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ennio
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venerdì 10 maggio 2019
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film inconcludente con personaggi inconcludenti
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Film decisamente noioso, che poco insegna e poco intrattiene. La protagonista recita bene, ma non basta. Descrive la vita di una milf in cerca di nonsochè, non sa nemmeno lei se vuole solo sesso o altro. L'incontro con un anziano che dichiara di amarla con l'ingenuità di un adolescente potrebbe essere l'inizio di un declino, di una tragedia umana, invece rimane tutto lì, nella descrizione di un rapporto patetico e improbabile tra due persone che hanno già dato ciò che dovevano. I dialoghi interpersonali sono di una stucchevolezza da sonnifero. Altra nota negativa, molte scene sono esplicitamente erotiche, e non c'è nulla di carino creativo o educativo mostrare corpi cadenti e al limite del disfacimento prodursi negli ultimi affannosi tentativi di piacere carnale.
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no_data
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giovedì 10 agosto 2017
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c'è sempre speranza
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Si può essere giovani a 60 anni. Si può essere orgogliosi di esibire la propria nudità e il proprio impeto sessuale, anche quando la carne, ahimè, è cadente.. Gloria, sessantenne con le sue sconfitte, è così. Vuole continuare a vivere, a mettersi in gioco. Vuole essere amata ed amare. E poco importa se ha la sfortuna di incontrare l'uomo sbagliato. Al momento opportuno gli dà il benservito e, ricacciando le lacrime cui pure avrebbe diritto, ricomincia la sua vita di speranza.
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nanni
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lunedì 7 agosto 2017
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gloria
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Siamo in Cile. Il paese oggi è moderno, libero e democratico. Gloria è una donna adulta, "emancipata", divorziata con due figli. Trascorre le giornate tra il lavoro e qualche svago. La sera bazzica balere frequentate da un'umanità attempata, con la quale condivide solitudini abissali truccate da socialità facile e divertente. Attraverso questo vagare smaschererà un mondo maschile ancora più che arretrato di quello che forse immaginava, con il quale sarà costretta a fare, suo malgrado, i conti; il suo vicino, che non riesce a gestire il dolore per una separazione, la tormenta con continue crisi isteriche; l'uomo a lei interessato in quel momento, non sa prendersi la responsabilità di una scelta matura; peggio ancora l'occasionale stupratore.
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Siamo in Cile. Il paese oggi è moderno, libero e democratico. Gloria è una donna adulta, "emancipata", divorziata con due figli. Trascorre le giornate tra il lavoro e qualche svago. La sera bazzica balere frequentate da un'umanità attempata, con la quale condivide solitudini abissali truccate da socialità facile e divertente. Attraverso questo vagare smaschererà un mondo maschile ancora più che arretrato di quello che forse immaginava, con il quale sarà costretta a fare, suo malgrado, i conti; il suo vicino, che non riesce a gestire il dolore per una separazione, la tormenta con continue crisi isteriche; l'uomo a lei interessato in quel momento, non sa prendersi la responsabilità di una scelta matura; peggio ancora l'occasionale stupratore. La delusione per quelle relazioni e la responsabilità personale per la contiguità e la complicità con quella realtà sarà il punto d'arrivo e di partenza per una nuova e davvero profonda revisione di se.....imparerà che il mero passare da un uomo ad un altro non è mai fonte di autostima.......e che, finalmente, si può provare a ballare anche da soli.......Film minimalista....diretto da Sebastian Lelio con stile asciutto, è interpretato magistralmente da Pauline Garcia (Orso d'Oro come migliore attrice a Berlino)......... ....una piccola ma potente storia per donne ed uomini pensanti.....da vedere. Ciaonanni
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great steven
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venerdì 20 gennaio 2017
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la mutevolezza di un amore che fa da riempitivo.
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GLORIA (SP/CILE, 2013) diretto da SEBASTìAN LELIO. Interpretato da PAULINA GARCìA, SERGIO HERNàNDEZ, DIEGO FONTECILLA, FABIOLA ZAMORA
la vita di Gloria, cinquantenne dal sangue caldo e sempre incline al divertimento e alle emozioni forti, è segnata dalla solitudine da quando la donna si è separata dal marito che le ha dato due figli ormai grandi (il maggiore l’ha anche resa nonna di un nipotino), e ora cerca di trasformare la vuotezza dei suoi giorni tutti identici a sé stessi in un’autocelebrazione ininterrotta, drogandosi, dedicandosi a qualche piccolo eccesso e partecipando con ossessione a feste per adulti single.
