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Ultimo aggiornamento martedì 23 maggio 2017
Argomenti: Cinquanta sfumature
Girato tra Vancouver e Parigi, il nuovo episodio promette un erotismo più frontale e languido, gettando ombre fin dal titolo, sui sentimenti e sul sesso. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office Cinquanta sfumature di nero ha incassato 14,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Anastasia Steele ha detto basta a Christian Grey. Lo ama, ma non sarà mai la sua sottomessa. Il secondo capitolo riprende esattamente là dove ci aveva lasciato il primo, con i due innamorati che si separano, per volere di lei. Grey è talmente addolorato che non vuole rinunciare ad Anastasia, piuttosto è disposto a rivedere il contratto, a dimenticare le regole, a non imporle nulla che lei non voglia fare, pur di averla al suo fianco. Cade così, a due minuti dall'inizio dal film, il presupposto scandaloso che regge da anni i discorsi attorno ai romanzi e al loro adattamento.
Si smorza il dibattito, i bacchettoni, le femministe, gli editorialisti davanti ai computer e le amiche al bancone del bar non sapranno più come scontrarsi o di cosa inorridire, mentre Cinquanta sfumature si rivela per quel che realmente è, ed è sempre stato: una romanticheria, la riesumazione di un'eroina d'altri tempi, che non ha mai conosciuto un uomo prima del suo inguaribile miliardario e che nasconde la sua funzionalissima naïveté dietro la mascherina degli studi di letteratura inglese.
Ma è una maschera leggera, che si sfila con nulla: Thomas Hardy e Jane Austen non hanno colpe, la vera fonte, lo sa il mondo intero, è l'immaginario allusivo e trattenuto di Stephenie Meyer, che l'autrice di Cinquanta Sfumature ha riveduto e corretto a proprio modo, come la pratica della fanfiction permette e suggerisce di fare.
A Sam Taylor-Johnson era toccato il compito ingrato (non certo monetariamente) di rompere il ghiaccio della trasposizione cinematografica, un ghiaccio ispessito da pregiudizi e opinioni di massa, crociate del gusto e del disgusto, che hanno rapidamente sepolto criticamente un film che al botteghino ha invece sbancato e che, in fondo, resta miracolosamente a galla sul mare di assurdità e ridicolaggini che ne costituiscono la base. Il resto di saga che tocca ora a James Foley è, al confronto, un gioco da ragazzi, e come tale il regista sceglie di gestirlo, quasi dando ascolto alle parole della stessa Miss Steele quando, durante la riunione della casa editrice che si ritrova improvvisamente a dirigere (!), propone di combinare tradizione e novità, per soddisfare il pubblico più ampio, quello che ha tra i 18 e i 24 anni.
È la ricetta di Cinquanta sfumature di nero che di "darker" ha solo la promessa, il fondotinta in eccesso di Kim Basinger e il faccino smunto di un'ex tossica di Grey, l'unica a sperare di poter parlare ancora la lingua del sadomachismo, che -se mai c'è stata- è ormai lingua morta. L'ha sostituita quella della commedia romantica, delle lunghe sequenze musicali, delle proposte in ginocchio e delle serate in famiglia. Il thriller, che dovrebbe far capolino dalla backstory di Grey e dal personaggio di Jack, per ora non fa tremare una foglia. Le cravatte e le punizioni sono ridimensionate a oggetto di qualche battuta di spirito e a Dakota Johnson non resta che lamentarsi della punturina che le provoca sul viso la barba di Jamie Dornan. Barba che deriva niente meno che da una precisa richiesta delle lettrici: le vere "dominatrici" di questa saga.
Christian e Anastasia, gli amanti che hanno eccitato, a torto o a ragione, i lettori e gli spettatori del mondo intero, ritornano nelle prime immagini realizzate da James Foley. Il seguito attesissimo della saga erotico-romantica di E. L. James si svela pudicamente in un breve teaser sulfureo che cambia regista (e registro) e promette un erotismo più frontale e languido. Girato tra Vancouver e Parigi, Cinquanta sfumature di nero getta ombre fin dal titolo sui sentimenti e sul sesso.
