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24.6.19
Mostly Weekly
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27.5.17
Commons market
ADORO GITHUB. E APPREZZO la sua evoluzione verso qualcosa di diverso. Come GitHub Marketplace, ad esempio (il video è carino).
Money quote: "GitHub Marketplace is a new way to discover and purchase tools that extend your workflow. Find apps to use across your development process, from continuous integration to project management and code review. Then start using them without setting up multiple accounts or payment methods"
Money quote: "GitHub Marketplace is a new way to discover and purchase tools that extend your workflow. Find apps to use across your development process, from continuous integration to project management and code review. Then start using them without setting up multiple accounts or payment methods"
21.5.17
No more lost in translations
UN CLASSICO: LA segnaletica delle stazioni di Tokyo (o di altri sottosistemi della capitale nipponica) rispetto all’Occidente sono un ottimo punto di partenza per le interfacce ambientali visto la densità e la complessità. Sempre piacevole da leggere.
Money quote: “People push past me as I exit the train at Shibuya station, and I start looking for the Hachiko statue. My friends told me to meet there before dinner, but ten minutes later I’m still lost. Thankfully once I slow down and look at my surroundings, I see guides all around me. At its size and complexity, Tokyo is easy to get lost in. But with well-designed navigational aids, you can get un-lost quite easily.”
Money quote: “People push past me as I exit the train at Shibuya station, and I start looking for the Hachiko statue. My friends told me to meet there before dinner, but ten minutes later I’m still lost. Thankfully once I slow down and look at my surroundings, I see guides all around me. At its size and complexity, Tokyo is easy to get lost in. But with well-designed navigational aids, you can get un-lost quite easily.”
14.1.17
Obama years
UN DOCUMENTO ECCEZIONALE: la storia orale degli otto anni di presidenza Obama raccolta dai protagonisti, a partire da Barack Obama per proseguire con tutti i suoi uomini e donne. Nove parti, un lavoro unico: da leggere nel fine settimana.
Money quote: “Cody Keenan, deputy director of speechwriting, 2009-2013; director of speechwriting, 2013-2017: We were still trying to find our way around and find out how to get lunch and find out where the bathrooms were let alone rescue the global economy and the auto industry and prosecute two wars.”
Money quote: “Cody Keenan, deputy director of speechwriting, 2009-2013; director of speechwriting, 2013-2017: We were still trying to find our way around and find out how to get lunch and find out where the bathrooms were let alone rescue the global economy and the auto industry and prosecute two wars.”
3.1.17
Durante le feste si cominciano le diete? No, dico: si cominciano le diete?
MANGIARE ALL'OCCIDENTALE, TANTI grassi e zuccheri, non fa solo ingrassare ma danneggia anche il cervello. Rende più stupidi.
Money quote: ""It's surprising to me that people would question that obesity would have a negative effect on the brain, because it has a negative effect on so many other bodily systems," he says, adding, why would "the brain would be spared?""
30.7.16
Insopportabili
L’ACQUISIZIONE DI LINKEDIN da parte di Microsoft è costata 26 miliardi ma in qualche modo è passata abbastanza in secondo piano. Eppure, è una di quelle cose che potrebbe avere un impatto piuttosto visibile sulle vite di chi è nel mondo del lavoro a partire da uno-due anni. In questa chiacchierata a due voci se lo chiedono Len Shneyder e Dennis Dayman su TechCrunch
Money quote: ”Microsoft says they are simply trying to alleviate business people from having to go back and forth between productivity tools and social networks; I believe that to some degree. This may have been where they started, but it’s not a guarantee that this is where they’ll wind up once they all dive into the technology and ferret out the true value of what they have.”
Money quote: ”Microsoft says they are simply trying to alleviate business people from having to go back and forth between productivity tools and social networks; I believe that to some degree. This may have been where they started, but it’s not a guarantee that this is where they’ll wind up once they all dive into the technology and ferret out the true value of what they have.”