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GLORIA (SP/CILE, 2013) diretto da SEBASTìAN LELIO. Interpretato da PAULINA GARCìA, SERGIO HERNàNDEZ, DIEGO FONTECILLA, FABIOLA ZAMORA
la vita di Gloria, cinquantenne dal sangue caldo e sempre incline al divertimento e alle emozioni forti, è segnata dalla solitudine da quando la donna si è separata dal marito che le ha dato due figli ormai grandi (il maggiore l’ha anche resa nonna di un nipotino), e ora cerca di trasformare la vuotezza dei suoi giorni tutti identici a sé stessi in un’autocelebrazione ininterrotta, drogandosi, dedicandosi a qualche piccolo eccesso e partecipando con ossessione a feste per adulti single. Quando però il suo peregrinare morale e interiore sembra poter trovare un acquietamento e una soddisfazione grazie all’incontro con Rodolfo, suo coetaneo anch’egli separato e padre di due figlie, Gloria sente su di sé una forte responsabilità: il rapporto amoroso che ella avvia con Rodolfo rimette in discussione il suo piccolo mondo incentrato unicamente sul culto di sé stessa e sul riempimento autoreferenziale di una vacuità che finisce sempre per turbarla, anziché appagarla come lei stessa vorrebbe. Credendo di far bene, Gloria invita l’uomo in una rimpatriata famigliare con l’ex consorte, la nuova moglie di lui, i figli e i rispettivi compagni, ma Rodolfo si sente messo da parte e scompare all’improvviso. Gloria tenta di ricontattarlo e vi riesce, ma quando decide di riallacciare la relazione affettiva con lui prendendo in affitto una stanza d’albergo, lui respinge nuovamente le sue attenzioni e ancora una volta scappa. Delusa e arrabbiata, Gloria si appropria di un fucile che le aveva regalato Rodolfo insieme alle munizioni trovate nel parco divertimenti che egli dirige per lavoro, va a casa sua e gli spara addosso proiettili di vernice di fronte alle due figlie. Sembrerebbe una fine amara e desolante, ma la donna ritorna a brillare ancora più di prima, riprendendo il suo calvario che è poi la ricerca di una felicità che adesso sa di possedere appieno. Innegabile carta vincente di questa insolita, efficace e molto divertente commedia drammatica è P. Garcìa, che sa calarsi nei panni della protagonista al tempo stesso con leggerezza e autoironia, professionalità e capacità di non prendersi sul serio, rivelando, oltre ad un incontestabile talento recitativo, anche una profondità analitica che le permette di insistere sui vizi di Gloria più che sulle sue (poche) virtù, in modo da rendere più che mai efficiente e produttivo il discorso esistenziale su un essere umano adulto di sesso femminile che non trova più un palliativo alla sua sofferenza di persona sola. Ecco spiegato il perché dei festini continui, delle ubriacature, degli spinelli, degli amori fugaci vissuti con delicatezza e civetteria e in generale di una disillusione che si autoalimenta senza sosta, rendendo la donna molto disincantata e incattivita nei confronti del mondo che la circonda. È un film imperniato sulle vite di perdenti, uomini e donne ormai cresciuti che vedono i propri figli andarsene di casa, crearsi una famiglia e abbandonare i genitori in balia delle loro indecisioni e insicurezze, senza più un appiglio cui aggrapparsi per recuperare in qualche modo sul piano affettivo, cosa che li farebbe più contenti, ma dalla quale inconsapevolmente fuggono per paura delle responsabilità e per la poca (o nulla) voglia di impegnarsi. L’ambiente in cui Gloria si muove è un pianeta di costanti distrazioni, popolato di fatuità, inconsistenze e frivolezze, in cui si fa presto a perdersi ma non altrettanto a trovare un senso alle proprie azioni, al contrario: grazie anche all’accortezza della sceneggiatura e alla perizia del regista (un S. Lelio grandissimo e irreprensibile), la pellicola descrive l’impossibilità per un adulto afflitto da solitudine cronica di ritrovarsi, reinventarsi e amare di nuovo con la stessa intensità con cui si adorava prima. Contributi tecnici di una qualità che è riduttivo definire meravigliosa: spiccano, per potenza espressiva, soprattutto la scenografia e il montaggio, per tacere (ma solo in senso ironico!) della colonna sonora, densa di canzoni in madrelingua iberica (la vicenda è ambientata in Cile) e musiche jazz che evocano un’atmosfera molto affine a quella creata dai dialoghi, tutti piuttosto sporadici ma capacissimi comunque di cogliere nel segno. E poi, sorpresa finale che nessuno si aspetterebbe: la Gloria di Umberto Tozzi, reinterpretata dall’autore in spagnolo! Un’inattesa e piacevolissima chicca conclusiva che impreziosisce un dramma popolare dai tratti intensi e che sa anche fare del sarcasmo su sé stesso avvalendosi di un occhio fortemente polemico sulla società odierna globalizzata e sulle implicazioni che comporta proprio a livello di conseguenze.
