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mauridal
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martedì 12 settembre 2023
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ho salvato molti giovani americani
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OPPENHEIMER. di Christopher Nolan.
Un film complesso e dalla visione difficile per uno spettatore che aspettava un film biografico, ovvero sulla vita e le opere di uno scienziato entrato nella storia come il principale responsabile della invenzione e realizzazione della bomba atomica. Dunque, un argomento che poteva quasi svolgersi come una biografia narrata con particolari storici e personali, condita da immagini spettacolari, finisce per trattare un argomento drammatico come la guerra e l’uso delle armi nucleari, distruttive per il mondo intero e non solo per le parti in guerra Interessate.
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OPPENHEIMER. di Christopher Nolan.
Un film complesso e dalla visione difficile per uno spettatore che aspettava un film biografico, ovvero sulla vita e le opere di uno scienziato entrato nella storia come il principale responsabile della invenzione e realizzazione della bomba atomica. Dunque, un argomento che poteva quasi svolgersi come una biografia narrata con particolari storici e personali, condita da immagini spettacolari, finisce per trattare un argomento drammatico come la guerra e l’uso delle armi nucleari, distruttive per il mondo intero e non solo per le parti in guerra Interessate. Intanto, il personaggio principale protagonista, lo scienziato Oppenheimer, viene trattato dal regista Nolan, come un una persona del tutto avulsa dalla realtà storica del suo tempo, tanto era immerso nei suoi studi e calcoli sula fisica e sulla fissione nucleare. Dunque ne esce spesso con una posizione “neutrale” rispetto all’uso della bomba da parte americana. Che i fatti storici siano stati complessi è innegabile, ma che uno scienziato non abbia consapevolezza delle reti della politica e della società che lo vogliono al servizio del potere militare dello stato in cui vive e lavora, mi sembra una tesi di fondo poco accettabile, che il film tuttavia sostiene, con tutti i particolari e le insopportabili discussioni di politici, statisti e personaggi dell’epoca implicati nella vicenda. Il personaggio Oppenheimer ne esce a tratti confuso e a tratti eroico, quasi martire nella sua battaglia di difesa dall’accusa da parte dell’apparato politico militare americano di essere un anti americano comunista, che, invece, era impegnato a giustificare l’uso della bomba atomica sul Giappone alla fine della seconda guerra, proprio mentre lo scienziato ne metteva in evidenza i terribili rischi. Dunque, temi che nel film si sovrappongono in strati, sia temporali che di intreccio narrativo, sia nella presenza di tanti personaggi che hanno avuto contatti con lo scienziato. Il linguaggio narrativo è realistico, soprattutto nelle vicende personali e nei dibattiti interminabili dei politici e delle commissioni d’inchiesta. Il tratto spettacolare del film sta nelle tecniche analogiche e quando, girato in pellicola, presenta le scene dell’esperimento dell’uso della bomba, ovvero l’esplosione dimostrativa di un ordigno di prova, per dimostrare la bontà degli studi e la riuscita della invenzione di Oppenheimer, che addirittura gioisce, festeggiato da tutti. Credo che questo film abbia una posizione ambigua verso molti temi affrontati: la guerra, lo Stato come potenza militare, gli armamenti atomici, il loro uso o la minaccia nucleare. Ovviamente temi che, sebbene nel film siano narrati storicamente, con personaggi passati come Einstein, Truman, Oppenheimer, oppure con la descrizione dell’America democratica contro la Germania e il Giappone nazisti, tuttavia, oggi, nella attuale realtà etica, hanno un ritorno di interesse. Che ruolo ha la scienza? Che ruolo hanno le potenze atomiche nell’equilibrio mondiale? Forse, l’interesse suscitato dal film, in una grande massa di pubblico, è proprio nei temi proposti, oltre che dalla partecipazione di grandi star holliwoodiane, come Cillian Murphy protagonista riuscito e tutti gli altri. Almeno ci auguriamo questo impegno. (Mauridal)
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carlo santoni
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domenica 24 settembre 2023
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lo scienziato, l’uomo, il cittadino oppenheimer
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È un film complesso, ambizioso e potentissimo, nel quale ordito e trama, mentre la spoletta del racconto va avanti e indietro a suon di flashback, disegnano pazientemente il personaggio complesso (e contraddittorio) Julius Robert Oppenheimer. Si parte col suo profilo di scienziato, i suoi incontri con i grandi novecenteschi della ricerca fisica, a partire da Einstein, Bohr ed Heisenberg. Si prosegue con le sue vicende umane, personali, descrivendo tra l’altro certe sue idiosincrasie, una sua relazione extra-coniugale con una ragazza comunista, ed allo stesso tempo le sue straordinarie facoltà intellettuali: impara l’olandese in poche settimane, tanto da discutere pubblicamente di fronte a colleghi, in quel nuovo (per lui) idioma, la sua arditissima teoria; si diletta di psicoanalisi, di pittura contemporanea, studia il sanscrito invece di fare le parole crociate sul WC o il lancio delle freccette… e soprattutto si occupa di questioni sociali e di marxismo: anche se non supererà mai la soglia del dilettantismo tipicamente borghese.
