| Titolo originale | The Peanut Butter Falcon |
| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Tyler Nilson, Michael Schwartz |
| Attori | Shia LaBeouf, Dakota Johnson, Zack Gottsagen, John Hawkes, Bruce Dern Thomas Haden Church, Jon Bernthal, Yelawolf, Mick Foley, Jake Roberts (II), Ann Pierce, Rob Thomas (II), Tim Zajaros, Jonathan D. Williams, Deja Dee, Lee Spencer, Mark Helms, Michael Berthold, Bruce Henderson, Wayne Dehart, Susan McPhail, Anthony Harvey (II), Christopher Higgins, Eric Dees. |
| Uscita | lunedì 15 giugno 2020 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| MYmonetro | 3,25 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 31 marzo 2021
Un ragazzo affetto dalla sindrome di Down vuole diventare un campione di wrestler. Un piccolo criminale diventa il suo allenatore. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Directors Guild, In Italia al Box Office In viaggio verso un sogno - The Peanut Butter Falcon ha incassato 15,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Zak ha solo 22 anni ma vive in una casa di cura per anziani in North Carolina, a cui è stato assegnato dallo stato perché senza famiglia e affetto dalla sindrome di Down. Zak però non ci sta, ed è determinato a scappare dalle cure di Eleanor, responsabile dell'istituto, con l'aiuto dell'amico Carl. Quando finalmente il ragazzo riesce a darsi alla fuga, il destino lo mette sul cammino di Tyler, pescatore di granchi inseguito da un compratore a cui deve dei soldi. Brusco e tormentato, Tyler si prende però cura di Zak e decide di portarlo con sé nel suo viaggio verso la Florida, facendo tappa alla scuola di wrestling dove Zak spera di incontrare il suo idolo Salt Water Redneck.
L'esordio alla regia di Tyler Nilson e Michael Schwartz è un tenero racconto popolare in stile Mark Twain, ambientato nella periferia costale e anfibia del sud degli Stati Uniti, in bilico tra la favola picaresca e il realismo povero.
Completamente costruita attorno alla figura di Zack Gottsagen, un ragazzo con la sindrome di Down che i registi conoscono da tempo e che volevano aiutare a diventare attore, la storia ha una purezza semplice che con pochi mezzi e tanto cuore costruisce un rapporto autentico tra i due protagonisti.
Gottsagen investe il personaggio di Zak di una fisicità voluminosa e di tempi comici che a più riprese regalano sorrisi, trovando in un attore intenso come Shia Labeouf un contraltare perfetto per generosità e dinamismo. Sporchi, sudati e senza un centesimo, i due si incamminano verso sud lungo la costa, vestiti di stracci quando non addirittura ridotti in mutande, schivando la minaccia di chi gli vuole male (un sempre ottimo John Hawkes) e invitando "a bordo" chi gli vuole bene, come Eleanor, a cui Dakota Johnson dona tutta la sua incredulità un po' ironica.
È un mondo in cui le istituzioni sono lontane, le famiglie disintegrate, e le improbabili scuole di wrestling chiuse da anni: c'è solo un'umanità - e in particolare una mascolinità - da ricostruire pezzo per pezzo. Mattoni grezzi ma efficaci, che aiutano a scoprirsi "uno dei buoni" e a elaborare il senso di colpa verso i fratelli maggiori.
In viaggio verso un sogno si muove sicuro tra i fondali bassi, certo di dove sia il sentiero narrativo più giusto. Lo aiutano una serie di comparsate notevoli: detto di Hawkes, ci sono momenti gustosi per Bruce Dern, Thomas Haden Church e un Jon Bernthal il quale, non per la prima volta, mette la presenza scenica al servizio di piccoli frammenti e flashback che migliorano un film.
Un "buddy movie" sentimentale e divertente che non può comunque prescindere da Zack Gottsagen e dall'importanza di vederlo sullo schermo in un ruolo del genere, nella speranza che film così aprano sempre più porte alla diversità di rappresentazione.
Zak è un giovane ragazzo con la sindrome di Down che decide di fuggire dall'istituto dove vive per inseguire il suo sogno di diventare un vero wrestler dopo aver frequentato una vera e propria scuola che forma i lottatori. Sulla sua strada trova però Tyler, un criminale di mezza tacca in fuga dalle autorità dopo i suoi ultimi colpi, che in qualche modo lo "adotta", gli si affeziona e inizia a fargli da coach per aiutarlo a diventare un wrestler. Dopo essersi formata in maniera rocambolesca, insomma, questa strana coppia si imbarca in una serie di peripezie sempre con l'obiettivo di trasformare Zak in un lottatore professionista e accoglie all'interno del gruppo anche Eleanore, un'impiegata di una casa d'assistenza che ha anche lei un passato complicato.
«Stare accanto a Zack mi ha addolcito e se le persone stessero accanto a Zack abbastanza a lungo si ammorbidirebbero anche loro. Io sono cresciuto con i Nirvana e con I Simpson, ho in me questo gene del cinismo che in qualche modo ha sovrastato la mia parte più ingenua e tenera ma Zack ha un effetto su chiunque lo circondi».
Shia LaBeouf
Il film nasce nell'ormai lontano 2001 dall'incontro dei due registi, Tyler Nilson e Michael Schwartz, con quello che poi è diventato il protagonista, Zack Gottsagen, che al tempo colpì molto i cineasti con la sua voglia di lavorare a una loro produzione. La coppia di autori si è quindi messa al lavoro sulla storia giusta che potesse esaudire il desiderio di Zack e ha ideato una trama che, di fatto, è una riproposizione moderna della storia di Huckleberry Finn mescolata alla vera storia del loro attore principale, cambiando però il suo sogno dall'essere una star di Hollywood a diventare un lottatore professionista.
Il cast poggia saldamente sul tris di protagonisti composto da Shia LaBeouf, il giovane attore con la sindrome di Down Zack Gottsagen che interpreta il quasi omonimo protagonista del film e Dakota Johnson nei panni di Eleanor. Al loro fianco abbiamo una squadra di solidissimi caratteristi come John Hawkes, Bruce Dern, il Punitore delle serie tv Marvel di Netflix Jon Bernthal e Thomas Haden Church. Non mancano dei camei di rilievo come quello del rapper Yelawolf e dei due ex wrestler Mick Foley e Jake "The Snake" Roberts.
Infanzia traumatica, già in scena a dieci anni, Shia LaBoeuf appartiene a quella schiera di talenti «maudit» che non appena sentono l' odore del successo fanno di tutto per rovinarsi la vita, lasciandosi annegare negli abusi. Rimessosi da qualche tempo in riga, il trentatreenne attore si è orientato verso ruoli di personaggi «contro», che incarna come se l' interpretarli rappresentasse un catartico [...] Vai alla recensione »