Dakota Johnson, la candida ma facilmente corruttibile Anastasia Steele, e Jamie Dornan, il carnefice charmant Christian Grey, confermano ruolo e carattere dei rispettivi personaggi che non tardano a ritrovarsi e a riaccendersi come testimoniano i baci appassionati di numerose foto del set.
Ma il nuovo episodio non sarà privo di dramma. Il pericolo questa volta arriva da fuori e i due amanti dovranno vedersela con il nuovo capo di Anastasia, deciso a sedurla, e una vecchia e instabile fiamma di Christian, che aggiunge accenti thriller alla saga. A soffiare sul fuoco ci pensa pure Kim Basinger, esperta della dominazione che ha iniziato Christian Grey ancora adolescente alle pratiche del BDSM.
Svezzata dalle note di Joe Cocker e dallo sguardo di Mickey Rourke (9 settimane e mezzo), Kim Basinger è un'altra temibile e biondissima rivale di Anastasia. I numerosi ostacoli piazzati lungo il percorso degli amanti saranno naturalmente superati a colpi di amore, un amore che mette a nudo il loro sentimento e integralmente nudo Jamie Dornan, scoperto nella serie inglese "The Fall - Caccia al serial killer", in cui interpreta un assassino imperturbabile e da cui deriva il bel sembiante inerte. La notizia non è confermata ma l'attore britannico, in un'intervista a "Entertainment Tonight", ammicca in camera e insinua la possibilità. Da copione e da contratto. E al contratto eravamo rimasti, un contratto disatteso perché Anastasia ha sciolto obblighi e lacci bondage. Ma quanto si può resistere a un uomo che ti regala orgasmi multipli e la prima edizione di "Tess dei d'Urbervilles"? Dopo la rottura, Christian torna a cavalcare indomabile, implora una seconda occasione e Anastasia neanche a dirlo 'si concede'. Tra un invito a cena e un giro bollente in ascensore, un bicchiere di vino e il sesso divino, l'eroina scopre che qualcosa nel suo principe è cambiato, si è spezzato. Qualcosa che viene dal passato.
Rivoluzione del piacere femminile?
Dalla sua uscita in libreria nel 2011, "50 sfumature di grigio" ha elettrizzato le lettrici di ogni età e infiammato i forum, moltiplicato i fan club e gli schermi che traducono in immagine la fantasia letteraria di una casalinga britannica. Un record che ha (quasi) usurpato il trono di J.K. Rowling, la madre di "Harry Potter", e su cui si interrogano accaniti giornalisti, critici, filosofi, psicologi, psichiatri, sessuologi. Se gran parte della critica considera che la sola esperienza (sado)masochista nella trilogia di E. L. James sia quella di leggere pagine mortalmente noiose e mal scritte, un'altra prova a capire il fenomeno e legge tra le sfumature di Grey un sintomo, massivo, della rivoluzione femminile del piacere in atto. L'orgasmo femminile diventa soggetto legittimo di studi scientifici, di ricerca personale e di scrittura, ancora impossibile soltanto vent'anni fa.
"50 sfumature di grigio" sembra essere il luogo fisico e ideale in cui molto donne si (ri)trovano. Si ritrovano coinvolte in un romanzo appeso tra la ricerca romantica dell'uomo vagheggiato e la riposta al richiamo dei propri desideri. Invischiate in una storia che sublima il vecchio adagio, io ti salverò, dissimulato appena dall'amore fisico. Alla volontà di spersonalizzazione del miliardario, la protagonista risponde con l'amore e l'umorismo, toccando il cuore gelido dell'uomo che si rivela meno arido di quello che avrebbe voluto far credere. Voilà il romanzo. Tutto il resto è noia e pornografia soft che, psichiatri e sessuologi confermano, interessa alle donne e nutre meglio il loro piacere più dell'hardcore diffuso dalla rete. Sdoganato alla fine degli anni Novanta da "Sex and the City" e dieci anni dopo da "Cougar Town", popolari serie americane in cui le protagoniste parlano senza complessi di sesso e giocattoli di piacere, il desiderio femminile esplode in televisione, al cinema e sulle pagine dei romanzi.
