| Titolo originale | Mission: Impossible - Fallout |
| Anno | 2018 |
| Genere | Azione, Avventura, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 147 minuti |
| Regia di | Christopher McQuarrie |
| Attori | Tom Cruise, Henry Cavill, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames Sean Harris, Angela Bassett, Vanessa Kirby, Michelle Monaghan, Alec Baldwin, Wes Bentley, Frederick Schmidt, Liang Yang, Kristoffer Joner, Wolf Blitzer, Raphael Acloque, Andrew Cazanave Pin, Christophe de Choisy, Raphael Desprez, Jean Baptiste Fillon, Max Geller, Olivier Huband, Vincent Latorre, Thierry Picaut, Alexandre Poole, Guy Remy, Alix Bénézech, Joey Ansah, Velibor Topic, Dean Ashton, DJ Harvey, Grahame Fox, David Mumeni, Charlie Archer, Caspar Phillipson, Lolly Adefope, Ffion Jolly, Russ Bain, Ross O'Hennessy, Nigel Allen, Tracey Saunders. |
| Uscita | mercoledì 29 agosto 2018 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,31 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 gennaio 2019
Argomenti: Mission: Impossible
Ethan Hunt e il suo team si ritrovano in una corsa contro il tempo dopo una missione fallita. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Mission: Impossible - Fallout ha incassato 5,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ethan Hunt riceve a Belfast l'ordine di una nuova missione impossibile: recuperare una valigia di plutonio e scovare i cattivissimi che immancabilmente vogliono metterci le mani sopra. Sulle tracce di John Lark, il misterioso finanziatore del rapimento di uno scienziato anarchico ed esperto in armi nucleari, ritrova a Berlino i compagni di sempre: Benji e Luther, a cui salva la pelle compromettendo la missione. E adesso tocca riparare, lanciandosi sul cielo di Parigi per (s)mascherare Lark e incontrare la Vedova Bianca, un'intermediaria sexy e letale. Come a ogni missione, niente andrà come previsto.
Cospirazioni, tradimenti, raggiri, segreti governativi, manovre geopolitiche, doppio (e triplo) gioco condurranno Hunt e la sua équipe di fedelissimi ai quattro angoli del mondo per salvare il pianeta.
Inutile chiedersi se Mission: Impossible - Fallout è meglio o peggio di Rogue Nation o di qualsiasi altro episodio della saga. Rispondere è praticamente impossibile perché ognuno ha le sue ragioni, le sue affinità con le precedenti narrazioni, con quel regista, con quella storia. L'unica replica appurabile è la solidità di una saga, una delle più importanti e apprezzate nel paesaggio delle superproduzioni, che rilancia ancora e ancora. Se il precedente episodio era un fuoco d'artificio, il prossimo sarà sempre una girandola strabiliante. Ogni volta più bello, ogni volta più grande, ogni volta più folle.
Mission: Impossible - Fallout conferma l'assunto e vince la sfida aggiornando quello che era già stato pensato, coreografato, inseguito e visto mille volte. Tutto comincia con un sogno che si converte in incubo e dona il tono (cupo) alla nuova missione. In un angolo di paradiso, Ethan e Julia rinnovano i loro voti sotto lo sguardo di un prete che ha il volto di Solomon Lane, il cattivo schizofrenico di Rogue Nation.
Con l'antagonista di Sean Harris, ritornano pure Rebecca Ferguson e Christopher McQuarrie che firma l'episodio cerniera della saga lanciata nel 1996 e adattata dalle serie culto degli anni Sessanta. La nuova avventura di Ethan Hunt chiude un lungo arco narrativo, cura le ferite simboliche e convoca tutti i capitoli precedenti trovando un equilibrio pirotecnico. La fascinazione del doppio di De Palma, la tensione coreografica e spettacolare di John Woo (la scena di una scalata con la neve al posto della sabbia), i ripiegamenti intimi di J.J. Abrams (il ritorno di Michelle Monaghan, che questa volta è qualcosa di più di un'apparizione), la meccanica del burlesque di Brad Bird (Tom Cruise come Buster Keaton corre a rotta di collo) diventano il carburante per un'avventura apocalittica che dà le vertigini e raggiunge sovente una forma di astrazione quasi poetica.
