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Un film di Kim Ki-Duk.
Con Chen Chang, Park Ji-a, Ha Jung-woo, Hang In-Hyung, Kim Ki-Duk, Lee Joo-Seok
Titolo originale Breath.
Drammatico,
durata 84 min.
- Corea del sud 2007.
- Mikado Film
uscita venerdì 31 agosto 2007.
MYMONETRO
Soffio
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Amore e inganno
di orologioFeedback: 0 |
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| venerdì 14 settembre 2007 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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"Soffio" è un film che attrae, che cattura l'occhio e l'anima dello spettatore che si chiede, a volte incredulo, a volte sospettoso, quale sia il motivo che lo costringe all'attenzione. E l'occhio dello spettatore diventa quasi quella crudele,spietata e quasi morbosa telecamera che ha il potere di fare e disfare senza dar conto a regole di umanità, di pietà, di buon senso. Forse il senso è proprio questo: che nel nostro guardare il mondo non c'è senso, o meglio, c'è un senso individuale che non corrisponde al collettivo se non raramente; che non si riesce a scorgere più un senso collettivo se non come somma di sensi e ragioni individuali. E poi c'è quel passaggio-cunicolo che porta fuori dalla casa, che lei percorre con ostinata resistenza per essere portatrice di amore e nel tempo stesso di morte, portatrice di un amore che coincide con la morte, portatrice di un potere che il marito le ha tolto col tradimento, un potere che lei può riconquistare solo attraverso la vendetta, una vendetta crudele cui lui deve assoggettarsi, se la vuole ancora, e percorrere con lei la strada, agevolandone il compimento del fine. Ancora: non c'è giudizio, il male e il bene sono lasciati allo spettatore che vuole cercare, se vuole, tra le proprie emozioni la coincidenza di valori o la distanza. E poi: non c'è morte se non quella che ti infliggono gli altri. Il condannato l'ha inflitta alla propria famiglia, lei vuole insospettabilmente infliggerla a lui. L'innamorato detenuto, complici gli altri detenuti, gli infliggono una morte che lui stesso non è riuscito a procurarsi, che la società gli vieta di procurarsi per infliggergliela secondo le leggi "umane"della giustizia. Si muore per effetto dell'altro in una spasmodica ricerca di vita, di stagioni, di canti e di incanti, di colori e desideri. Ma il confine tra la realtà e l'immaginazione è debole e precario poichè anche una progione può trasformarsi in maniera realistica in un mondo fatato dove tutto è apparentemente amore, un amore che cela, dietro ciò che appare, l' inganno. C'è un momento in cui il detenuto è appoggiato al muro, proprio dove c'è un albero nel paesaggio autunnale: per un attimo, pur sapendo che è un mondo di carta, ci convinciamo che esista un vero albero su cui si può poggiare la spalla, un sostegno di carta può apparire forte e sicuro e vivo. Invece è pietra. Infine: non è un caso, credo, che l'inverno non venga dalla donna rappresentato con la festa delle altre rappresentazioni. Non ne ha bisogno, l'inverno è nel suo cuore e può cantarlo finalmente dimentica dell'uomo che non ha potuto uccidere con le sue mani diventando inconsapevole ed innocente mandante del suo omicidio. Il sangue di prima, il sangue vivo del dolore che si percepisce da tutta l'opera, è finalmente purificato dal freddo, che tutto imbianca, tutto congela, tutto conserva. Anche l'amore del matrimonio.
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