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Una giornata particolare

Film 1977 | Drammatico, 105 min.

Regia di Ettore Scola. Un film Da vedere 1977 con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Alessandra Mussolini, Françoise Berd. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 1977, durata 105 minuti. Uscita cinema lunedì 7 ottobre 2024 distribuito da Cineteca di Bologna. - MYmonetro 3,99 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024

Argomenti:  Film contro l'omotransfobia

6 maggio 1938. La Roma fascista è in festa per l'arrivo del Führer in visita al duce. In un edificio popolare Antonietta, una bella donna distrutta dalle gravidanze e dalle fatiche, moglie di un fanatico fascista Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, ha vinto 3 Nastri d'Argento, ha vinto 2 David di Donatello, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, In Italia al Box Office Una giornata particolare ha incassato 14,2 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,99/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,97
ASSOLUTAMENTE SÌ
Suggestivo film storico magistralmente interpretato dalla Loren e Mastroianni.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di una appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro.
Dramma psicologico di finissima fattura e eccezionale presa emotiva, Una giornata particolare è una delle vette dell'opera di Ettore Scola, autore anche della sceneggiatura scritta con Ruggero Maccari e la collaborazione di Maurizio Costanzo. Aperto da sei minuti di cinegiornali a contestualizzare il momento storico, questo indiscutibile capolavoro del cinema italiano degli anni Settanta avvolge con i movimenti di una macchina da presa mobilissima, con la fotografia color seppia di Pasqualino De Santis, con un'atmosfera ovattata che, meglio di qualunque altra, comunica una dolorosa sensazione d'attesa. Pur muovendosi soltanto tra due appartamenti, una rampa di scale e una terrazza, il regista riesce a svelare la complessità della congiuntura storico-sociale e quindi di un mondo intero, fatto di rinunce e infelicità, asciugando l'enfasi, ma senza respingere, tuttavia, un continuo e quasi incombente stato di commozione. O meglio di compartecipazione. I punti di vista di Antonietta e Gabriele sembrano, inizialmente, inconciliabili, ma finiscono con l'avvicinarsi. Alla fine della giornata addirittura coincidono perché c'è una sola e giusta direzione di sguardo, un'equivalenza di solitudine capace di colmare le differenze tra due diverse eppure uguali vittime del regime mussoliniano, la prima incosciente e la seconda fin troppo consapevole: «Io non credo che l'inquilino del sesto piano sia antifascista. Se mai il fascismo è anti-inquilino del sesto piano» dirà Gabriele, riassumendo l'orrore della dittatura.
Come ogni grande film, è anche una potente riflessione sul tempo, inteso in senso strettamente filmico quanto filosofico, la narrazione si chiude del resto con Antonietta che spegne l'abat-jour dopo il risveglio della propria coscienza: «Una giornata, nulla di più. Di quelle che cambiano la vita. Una manciata di ore che arriva dentro un'esistenza cambiandola. Dopo, tutto sembra diverso. Tutto quello che era accettabile non lo è più, tutto quello che appariva normale non lo è più» (Walter Veltroni, Certi piccoli amori. Dizionario sentimentale di film, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1988).
Una curiosità: diciotto anni dopo, Ettore Scola girerà nello stesso stabile romano di Via XXI Aprile Romanzo di un giovane povero. Fu candidato all'Oscar nelle categorie Miglior film straniero e Miglior attore, ma l'Academy preferì premiare La vita davanti a sé di Moshé Mizrahi e il Richard Dreyfuss di Goodbye amore mio!. Maiuscola la prova di Marcello Mastroianni e Sophia Loren, per la dodicesima volta insieme.

