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steffa
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venerdì 23 agosto 2024
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italianata
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tratto dalla storia vera e non autorizzata di un batterista bop che come hobby finirà per recitare in film hard, il risultato è la solita italianata insipida e un po sfigata
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jonnylogan
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giovedì 3 ottobre 2019
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la vita di provincia
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Piero, detto Ovosodo, è un adolescente del rione omonimo di Livorno, cresciuto in un famiglia umile con padre carcerato e un fratello maggiore con problemi mentali. Giovanna, sua professoressa di lettere delle scuole medie, lo incoraggerà alla scrittura diventando sua amica e confidente. Sarà però l’incontro con Tommaso, conosciuto all’inizio dell’ultimo anno di liceo, che cambierà la vita di Piero per sempre.
La voce fuori campo con inflessione Toscana dell’allora esordiente Edoardo Gabriellini, che come parte dei protagonisti fece il suo debutto nell’opera terza di Virzì, ci descrive passo passo cosa significasse crescere in un rione proletario di Livorno, il medesimo dal quale era nato e scappatolo stesso regista, ma anche un quartiere descritto attraverso i suoi stereotipi, le sue manie, le sue consuetudini fatte di amicizie d’infanzia all’ombra dei cortili e di panni stesi alle finestre di condomini dall’aspetto macilento.
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Piero, detto Ovosodo, è un adolescente del rione omonimo di Livorno, cresciuto in un famiglia umile con padre carcerato e un fratello maggiore con problemi mentali. Giovanna, sua professoressa di lettere delle scuole medie, lo incoraggerà alla scrittura diventando sua amica e confidente. Sarà però l’incontro con Tommaso, conosciuto all’inizio dell’ultimo anno di liceo, che cambierà la vita di Piero per sempre.
La voce fuori campo con inflessione Toscana dell’allora esordiente Edoardo Gabriellini, che come parte dei protagonisti fece il suo debutto nell’opera terza di Virzì, ci descrive passo passo cosa significasse crescere in un rione proletario di Livorno, il medesimo dal quale era nato e scappatolo stesso regista, ma anche un quartiere descritto attraverso i suoi stereotipi, le sue manie, le sue consuetudini fatte di amicizie d’infanzia all’ombra dei cortili e di panni stesi alle finestre di condomini dall’aspetto macilento. La vita dell’adolescente Piero si snoda inizialmente fra il porto di Livorno, le letture suggerite dalla professoressa Giovanna, Nicoletta Braschi allontanata per l’occasione dall’inseparabile marito, i guai famigliari con una matrigna che lo sopporta a stento e le difficoltà per arrivare a fine mese, l’amicizia con Tommaso, alias Marco Cocci, all’epoca ancora in bilico fra la carriera d’attore e quella di cantante e leader dei Malfunk, un amico molto lontano dalla sua zona anche antropologica, e che alla fine per quanto controtendenza si scoprirà essere ricco e possidente, e i primi amori consumati con la classica insicurezza dei diciassette anni, fino a un epilogo che chiuderà il cerchio dell’adolescenza per gettare nolente o volente Piero Mansani nell’età adulta.
Virzì mette molto della sua Livorno in questa pellicola agrodolce che è un atto d’amore per chi con dedizione e seppur controvoglia arriva a fine giornata, mese e vita senza piegare mai la testa, ma adattandosi a quello che la vita è pronta a offrirgli. Proprio in questo risiede quella che lo stesso Piero definisce malinconia, ovvero il senso d’impotenza e di determinismo nel quale si muove il suo personaggio pur sempre con un perenne sorriso sulle labbra.
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fabio
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martedì 4 settembre 2018
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virzì indimenticabile
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Resta ancora il mio preferito. Dopo più di 20 anni e tanti ottimi film girati, questo è quello che tocca il vertice poetico più alto.
Va da se' che lo consiglio a tutti.
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casomai21
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sabato 16 luglio 2016
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sulle tracce del neorealismo una storia attuale
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Un racconto gradevole e autentico sulla scoperta della vita di un giovane nato nel quartiere popolare di Livorno detto Ovosodo e che vede un 'ancora di salvezza nella famiglia.Una famiglia allargata per la prematura morte della madre che pur tra difficoltà economiche e condizioni disagiate per la presenza in casa di un disabile psichico ed un padre pregiudicato garantisce la sussistenza e l'unità indispensabile per una pacifica convivenza.Ma il giovane protagonista durante la sua frequenza scolastica fa degli incontri decisivi che gli cambiano la vita.La sua insegnante alle medie interpretata da una straordinaria Nicoletta Braschi, tenera come una madre e fragile e forte come una roccia allo stesso tempo ed un coetaneo bizarro e originale, giovane rampollo di una ricca famiglia di undustriali che lo influenzerà tantisimo nel seguito della storia.