2.6.16
L'insopportabile Linkedin
NEI SEMPRE PIÙ frequenti momenti in cui la nevrosi mi consuma e non ne posso più dei social media (e detto da uno che ha aperto un canale su Telegram indica come la nevrosi sia ormai patologica) c’è un social media che spicca per il fastidio che mi genera. È Linkedin.
Non sopporto il modo in cui cerca truffaldinamente di appropriarsi della tua email, dei tuoi contatti, delle tue relazioni. Il modo in cui gestisce *al posto tuo* le relazioni mi manda in bestia (tu pensi di fare una sorta di “Like” a gente che ha anniversari lavorativi e lui manda frasi intere come se stessi cominciando una conversazione). Se c’è un social media di cui comincerei volentieri a fare a meno è questo. Soprattutto adesso che pare che i dati sensibili di 117 milioni di persone (le password, soprattutto, che spesso sono riciclate dagli utenti per più funzionalità), dal 2012 sono sul mercato del dark web.
Come possibile soluzione: andate nei settaggi della privacy, cambiate la password e attivate l’autenticazione a due fattori (che manderà messaggi sms al vostro telefono con un codice da inserire ogni volta che vi autenticate per la prima volta su un nuovo computer).
Non sopporto il modo in cui cerca truffaldinamente di appropriarsi della tua email, dei tuoi contatti, delle tue relazioni. Il modo in cui gestisce *al posto tuo* le relazioni mi manda in bestia (tu pensi di fare una sorta di “Like” a gente che ha anniversari lavorativi e lui manda frasi intere come se stessi cominciando una conversazione). Se c’è un social media di cui comincerei volentieri a fare a meno è questo. Soprattutto adesso che pare che i dati sensibili di 117 milioni di persone (le password, soprattutto, che spesso sono riciclate dagli utenti per più funzionalità), dal 2012 sono sul mercato del dark web.
Come possibile soluzione: andate nei settaggi della privacy, cambiate la password e attivate l’autenticazione a due fattori (che manderà messaggi sms al vostro telefono con un codice da inserire ogni volta che vi autenticate per la prima volta su un nuovo computer).
26.5.16
Immagini in movimento
SE N’ERA PARLATO un po’ di mesi fa, al CES di Las Vegas, ma da allora non se ne sa più niente. Forse perché l’idea non è stata accolta con molto entusiasmo.
Kodak, cercando di calvalcare l’onda hipster di questi anni, vorrebbe lanciare una cinepresa Super 8 ibrida: pellicola e digitale. Che fine ha fatto?
Money Quote: “This is no longer the classic script of a war of digital versus analog,” Mr. Clarke said. “What it really is now is the complementary characteristics of both.”
Kodak, cercando di calvalcare l’onda hipster di questi anni, vorrebbe lanciare una cinepresa Super 8 ibrida: pellicola e digitale. Che fine ha fatto?
Money Quote: “This is no longer the classic script of a war of digital versus analog,” Mr. Clarke said. “What it really is now is the complementary characteristics of both.”
20.5.16
Quei furbacchioni della TIM Prime Go
NEI DETTAGLI SI VEDONO le grandi cose (alla faccia della Gestalt e alla faccia di Francesco De Gregori che diceva che "non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore"). Per coloro i quali hanno la iattura di utilizzare TIM come operatore mobile, dal 15 giugno arriva Tim Prime Go, la replica (hanno aggiunto un “go”) del programma che il Garante aveva già cassato qualche mese fa.
In pratica, viene aggiunto obbligatoriamente a una serie di profili ricaricabili base TIM (che non è dato sapere facilmente quali siano nonostante ricerche approfondite sul sito) una funzionalità che costa 49 centesimi a settimana. Con questa cifra si ottengono vantaggi (per me) inutili: biglietti 2×1 per andare al cinema (con mille eccezioni); gratis tutti i contenuti premium dell’APP Serie A TIM (non seguo il calcio); si potrà scegliere, inoltre, un numero TIM a cui mandare sms e chiamate illimitate (sono l’unico in famiglia ad avere TIM).