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Stefano Lo Verme

Il 6 maggio 1938, l'Italia fascista è in festa per l'arrivo di Hitler a Roma. Antonietta, una casalinga di mezza età, madre di sei figli, rimane sola mentre la sua famiglia è fuori per assistere all'incontro fra Hitler e Mussolini; inseguendo un pappagallo fuggito dalla gabbia, la donna conosce per caso un suo vicino di casa, Gabriele, perseguitato dal regime perché omosessuale, e trascorre l'intera giornata con lui.
Scritto e diretto da Ettore Scola, Una giornata particolare rappresenta la dodicesima collaborazione sul grande schermo fra i due maggiori attori del cinema italiano, Marcello Mastroianni e Sophia Loren, protagonisti assoluti di questa pellicola che fotografa uno dei periodi più tristi e drammatici della nostra storia. Sceneggiato da Scola insieme a Maurizio Costanzo e Ruggero Maccari, Una giornata particolare si è rivelato uno dei più grandi successi internazionali firmati dal regista di C'eravamo tanto amati ed ha ricevuto un gran numero di riconoscimenti in tutto il mondo, inclusa una nomination all'Oscar come miglior attore per Mastroianni.
Il film si svolge nell'arco di una giornata del maggio 1938, nel momento in cui l'Italia fascista sta festeggiando l'arrivo di Hitler nella capitale. Sophia Loren interpreta la parte di Antonietta, una casalinga succube dei suoi doveri di madre di famiglia, cresciuta nel culto ossessivo del Duce; rimasta sola in casa, Antonietta si ritrova a passare del tempo in compagnia del suo vicino Gabriele (Mastroianni), un uomo gentile e sensibile, che in quanto omosessuale è vittima della brutale crudeltà del regime fascista. Tutta la trama è costruita proprio sul bizzarro incontro fra questi due individui, così diversi ma in un certo modo così vicini l'uno all'altra, che dopo aver superato l'iniziale diffidenza finiscono per stringere un'insolita amicizia, arrivando perfino a condividere una breve parentesi amorosa. Poi, al termine della giornata, Antonietta tornerà alla propria esistenza di donna repressa prigioniera del suo ruolo familiare, mentre Gabriele verrà prelevato per essere inviato al confino. Ettore Scola dipinge in maniera indelebile i ritratti dei due protagonisti, grazie soprattutto alle eccellenti prove dei due attori: Mastroianni, alle prese con un personaggio ricco di sfumature, ci regala una delle sue interpretazioni più intense e coinvolgenti, mentre la Loren, in ciabatte e vestaglia, dà corpo ed anima ad una donna quarantenne dalla bellezza ormai sfiorita. Magistrale anche l'uso della macchina da presa (da notare il lungo piano sequenza iniziale) e l'apporto della fotografia di Pasqualino De Santis; così come è formidabile il contrasto sonoro che si crea fra le voci dei personaggi ed il sottofondo incessante della radio accesa, con la cronaca solenne e dai toni sciovinisti dell'incontro fra Hitler e Mussolini: perfetta metafora di uno Stato opprimente che penetra con feroce invasività nelle vite private delle persone. Uno dei migliori film di Scola, oltre che un imprescindibile classico del nostro cinema.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 29 ottobre 2012
Greyhound

Ciclicamente i giornali ci propongono una lista di pellicole cinematografiche da salvare da fantomatici cataclismi oppure graduatore dei migliori film a partire dai Fratelli Lumiere in avanti. Una giornata particolare di Ettore Scola riuscirebbe, indubbiamente, ad essere inclusa in tali gruppi. La vicenda narrata è apparentemente molto semplice sia nella trama che nell'ambientazione.

Frasi
Lo sai che si può diventar ciechi? Chiedilo al viceparroco, e senti quello che ti dice!
Ma qual è il viceparroco? Quello mezzo cieco?
Una frase di Antonietta Tiberi (Sophia Loren)
dal film Una giornata particolare
NEWS
GALLERY
sabato 6 settembre 2014
Giancarlo Zappoli

La 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica può essere considerata come davvero straordinaria. Perché (a parte gli eterni insoddisfatti a cui non va mai bene nulla e che entrano in sala tenendosi sempre ben stretti i propri pregiudizi) sia il [...]

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