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È un film complesso, ambizioso e potentissimo, nel quale ordito e trama, mentre la spoletta del racconto va avanti e indietro a suon di flashback, disegnano pazientemente il personaggio complesso (e contraddittorio) Julius Robert Oppenheimer. Si parte col suo profilo di scienziato, i suoi incontri con i grandi novecenteschi della ricerca fisica, a partire da Einstein, Bohr ed Heisenberg. Si prosegue con le sue vicende umane, personali, descrivendo tra l’altro certe sue idiosincrasie, una sua relazione extra-coniugale con una ragazza comunista, ed allo stesso tempo le sue straordinarie facoltà intellettuali: impara l’olandese in poche settimane, tanto da discutere pubblicamente di fronte a colleghi, in quel nuovo (per lui) idioma, la sua arditissima teoria; si diletta di psicoanalisi, di pittura contemporanea, studia il sanscrito invece di fare le parole crociate sul WC o il lancio delle freccette… e soprattutto si occupa di questioni sociali e di marxismo: anche se non supererà mai la soglia del dilettantismo tipicamente borghese. Il cerchio si conclude con la dimensione del “citoyen”, della intrinsecità al regime (nel senso più deleterio possibile del termine) del suo Paese, guerrafondaio e piegato al maccartismo ancor prima dell’arrivo di McCarthy. I piani di lettura sono dunque molteplici, e tra essi stessi intersecantisi, con continui rimandi temporali, che obbligano a seguire con attenzione; a questo proposito, valuto eccellente il montaggio, che taglia e cuce continuamente con maestria per tre ore di proiezione; ed anche certe intuizioni, come quella di filmare la prima esplosione atomica senza audio, solo in video, scene di apocalissi di dimensioni stellari… per far affiorare l’audio poco dopo, in una esplosione inattesa, quasi una seconda ultra-potentissima detonazione. Data la complessità dell’opera, moltissimi sarebbero gli argomenti da affrontare, tanto da superare il limite delle battute, quindi sono obbligato a sorvolare su aspetti peraltro interessantissimi. Sul piano generale me la sbrigo dicendo che sia la fotografia che la colonna sonora (con i suoi rimbombanti silenzi nei momenti più topici) sono eccellenti, ed eccellente la recitazione in genere. Mi soffermo solo su tre momenti. Il primo è quello in cui, dopo il successo di Los Alamos, Oppenheimer festeggia con i collaboratori, che lo applaudono entusiasticamente. “… Credo che i Giapponesi l’avranno ben assaggiata! Peccato non averla potuta usare contro i Tedeschi!”, esclama Oppie, alla maniera di un Mel Gibson, ma non ci crede: mentre pronuncia la frase, alle sue spalle tutto trema, come sotto l’effetto di un sintomatico terremoto… o di una potentissima esplosione atomica; immediatamente dopo, osserva la platea dei suoi entusiasti colleghi, e li vede bruciati da una luce abbagliante, insostenibile, che gli squama la pelle, li distrugge. Lui sa di che si tratta. Il secondo, è quella della commissione maccartista, cioè fascista, che lo giudica, col contorno degl’ingredienti tipici di ogni fascismo: il conformismo, il tornacontismo, il voltagabbanismo. La terza è la scena finale: il breve dialogo con Einstein, durante il quale Oppenheimer osserva: “Avevamo il timore di poter scatenare una reazione nucleare che avrebbe potuto interessare il mondo intero. È quanto abbiamo fatto.”