La cosa divertente è che per togliere la funzionalità imposta arbitrariamente bisogna cambiare profilo tariffario base oppure addirittura cessare l’utenza, con relativa cancellazione del numero telefonico. Per verificare (e disabilitare il balzello) bisogna entrare in quel girone infernale che è 409162 o peggio ancora il 119, prima tappa alla quale seguono anni di analisi da uno bravo oppure un viaggio sulla Luna con Orlando a recuperare il proprio senno.
E questa è la nuova TIM di Flavio Cattaneo, che sta recuperando brillantemente gli sfasci fatti da Marco Patuano? Certo, come no.
Segnalo per l’occasione un sobrio e vagamente allusivo (“l’uomo della Provvidenza”, con la P maiuscola casomai si fraintendesse per un eufemismo) pezzo di key4biz, che celebra il nuovo Re e la bellezza dei suoi vestiti
Money Quote: “Cattaneo è senza dubbio l’uomo giusto, anzi l’uomo della Provvidenza. Ha il piglio e l’esperienza di chi può realizzare ciò che gli azionisti chiedono per il rilancio della società. È arrivato a ridosso dello scadere del tempo massimo, per riprendere in mano i dossier, rimettere ordine nei conti, definire le priorità di investimenti e decidere le ottimizzazioni di spesa.”.
In pratica, viene aggiunto obbligatoriamente a una serie di profili ricaricabili base TIM (che non è dato sapere facilmente quali siano nonostante ricerche approfondite sul sito) una funzionalità che costa 49 centesimi a settimana. Con questa cifra si ottengono vantaggi (per me) inutili: biglietti 2×1 per andare al cinema (con mille eccezioni); gratis tutti i contenuti premium dell’APP Serie A TIM (non seguo il calcio); si potrà scegliere, inoltre, un numero TIM a cui mandare sms e chiamate illimitate (sono l’unico in famiglia ad avere TIM).
La cosa divertente è che per togliere la funzionalità imposta arbitrariamente bisogna cambiare profilo tariffario base oppure addirittura cessare l’utenza, con relativa cancellazione del numero telefonico. Per verificare (e disabilitare il balzello) bisogna entrare in quel girone infernale che è 409162 o peggio ancora il 119, prima tappa alla quale seguono anni di analisi da uno bravo oppure un viaggio sulla Luna con Orlando a recuperare il proprio senno.
E questa è la nuova TIM di Flavio Cattaneo, che sta recuperando brillantemente gli sfasci fatti da Marco Patuano? Certo, come no.
Segnalo per l’occasione un sobrio e vagamente allusivo (“l’uomo della Provvidenza”, con la P maiuscola casomai si fraintendesse per un eufemismo) pezzo di key4biz, che celebra il nuovo Re e la bellezza dei suoi vestiti
Money Quote: “Cattaneo è senza dubbio l’uomo giusto, anzi l’uomo della Provvidenza. Ha il piglio e l’esperienza di chi può realizzare ciò che gli azionisti chiedono per il rilancio della società. È arrivato a ridosso dello scadere del tempo massimo, per riprendere in mano i dossier, rimettere ordine nei conti, definire le priorità di investimenti e decidere le ottimizzazioni di spesa.”.
20.2.14
Monocle e l'Italia: siamo stranini
È APPENA USCITO il nuovo numero (#71) di Monocle, la rivista mensile in inglese creata da Tyler Brule esattamente sette anni fa (urka!). È dedicato quasi integralmente all'Italia. È un viaggio fantastico ed educativo nella mente degli altri quando guardano e pensano a noi.
Siamo messi meno peggio di quel che sembra, ma non siamo del tutto "giusti". All'occhio dello straniero siamo un po' stranini, per così dire.
Sembriamo una vecchia coppia in pensione, sulla settantina, con una storia fantastica dietro le spalle (che il 97,5% degli altri paesi vorrebbe ma non ha), che non si sa come ma riesce a tenere la casa ordinata e a fare feste incredibili. Una grande bellezza, insomma. Non da buttare ma assolutamente disfunzionale. Siamo stranini
Siamo messi meno peggio di quel che sembra, ma non siamo del tutto "giusti". All'occhio dello straniero siamo un po' stranini, per così dire.