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carmenb
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domenica 21 dicembre 2014
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la fine è nota
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La fisicità della protagonista supera di gran lunga la vis recitativa, mediocre anche in lingua originale. Ma i contenuti vanno oltre.
Il rapporto tra i due protagonisti viene dipinto senza ipocrisie e senza sbavature.
Nonostante le premesse, intesa fisica e di cuore, lui nn gliela fa... Storia nota... Ma lei svolta.. Mentre lui torna a casa da mammá....
Il tutto raccontato con leggerezza e profondità
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rampante
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lunedì 24 febbraio 2014
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una donna sola
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Amara commedia cilena sulla solitudine di una donna, avanti negli anni, divorziata, con due figli grandi,
che non vuole rassegnarsi a una vita solitaria e vive alla ricerca di nuovi sentimenti.
Gloria conduce un'esistenza solitaria, è una persona perbene, ancora bella, seria, sincera che non si dà pervinta
per compensare il vuoto riempie le sue giornate con varie attività mentre di notte va in cerca d' amore, vivendo avventure senza impegno, fugaci
La commedia racconta l'incontro con Rodolfo, lo sbocciare di un rapporto che sembra offrire alla protagonista l'illusione di un'intesa, l'occasione di una passione, l'inizio di una seconda giovinezza ma, la relazione finisce miseramente e a
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Amara commedia cilena sulla solitudine di una donna, avanti negli anni, divorziata, con due figli grandi,
che non vuole rassegnarsi a una vita solitaria e vive alla ricerca di nuovi sentimenti.
Gloria conduce un'esistenza solitaria, è una persona perbene, ancora bella, seria, sincera che non si dà pervinta
per compensare il vuoto riempie le sue giornate con varie attività mentre di notte va in cerca d' amore, vivendo avventure senza impegno, fugaci
La commedia racconta l'incontro con Rodolfo, lo sbocciare di un rapporto che sembra offrire alla protagonista l'illusione di un'intesa, l'occasione di una passione, l'inizio di una seconda giovinezza ma, la relazione finisce miseramente e a Gloria non rimane che arrendersi al mondo in cui vive, alle convenzioni sociali, all'età
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gabriella
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sabato 8 febbraio 2014
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gloria scappa senza far rumore....
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Gloria è una donna di 58 anni, divorziata, con un lavoro impiegatizio, dei figli grandi con i quali ha sporadici rapporti, il più delle volte comunica tramite le loro segreterie telefoniche, ha la passione del ballo e di sera si reca nelle balere dove spera di trovare un po' di compagnia alla sua vita solitaria. Conosce Rodolfo, separato anche lui, ma ancora con moglie e figlie a carico, pronto a soddisfare loro qualsiasi richiesta, sempre e soltanto quando si tratta di sborsare denaro. La loro relazione presenta da subito delle difficoltà, non riesce lui a mettersi totalmente in gioco, a rischiare e investire su un rapporto, anche se attratto dalla donna e dalla sua vivace esuberanza. Dal canto suo, lei non l'aiuta di certo invitandolo a una festa di compleanno del figlio e poi lo estromette per ricordare i vecchi tempi davanti a un album di fotografie con l'ex marito.
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Gloria è una donna di 58 anni, divorziata, con un lavoro impiegatizio, dei figli grandi con i quali ha sporadici rapporti, il più delle volte comunica tramite le loro segreterie telefoniche, ha la passione del ballo e di sera si reca nelle balere dove spera di trovare un po' di compagnia alla sua vita solitaria. Conosce Rodolfo, separato anche lui, ma ancora con moglie e figlie a carico, pronto a soddisfare loro qualsiasi richiesta, sempre e soltanto quando si tratta di sborsare denaro. La loro relazione presenta da subito delle difficoltà, non riesce lui a mettersi totalmente in gioco, a rischiare e investire su un rapporto, anche se attratto dalla donna e dalla sua vivace esuberanza. Dal canto suo, lei non l'aiuta di certo invitandolo a una festa di compleanno del figlio e poi lo estromette per ricordare i vecchi tempi davanti a un album di fotografie con l'ex marito. Il potere seduttivo che inevitabilmente viene a mancare con l'avanzare degli anni sembra tuttavia non inibire la donna che è pronta alle sfide della vita e a scoprire e assaporare momenti non solo di tenerezza, ma anche quelli appaganti della passione, incurante di una macchina da presa invadente e indiscreta che indugia sugli inestetismi dei corpi dei due amanti. Gloria, che ha commesso degli sbagli in passato ( il fallimento del suo matrimonio), e che non riesce a tenere uniti gli affetti della sua vita, infatti i figli la esiliano dalle loro scelte, non si arrende e cerca di ritagliarsi una porzione di felicità, solo che lo fa con l'uomo sbagliato, troppo debole e codardo e che crede di essere un buon padre ostinandosi a proteggere e a provvedere al parassitismo delle figlie. L'unica cosa che le rimane è quella di una solitudine consapevole e non più sofferta di una donna che basta a sé stessa e che può anche permettersi il lusso e la civetteria di pavoneggiarsi in un ballo da sola.
