| Titolo originale | Le Livre des solutions |
| Titolo internazionale | The Book of Solutions |
| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Michel Gondry |
| Attori | Pierre Niney, Blanche Gardin, Frankie Wallach, Camille Rutherford, Françoise Lebrun Vincent Elbaz, Dominique Valadié, Mourad Boudaoud, Alex Martin (III), Lucas Noël, Sting, Sacha Bourdo, Christian Prat, Patrick Mollo, Jacques Mazeran, Mama Prassinos, Raphaël Mondon, Gabriel Elkaïm. |
| Uscita | mercoledì 1 novembre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | 3,14 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 ottobre 2023
Un regista si rifugia nella casa di una vecchia zia per portare a termine un grande progetto. In Italia al Box Office Il libro delle soluzioni ha incassato 132 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Marc, regista in ambasce, "triste la mattina e manipolato al pomeriggio", gira film che non vuole vedere. Ipercinetico e soggetto a frequenti crisi di collera, fugge i produttori che vorrebbero ridimensionare il suo lavoro e si ripara nelle Cevenne, nella casa di una vecchia zia che sa meglio di chiunque altro gestire la sua instabilità. In quell'angolo di mondo trascina tutti i suoi collaboratori, i più fedeli, deciso a realizzare finalmente la sua opera più radicale. Incontenibile e ossessivo, tormenta la sua équipe giorno e notte e trova mille scuse per distogliere la sua attenzione dal progetto principale. In pieno montaggio si lancia in progetti folli e stravaganti: la costruzione di uno studio di montaggio in un camion, un documentario su una formica (ogni giorno la stessa!), un film d'animazione su una volpe che si sogna parrucchiera... Ogni nuova idea rincorre la precedente, fino al giorno della verità e dell'ultimo ciak.
Dopo un silenzio di otto anni, Michel Gondry ritorna con un film 'confidenziale', un delirio autocentrato che fa il punto sugli anni di inattività.
A immagine del suo personaggio, un autore in piena crisi esistenziale e creativa, si è rifugiato anni prima da sua zia, nella stessa casa 'abitata' dal suo film. Si è rinchiuso e isolato proprio come lui per concludere The Book of Solutions e prendere altrettante decisioni irrazionali. Perché Marc e Michel sono i re dello sbroglio. In quel ripostiglio di oggetti accantonati che è la loro mente, recuperano le idee e gli arnesi con cui realizzano i loro film fantasiosi, saturi di trucchi e sorprese, gadget e cambi di scala. Con The Book of Solutions, Gondry ritorna alla commedia e fa centro. Il dolore stempera nelle immagini costantemente esilaranti, disegnando il profilo di un uomo e di un autore sopraffatto dalla vita e dal suo stesso progetto. Inciampando in un improbabile caos tecnico, il protagonista è mosso da una vera passione e dal desiderio di creare qualcosa che gli somigli davvero. Il film si fa allora laboratorio analitico per Gondry che ritorna sulla sua depressione e documenta attraverso la finzione questa lunga pausa nella sua filmografia, l'ultimo lavoro, Microbo & Gasolina risale al 2015. Il mestiere è passato in rassegna: i conflitti dell'ego, la concorrenza, la difficoltà a far accettare un progetto, i produttori canaglie, i problemi personali... A incarnare l'autore maniaco-depressivo, dittatoriale ma sempre irresistibile, ci pensa invece Pierre Niney, lunga silhouette e sorriso timido, che scatena la risata a colpi di repliche e di slapstick. In fondo al suo sguardo c'è tutta l'infanzia intatta di Gondry, tutta l'intelligenza e la carica esplosiva di un procrastinatore seriale, che moltiplica progetti eccentrici e sovente effimeri per rimandare la vita e le sue scadenze.
