11.11.24
Sistemi nascosti (Hidden Systems)
1.1.24
Buon anno a tutti i lettori di questo posto
1.1.23
Benvenuti nel 2023!
26.12.21
Tutte le domeniche, Mostly Weekly
12.1.21
Mostly Here and There
QUANDO HO APERTO questo blog, nel 2002, non avevo ancora la carta di credito per comprare un dominio a mio nome. Sono passati quasi quindici anni prima che lo facessi, e altri cinque prima che varassi effettivamente il mio sito personale, Mostly Here.
Sono stato colpito insomma da più ondate di "indecisite cronica". Cioè non toglie che ho fatto anche scelte piuttosto radicali su come avrei voluto strutturare il mio sito personale, che hanno richiesto più tempo del dovuto per la realizzazione (bastava farsi un sito su wordpress e ciao, dicono alcuni).
La filosofia di fondo per il mio sito è semplice: creare un posto che raccolga la maggior parte delle cose che ho scritto (i miei "contenuti"), perlomeno quelli che ha più senso degli altri aggregare e portare avanti. Questo poneva il problema del blog, cioè di questo posto di antonio: chiuderlo e spostarlo, ammazzando così quasi vent'anni di presenza sul web, oppure tenerlo aperto mantenendo però una depandance con un indirizzo diverso da quello principale?
Con la lentezza carateristica di un romanziere russo dell'Ottocento alla fine ho trovato la soluzione: mantenere il blog attivo e vivace qui su Bloggger (fino a che non mi sfrattano, cioè) però nel frattempo reindirizzare il sito nell'area del mio nome di dominio a questo preposta: blog.antoniodini.com
Operazione fatta, per cui se vi trovate a navigare da queste parti sappiate che è perché venite da là o perché siete partiti da qua. Insomma, ci siamo capiti.
Poi, con calma, man mano che aggiungo contenuti a Mostly, preparo anche una spiegazione con il senso più ampio di tutta questa operazione.
7.8.20
Dello scrivere cose lunghe
11.4.19
Ehi, c'è Mostly Weekly, la newsletter all'incirca settimanale
Si chiama Mostly Weekly, ed è la newsletter omonima a margine del mio canale Telegram. Esce quando è pronta, cioè più o meno tutte le domeniche.
Potete iscrivervi qui sotto, senza neanche bisogno di lasciare questa pagina. Pensa un po' te...
22.11.17
Quindici anni e un mese fa
Il primo post non è stato niente di eccezionale, devo dire. E non mi ricordo molto altro: ero piuttosto ingenuo e probabilmente nel soggiorno di casa della mia ex fidanzata dell'epoca, con l'iBook bianco e una connessione WiFi tramite la prima base Airport (in realtà, il secondo modello "Snow White") collegata via modem interno a 56K.
Non ricordo come ho scoperto i blog né perché mi sono deciso ad aprirne uno né perché qui su blogger. Alla faccia del diario, direte voi, visto che non ci scrivevi praticamente niente. Era decisamente un desiderio fàtico e poco più, ma è stato fondamentale perché ha modellato molti passaggi della mia vita in questi tre lustri.
Adesso che di tempo ne è passato parecchio, e che questo Posto ha passato momenti di grande intensità comunicativa e momenti di profondo abbandono (ma qualcosa c'è sempre, a partire dall'appuntamemto settimanale con Doonesbury) mi fa davvero sensazione andare a rileggere i primi post degli ultimi mesi del 2002. È cambiato tutto, in maniera straordinariamente veloce.
Brindo ai primi quindici anni, e attendo i prossimi e tutti quelli che verranno dopo.
18.5.17
Poetryleaks
Money quote: “psst… psst… sono filtrati titoli della prossima raccolta (quello della seconda sezione dovrebbe muovere a “risatazza immonda” (cit.) chi conosce le vicissitudini di questo blog) e un pugno di liriche.”
12.5.17
Ghostwriter interplanetari
Money quote: “On July 18 of 1969, as the world waited anxiously for Apollo 11 to land safely on the surface of the Moon, speechwriter William Safire imagined the worst case scenario as he expertly wrote the following sombre memo to President Nixon's Chief of Staff, H. R. Haldeman. Its contents: a contingency plan, in the form of a speech to be read out by Nixon should astronauts Neil Armstrong and Buzz Aldrin become stranded on the Moon, never to return, followed by some brief instructions relating to its broadcast. Luckily for all those involved, the memo was never needed.”
22.4.17
One coffee, please
16.4.17
Tutti i Pulitzer del 2017
15.4.17
Lavoratori... Prrrr
Money quote: “In particular, during this interview, Harari revealed that he’s a serious practitioner of Vipassana mediation who spends 2 hours every day meditating, and goes on a 1 or 2 month meditation retreat every year.”
Qui però, al netto delle meditazioni trascendentali (che poi servono sempre), le cose si fanno molto interessanti. È breve, da leggere
18.3.17
Come si fa a non combinare niente, spiegato bene
Money quote: “Well I've been trying to run before I could walk. I've been so utterly distracted by 'shiny things'; i.e new technologies, new frameworks, new languages, new approaches... I've effectively learnt how to start a new project in a thousand different ways. But I've never actually learnt how to finish what I've started.”
21.1.17
Pimp My Hasselbad
Money quote: “Da alcuni anni, complice il crollo del mercato fotografico analogico, ho comprato una macchina fotografica un tempo estremamente costosa – che non mi sarei mai potuto permettere – a un prezzo molto più basso di quello dei tempi d’oro. Si tratta di una Hasselblad 500c, prima versione targata 1957 dell’ammiraglia svedese della fotografia medio formato.”
23.12.16
La scatola di Workflowy
22.12.16
Libri, libri e poi libri
Money quote: “Il Natale è dietro l’angolo e i libri sono ancora oggi un regalo e spesso un autoregalo da fare. Compiliamo una nostra personalissima lista delle letture consigliate per Natale, tra hi-tech, low tech e “nerdismo””
19.11.16
Made in China
14.11.16
Text is an alien virus
Enjoy
9.11.16
Pensiero debole
Il Post pubblica questo articolo del Washington Post che secondo me rende piuttosto bene l’idea. Attenzione, non è una interpretazione di ampio respiro, anzi è piuttosto limitata e settoriale. La tiro fuori solo perché sono un giornalista anche io e il mio cluster social e demografico è un notevole paravento alla comprensione della realtà.
Per compensare e correggere serve, oltre all’umiltà, anche tanto lavoro di scarpe sui marciapiedi, dicevano i vecchi del mestiere. Tutti pensionati e pre-pensionati ovviamente, per risparmiare sui costi da parte degli editori.
Money quote: “Non sono una fan di Peter Thiel, il miliardario che ha contribuito a far chiudere Gawker finanziando la causa legale di Hulk Hogan. In verità lo trovo terribile. Ma quando ha parlato recentemente al National Press Club, ha detto qualcosa che mi ha colpito per la sua efficacia nel descrivere Donald Trump. «I media provano sempre a prendere Trump letteralmente. Non lo prendono mai sul serio, ma sempre alla lettera» ha detto Thiel. I giornalisti volevano sapere esattamente come avrebbe fatto a deportare tutti gli immigrati irregolari, o esattamente come si sarebbe sbarazzato dello Stato Islamico. Volevamo i dettagli, ma molti elettori pensano in modo diverso: prendono Trump sul serio, ma non letteralmente.”