L'incipit, che non assomiglia a nessun altro della saga, annuncia un capovolgimento. MI6 è una corsa disperata contro la morte e la fine che minaccia di inghiottire l'universo di un eroe infaticabile. La distruzione totale inquadra l'intrigo e scandisce un episodio che non perde tempo a spiegare la missione in una scena espositiva tra le più rapide e funzionali della serie. Nella progressione però la sceneggiatura si impiglia nella sua intricata trama, congestionata da troppe sottotracce che smettiamo presto di (in)seguire per concentrarci sull'intreccio principale e goderci lo spettacolo. Il dinamismo perpetuale di una storia che conosciamo già ma di cui l'epilogo ci sfugge costantemente.
Malgrado fatichi sovente a raccontare quello che vuole raccontare, il sesto episodio introduce apprezzabilmente l'umano nel corso di un'azione sovrumana, 'infiltrando' carne e gravità sulla superficie dell'eccitazione digitale. Alla sua seconda volta, l'autore americano ricorda allo spettatore che le acrobazie del suo eroe sono costantemente minacciate dal precipizio del loro fallimento. La meraviglia della performance di Tom Cruise nasce proprio dalla necessità d'improvvisare a partire da uno scacco che dall'adempimento perfetto di una prodezza. Nato sotto il segno dell'Odissea, Rogue Nation si muoveva invece sulle note della Turandot, MI6 è un periplo affollato di antagonisti, composto da avventure singolari e disseminato di crash test, collaudi d'impatto che Cruise insiste ad assolvere personalmente. Perché il corpo maltrattato è il prezzo da pagare a un cinema d'azione totalmente affrancato dalla materia dopo la rivoluzione digitale.
Tra geografie parigine e duelli verticali sul cielo del Kashmir, McQuarrie eplora l'IMAX nella vertigine (il salto sordo col paracadute), nell'immersione (la risoluzione 'altissima' che ci accomoda in elicottero accanto a Ethan) e nella profondità del protagonista che fa a pugni con Henry Cavill, superuomo della nuova Hollywood, e pace col suo passato. MI6 assicura una continuità coi capitoli precedenti proponendo una conclusione perfetta che affonda nel cuore diviso in due di Ethan Hunt e nel corpo acrobatico di Tom Cruise, lanciato in una corsa invasata contro i cattivi che vogliono detonare il mondo, contro il tempo che minaccia la sua giovinezza, contro quelli che non si piegano alla sua visione della saga.
Concetto, brand, mitologia del nostro tempo nata trent'anni fa con Coppola (I ragazzi della 56ª strada), l'attore non smette di esercitare il suo potere di attrazione al box-office, prolungando nel nuovo film il precedente secondo una legge di progressione continua. È lui a farci credere ossessivamente a un impossibile diventato routine, a offrirci una rappresentazione costantemente mobile di un agente segreto divenuto metafora del suo stesso mito, a correre nel fuoco di azioni intercambiabili, a lambire il burnout, a praticare l'autoironia sublimando il proprio straripamento, a rivelarsi un'altra volta immortale. Infilando Place de l'Étoile contromano o prendendo velocità sui tetti di Londra.
Il video è divenuto in breve tempo virale. Tom Cruise, il 55enne che tuttora si rifiuta di ricorrere a degli stuntman per girare le scene d'azione, calcola male la distanza tra due edifici e si rompe la caviglia quando atterra dopo il balzo. Dapprima a immortalare l'incidente è stata una clip clandestina su YouTube e quindi il video ufficiale dell'incidente, commentato dallo stesso Cruise e dal cast del film al Graham Norton Show. Al solito autoironico e sorridente, Cruise ha agevolato un fermo immagine che chiarisce la dinamica della frattura, annunciando baldanzosamente la continuazione delle riprese. Nonostante i due mesi di stop la data di uscita di Mission: Impossible - Fallout è rimasta fissata per il 27 luglio 2018. Al pari di Jackie Chan, Tom non molla, sceglie di girare le scene d'azione in prima persona, più forte anche del tempo che avanza. E anziché abbassare l'asticella, l'attore aumenta i rischi, con uno stunt - si dice - mai tentato prima d'ora.