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Un racconto gradevole e autentico sulla scoperta della vita di un giovane nato nel quartiere popolare di Livorno detto Ovosodo e che vede un 'ancora di salvezza nella famiglia.Una famiglia allargata per la prematura morte della madre che pur tra difficoltà economiche e condizioni disagiate per la presenza in casa di un disabile psichico ed un padre pregiudicato garantisce la sussistenza e l'unità indispensabile per una pacifica convivenza.Ma il giovane protagonista durante la sua frequenza scolastica fa degli incontri decisivi che gli cambiano la vita.La sua insegnante alle medie interpretata da una straordinaria Nicoletta Braschi, tenera come una madre e fragile e forte come una roccia allo stesso tempo ed un coetaneo bizarro e originale, giovane rampollo di una ricca famiglia di undustriali che lo influenzerà tantisimo nel seguito della storia.Non mancano gli appuntamenti con i primi e innamoramenti e le infatuazioni da adolescente e con le prime difficoltà a percepire cosa veramente le donne desiderano. Il protagonista con voce fuori campo si racconta fin dalla infanzia e descrive bene situazioni e misteriose coincidenze ed interrogativi che non sempre trovano risposta come in che modo comunica il suo fratello ritardato psichico con gli extra comunitari di cui gradisce la compagnia e in quale lingua si parlano e si domanda se i medici glia hanno fatto una corretta diagnosi. Analogamente assiste al declino psichico della sua ex insegnante delle medie ,(che ha continuato a frequentare e si è rivelata la sua referente femminile come una vera madre) senza riuscire ad arginarlo.Un'opera prima di Virzì senza dubbio di grande livello che poi rivelerà nei film successivi la sua capacità di raccontare psicologie e situazioni familiari tra le più diverse ,la sceneggiatura è eccellente. Ottime le inquadrature sia interne che esterne del Liceo Classico di Livorno rispettose della monumentalità dell'edificio in rappresentanza della cultura classica italiana.Il nuovo scolaro accede in ritardo alle scale dell'atrio d'ingresso e il custode incredulo per l'aspetto dimesso lo scambia per l'idraulico che attendeva. Nonchè alquanto realistico è la figura è l'interpretazione dell'insegnante del Liceo che accetta in classe il nuovo allievo senza approfondire troppo sulla professione del padre, in quel periodo latitante di fronte ai compagni
provenienti da tante stimate famiglie. Sono particolari da non trascurare se si vuole comprendere il significato del film :la lotta per la vita di un giovane che pur in circostanze sfavorevoli ama la lettura e le donne e nei propri limiti desidera realizzare i popri sentimenti di giustizia e di fraternità.
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evildevin87
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mercoledì 20 novembre 2013
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amaro, tenero e divertente
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Siamo nella Livorno degli anni '80 - inizio '90, e la vediamo attraverso gli occhi di Piero, un ragazzo adolescente alle prese coi vari problemi della vita. La sua esistenza riceverà una violenta scossa quando conoscerà Tommaso. I due diventano grandi amici e, a causa dell'influenza di Tommaso, il brillante studente Piero avrà contatto diretto col mondo della perdizione e in seguito dovrà vedersela coi problemi dell'amore. Un film divertentissimo e che si lascia guardare più e più volte, con una regia più che buona del buon Paolo Virzì, efficacissima nel saper mostrare la degradata Livorno di quei tempi dal punto di vista di un fanciullo afflitto da vari problemi di carattere economico/familiare in cerca di un riscatto.
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Siamo nella Livorno degli anni '80 - inizio '90, e la vediamo attraverso gli occhi di Piero, un ragazzo adolescente alle prese coi vari problemi della vita. La sua esistenza riceverà una violenta scossa quando conoscerà Tommaso. I due diventano grandi amici e, a causa dell'influenza di Tommaso, il brillante studente Piero avrà contatto diretto col mondo della perdizione e in seguito dovrà vedersela coi problemi dell'amore. Un film divertentissimo e che si lascia guardare più e più volte, con una regia più che buona del buon Paolo Virzì, efficacissima nel saper mostrare la degradata Livorno di quei tempi dal punto di vista di un fanciullo afflitto da vari problemi di carattere economico/familiare in cerca di un riscatto. insomma una commedia intelligente, leggera, divertente e molto ben realizzata.
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iacopo1992
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giovedì 25 luglio 2013
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delizioso e inteliigente
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Commedia molto leggera ma non per questo vuota o stupida, anzi! Mi ha molto sorpreso come dalla semplicità di Livorno e di attori quasi "inesperti", da una regia apparentemente "amatoriale", spunti fuori un messaggio molto profondo e impegnativo... Mi aspettavo la classica commedia da ridere, e invece mi sono trovato faccia a faccia ocn una realtà nuda e cruda, ingenuamente realistica. Dal basso del popolo, dal basso del paese e dalla normale vita di tutti giorni, si sviluppano i valori importanti della vita: amicizia, esperienza, amore, cultura... E tanta nostalgia di quell'adolescenza, di quella spensieratezza e della semplicità di quegli anni quando, i rapporti interpersonali erano ben lontani dalla finzione.
