| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Al cinema | 85 sale cinematografiche |
| Regia di | Francesco Prisco |
| Attori | Peppe Iodice, Gianni Ferreri, Ivana Lotito, Antonio Milo, Francesco Procopio . |
| Uscita | giovedì 19 marzo 2026 |
| Distribuzione | Run Film |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 marzo 2026
La storia Peppe Iovine, giornalista di una piccola emittente locale che conduce una vita tranquilla e mediocre finché viene colto da infarto e muore. Mi batte il corazon è 3° in classifica al Box Office. giovedì 26 marzo ha incassato € 19.952,00 e registrato 61.952 presenze.
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CONSIGLIATO NÌ
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Peppe Iovine, giornalista di una piccola emittente locale, conduce una vita tranquilla e mediocre, finché viene colto da infarto e muore. Fine dei giochi. O almeno, così sembra. Perché il giorno seguente, nel bel mezzo del suo funerale, Peppe si risveglia nella bara. Da lì comincia il suo personale inferno: per lo Stato è morto, per la moglie è un mistero, e per il quartiere è "quello che ha visto Maradona".
Commedia funzionale a portare sul grande schermo lo spettacolo teatrale di successo di Peppe Iodice, "Ho visto Maradona". Tra risate a denti stretti e momenti di riflessione esistenziale.
Per un film così personale, legato cioè a un suo spettacolo teatrale di successo e alle sue origini, l'attore e comico napoletano Peppe Iodice ha scelto comunque - con buona e benvenuta dose di umiltà - di affidarsi a un regista di mestiere come Francesco Crispo capace di tenere insieme i diversi registri messi in campo dalla sceneggiatura scritta a otto mani, dallo stesso regista e dal protagonista insieme a Francesco Burzo e a Marco Critelli.
Il cinema ci ha spesso proposto film in cui il o la protagonista muoiono e si risvegliano ma, la particolarità di Mi batte il corazon sta nel non spingere mai il pedale dell'acceleratore sulla parte surreale, facendo così sembrare il risveglio del protagonista Peppe Iovine la cosa più naturale del mondo. Una scelta che spiazza, perché paradossalmente normalizza l'evento straordinario al centro della trama. Ma è, altrettanto paradossalmente, una scelta efficace perché si inserisce perfettamente nell'eccezione culturale, prettamente napoletana e disillusa, che il film incarna. Inoltre la comicità di Peppe Iodice, mai urlata, quasi sottovoce che sembra contraddire quella stessa veracità napoletana (un suo tipico e peculiare modus operandi è quello di dire l'ultima e definitiva battuta alla fine, di soppiatto, con tono basso, quando il personaggio oggetto della comicità è già uscito di scena), è funzionale proprio a questa impostazione della regia e del racconto.
Mi batte il corazon è però un film che parla di Napoli anche in maniera profonda, da lì, dal quartiere Barra, proviene Iodice/Iovine, e a quella società, a cui spesso ci si riferisce come 'consustanziale' a una certa teatralità, si rivolge parlando un napoletano abbastanza stretto ma che curiosamente si fa capire da tutti e con un product placement molto local, diciamo così, di prossimità. Quindi, grazie all'escamotage della visione in premorte di Maradona, il protagonista sceglie di cambiare vita e di scardinare proprio quella finzione che sembra ammantare la società partenopea (e non solo...), iniziando a dire sempre la verità a partire dal suo ambiente di lavoro, quello giornalistico.
Gli effetti, anche indesiderati, si manifesteranno presto ma, anche in questo caso, la sceneggiatura cerca di non drammatizzare troppo, continuando nel suo tono di raccontare la normalità delle cose che accadono. E lo fa con sicurezza, anche se con una certa meccanicità di scrittura e di regia, grazie soprattutto a un coro di interpreti partenopei che è sempre un piacere vedere al lavoro in un film. Sia quelli della storia principale, tra cui Francesco Procopio, Giovanni Esposito e Ivana Lotito, che quelli più anziani del racconto in flashback che il protagonista fa al cimitero. Tra questi c'è anche il poeta Antonio Venturini splendido coprotagonista del film di Vincenzo Marra, Era, che appare come un vero e proprio contraltare a Mi batte il corazon.
Buffo giornalista tv scalcagnato e ipocondriaco cronico, sempre convinto di essere a un passo dal trapasso, Peppe Iovine (Peppe Iodice) alla fine spira davvero, dopo che nessuno ha creduto all'ennesimo malore dichiarato durante un convegno al quale la bella moglie studiosa di sanscrito (Ivana Lotito) sta presentando una relazione. Ma, poco dopo, risorge nel bel mezzo delle esequie, rivelandosi un caso [...] Vai alla recensione »