Sembriamo una vecchia coppia in pensione, sulla settantina, con una storia fantastica dietro le spalle (che il 97,5% degli altri paesi vorrebbe ma non ha), che non si sa come ma riesce a tenere la casa ordinata e a fare feste incredibili. Una grande bellezza, insomma. Non da buttare ma assolutamente disfunzionale. Siamo stranini
3.10.12
Ecco Urania nuovo formato
CON UN NUMERO (il 1587) che cade nel sessantesimo anniversario della testata e che è occupato dall'ultimo romanzo di Arthur C. Clarke, scritto assieme a Frederik Pohl, Urania cambia formato. La storica testata di fantascienza della Mondadori sfrutta il colore bianco e diventa allineato agli altri prodotti seriali Mondadori: Giallo e Segretissimo.
Per me è un cambiamento epocale: compro Urania da quasi trent'anni, cerco costantemente di integrare nuovi numeri nella collezione per renderla completa (sono molto lontano da questo traguardo, ma non si sa mai nella vita) e ogni cambiamento ha un significato diverso. Ho conosciuto la collana con la serie bianca tradizionale, fascetta rossa in alto e disegno nel tondo. Ho vissuto con disagio un decennio (l'ultimo) di cambiamenti quasi mai azzeccati. Anche il ritorno al bianco e rosso, con disegno nel tondo, dell'ultima serie era convincente sino a un certo punto. L'errore alla base era il formato "compact" da libreria super-economica, vero svilimento rispetto alla apertura ariosa del fascicolo con testo su due colonne.
Gli attuali Urania recuperano la dimensione ariosa ma non le due colonne di testo: sembra di leggere un vecchio Millemondi di qualche decennio fa. Rimarrà la gabbia grafica e il formato precedente solo per un altro numero che arriva in edicola tra poco, con l'etichetta Millemondi (collezione Inverno: esce a novembre) e che mantiene la continuità anche grafica con il primo capitolo della saga di Hamilton, L'evoluzione del vuoto.
Il primo impatto è molto positivo. Mi piace. Mi piace il nuovo oggetto. Che è più alto, oltre che più largo (e quindi crea un po' di pandemonio nella mia libreria) ma mi piace. Anche la copertina, con la scritta "Urania" così alleggerita da essere quasi un filo, mi piace molto. Vediamo come procede.
Una nota: L'ultimo teorema di Clarke e Pohl è anche l'ultimo romanzo di Clarke (un vero genio), inedito in Italia. Crea un cortocircuito voluto con il primo Urania (della serie romanzi) uscito in edicola, che era Le sabbie di Marte sempre di Clarke. Bello.
Per me è un cambiamento epocale: compro Urania da quasi trent'anni, cerco costantemente di integrare nuovi numeri nella collezione per renderla completa (sono molto lontano da questo traguardo, ma non si sa mai nella vita) e ogni cambiamento ha un significato diverso. Ho conosciuto la collana con la serie bianca tradizionale, fascetta rossa in alto e disegno nel tondo. Ho vissuto con disagio un decennio (l'ultimo) di cambiamenti quasi mai azzeccati. Anche il ritorno al bianco e rosso, con disegno nel tondo, dell'ultima serie era convincente sino a un certo punto. L'errore alla base era il formato "compact" da libreria super-economica, vero svilimento rispetto alla apertura ariosa del fascicolo con testo su due colonne.
Gli attuali Urania recuperano la dimensione ariosa ma non le due colonne di testo: sembra di leggere un vecchio Millemondi di qualche decennio fa. Rimarrà la gabbia grafica e il formato precedente solo per un altro numero che arriva in edicola tra poco, con l'etichetta Millemondi (collezione Inverno: esce a novembre) e che mantiene la continuità anche grafica con il primo capitolo della saga di Hamilton, L'evoluzione del vuoto.
Il primo impatto è molto positivo. Mi piace. Mi piace il nuovo oggetto. Che è più alto, oltre che più largo (e quindi crea un po' di pandemonio nella mia libreria) ma mi piace. Anche la copertina, con la scritta "Urania" così alleggerita da essere quasi un filo, mi piace molto. Vediamo come procede.