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Commedia molto leggera ma non per questo vuota o stupida, anzi! Mi ha molto sorpreso come dalla semplicità di Livorno e di attori quasi "inesperti", da una regia apparentemente "amatoriale", spunti fuori un messaggio molto profondo e impegnativo... Mi aspettavo la classica commedia da ridere, e invece mi sono trovato faccia a faccia ocn una realtà nuda e cruda, ingenuamente realistica. Dal basso del popolo, dal basso del paese e dalla normale vita di tutti giorni, si sviluppano i valori importanti della vita: amicizia, esperienza, amore, cultura... E tanta nostalgia di quell'adolescenza, di quella spensieratezza e della semplicità di quegli anni quando, i rapporti interpersonali erano ben lontani dalla finzione. La rappresentazione di ocme una vita normale, comune, disillusa e apparentemente vuota, contenga in realtà tutte le sfumature dei sogni, dentro a un ovosodo.
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beppe baiocchi
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martedì 12 marzo 2013
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altro che ovosodo che non va né su né giù!
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"Ovosodo" opera prima di Virzì narra della formazione di un ragazzo, Piero, nato in un quartiere popolare di Livorno. Un ragazzo sicuramente sfortunato, che ad un certo punto della sua adolescenza incontra Tommaso, un compagno e da lì in avanti la sua vita cambierà, almeno un pochino.
La trama è semplicissima, è quella del solito racconto di formazione, con il susseguirsi delle situazioni che accadranno faranno crescere il personaggio. I temi trattati sono sempre gli stessi, l'amicizia, l'amore, la povertà (e la ricchezza) ma la cosa particolare del film è come queste situazioni vengono raccontate. Virzì infatti riesce con una semplicità innata a rendere nuovi questi temi, grazie forse ai tanti flussi di coscienza del protagonista, vero motore trainante del film.
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"Ovosodo" opera prima di Virzì narra della formazione di un ragazzo, Piero, nato in un quartiere popolare di Livorno. Un ragazzo sicuramente sfortunato, che ad un certo punto della sua adolescenza incontra Tommaso, un compagno e da lì in avanti la sua vita cambierà, almeno un pochino.
La trama è semplicissima, è quella del solito racconto di formazione, con il susseguirsi delle situazioni che accadranno faranno crescere il personaggio. I temi trattati sono sempre gli stessi, l'amicizia, l'amore, la povertà (e la ricchezza) ma la cosa particolare del film è come queste situazioni vengono raccontate. Virzì infatti riesce con una semplicità innata a rendere nuovi questi temi, grazie forse ai tanti flussi di coscienza del protagonista, vero motore trainante del film. Un film che tratta del "reale" con innata leggerezza e tanta, tanta simpatia.
Un film godibilissimo, che strapperà più di qualche risata.
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kdesigner
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mercoledì 19 settembre 2012
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un'opera vera diretta ma divertente "all'italiana"
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Riesce a conciliare la leggerezza di una commedia con la cruda realtà. Il racconto di una vita vera, senza favoritismi, tra gioie e disgrazie ma raccontata con la spensieratezza di un ragazzo.
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marco petrini
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sabato 3 marzo 2012
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livornesità!
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Godibile; storia simpatica e divertente immersa in una Livorno garbata; anche troppo: Livorno è un po' più sguaiata (anche in senso buono) di come è dipinta.
Bella prova di Nicoletta Braschi, Gabbriellini non è malvagio, anzi! Tutto sommato un film molto vedibile.
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gianni lucini
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mercoledì 12 ottobre 2011
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mamma luana, un omaggio a fellini
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La scena nella quale Piero entra nel negozio di alimentari di mamma Luana, la donna dal seno prosperoso interpretata da Daniela Morozzi, è una citazione esplicita di “Amarcord”, il capolavoro di Federico Fellini. La scena citata è quella nella quale Titta, il giovane protagonista della pellicola felliniana resta incollato con lo sguardo alla larga scollatura della tabaccaia portata sullo schermo da Maria Antonietta Beluzzi. Anche le inquadrature si assomigliano al punto che in qualche fotogramma si potrebbe immaginarne la sovrapposizione. La struttura stessa del film, che ripercorre un quarto di secolo di storia attraverso gli occhi e i ricordi del protagonista e dei suoi amici, in fondo è la stessa di “Amarcord”.
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La scena nella quale Piero entra nel negozio di alimentari di mamma Luana, la donna dal seno prosperoso interpretata da Daniela Morozzi, è una citazione esplicita di “Amarcord”, il capolavoro di Federico Fellini. La scena citata è quella nella quale Titta, il giovane protagonista della pellicola felliniana resta incollato con lo sguardo alla larga scollatura della tabaccaia portata sullo schermo da Maria Antonietta Beluzzi. Anche le inquadrature si assomigliano al punto che in qualche fotogramma si potrebbe immaginarne la sovrapposizione. La struttura stessa del film, che ripercorre un quarto di secolo di storia attraverso gli occhi e i ricordi del protagonista e dei suoi amici, in fondo è la stessa di “Amarcord”.
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