Con 50 sfumature di grigio cadono gli ultimi baluardi puritani e gli accessori erotici, a lungo relegati nei sexy-shop e destinati ai soli iniziati, conquistano il grande pubblico e la cultura popolare, guadagnando gli scaffali delle Galeries Lafayette o le boutique di Chantal Thomass e di Sonia Rykiel. I confini sono 'definitivamente' superati. Quali le conseguenze? Difficile valutare ma l'affermazione del piacere femminile e il desiderio di una maniera erotica compulsiva e impudica hanno impattato e travolto la concezione dell'amore, trasformato l'intimità, destabilizzato la relazione uomo-donna. Diversamente da Christian, ma è pur vero che il desiderio di dominazione del nostro si rivela più una patologia che un atto di trascendenza e libertà, gli uomini oggi sembrano inquieti all'idea di esprimere una sessualità che tradisca una volontà di dominio o di aggressione.
Nel corpo a corpo del talamo, preoccupati a proteggere le loro compagne da un retaggio atavico, si sono fatti esitanti e insicuri. Le donne da parte loro faticano a comprendere l'insicurezza maschile e allo stesso tempo temono i propri eccessi, rivelando soltanto in sede di analisi il sogno di essere "prese contro un muro". "50 sfumature di grigio" sembra illustrare proprio questo fantasma, soddisfacendo nel simbolo le fantasie delle lettrici. Nello scarto tra desiderio e sperimentazione si inserisce la trilogia della James che intuisce qualcosa sfuggito addirittura alle teorie femministe. Ora, alla prima ma anche alla seconda lettura, il cofanetto porno-harmony della James disegna effettivamente un'eroina tardivamente vergine e iniziata al sesso da un 'principe' che incarna tutti i simboli della virilità (soldi, potere, corpo atletico, garanzia, arroganza e naturalmente gestione dell'arte sessuale) contro cui da sempre il femminismo punta il dito. Compiacere il dio greco, che l'accompagna a casa in elicottero, è tutto quello che Anastasia vuole, che scopre di volere. Una rivelazione. Una rivelazione che risponde a un bisogno forte e a un desiderio di trasgredire 'in sicurezza'.
"50 sfumature di grigio" dimostra alla fine quanto l'antico contratto tra una donna che porta in dote una disponibilità sessuale e una vita affettiva e un uomo che dona in cambio iniziazione erotica e sicurezza, seduca ancora il femminile. Piaccia o no, lo si legga o no, lo si guardi o no, 50 sfumature di grigio ha contraddetto banalmente ma sinceramente il femminismo e la predicata libertà sessuale, che non ha certo costruito una nuova etica dell'amore. L'estrema libertà individuale ha perso per strada il valore forte del sentimento e dell'impegno, strumentalizzando l'altro come oggetto di piacere e non come soggetto. E trattando l'altro come mezzo e non come fine, siamo diventate "stronze come un uomo". Così ci rimproverava e ce la cantava anni fa Roberto Vecchioni. In attesa di inventare una nuova arte di amare per questi tempi complicati e in attesa ancora di una formalizzazione più nobile, letterariamente più nobile, non resta che constatare che la pratica del desiderio sessuale è sempre una questione di potere di uno sull'altro e viceversa. Le donne non hanno mai smesso di misurare il proprio potere su quel fallo che le ossessiona, giocando con l'idea di essere prese, costrette, forzate, offerte ai fantasmi dell'uomo e scaricando sull'uomo la responsabilità di quello che questo rivela. Gli uomini insistono a porre un veto sul desiderio e il piacere femminile giudicato debordante e dunque da contenere, inquadrare, dominare.