Una nota: L'ultimo teorema di Clarke e Pohl è anche l'ultimo romanzo di Clarke (un vero genio), inedito in Italia. Crea un cortocircuito voluto con il primo Urania (della serie romanzi) uscito in edicola, che era Le sabbie di Marte sempre di Clarke. Bello.
17.4.12
Che fallimento che è Fastweb!
FACCIO IL GIORNALISTA, scrivo di innovazione, di tecnologia, di economia. Datemi credito: ho incontrato - e continuo a incontrare - centinaia se non migliaia di aziende, innovatori, creativi, designer, tecnologi, startupper. Insomma, di quanto segue ho una seppur vaga cognizione di causa.
Lavoro da casa. Da quando sono a Milano ho sempre avuto Fastweb: nel mio condominio è in fibra, dice vale la pena. È un vecchio contratto mai migliorato e abbastanza penalizzante rispetto a quelli di oggi. Pagavo più di 70 euro al mese per internet a 11 megabit e il telefono (peraltro quello non gratuito per le linee di terra ma solo senza scatto alla risposta) e il contratto aveva cinque o sei anni.
Chiamo per avere un miglioramento di contratto. Mi fanno uno sconto di due euro al mese per un anno. Vabbè, era un test. Diciamo che non gli è venuto bene.
Succede nel frattempo che cambio casa ma restando all'interno dello stesso stabile. Quindi, formalmente rimango con lo stesso numero civico. Chiamo Fastweb per chiedere il trasferimento, e loro mi dicono che nei trasferimenti della presa della fibra ottica all'interno della stessa casa (magari perché la sposti da una stanza all'altra) o comunque all'interno dello stesso civico, le spese sono a carico mio. Chiamo la ditta che loro mi indicano e scopro che le spese partono da 200 e possono arrivare a superare i 400 euro. Se cambiavo numero civico, la spesa era a carico loro.
Rifletto: non fanno lo sconto, non valorizzano in nessuna maniera i clienti "affezionati" che da quasi dieci anni pagano un botto al mese, anche quando erano in crisi nera, stavano fallendo e se li sono comprati gli svizzeri. In più: non riescono a valutare in nessun modo se la persona vuole spostare l'utenza da una stanza all'altra o da una casa all'altra e ti fanno pagare il prezzo al metro, quindi altra mazzata. Ci penso. Una nuova utenza ha tutte le promozioni, un miglior contratto, addirittura cento megabit e IP dinamico anziché l'attuale schifoso NAT, il tutto a prezzi ragionevoli (io sarei arrivato a pagare più di 100 euro a mese se li sommavo al mio contratto). Non mi pare giusto.
Se tu sei un utente fedele, uno che li ha supportati per anni pagando il loro stipendio e magari facendo anche pubblicità con gli amici ("Ragazzi, la fibra di Fastweb è una figata", anche se a ripensarci nel mio condominio l'armadio è sovrasfruttato e non funziona come dovrebbe, 11 megabit non li abbiamo mai visti), te lo prendi in tasca e basta.
Ok, a questo punto direi che ho capito. Ciao Fastweb. Disdico il contratto con raccomandata lo scorso marzo (ma non penso a bloccare il RID della mia banca) e loro ovviamente dopo venticinque giorni mi fanno pagare bollette che coprono fino a tutto maggio, quindi anche dove non sarebbe dovuto. Ovviamente questo non è l'ultimo insulto. C'è ancora la riconsegna obbligatoria del loro modem (il famigerato HAG). Un obbligo urlato nel contratto. Peccato che non si abbia notizia del dove. E che, se non lo restituisci, te lo fanno pagare qualche centinaio di euro. Bella storia.
Cosa succede adesso? Me la sento ancora di consigliare Fastweb? Ho rinnovato la stima per questa azienda che mi fornisce la connessione a Internet sia per la vita privata che per quella lavorativa, oltre che la telefonia?
