| Titolo originale | Fu Dou Ching Nian |
| Titolo internazionale | Abang Adik |
| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Malesia |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Jin Ong, Ong Lay-Jin |
| Attori | Kang Ren Wu, Jack Tan, Serene Lim, Kim Wang Tan, Bront Palarae . |
| Uscita | martedì 30 aprile 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Tucker Film, Academy Two |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,59 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 maggio 2024
Due fratelli dal temperamento molto diverso si trovano a dover affrontare un incidente che sconvolgerà le loro vite e il loro rapporto. In Italia al Box Office Come Fratelli - Abang e Adik ha incassato 26,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Abang e Adik sono due giovani cresciuti orfani e fuori dal sistema, e per giunta costretti a sbarcare il lunario tra mille difficoltà nei bassifondi di Kuala Lumpur. Nonostante il legame tra loro sia così profondo da averli fatti divenire a tutti gli effetti fratelli, Abang e Adik differiscono nel modo di affrontare la vita: il primo, sordomuto, cerca di rimanere nella legalità mentre lotta per ottenere l'agognata carta d'identità, mentre il secondo si accontenta di documenti falsi e pericolosi traffici per conto di un gangster locale.
Strappalacrime ma con criterio, questa storia di una fratellanza speciale si "sdoppia" tra un vivace esempio di cinema sociale, che mette in mostra la proibitiva disuguaglianza nella società malesiana, e una svolta brusca dai toni più intimisti, che arriva al cuore autentico dell'appassionante rapporto tra i due protagonisti.
Un viaggio certamente specifico e radicato in un'istantanea di vita in quel di Kuala Lumpur (resa in una coloritura vivida e tendente all'acido di ottima fattura tecnica) ma che al tempo stesso si rivela astutamente progettato per essere emotivamente accessibile a una platea globale, benché a volte eccedendo nell'allestire una galleria di "maschere" troppo pittoresche e pietistiche attorno ai protagonisti.
Merito del regista Jin Ong, qui all'esordio dietro la macchina da presa ma non di certo alle prime armi, avendo già corposa esperienza come produttore. Il suo è un mix vincente, che non a caso ha portato il film al successo sia di critica che botteghino in patria.
Ne è il volto principale (nel ruolo di Abang) la star taiwanese Wu Kang-ren, disarmante per come riesce a coniugare l'autorità e la rettitudine della figura di fratello maggiore sui generis con una vulnerabilità fuori dal comune, per giunta recitando esclusivamente nella lingua dei segni. Il suo rapporto con Jack Tan è scavato in una tenera confidenza (il gesto ripetuto delle uova sode rotte sulle rispettive fronti) e reso ancora più profondo dalla comunione non di sangue che li unisce.
La prossimità e al tempo stesso la radicale diversità dei due rende Abang e Adik uno dei ritratti di rapporto fraterno più intensi del cinema recente (per andare ancora più in là occorre rivolgersi allo sconvolgente A cup of coffee and new Shoes on di Gentian Koçi), e si guadagna appieno la catarsi finale che la sceneggiatura lavora duramente per costruire.
Kuala Lumpur, capitale della Malesia, crocevia di storie tratteggiate con colori pastello. Nel brulicare di vita e tribolazioni della metropoli due fratelli, diversi e complementari, fanno fronte comune per sopravvivere. Destino da clandestini e povertà come condanna, Abang e Adik sono due dei tanti invisibili che si barcamenano alla ricerca di una stabilità.