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robileo68
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sabato 4 maggio 2024
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musica commovente, natura anche
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Film poetico, arricchito dalle meravigliose musiche di Eiko Ishibashi. Ritmi lenti, la vita in un paese di montagna scandita da gesti lenti, inseriti nella Natura.
Un padre e una figlia, una famiglia fuggita da Tokio per cucinare piatti semplici utilizzando erbe selvatiche e l'acqua direttamente presa dal ruscello con le taniche.
Pochi abitanti che si conoscono e vivono in armonia, in equilibrio.
Equilibrio che può spezzarsi facilmente.
Il finale é aperto ad interpretazioni, così come il titolo.
Lo spettacolo musicale da cui deriva, "Gift" (che merita se avete occasione di vederlo) ha un titolo forse meno criptico e più aperto.
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Film poetico, arricchito dalle meravigliose musiche di Eiko Ishibashi. Ritmi lenti, la vita in un paese di montagna scandita da gesti lenti, inseriti nella Natura.
Un padre e una figlia, una famiglia fuggita da Tokio per cucinare piatti semplici utilizzando erbe selvatiche e l'acqua direttamente presa dal ruscello con le taniche.
Pochi abitanti che si conoscono e vivono in armonia, in equilibrio.
Equilibrio che può spezzarsi facilmente.
Il finale é aperto ad interpretazioni, così come il titolo.
Lo spettacolo musicale da cui deriva, "Gift" (che merita se avete occasione di vederlo) ha un titolo forse meno criptico e più aperto.
Un film da vedere e da godere.
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max
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mercoledì 17 aprile 2024
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dolcissimo
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Guardando il film è come fossi stato lì nel bosco con loro interpreti.
Una delicatezza e una poesia unica con le musiche dolcissime.
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ralphscott
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sabato 16 dicembre 2023
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abeti, larici, aceri e sangue.
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La lunghissima sequenza iniziale, una infinita panoramica degli alberi visti dal basso, mette subito in chiaro che si tratta di un cinema da approciare con parametri altri, rispetto ai soliti. Tempi dilatati, inquadrature statiche (e qualche piano sequenza), cinepresa a mano, silenzi : cinema poco suadente, o meglio, che ammalia seguendo percorsi diversi. Non mi ha entusiasmato, ma mi ha fatto incuriosire nei confronti della cultura giapponese. Che bello vedere - finalmente - i tabagisti, che anche qui abbondano, spegnere le cicche e poi stoccarle in auto senza gettarle a terra! Americani ed europei, imparate! Finale aperto alle interpretazioni.
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goldy
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martedì 12 dicembre 2023
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finale aperto per pensare
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Ovvero come contribuire a tenere desto il grande problema del'ambiente con una storia molto lineare, garbata, immediata che sarebbe passata senza lasciare traccia significativa ? Con un colpo di genio narrativo proponendo un finale enigmatico, spiazzante che obbliga alla riflessione che perdura ben oltre l'uscita dalla sala alla ricerca di una spiegazione plausibile. E così un film apparentemente innocuo acquista una risonanza potente capace di scalfire indifferenza e scetticismo. Bello con una scena finale da urlo.
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paolo
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lunedì 11 dicembre 2023
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lo consiglierei a un''amico?
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Drive my car mi era piaciuto, per cui sono venuto volentieri a vedere Il male non esiste.
Il film inizia con una lunga inquadratura delle cime degli alberi, viste dal basso, che mi ha infastidito. Seguono altre scene che mi hanno fatto sprofondare in una sorta di dormiveglia. Poi il film parte. Dialoghi stringatamente giapponesi, essenziali, concisi ma gradevoli; la storia procede piacevole un pò meno la colonna sonora che non lascia il segno. Poi un finale incomprensibile, senza alcuna logica. Un salto nel buio.
Lo consiglierei ad un amico? Mhmm....si, ma gli direi anche di prepararsi.
Paolo
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peer gynt
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sabato 9 settembre 2023
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la natura non è innocua se viene ferita
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In un villaggio non lontano da Tokyo immerso nella natura la vita degli abitanti scorre tranquilla fino alla notizia che un'azienda della capitale ha acquistato un terreno con lo scopo di costruirvi un glamping, un campeggio con servizi di lusso. Due rappresentanti dell'azienda si incontrano con la comunità del villaggio per illustrare il progetto (in realtà per crearsi l'alibi di aver avvertito la cittadinanza), e a tutti risulta chiaro che questo impatterà negativamente con l'ambiente circostante, perché l'azienda ha per scopo principale il guadagno e ha ridotto le spese a protezione dell'ambiente. Questo il tema ecologico del film di Hamaguchi che, con ritmi meditativi e una musica coinvolgente, illustra come un equilibrio armonico fra natura, animali e uomo venga turbato dall'irruzione distruttrice dell'interesse economico.
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In un villaggio non lontano da Tokyo immerso nella natura la vita degli abitanti scorre tranquilla fino alla notizia che un'azienda della capitale ha acquistato un terreno con lo scopo di costruirvi un glamping, un campeggio con servizi di lusso. Due rappresentanti dell'azienda si incontrano con la comunità del villaggio per illustrare il progetto (in realtà per crearsi l'alibi di aver avvertito la cittadinanza), e a tutti risulta chiaro che questo impatterà negativamente con l'ambiente circostante, perché l'azienda ha per scopo principale il guadagno e ha ridotto le spese a protezione dell'ambiente. Questo il tema ecologico del film di Hamaguchi che, con ritmi meditativi e una musica coinvolgente, illustra come un equilibrio armonico fra natura, animali e uomo venga turbato dall'irruzione distruttrice dell'interesse economico. Un finale inaspettato e non univoco e un titolo che lascia nello spettatore alcuni dubbi (visto che la storia raccontata sembra dire esattamente il contrario) sono forse il meccanismo con il quale il regista giapponese ci invita a riflettere su quanto abbiamo visto anche a proiezione terminata e a dubitare della prima idea che ce ne siamo fatti. Come se solo chi si pone criticamente di fronte a un problema possa aspirare a coglierne qualche spiraglio di soluzione. Suggestivo, si snoda in ritmi lenti che rimandano alla ciclicità dei ritmi della Natura.
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[+] film pieno di poesia, suggestivo e coinvolgente
(di antonio montefalcone)
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