Della forza impudica del colore
È evidente che 50 sfumature di grigio non ha fatto ruggire i lettori di "Histoire d'O" o ancor meno fremere gli adepti di Sade ma non è propriamente a loro che pensava l'autrice quando ha messo mano e manette al suo romanzo. L'intrigo? La sottomissione sessuale a cui si presta Anastasia Steele, studentessa di letteratura vergine che soccombe alla charme del miliardario Christian Grey, esteta raffinato, eccellente pianista, pilota di elicotteri che non dimentica mai di regalare un sacco di riso al Darfur. Con lui, Anastasia conosce i primi orgasmi e i primi diletti d'amore. Meglio, lei gode ogni volta che lui la sfiora. Così Christian le fa firmare un contratto giurando e sottoscrivendo di amarla con frusta e cravatta nel suo giardino segreto. Una camera rossa in cui Mr. Grey mette in pratica le sue inclinazioni autoritarie. Il risultato? 63 milioni di copie vendute in tutto il mondo, il libro è stato tradotto in cinquanta lingue, e una trilogia cinematografica che sembra tradire i presupposti 'erotici' dei romanzi e contraddire le sfumature del titolo. Perché nel colore c'è sempre una forza impudica. Non c'è niente di meno erotico invece delle armonie prodotte oggi dall'ideologia del bilanciamento cromatico generalizzato che tende a soffocare la singolarità dei colori. Sam Taylor-Johnson traduce questa tendenza alla monotonia a cui corrisponde il sentimento piatto ed esangue del suo blockbuster erotico.
Adattamento che annulla progressivamente le nuance e uccide il vero amore. E dire che 50 sfumature di grigio comincia (bene) sul volto arrossato di Dakota Johnson, emozionata davanti al suo principe miliardario ma poi finisce per spegnere quell'emozione e quel rossore sui divani di cuoio crèmisi su cui Anastasia si fa legare. 50 sfumature di grigio potrebbe altrimenti riassumersi come la storia di una giovane vergine che smette di arrossire accettando un contratto, una negoziazione sessuale che stabilisce paradossalmente una logica anti-erotica. L'incarnazione delle sue emozioni si omologa e confonde dietro una bruma rossa che impedisce di vedere se l'apprendista dominata s'imporpora e s'infiamma. La traduzione di Sam Taylor-Johnson inibisce la circolazione del colore tra i corpi tradendo una paura del colore e della sua potenza erotica. Con l'industria pornografica, le sue luci neutre e la sua ossessione per la pelle sovraesposta, l'erotismo mainstream della regista britannica condivide una sorta di cromofobia, che elude la trasgressività del colore. Quella che minaccia di tracimare i corpi ed eccedere i volti facendosi momento di erotismo inatteso. Appunto. Nel nero di James Foley confidiamo allora di trovare finalmente quell'espressione cromatica che diventa espressione erotica, quella saturazione che sola accende e perfeziona la messa in scena del desiderio.
Primo Capitolo: Lei studentessa sfigata, ovviamente vergine e mangiatrice di matite ( dovuta a delle mancanze suppongo). Incontra Lui , uomo d'affari dai gusti sessuali estremi, affascinante quanto Gollum nel Signore degli anelli. Secondo Capitolo: Christian e Anastasia si sono lasciati. In effetti se un uomo mi dicesse :” In me ci sono 50 sfumature di depravazion [...] Vai alla recensione »
se il primo era ridicolo e inverosimile trattando un tema così particolare come il sado maso,questo è un'accozzaglia di scene mezze tagliate e si vede e un'inutile e futile fraseggio da quarta elementare,a mezza via tra il tempo delle mele e quello del cocomero,deludente e sprecato, ne poteva uscire un dark movie coi fiocchi,invece rimane nel limbo in attesa delle sfumature di [...] Vai alla recensione »
Non parlerò della provenienza derivativa e poco accattivante della saga letteraria di riferimento,così come non parlerò del film precedente; mi limiterò infatti a parlare di questa pellicola e nonostante le poche cose (perlopiù cattive) che si possono dire su Cinquanta Sfumature di Nero voglio fare una riflessione: ci troviamo in un mondo strano in cui il sesso femminile è purtroppo soggetto a numerose [...] Vai alla recensione »
Più sdolcinato e meno audace del primo capitolo, la trasposizione del secondo romanzo di E. L. James propende per un restyling alla relazione amorosa dei protagonisti sostituendo la torbida passione dell'improbabile duo con una maniacale ricerca al romanticismo che non giova ai ritmi di una trama compassata. I drammi della coppia uniti agli accenni ad un erotismo prevalentemente allusivo [...] Vai alla recensione »
Nel periodo di San Valentino non poteva che non uscire nelle sale cinematografiche il secondo capitolo di "50 Sfumature di Grigio" , "50 Sfumature di Nero", e continuare così a far "sognare" il pubblico, prevalentemente femminile, con la saga dei due protagonisti Christian ed Anastasia. La storia riprende esattamente da dove era terminata: il [...] Vai alla recensione »
Qual è il problema con la saga di Fifty Shades? Perché Fifty Shades si è preso gli insulti che altri film sulla stessa falsariga non si sono presi? Film che indagano sempre lo spettro della sessualità. La ragione sta davvero nel film in quanto tale? È la sua sceneggiatura, le sue ambientazioni, gli attori, i doppiaggi, la storia tratta dal libro, è davvero una questione di qualità degli elementi cinematogra [...] Vai alla recensione »
in questo secondo capitolo perde tutto il suo lato proibito. Christian (l'attore ed ex modello Jamie Jordan) dà spettacolo del suo fisico statuario ma da tigre dominatrice diventa un mansueto gattino sottomesso ad Anastasia (Dakota Johnson).Qui è lei che comanda;niente più regole e poche visite alla stanza rossa.