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(di alberto58)
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luca scialo
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sabato 23 settembre 2023
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giusto equilibrio tra divulgazione scientifica ed esigenze di franchise
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Christopher Nolan è riuscito a mantenere il giusto compromesso tra la divulgazione scientifica di una materia così difficile quale la Meccanica quantistica da un lato e le esigenze di franchise dall'altro. Non ha banalizzato argomenti molto rigorosi e precisi, seppur, al contempo, sia riuscito ugualmente a romanzare la vita seria e quanto più lontana dal glam come può essere quella di uno scienziato. Inoltre, non è scaduto in moralismi, né in esaltazioni eccessive che a Hollywood sono una costante. Insomma, la vita di J. Robert Oppenheimer ci viene mostrata per quella che è sostanzialmente stata, per quanto ovviamente un film debba sempre semplificare dei passaggi e, come mai in questo caso, dei temi complicati per la massa.
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Christopher Nolan è riuscito a mantenere il giusto compromesso tra la divulgazione scientifica di una materia così difficile quale la Meccanica quantistica da un lato e le esigenze di franchise dall'altro. Non ha banalizzato argomenti molto rigorosi e precisi, seppur, al contempo, sia riuscito ugualmente a romanzare la vita seria e quanto più lontana dal glam come può essere quella di uno scienziato. Inoltre, non è scaduto in moralismi, né in esaltazioni eccessive che a Hollywood sono una costante. Insomma, la vita di J. Robert Oppenheimer ci viene mostrata per quella che è sostanzialmente stata, per quanto ovviamente un film debba sempre semplificare dei passaggi e, come mai in questo caso, dei temi complicati per la massa. Certo, il lungometraggio è finito nel tritacarne dei Social, posto addirittura alla stregua se non in competizione con un film diametralmente opposto come Barbie. Tuttavia, se si guarda questo film per il puro piacere di conoscere un personaggio storico, nella fattispecie, colui che "ha inventato la bomba atomica", e non per accodarsi al trend virale del momento, se ne apprezza tutta la qualità. Per il resto, ci troviamo buona parte del cast "fedele" a Nolan, più qualche altro volto noto del cinema americano, chiamato a rinforzare una squadra già forte e collaudata. Il regista sceglie inoltre la strada più battuta: partire dalla fine per poi ricostruire la vita del protagonista fin da quando era un giovane studente. Esaltandone poi gli aspetti più personali, come i dubbi e le inquietudini, ma anche le tragedie. Fino alla sua trasformazione da parte di chi si era servito di lui, da eroe nazionale a un nemico della patria. Lo scambio di battute finale tra Oppenheimer ed Einstein è un monito ancora valido per il futuro. La guerra fredda riuscì infatti a congelare certi rischi, ora tornati quanto mai presenti. Insomma, una pellicola che probabilmente farà incetta di Oscar, ma che, quanto meno, è stata un'opera di divulgazione scientifica e culturale in un'era come questa, dove pressapochismo e banalizzazione sono la vera bomba atomica sganciata sull'umanità.
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cinzia
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martedì 13 febbraio 2024
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incollati alle poltrone!
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non faccio #spoiler
Per Nolan è impossibile passare da A a B in maniera diretta, deve prima andare da P a A e poi da C a M per poi arrivare a B. E usare solo il Bianco e Nero? Noooo deve aggiungerci ogni tanto il colore e tu, spettatore, stai lì a pensare se il colore lo sta usando per distinguere il presente o la realtà e il bianco e nero forse lo usa per la documentazione storica e i racconti del passato, o i pensieri, invece no; impossibile trovare una logica sull’uso del colore e se ci stai troppo a riflettere rischi di perderti la storia, anzi l’intrico di storie.
