? I mean, we could just leave it at that? "The Air I Breathe," a first feature directed by commercial and music video director Jieho Lee, assigns one of the four key emotions -- which, according to the aforementioned proverb, [...] Vai alla recensione »