Cinquanta sfumature di nero è il secondo capitolo tratto dal romanzo di E.L. James e racconta la storia di Anastasia e Christian, i due nel capitolo precedente si erano lasciati, ma adesso vogliono riprovarci ma a delle condizioni e cioè niente punizioni e nessuna regola come una coppia normale. Ma all'angolo ci sono persone del passato di Christian che sono invidiose della povera [...] Vai alla recensione »
HO Sentito alcuni dire del "ridicolo" con una stella....invece molto PIU'FURBE del primo noioso FILM...scene di sesso piu'hot del primo...sempre centrato sui 2personaggi..ma almeno questo SFUMATURE di nero si avvicina molto al libro e fa contente molte donne...stasera visto al cinema con....APPLAUSI FINALI alla fine!!e non per scherno ma perche'e'piaciuto tanto alla fascia [...] Vai alla recensione »
voto 0,5 Genere drammatico? per me è più commedia vm14, molte donne in sala, e la cosa mi fa pensare. Mi ricordava un pò quei film e telefilm, tipo, scuola di polizia, porkis, alien, dallas, dynasty, senza parole proprio.
Il nulla assoluto. Pronto per il partito di Gene Gnocchi! :-) Atmosfera assente... Coinvolgimento Zero. Si passa da dei no a dei si in 2 secondi senza motivo. I dialoghi sono veramente da quarta elementare come ha già giustamente scritto qualcuno...Se questa doveva essere l'Histoire d'O del terzo millennio allora stiamo regredendo e pesantemente.
Capolavoro. Più bello ancora del primo capitolo, già molto bello. E non vedo l'ora che esca il terzo (Cinnquanta sfumature di Rosso)
Ho appena finito di vederlo. Mi sanguinano gli occhi e le orecchie. Questo film è una sgommata di merda nelle mutande del cinema. Non ho mai visto film più banale, stupido e mal sceneggiato di questo. I dialoghi sono assurdi ed irreali, la scelta dei tempi è totalmente sbagliata e non c'è nemmeno nulla di sessualmente strano o bizzarro!! Soltanto l'idea del ricco imprenditore che si compra la troietta [...] Vai alla recensione »
Con il secondo capitolo e il posizionamento nei giorni di San Valentino si comprende sempre meglio la strategia cinematografica della saga tratta dai romanzi di E.L. James, in cabina di comando anche per quanto riguarda le scelte su grande schermo. Accomodata alla porta Sam Taylor-Johnson e introdotto il solido ma ormai spersonalizzato James Foley, la macchina delle sfumature ormai procede secondo binari prestabiliti.
Diciamo la verità. Di cinema, in Cinquanta sfumature di nero, ce n'è davvero poco. Di cinema, s'intende, di un qualche spessore artistico, di un qualche rischio stilistico, di una qualche ambizione espressiva.