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non faccio #spoiler
Per Nolan è impossibile passare da A a B in maniera diretta, deve prima andare da P a A e poi da C a M per poi arrivare a B. E usare solo il Bianco e Nero? Noooo deve aggiungerci ogni tanto il colore e tu, spettatore, stai lì a pensare se il colore lo sta usando per distinguere il presente o la realtà e il bianco e nero forse lo usa per la documentazione storica e i racconti del passato, o i pensieri, invece no; impossibile trovare una logica sull’uso del colore e se ci stai troppo a riflettere rischi di perderti la storia, anzi l’intrico di storie. Perché Oppenheimer non è solo la biografia del creatore della bomba atomica americana, l’artefice del Progetto Manhattan, ma pure un’analisi dei rapporti conflittuali tra scienza, politica e etica. Oppenheimer passa attraverso le forche caudine dei suoi problemi mentali, delle sue complicate relazioni sentimentali, della sua attrazione verso il partito comunista (in America! Negli anni ‘50!!) della difficoltà di tenere assieme un team di scienziati mezzi geni e mezzi narcisi con il continuo interferire della politica e della storia, per non parlare dei suoi rimorsi per aver realizzato uno strumento di morte così terribile come l’atomica.
Nolan evidenzia come Oppenheimer passi dal suo essere un “teorico” puro (lo vediamo in effetti molto imbranato fin da giovanissimo quando studia chimica in Inghilterra e odia stare in laboratorio) al pragmatismo più concreto quando riesce a creare dal nulla un’intera cittadina nel deserto (Los Alamos) con casette per gli scienziati e famiglie e strutture per progettare e creare e poi testare la prima bomba atomica. E’ proprio nel suo ritrovarsi con le mani e la testa nella più cruda realtà che spinge Oppenheimer a rifiutare qualsiasi altra arma ad alto potenziale e questo suo atteggiamento di opposizione non verrà, al principio, capito e addirittura mal interpretato dalla politica e dalla opinione pubblica.
Per quanto riguarda la regia: è quella che dà il tono al film ché una regia banale e troppo asciutta lo avrebbe reso un documentario storico; invece Nolan non è un regista “esecutore”, ma è un creativo in quanto attraverso l’uso del colore o del bianco nero, dell’intreccio di storie, del flashback, della voce narrante, dei salti temporali (un maestro nei salti temporali, basta guardare la sua filmografia precedente…) il sapiente uso dei punti di vista di ciascun personaggio, le inquadrature in primo piano che fanno intuire, preparano o sviano abilmente lo spettatore, rendono Oppenheimer un film che non sarà dimenticato ed emoziante da vedere. Da non sottovalutare poi, la bravura degli interpreti; dapprima, non ho riconosciuto Matt Damon nel grassoccio generale Leslie Groves, questo per dire quanto Damon sia spettacolare nel calarsi nel ruolo e nell’interpretazione; eccezionale, svettante sopra tutti, è pure la recitazione di Robert Downey Jr nel ruolo dell’antipatico viscido ambiguo politico Lewis Strauss, nemico acerrimo di Openheimer. Il protagonista è Cillian Murphy, un attore feticcio per Nolan, in quanto è presente in buona parte dei suoi film, sia in ruoli marginali che principali e ha questo volto spigoloso, molto particolare, che però si adatta plasticamente a tutti i ruoli affidatagli e riesce a rendere Oppenheimer credibile in un range d’età molto lungo (da quando è universitario fino a oltre i sessant’anni).
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alberto58
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martedì 3 ottobre 2023
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bellissimo ed agghiacciante
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La scena che mi ha continuato a frullare nella testa per ore e che ancora rivedo nella mia mente è quella in cui quando la bomba esplode si incendia l'atmosfera. Un vero incubo da Armageddon. E poi la scena finale in cui Oppenheimer, parlando quasi tra se e se dopo aver incontrato Einstein, a proposito dei quell'ipotesi che aveva probabilità "quasi zero" dice "e forse lo abbiamo fatto". In quelle parole c'è tutta l'angoscia dello scienziato e dell'uomo che nel 1942, davanti alla possibilità che Hitler arrivasse per primo a quella bomba, ci mette tutta la sua forza e la sua capacità e che nel 1945 raggiunge pienamente gli obiettivi con un grande successo tecnologico e scientifico, ma che poi a Truman che lo vuole ringraziare dice "Mi sento le mani sporche di sangue" e Truman si arrabbia e lo caccia via.