Il film in questione è ovviamente il sesto episodio di Mission: Impossible, dal titolo Fallout, a cui l'incidente di Cruise sul set ha fatto da volano promozionale.
Ritorna Ethan Hunt e, con lui, un cast di comprimari di lusso: Ving Rhames, Michelle Monaghan, Rebecca Ferguson, Simon Pegg, mentre abbandona Jeremy Renner, impegnato con gli Avengers della Marvel e le loro Infinity Wars). Ad annunciare titolo dell'episodio e uscita è stato lo stesso Cruise su Instagram, insieme a una foto di scena che ha già scatenato le più ardite elucubrazioni. Cruise si trova infatti aggrappato a un elicottero, apparentemente privo di pilota, mandato alla deriva tra le montagne norvegesi, ad un'altezza di 600 metri sopra i fiordi. Uno stunt che ha richiesto un anno di preparazione fisica per poter essere affrontato al meglio.
Ma di uomini d'acciaio in Fallout ce ne sono due. Il ruolo del villain è affidato stavolta a Henry Cavill, il Superman dell'universo cinematografico DC. Per meglio indossare le inconsuete vesti del "cattivo", Cavill sfoggia un paio di baffi inedito. Il cambio di look ha comportato delle difficoltà per il reshooting di alcune scene di Justice League, ma la Paramount si è imposta sulla Warner Bros: i baffi di Cavill non si potevano toccare. Si è resa necessaria una rimozione digitale dei baffi per il film DC, che ha richiesto così un costo altissimo di post-produzione.
Curiosa la coincidenza tra l'acronimo del sesto episodio, M:I6, e il nome dell'omonimo servizio segreto britannico, ma difficile che si trasformi in qualcosa più di un gioco di parole. Nonostante ciò, i loschi giochi all'interno dell'agenzia di Ethan Hunt possono ricordare da vicino quelli del "collega" James Bond, al servizio segreto di Sua Maestà. Tuttavia Mission: Impossible è un franchise nato per caso: pochi probabilmente avrebbero scommesso su una serie così longeva al tempo del primo film di Brian De Palma, ancor meno dopo il deludente sequel affidato a John Woo. Eppure è andata così, da un incipit mai visto prima - dopo il primo atto di Mission: Impossible vengono eliminati tutti i supposti comprimari di Hunt e quest'ultimo diviene un fuggiasco - sono nati sequel basati sul medesimo pattern di doppi e tripli giochi. Talpe, traditori e stunt incredibili sono diventati i segni distintivi di un franchise che sempre meno ha a che fare con l'omonima serie Tv degli anni Sessanta con Martin Landau.
Alla regia siede di nuovo Christopher McQuarrie, che con Cruise ha ormai sviluppato un'intesa speciale. McQuarrie ha già diretto l'attore in Jack Reacher e nel precedente episodio della serie di Ethan Hunt, ossia Mission: Impossible - Rogue Nation. Con Fallout arrivano a quattro le regie firmate da Christopher McQuarrie, mentre molte di più sono le sue sceneggiature. Tra queste è impossibile non citare il pluripremiato script di I soliti sospetti, che proietta nell'immaginario il mefistofelico personaggio di Keyser Söze.
“Mission Impossible. Fallout” (id., 2018) di Christopher McQuarrie. “Mission Impossible. Fallout” (id., 2018) è il quarto lungometraggio del regista-sceneggiatore del New Jersey, Christopher McQuarrie. Al sesto capitolo il franchising di M.I. e del suo eroe marchiano Ethan M.
Volete stare al gioco? Se la risposta è sì, non c'è alcun dubbio che vi divertirete. E molto. Arrivata al capitolo numero 6, la saga dell'indistruttibile agente speciale Ethan Hunt non conosce tentennamenti. Anzi, dimostra un'incredibile vitalità, rimescolando gli ingredienti che ne hanno fatto la più che ventennale fortuna. Merito, certamente, del physique du role di Tom Cruise, impegnato in un personale [...] Vai alla recensione »