Tuttavia, è abbastanza evidente che il film punta ad altro. E se smettiamo i panni dei critici per vestire quelli dell'analista, troviamo materiale interessante su cui mettere le mani, ovvero la ricetta con la quale vengono girati questi film - i primi due certamente, il terzo con tutta probabilità.
Il dato curioso è la convivenza tra semplificazione e intensificazione. La prima è strategia nota della narrativa sentimentalista. In Italia ce ne intendiamo, visto che siamo noti per una famosa collana, la Harmony, di romanzi rosa - quella che gli esperti hanno definito per anni "paraletteratura". L'impresa ebbe inizio nei primi anni '80, su iniziativa di Leonardo Mondadori, e arricchita da una joint-venture con la casa editrice canadese Harlequin Enterprises. Si tratta(va) di romanzi estremamente leggibili - per usare un eufemismo - dove gli elementi della femminilità e della mascolinità vengono giocati su un territorio di stereotipizzazione estrema, e soffusi di qualche peccaminoso ardore, mai tale da precipitare nella vera e propria letteratura erotica. E.L. James - in letteratura come al cinema - ha secondo molti realizzato un Harmony di massa, sollevando dalle spalle di milioni di destinatari il senso di colpa (culturale) del tenere tra le mani un testo socialmente riprovevole.
La relazione pericolosa tra Anastasia Steele e Christian Grey torna al cinema il 9 febbraio con Cinquanta sfumature di nero, la storia della coppia riprende da dove l'avevamo lasciata nel capitolo precedente, Cinquanta sfumature di grigio. Dopo la fine del loro legame il "dominatore" Christian ritorna da Anastasia, promettendo di cambiare e di accantonare le particolari pratiche erotiche a cui era dedito. Ma ancora oscuri segreti dal suo passato torneranno a riemergere mettendo nuovamente alla prova la ragazza. Mr Grey sarà capace di reprimere i suoi desideri più reconditi accettando un amore più soft?
Tra i maggiori successi, prima letterario e poi cinematografico, di una storia che mette a nudo un altro erotismo, una diversa sessualità, 50 Sfumature è un esempio tra tanti di come al cinema viene raccontata certa perversione, certo amore.
Ripercorriamo insieme alcuni film che sondano i territori oscuri dell'eros, del sadomaso e delle perversioni. Tutti accomunati da amori estremi messo a nudo.
Rieccoli. Lui prova a riconquistarla, lei vuole «sesso alla vaniglia». Non sarà così: dal passato di Grey riemergono una ex sottomessa e la donna che lo aveva iniziato al sadomaso. E il capo di lei, ci prova di brutto. Non si sa cosa sia peggio tra trama da pessimo romanzetto rosa con pretese thriller, dialoghi involontariamente comici o imbarazzo dei protagonisti nel doverli recitare.
Dove eravamo rimasti? Si legacci, no fisting, si "sospensioni", ni frustate. Tra loft lussuosi, voli in elicottero e auto d'urlo, sculacciate da educanda e un coito inverso castissimo l'erotismo aveva fatto flop al primo film, a favore del biglietto ecumenico per teen-ager da incassi top. Non cambia niente. Stessa formula, stesso obiettivo: illudere di toccare la mela proibita masticando invece [...] Vai alla recensione »
Ex commessa di ferramenta, sottratta da un perverso principe azzurro a scaffali pieni di martelli e di chiodi per finire rinchiusa in un rosso boudoir pieno di corde e frustini di cuoio, all'inizio di 50 sfumature di nero, Anastasia Steele si è trasformata in un'aspirante donna in carriera. Single, grunge chic e spigliata, siede negli uffici di una casa editrice di Seattle, a una scrivania collocata [...] Vai alla recensione »
Cambiano le regole tra «sadico» e «sottomessa». Ovvero fra il multimiliardario, bello e inossidabile, Christian Grey (Jamie Dornan) e la devota Ana Steele (Dakota Johnson), archetipo femminile della donna salvatrice dell'amato al grido: «Io ti cambierò». È quello che accade in 50 sfumature di nero di James Foley, in sala da ieri con la Universal Pictures (un giorno in anticipo rispetto agli States). [...] Vai alla recensione »