| Titolo originale | Woman and Child |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Iran, Francia |
| Durata | 131 minuti |
| Regia di | Saeed Roustayi |
| Attori | Parinaz I zad Yar, Payman Maadi, Soha Niasti, Hassan Pourshirazi, Fereshteh Sadre Orafaiy Maziar Seyedi, Sahar Goldust, Arshida Dorostkar, Javad Pourheidari, Mansour Nasiri. |
| Uscita | giovedì 28 maggio 2026 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 2,88 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 1 dicembre 2025
Una giovane madre si trova ad affrontare la morte del figlio maggiore in una realtà sociale che vorrebbe spingerla alla rassegnazione.
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CONSIGLIATO SÌ
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Mahnaz è una vedova con due figli che fa l'infermiera in ospedale ed è corteggiata da un conducente di ambulanze. Il figlio maggiore a scuola crea qualche problema che, grazie alla zia che gli fa da confessore, non arriva alle orecchie della madre. Fino a quando non accade un fatto tragico che spinge la protagonista non solo a fare i conti con realtà, in cui è difficile scoprire a chi attribuire responsabilità, ma anche a trovarsi su quel precario limite che si colloca tra il desiderio di giustizia e quello di vendetta.
Grazie a degli splendidi attori Roustayee riesce a trasformare gli elementi narrativi di un meló in un'analisi delle dinamiche che intercorrono tra le diverse generazioni di donne nonché delle stesse in relazione con il mondo maschile.
Quest'ultimo non viene proposto in termini manicheistici. Il nonno, l'uomo dell'ambulanza, il responsabile scolastico, l'avvocato sono descritti con accenti e variabili individuali anche se contribuiscono a creare un quadro complesso di una società in cui le donne stanno sempre più assomigliando a sé stesse e non, come recita una battuta del film, a ciò che i maschi vorrebbero che fossero. Cioè non donne con dei bambini ma donne bambine. Quando un regime, qualunque esso sia, impone regole restrittive all'espressione artistica ci sono due possibili modalità di reazione. Una di esse prevede l'andare contro a quelle regole, correndo tutti i rischi del caso, dovendo poi però avere ben chiara la consapevolezza che i propri connazionali quell'opera non la potranno vedere se non per circuiti clandestini e, di conseguenza, estremamente limitati. L'altra fa sì che, si accettino le principali restrizioni, trovando però varchi nelle maglie della censura preventiva in modo però di fare in modo che il tema affrontato venga proposto non solo al di fuori dai confini patrii ma a chi quelle realtà le vive ogni giorno.
Entrambe le posizioni hanno una loro giustificazione e risulta quindi decisamente pretestuoso contrapporle attribuendo alla prima una purezza che la seconda si presupporrebbe non avesse. Bene ha fatto quindi la selezione di Cannes 2025 a mettere in concorso sia A Simple Accident di Jafar Panahi che Woman and Child di Saeed Roustayee. Il primo ha evitato volutamente riprese in interni per non far indossare la hijab alle donne in ambito familiare in maniera totalmente irrealistica. Il secondo ha aderito alla costrizione pur di far passare il proprio messaggio. Che è quello, ancora una volta ma con un ulteriore passo avanti, di Leila e i suoi fratelli cioè di una donna che si assume la responsabilità delle proprie scelte seppure in turbinio di sentimenti contrastanti.
Dal regista di "Leila e i suoi fratelli" un altro melodrammone familiare, meno intenso e articolato, ma altrettanto verboso. Un'infermiera rimasta vedova ha due figli: il maschio, più grande e adolescente, è piuttosto inquieto, a scuola viene sospeso. Mahnaz, che è ormai sulla quarantina, vorrebbe risposarsi con un autista di ambulanze, a sua volta in difficoltà con i propri genitori.