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La scena che mi ha continuato a frullare nella testa per ore e che ancora rivedo nella mia mente è quella in cui quando la bomba esplode si incendia l'atmosfera. Un vero incubo da Armageddon. E poi la scena finale in cui Oppenheimer, parlando quasi tra se e se dopo aver incontrato Einstein, a proposito dei quell'ipotesi che aveva probabilità "quasi zero" dice "e forse lo abbiamo fatto". In quelle parole c'è tutta l'angoscia dello scienziato e dell'uomo che nel 1942, davanti alla possibilità che Hitler arrivasse per primo a quella bomba, ci mette tutta la sua forza e la sua capacità e che nel 1945 raggiunge pienamente gli obiettivi con un grande successo tecnologico e scientifico, ma che poi a Truman che lo vuole ringraziare dice "Mi sento le mani sporche di sangue" e Truman si arrabbia e lo caccia via. Oppenheimer è uno che non se la cava dicendo "la guerra è guerra" e porta nella sua coscienza il peso di quello che lui ha contribuito a realizzare. Da appassionato di fisica, di relatività, quanti e particelle, mi sono goduto tantissimo la parte scientifica e tecnologica del film, sviluppata alla grande, come mi aspettavo da Nolan. Meno quella giudiziaria che ha fìnito un pò per annoiarmi. Resta un pensiero. La bomba esplosa nel Nuovo Messico era da 5 Kilotoni e combina quel po pò di roba che nel film è reso alla perfezione. Adesso ci sono in giro diverse migliaia di bombe da 5 megatoni. Però sarà meglio che lo cancello.
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gabriella
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martedì 5 settembre 2023
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you can change the sheets
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Sin dalla prima immagine s’intuisce che l’ultimo lavoro di Nolan è un ordigno pronto a esplodere , il ritmo sostenuto e la colonna sonora incalzante , tengono sospeso l’inevitabile, ancora una volta il suono incessante e ossessivo, come quello che scandiva il tempo sulla spiaggia di Dunkirk in un crescendo angosciante, che accompagnano e raccontano l’epopea di un uomo, la sua ascesa, le sue contraddizioni e la fallibilità dell’essere umano, l’eterno dilemma tra scienza ed etica. Jules Robert Oppenhaimer è una figura ambigua nella sua complessità, nei piani narrativi suddivisi in cromature diverse ,nei frammenti colorati di ricordi in cui vediamo un giovane e impacciato studente, al bianco e nero che marca l’ostilità e la diversità con il suo antagonista, Lewis Strauss ( un notevole Robert Downey Junior), che sarà anche l’artefice della fine dell’attività governativa del fisico, e ne documenta l’oggettività storica.
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Sin dalla prima immagine s’intuisce che l’ultimo lavoro di Nolan è un ordigno pronto a esplodere , il ritmo sostenuto e la colonna sonora incalzante , tengono sospeso l’inevitabile, ancora una volta il suono incessante e ossessivo, come quello che scandiva il tempo sulla spiaggia di Dunkirk in un crescendo angosciante, che accompagnano e raccontano l’epopea di un uomo, la sua ascesa, le sue contraddizioni e la fallibilità dell’essere umano, l’eterno dilemma tra scienza ed etica. Jules Robert Oppenhaimer è una figura ambigua nella sua complessità, nei piani narrativi suddivisi in cromature diverse ,nei frammenti colorati di ricordi in cui vediamo un giovane e impacciato studente, al bianco e nero che marca l’ostilità e la diversità con il suo antagonista, Lewis Strauss ( un notevole Robert Downey Junior), che sarà anche l’artefice della fine dell’attività governativa del fisico, e ne documenta l’oggettività storica. La soggettività ( Nolan stesso ne ha spiegato la scelta stilistica) colora le emozioni e lo stato d’animo del protagonista, la passionale e controversa storia d’amore con Jean Tatlock, un’attivista comunista, donna dall’intelligenza viva ma con tendenza alla depressione, che cestinava regolarmente i mazzi di fiori che lui le regalava, o la moglie Kitty, anch’essa donna brillante ma con problemi di alcolismo e depressione, causati anche dal forzato isolamento a Los Alamos ( luogo dove venne concepita la bomba), e con scarsa propensione al ruolo materno. C’è veramente tanto nel film di Nolan, oltre il maestoso impatto visivo e i dialoghi densi e articolati, c’è un folto cast di volti noti, elemento importante che permette allo spettatore di non perdersi nella complessità della narrazione anche perché alcuni di loro hanno scene di pochissimi minuti.Cillian Murphy è magnetico nell’interpretazione del cosiddetto padre della bomba atomica, nella concentrazione di primi piani intensissimi, il volto tesissimo, le mani sui fianchi, lo sguardo azzurro e liquido in cui si percepisce un profondo conflitto tenuto sotto controllo, consapevole che gli equilibri del mondo sono definitivamente compromessi. Quella stessa consapevolezza che diventa strumento per Nolan di mettere l’uomo di fronte alle responsabilità delle sue scelte e delle sue conseguenze, un mondo che brucia. L’unico difetto, se così vogliamo chiamarlo è la durata del film, tre ore sono impegnative e richiedono attenzione anche se i tempi lunghi non sono una novità per il regista britannico. Un film sicuramente da vedere e obbligatoriamente al cinema.
