| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 165 minuti |
| Regia di | Yorgos Lanthimos |
| Attori | Emma Stone, Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley, Hong Chau Joe Alwyn, Mamoudou Athie, Hunter Schafer, Elton LeBlanc, Cynthia LeBlanc, Krystal Alayne Chambers, Merah Benoit, Victoria Harris, Susan Elle, Julianne Binard. |
| Uscita | giovedì 6 giugno 2024 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,80 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 20 giugno 2024
Tre episodi, legati tra loro dal cast (ma con personaggi differenti) e da situazioni ricorrenti. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Kinds of Kindness ha incassato 1,2 milioni di euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Tre episodi, legati tra loro dal cast (ma con personaggi differenti) e da situazioni ricorrenti. Nel primo episodio un impiegato viene incaricato dal suo capo di uccidere un uomo: fallisce nel tentativo ed è costretto ad adottare stratagemmi sempre più assurdi per riparare il danno. Nel secondo un poliziotto è convinto che la moglie, scomparsa per mesi e poi ritornata dopo un viaggio, sia stata sostituita da una sosia. Nel terzo due adepti di una setta sono alla ricerca di una donna che ha il potere di restituire la vita ai morti.
A breve distanza dal suo maggiore successo, Povere creature, Yorgos Lanthimos si dedica a un progetto che ricorda più gli inizi della sua carriera. Dichiaratamente e volutamente meno conciliante rispetto alle aspettative del pubblico, Kinds of Kindness assembla tre mediometraggi che portano la durata complessiva del film ben oltre le due ore. Arrivare al terzo episodio, dopo quasi tre ore di gelido sarcasmo con derive grandguignolesche può essere impegnativo per i non iniziati al cinema di Lanthimos.
Ad accomunare le storie è il tema della gentilezza, il ribaltamento crudele della parabola del buon samaritano, in una discesa verso l'abiezione e il sovvertimento dell'ordine costituito che include cannibalismo, sessualità promiscua e omicidi efferati. Il tutto condotto con uno stile glaciale, da regista-demiurgo che si diverte, forse con la complicità del suo pubblico, a mostrare cavie da laboratorio umane nel pieno del loro disagio. Complice il ritorno alla sceneggiatura di Efthimis Filippou, Lanthimos abbandona i grandangoli di La favorita e Povere creature per tornare allo stile distaccato e marziale dei primi film, laboratori di osservazione sui limiti etici violati da una specie umana fragile e disperata. A sorprendere rispetto al passato è soprattutto il flirt con il triviale e la mescolanza tra alto e basso, che sembra voler suscitare reazioni scomposte nello spettatore, attraverso risate catartiche e liberatorie.
Lo stupore passa attraverso il fatto di épater les bourgeois con scene a effetto e uso di star del cinema come Emma Stone, sottoposte a situazioni di crescente inquietudine. Come recita Sweet Dreams degli Eurythmics sui titoli di testa, chiave interpretativa del film, a volte i sogni possono realizzarsi, chi siamo noi per disapprovarli? Il cast, notevolissimo, asseconda fedelmente lo spirito del regista greco, con Jesse Plemons protagonista taciturno e asettico, interprete ideale delle contorsioni mentali della sceneggiatura. Come quasi sempre in Lanthimos la questione soggettiva, legata al gusto e alle inclinazioni dello spettatore, può variare di molto il gradimento generale, ma è indubbio che Kinds of Kindness mostri la sua natura di film minore nell'ambito della sua filmografia. L'eccesso di compiacimento e la sostanziale esilità di argomenti nuovi lo rendono un affare per pochi.
Un famoso brocardo latino recita, de gustibus non disputandum est, ovvero dei gusti non si deve discutere; si tratta di una massima certamente applicabile al cinema, dove è difficile trovare opere o autori che mettano d’accordo proprio tutti. Il cineasta greco Yorgos Lanthimos sicuramente è molto apprezzato dalla gran parte della critica, ma personalmente ammetto di non comprendere [...] Vai alla recensione »
Un Lanthimos vecchio stile, e alla sceneggiatura c'è di nuovo Philippou. Un film freddo, beffardo, scostante, cattivo. Meno emcace di "Alps" o "Dogtooth". Un film minore ma non certo inutile, Lanthimos non è mai tempo perso. Tre episodi, personaggi diversi, gli stessi attori, formidabili, Jesse Plemons in testa, e a Cannes l'hanno premiato. l) La vita perfetta di un impiegato ha un prezzo: la totale [...] Vai alla recensione »