| Anno | 1996 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Joel Coen |
| Attori | William H. Macy, Steve Buscemi, Frances McDormand, Peter Stormare, Kristin Rudrüd Harve Presnell, Tony Denman, Gary Houston, Sally Wingert, Kurt Schweickhardt, Larissa Kokernot, Melissa Peterman, Steve Reevis, Warren Keith, Steve Edelman, Allison Tolman, Billy Bob Thornton, Colin Hanks, Jason Schwartzman, Martin Freeman, Russell Harvard, Bokeem Woodbine, Brad Mann, Kirsten Dunst, Ewan McGregor, Chris Rock, Juno Temple, Patrick Wilson, Carrie Coon, Jessie Buckley, Jennifer Jason Leigh. |
| Uscita | venerdì 17 maggio 1996 |
| Tag | Da vedere 1996 |
| Distribuzione | UIP - United International Pictures |
| MYmonetro | 3,41 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 febbraio 2024
Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 2 Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 4 candidature a Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Fargo ha incassato 1 milioni di euro .
Passaggio in TV
sabato 14 marzo 2026 ore 23,25 su LA7CINEMA
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CONSIGLIATO SÌ
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Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l'intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolvere la situazione.
I Coen, come tutti i registi di razza, si divertono a spiazzare. Se Mr. Hula-hoop aveva marcato un netto stacco dalle ricerche linguistiche di un Barton Fink pur conservando un elevato tasso di cinefilia, con Fargo, presentato a Cannes 1996 senza suscitare particolari reazioni, sembrano cambiare registro. Anzi c'è chi, in cerca di sicurezze, è andato citando il loro film d'esordio, quel Blood Simple che in realtà non ha con questo film nient'altro che una superficiale affinità. Entrambi sono dei thriller, ma se il primo si rifaceva alle atmosfere alla James M. Cain, quest'ultimo è un'analisi spietata della profonda stupidità di gran parte della violenza contemporanea.
I due criminali, interpretati da Steve Buscemi e Peter Stormare, sono al contempo troppo cinematografici per essere "veri" (fanno spesso venire in mente i due ladri rapitori dei dalmata de La carica dei 101) e troppo tragicamente reali per essere solo frutto della finzione. Su quella distesa di neve senza fine, destinata a macchiarsi di sangue versato senza un briciolo di quella strategia del delitto che faceva grandi gli omicidi hitchockiani, si va a rappresentare la storia di una Twin Peaks in sedicesimo in cui i fatti sono accaduti nella realtà e che è luogo di origine dei due fratelli.
Fargo è un film "congelato" come gli spazi e i personaggi che mette in scena. Le loro origini scandinave costituiscono quasi un certificato di garanzia della loro capacità di controllarsi (si veda in proposito la sequenza in cui Marge incontra nel bar il compagno di scuola di origine giapponese) e questa discendenza viene sottolineata, nell'edizione originale, dall'accento richiesto agli interpreti. È quasi come se i Coen, a dispetto del loro cognome, ci volessero parlare della loro infanzia, delle origini, della loro idea di un cinema che, per quanto onnivoro sia, ha in Kubrick e in Hitchcock dei punti di riferimento che paiono ineludibili. È il personaggio di Marge (moglie nella realtà di Joel Coen) che sfida le leggi dell'equilibrio e della gravità, che segna il film. Non è particolarmente intelligente né si avvale di grandi strategie investigative, eppure riesce a risolvere un caso che, proprio per l'ottusità che sembra connaturata all'ambiente, ha già raggiunto e superato il limite della tragedia. Ma tutto si svolge in una routine in cui, alla fine, il detective ne sa meno di noi. Eccoci allora collocati in una prospettiva hitchockiana in cui le reali dimensioni dell'accadimento sono note al nostro sguardo da voyeurs consapevoli che il bambino che si trova in quella pancia sta per entrare in un mondo ancora più tragicamente assurdo di quel che sembra. Oscar a Frances McDormand.
un gran bel film che mette in evidenza la stupidità della violenza contemporanea; al giono d' oggi su uccide per poco e assolutamente ingiustificata queta violenza si uccide "per quattro biglietti di banca " come dice la poliziotta alla fine del film: purtroppo queta eè anche la realtà quotidiana in cui oggi il mondo è dominato alla violenza e il messaggio [...] Vai alla recensione »
Cieli lattescenti, sconfinate distese di neve, gelo, nebbie candide, paesaggi piatti immensamente bianchi: il Grande Inverno americano è l'invenzione figurativa bellissima di Fargo di Joel Coen. Altre immagini straordinarie: un gangster che tentando di triturare il cadavere del suo compagno nella macchina per fare la segatura arrossa la neve d'una pioggia di sangue; un capo della polizia che è una [...] Vai alla recensione »