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fabriziog
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venerdì 8 settembre 2023
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un film sulla coscienza
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“Oppenheimer” di Christopher Nolan è un film con incantevoli effetti speciali sulla coscienza e sulla sua reazione ogniqualvolta prende atto di aver compiuto qualche cosa di terribile, come creare un secondo sole.
Il fisico americano (Cillian Murphy) che tradusse le intuizioni di Einstein in bomba atomica e nei morti di Hiroshima e Nagasaki, era il direttore del “Progetto Manhattan” e comprese cosa avesse creato quando vide esplodere la Bomba durante il test Trinity che precedette di qualche settimana il lancio di Little Boy sulle due cittadine nipponiche: Oppenheimer vide sorgere il sole come i piloti dell’Enola gay.
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“Oppenheimer” di Christopher Nolan è un film con incantevoli effetti speciali sulla coscienza e sulla sua reazione ogniqualvolta prende atto di aver compiuto qualche cosa di terribile, come creare un secondo sole.
Il fisico americano (Cillian Murphy) che tradusse le intuizioni di Einstein in bomba atomica e nei morti di Hiroshima e Nagasaki, era il direttore del “Progetto Manhattan” e comprese cosa avesse creato quando vide esplodere la Bomba durante il test Trinity che precedette di qualche settimana il lancio di Little Boy sulle due cittadine nipponiche: Oppenheimer vide sorgere il sole come i piloti dell’Enola gay.
Lo spettatore deve andare oltre la serrata e tragica recitazione, penetrare gli sguardi, le espressioni mimiche, le movenze della bocca, la postura dei corpi.
Lo spettatore deve scorgere nella fisicità lo sviluppo della crisi di coscienza del Prometeo a stelle e strisce.
Se non lo avessero costruita per tempo gli americani l’avrebbero fatta i nazisti.
Einstein: “Se pensate che la Bomba potrebbe distruggere il pianeta dovete condividere l’informazione con i nazisti”.
La coscienza dei giganti.
La coscienza che si muove sempre in ritardo.
La coscienza dovrebbe bloccare le azioni umane ma spesso non lo fa.
La domanda che si pone il pubblico con Oppenheimer: “E’ stato certamente giusto concepire la Bomba prima della Germania hitleriana, ma è stato giusto adoperarla contro una popolazione civile inerme di uno Stato che aveva già perso la guerra?”
La punizione il fisico se la impone offrendosi alla ingiusta accusa di comunismo rifiutandosi di partecipare alla ideazione dell’ordigno nucleare all’idrogeno.
Guardate oltre e dietro l’atomo: scrutate i misteri della coscienza.
Fabrizio Giulimondi
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luciana razete
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martedì 12 settembre 2023
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tre ore di tensione
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Biopic abbastanza rigoroso nella ricostruzione storica ed introspettivo La prima istintiva percezione è stata quella di una musica di sottofondo martellante , quasi ossessiva che talora soverchia il dialogo .e di un pò di confusione per la trama narrativa non lineare (sempre discontinua nella filmografia di Nolan ) costruita sui flashback con continui rimandi dai processi ,quello claustrofobico davanti alla commissione per il rilascio del nulla osta alla sicurezza e quello dinanzi al Senato , distinti dalla diversa sfumatura cromatica ( il primo a colori il secondo in bianco e nero ) .