Michel Gondry si spinge lontano con l'autoironia, offrendo al suo alter ego fittizio un incredibile terreno di gioco. Un playground che rivela una vocazione comica evidente e completamente sbrigliata. Vedere per credere. La sequenza in cui Pierre Niney dirige un'orchestra mimando una partitura inesistente col corpo, bilanciato come una bacchetta, è uno dei prodigi di questa 'commedia bricolage'. Perché come ogni altro lavoro di Gondry, The Book of Solutions è un omaggio alla dimensione artigianale del cinema e a zia Suzette, la sua più grande ammiratrice. Nel film è interpretata da Françoise Lebrun, volto immortale di La maman et la putain e sguardo verde acqua che accarezza e consola. Alla cara Suzette, insegnante di campagna itinerante, Gondry aveva consacrato quattordici anni prima La spina nel cuore, schizzando una memoria intima e collettiva. Una breve storia della scuola francese: l'assenza di formazione dei maestri dell'epoca, la loro vita nomade e rurale, la classe unica. Nella sua casa ripara per elaborare la sofferenza passata e sublimarla in un irresistibile ritorno. La morale del giocattolo questa volta è ancorata al cuore.
In un pianeta dominato dalla scienza e dalla tecnica Michel Gondry ci rassicura: la nostra idiozia , la megalomania, i tic ossessivi compulsivi , le fobie della lotta quotidiana per l'esistenza, le personali angherie e gli intenzionali soprusi verso i più deboli, non vinceranno l'intelligenza artificiale ma ci renderanno di certo più simpatici e umani.
Il coraggio di restare bambini. Ecco che cos’ha Michel Gondry. A sessant’anni, che è un’età perfetta per rimanere bambini. Per accettare che rimanga in noi, e in ciò che facciamo, una parte coraggiosa, sconsiderata, che sogna in grandissimo. È quello che fa il protagonista del suo film Il libro delle soluzioni, ora nelle sale italiane. Un ritorno al cinema dopo otto anni – l’ultimo film da regista, Microbo & Gasolina, è del 2015: sessantamila euro di incassi in Italia, non molti di più in Francia.
Un ritorno che si immagina non facile, per un fuoriclasse fuori dagli schemi, che ha conosciuto il successo come regista di videoclip – per Bjork, Chemical Brothers, Radiohead, mica artisti qualunque –, poi come regista da Oscar, quello per la Miglior Sceneggiatura a Se mi lasci ti cancello. Ma che ha conosciuto anche insuccessi epocali, come quello di Mood Indigo – La schiuma dei giorni, costruito con un cast stellare, un budget di venti milioni di dollari, per incassarne la metà.
Stavolta non ha un budget stellare, Gondry. E non usa neanche tanti effetti speciali. Ma non importa: l’effetto speciale è emotivo. È quel protagonista, quel suo alter ego, regista al quale i produttori non danno più fiducia, e che si getta nel suo “piano B”: prendere tutti i files del film che sta terminando, e finire di montarlo in campagna, a casa della zia, con due collaboratrici fidate, sulle quali riversa tutti i suoi capricci e le sue nevrosi.
Gondry si racconta, e ci racconta, in un uomo infantile che combina guai impensabili, ma che sogna e ama senza riserve. Con la eternal sunshine of the spotless mind, l’eterno splendore della mente candida. Il significato del titolo originale di Se mi lasci ti cancello. Un verso del poeta inglese Alexander Pope.
Michel Gondry, a sessant’anni, non ha paura di essere infantile, sognatore, turbinoso. E crea un film su di un regista che non sa come portare a termine il suo film. Una sorta di “Otto e mezzo” felliniano: il film di Fellini, per un gioco del destino, usciva in Francia proprio quando Gondry nasceva, nel maggio 1963.
I produttori del film che Marc Becker sta ultimando non sono molto soddisfatti dei risultati e vogliono togliergli dalle mani il progetto. II regista allora ruba il girato e fugge con assistente, montatrice e tecnico del suono nel piccolo villaggio della sua infanzia in cui vive la zia. Ossessionato dai suoi demoni. nel rifugio mette alle strette la sua troupe e.