Ragazzi, ma state scherzando? Ne ho viste di aziende spararsi sui piedi, mettere assieme un servizio alla clientela non solo pessimo, ma addirittura aggressivo, fatto di malanimo, penalizzante nei confronti dei clienti, soprattutto quelli di vecchia data. Questa ne batte la maggior parte. Telecom Italia, Wind, H3G e Vodafone incluse. Qui siamo ai livelli di Poste Italiane.
Altro che customer care e cura della relazione e "naked conversations", blogs, cura, innovazione, aziende 2.0, cloud computing, mentalità da start-up, qualità svizzera, creatività e quanto siamo fighi e americani noi che facciamo impresa. Questi sono i fondamentali. E loro non li sanno, non ne realizzano uno. Per questo dovrebbero licenziarli tutti in tronco e sostituirli con dei giapponesi. Purtroppo nel mondo reale questo non può succedere: così me ne vado io.
Sayonara, un cliente in meno: con i vostri cento megabit giocateci tra di voi.
Lavoro da casa. Da quando sono a Milano ho sempre avuto Fastweb: nel mio condominio è in fibra, dice vale la pena. È un vecchio contratto mai migliorato e abbastanza penalizzante rispetto a quelli di oggi. Pagavo più di 70 euro al mese per internet a 11 megabit e il telefono (peraltro quello non gratuito per le linee di terra ma solo senza scatto alla risposta) e il contratto aveva cinque o sei anni.
Chiamo per avere un miglioramento di contratto. Mi fanno uno sconto di due euro al mese per un anno. Vabbè, era un test. Diciamo che non gli è venuto bene.
Succede nel frattempo che cambio casa ma restando all'interno dello stesso stabile. Quindi, formalmente rimango con lo stesso numero civico. Chiamo Fastweb per chiedere il trasferimento, e loro mi dicono che nei trasferimenti della presa della fibra ottica all'interno della stessa casa (magari perché la sposti da una stanza all'altra) o comunque all'interno dello stesso civico, le spese sono a carico mio. Chiamo la ditta che loro mi indicano e scopro che le spese partono da 200 e possono arrivare a superare i 400 euro. Se cambiavo numero civico, la spesa era a carico loro.
Rifletto: non fanno lo sconto, non valorizzano in nessuna maniera i clienti "affezionati" che da quasi dieci anni pagano un botto al mese, anche quando erano in crisi nera, stavano fallendo e se li sono comprati gli svizzeri. In più: non riescono a valutare in nessun modo se la persona vuole spostare l'utenza da una stanza all'altra o da una casa all'altra e ti fanno pagare il prezzo al metro, quindi altra mazzata. Ci penso. Una nuova utenza ha tutte le promozioni, un miglior contratto, addirittura cento megabit e IP dinamico anziché l'attuale schifoso NAT, il tutto a prezzi ragionevoli (io sarei arrivato a pagare più di 100 euro a mese se li sommavo al mio contratto). Non mi pare giusto.
Se tu sei un utente fedele, uno che li ha supportati per anni pagando il loro stipendio e magari facendo anche pubblicità con gli amici ("Ragazzi, la fibra di Fastweb è una figata", anche se a ripensarci nel mio condominio l'armadio è sovrasfruttato e non funziona come dovrebbe, 11 megabit non li abbiamo mai visti), te lo prendi in tasca e basta.
Ok, a questo punto direi che ho capito. Ciao Fastweb. Disdico il contratto con raccomandata lo scorso marzo (ma non penso a bloccare il RID della mia banca) e loro ovviamente dopo venticinque giorni mi fanno pagare bollette che coprono fino a tutto maggio, quindi anche dove non sarebbe dovuto. Ovviamente questo non è l'ultimo insulto. C'è ancora la riconsegna obbligatoria del loro modem (il famigerato HAG). Un obbligo urlato nel contratto. Peccato che non si abbia notizia del dove. E che, se non lo restituisci, te lo fanno pagare qualche centinaio di euro. Bella storia.
Cosa succede adesso? Me la sento ancora di consigliare Fastweb? Ho rinnovato la stima per questa azienda che mi fornisce la connessione a Internet sia per la vita privata che per quella lavorativa, oltre che la telefonia?