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Biopic abbastanza rigoroso nella ricostruzione storica ed introspettivo La prima istintiva percezione è stata quella di una musica di sottofondo martellante , quasi ossessiva che talora soverchia il dialogo .e di un pò di confusione per la trama narrativa non lineare (sempre discontinua nella filmografia di Nolan ) costruita sui flashback con continui rimandi dai processi ,quello claustrofobico davanti alla commissione per il rilascio del nulla osta alla sicurezza e quello dinanzi al Senato , distinti dalla diversa sfumatura cromatica ( il primo a colori il secondo in bianco e nero ) .,Ci si accorge poi che questo uso estremo della colonna sonora ed i piani narrativi con sovrapposizioni e salti temporali - che all’ inizio disorientano lo spettatore - sono in realtà fortemente voluti dal regista per creare un vortice di ansia ed inquietudine in un crescendo inarrestabile verso un evento epocale , generatore di un nuovo ordine mondiale e di una reazione a catena apocalittica ed incontenibile . Suoni esagerati , immagini ed effetti speciali ( artigianali e non digitali ) scandiscono i sensi di colpa del protagonista per la sua enorme responsabilità dinanzi alla Storia
Un film avvincente, sorretto da un interpretazione magistrale che pone inquietanti interrogativi che il regista non risolve. il rapporto tra scienza , etica e Potere, o meglio tra ricerca scientifica e sfruttamento politico e militare delle scoperte , vantaggi e rischi delle applicazioni della scienza . ruolo e responsabilità dello scienziato dinanzi all umanità ed alla Storia .
Ben rappresentato il complesso e controverso personaggio di Oppenheimer con i suoi dilemmi , le sue debolezze ( timoroso dinanzi alle accuse di filocomunismo che coinvolgono i suoi affetti, spregiudicato nella scena inziale del film dove prepara una mela avvelenata per il suo docente con immediato e tempestivo ripensamento ), la sua alterna fama :da eroe nazionale ad accusato ,dalla gloria all'estromissione dalla ricerca , acclamato dalla comunità scientifica e congedato in malo modo da un ruvido Presidente Truman ,fino alla riabilitazione del 1961; Uno scienziato di origine ebraico -tedesca che ama ed è fedele a quello che considera il suo paese che lo perseguiterà negli anni plumbei del maccartismo , rivoltando la sua vita privata e sentimentale con la ottusa caccia ai filo comunisti e simpatizzanti ,Netta la condanna del cinico trionfalismo americano , condensata nella scena degli scroscianti ,quanto cinici, applausi subito dopo il bombardamento di Hiroshima e lo sterminio di massa che -dinanzi ad un nemico ormai sconfitto - ebbe il valore di una prova di forza contro l’ Urss per il controllo degli armamenti nucleari nella Guerra fredda.
Un film impegnativo e forse faticoso da seguire che conferma la genialità e l' estro di Nolan
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osservatore
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mercoledì 6 settembre 2023
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nolan colpisce ancora
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Con questo film Nolan conferma di essere il più credibile erede (nonostante le notevoli differenze di stile, contenuti, approccio e filosofia) dell'inimitabile Stanley Kubrick. Questo si denota nella sua capacità di unire l'intrattenimento ad un contenuto intellettualmente importante e "pesante". Sapere intrattenere dicendo qualcosa di importante. In Nolan forse la capacità di "coinvolgere" lo spettatore è persino a livelli più alti specie, come in questo caso, quando non si lascia andare a "virtuosismi" che in altri suoi film hanno reso la trama a tratti troppo complessa e difficile da seguire. In Ophenaimer il talento del regista si esprime nel parlarci di uno dei momenti più importanti della storia dell'umanità, la nascita della bomba atomica, affrontando la complessa relazione tra etica, scienza e politica.
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Con questo film Nolan conferma di essere il più credibile erede (nonostante le notevoli differenze di stile, contenuti, approccio e filosofia) dell'inimitabile Stanley Kubrick. Questo si denota nella sua capacità di unire l'intrattenimento ad un contenuto intellettualmente importante e "pesante". Sapere intrattenere dicendo qualcosa di importante. In Nolan forse la capacità di "coinvolgere" lo spettatore è persino a livelli più alti specie, come in questo caso, quando non si lascia andare a "virtuosismi" che in altri suoi film hanno reso la trama a tratti troppo complessa e difficile da seguire. In Ophenaimer il talento del regista si esprime nel parlarci di uno dei momenti più importanti della storia dell'umanità, la nascita della bomba atomica, affrontando la complessa relazione tra etica, scienza e politica. Fin dove può spingersi la sete di conoscenza, l'ambizione dello scienzato? Fino a quando egli è responsabile? Deve lo scienziato porsi problemi politici circa il come verrà utilizzata la sua scoperta? E' legittimo porsi questi dubbi? Deve essere esso stesso un politico? E a sua volta la politica ha dei limiti morali o deve essere soltanto pragmatica? Mentre il dilemma tra etica e scienza rimane tutto sommato insoluto e Nolan è attento a non sbilanciarsi particolarmente da una parte o da un'altra (certo si intuisce come la pensa), quella che ne esce con le ossa rotte è la politica rappresentata in maniera spietata nellle figure di Truman (che ne esce malissimo) e di Strauss. Il film non è un vero e proprio biopic perchè pur non nascondendo ed offrendo al pubblico senza reticenze le fragilità e le debolezze dell'uomo ne inquadra la parabola in un discorso molto più ampio e complesso. Importante la scelta, che ne dimuisce il livello di banale retoricità, di non mostrare immagini dell'attacco ad Hiroshima e a Nagasaki perchè questo avrebbe dato una piega militante al film che evidentemente non vuole avere. Il film non condanna nè assolve l'uomo ma sembra condannare in maniera spietata l'umanità e in particolare la politica con le sue viltà, ambizioni egoistiche, miopie e immoralità. Uno sguardo pessimistico ancora una volta simile a Kubrick che però risultava meno politico nella sua analisi ma molto più antropologico. Nel film ritroviamo le ossesioni di Nolan per la scienza e il tempo (scegliendo ancora una volta una linea narrativa dal punto di vista temporale non lineare) nonchè l'utilizzo dell'impatto visivo e soprattutto sonoro come strumenti narrativi importanti, sempre stumentali a quelllo che si vuole raccontare e mai gratuiti. La storia è avvicente e rende la pellicola quasi simile ad un thriller per il livello di tensione che non si abbassa mai fino alla fine con quella attesa per la famosa frase che pronuncia nei confronti di Einstein (sul quale sarebbe stato affascinante osare qualcosa di più ma a forte rischio ancora una volta di retorica). Il materiale attoriale è di primo ordine ma l'interpretazione di Cillian Murphy è di assoluta grandezza. Ottime prove anche di Damon e Downey J.
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lizzy
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giovedì 24 agosto 2023
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capolavoro: dategli tutti gli oscar possibili!
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Adesso se qualcuno negli USA ha voluto premiare una vera fetenzia come "sapete di cosa parlo", allora qua cosa si dovrebbe fare: oltre le statuette fare anche vere statue ad attori, regista, sceneggiatori e via via fino all'ultima comparsa?
Non c'è nulla in questo film che non sia azzeccato, financo la colonna sonora.
Certo...forse a qualcuno tutti questi va e vieni nel tempo per spiegare i vari accadimenti sembreranno un tantinello confusionari e a qualcuno, come a me, mancheranno le esplozioni di Hiroshima e Nagasaki.
Ma ... accontentiamoci.
Inutile che vi parli del film: l'imperativo è "andarlo a vedere" al Cinema o procurarselo in affitto appena esce sui siti di streaming (legale, mi raccomando).
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Adesso se qualcuno negli USA ha voluto premiare una vera fetenzia come "sapete di cosa parlo", allora qua cosa si dovrebbe fare: oltre le statuette fare anche vere statue ad attori, regista, sceneggiatori e via via fino all'ultima comparsa?
Non c'è nulla in questo film che non sia azzeccato, financo la colonna sonora.
Certo...forse a qualcuno tutti questi va e vieni nel tempo per spiegare i vari accadimenti sembreranno un tantinello confusionari e a qualcuno, come a me, mancheranno le esplozioni di Hiroshima e Nagasaki.
Ma ... accontentiamoci.
Inutile che vi parli del film: l'imperativo è "andarlo a vedere" al Cinema o procurarselo in affitto appena esce sui siti di streaming (legale, mi raccomando).
Eccezionale, imperdibile, entusiasmante.
E alla fne ti alzi, ancora una volta, con un certo magone... per quel che è stato, quel che sarebbe potuto essere o meno e... per il futuro che verrà.
Non vedo l'ora di rivederlo tranquillamente a casa: certo non sarà la stessa cosa, ma... va beh: stavolta il grande evento al Cinema non me lo sono voluta perdere!
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