Ragazzi, ma state scherzando? Ne ho viste di aziende spararsi sui piedi, mettere assieme un servizio alla clientela non solo pessimo, ma addirittura aggressivo, fatto di malanimo, penalizzante nei confronti dei clienti, soprattutto quelli di vecchia data. Questa ne batte la maggior parte. Telecom Italia, Wind, H3G e Vodafone incluse. Qui siamo ai livelli di Poste Italiane.
Altro che customer care e cura della relazione e "naked conversations", blogs, cura, innovazione, aziende 2.0, cloud computing, mentalità da start-up, qualità svizzera, creatività e quanto siamo fighi e americani noi che facciamo impresa. Questi sono i fondamentali. E loro non li sanno, non ne realizzano uno. Per questo dovrebbero licenziarli tutti in tronco e sostituirli con dei giapponesi. Purtroppo nel mondo reale questo non può succedere: così me ne vado io.
Sayonara, un cliente in meno: con i vostri cento megabit giocateci tra di voi.
6.4.09
Real artists ship
ALLA FINE, SI parla sempre dei soliti noti. E potrebbe darsi che, visto che Ibm non ce la fa a comprare Sun Microsystems perché ci sono anche altri pretendenti, che alla fine se la comprerà Apple. Io la butto lì, perché no?
In alternativa, rimangono i soliti noti: Oracle, Hp e - perché no - un cinese come Lenovo per i Pc di Ibm...
In alternativa, rimangono i soliti noti: Oracle, Hp e - perché no - un cinese come Lenovo per i Pc di Ibm...
22.4.07
Eravamo tanto giovani
ERA IL GENNAIO del 2007, una vita fa (si fa per dire). E io scrivevo questa cosa relativa agli operatori telefonici su Macity:
In un mondo come questo, in cui la tecnologia più che potenzialità permette rapine legalizzate dal disinteresse degli operatori legislativi e dalle associazioni, è evidente che non esiste la possibilità di gestire in maniera razionale l'utilizzo degli apparecchi telefonici. Anzi, forse in alcuni paesi come il nostro la gioia e attenzione con la quale vengono accolti i telefoni cellulari dal punto di vista estetico o delle funzionalità "non telefoniche" sono una sorta di dimostrazione che le frustrazioni nell'altro senso sono fortissime. Nessuno si può neanche sognare di sfruttare al 10% le potenzialità di servizi degli apparecchi che abbiamo in tasca.
Poi, per fortuna, grazie al Governo, all'Antitrust, all'Authority e via dicendo è cambiato tutto. Non ve n'eravate accorti? Una rivoluzione... Non so chi devo ringraziare, quando guardo il mio estratto conto. Poi uno dice che il comico genovese è un idiota. Su un punto lui ed io siamo d'accordo...
In un mondo come questo, in cui la tecnologia più che potenzialità permette rapine legalizzate dal disinteresse degli operatori legislativi e dalle associazioni, è evidente che non esiste la possibilità di gestire in maniera razionale l'utilizzo degli apparecchi telefonici. Anzi, forse in alcuni paesi come il nostro la gioia e attenzione con la quale vengono accolti i telefoni cellulari dal punto di vista estetico o delle funzionalità "non telefoniche" sono una sorta di dimostrazione che le frustrazioni nell'altro senso sono fortissime. Nessuno si può neanche sognare di sfruttare al 10% le potenzialità di servizi degli apparecchi che abbiamo in tasca.
Poi, per fortuna, grazie al Governo, all'Antitrust, all'Authority e via dicendo è cambiato tutto. Non ve n'eravate accorti? Una rivoluzione... Non so chi devo ringraziare, quando guardo il mio estratto conto. Poi uno dice che il comico genovese è un idiota. Su un punto lui ed io siamo d'accordo...
19.2.07
Ni-hao
Forse, visto il tema del libro e il suo impatto sulle idee d'impresa in rete, l'idea che la Cina sia un follower (cioè un copione che non innova e verso il quale al limite esternalizzare le funzioni produttive più elementari) e l'Occidente invece il paradiso dei "lavoratori della conoscenza" si sta per trasformare in una falsa idea che potrebbe farci davvero male alla digestione...
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