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ennas
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venerdì 20 dicembre 2013
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cambiare, quanto ci costa!
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Nel film “Gloria” il regista punta la cinepresa sui “quasi anziani” immersi nella quotidianità: quando si sommano il cambiamento dovuto alle scelte personali e il cambiamento che prende per i capelli.
Gloria, la protagonista è una donna cinquantottenne vitale e dinamica come lo sono tantissime sue coetanee nel mondo di oggi e come tante, in questa fase della vita è alle prese con il vuoto.
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Nel film “Gloria” il regista punta la cinepresa sui “quasi anziani” immersi nella quotidianità: quando si sommano il cambiamento dovuto alle scelte personali e il cambiamento che prende per i capelli.
Gloria, la protagonista è una donna cinquantottenne vitale e dinamica come lo sono tantissime sue coetanee nel mondo di oggi e come tante, in questa fase della vita è alle prese con il vuoto. Un vuoto affettivo ed esistenziale fino a ieri riempito da una famiglia che si è frantumata. Lei cerca con difficoltà di mantenere vivo il legame con i figli e per darsi una “mossa” dalla routine di lavoro-casa-lavoro, nel tempo libero, si fionda nei luoghi dove si balla, si beve, ci si incontra e ci si approccia. E’ quì, infatti, che Gloria incontra Rodolfo e tra di loro scatta una scintilla di reciproco interesse che illumina in chiaroscuro l’intera storia: due solitudini che si incontrano e cercano di aprirsi all’altro.
Gloria è separata da un marito che ne ha scelto una più giovane, i suoi due figli vivono la propria vita distanti dalla madre, non solo fisicamente. Anche Rodolfo è separato, la sua separazione l’ha decisa per non implodere nella frustrazione: - pesavo 110 Kg , confessa a Gloria durante i loro incontri. Insieme alla chirurgia per ridurre la propria mole ha optato per un distacco fisico dalla famiglia – è andato a vivere da solo – ma nessuna chirurgia può servire per i legami a doppia mandata, Rodolfo ha una ex moglie che continua a sparargli aspettative che lui non può non ascoltare, a queste si aggiungono quelle di due figlie già adulte ma “bamboccione”.
Il linguaggio dell’eros è il più immediato a tutte le età : due corpi anche decrepiti, prescindendo da ogni estetismo, si trasmettono calore, tenerezza, voglia di vivere , può nascere così lillusione di un amore che invece rimane da costruire. Gloria e Rodolfo hanno in questo lo stesso problema, la difficoltà del cambiamento anche se Gloria appare più libera e determinata.
Una scena centrale del film ci mostra un pranzo che riunisce la famiglia di Gloria con il tentativo di questa di introdurvi Rodolfo, tentativo che fallisce miseramente: la donna viene “risucchiata “ dal proprio passato e Rodolfo viene eclissato prima di sparire fisicamente.
Rodolfo non è un macho: in lui sono più evidenti i segni della vecchiaia che avanza. Vorrebbe vivere questo nuovo legame non recidendo il suo passato e non riuscendovi si sottrae vigliaccamente alle attese di Gloria. Anche Gloria però è restia al cambiamento : questa protagonista imperversa nel film anche grazie all’attrice Paulina Garcia che la impersona: ha una presenza scenica straordinaria, da vera mattatrice della scena, l’intero film verte su di lei. Ma Gloria , nel suo cercare, rimane sempre uguale a se stessa , anche lei si sottrae alle richieste di Rodolfo e si “vendica” della sua inettitudine ridicolizzandolo, rimane identica nei suoi tentativi di evasione dalla solitudine, pur togliendosi alla fine gli occhiali, una protesi. Ci sono solitudini senza rimedio? Il quesito è sempre aperto .
Nonostante i pregi ho trovato noioso questo film : opinione poco condivisa. Mi è parsa buona l’intenzione ma monotona e ripetitiva la sua realizzazione.
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robynieri
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giovedì 28 novembre 2013
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un film che ti scava dentro
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Un film amaro, che ti mette agitazione ed inquietudine. Per questo bello. Manca qualcosa alla fotografia eda ai dialoghi, per renderlo un ottimo film.
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goldy
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venerdì 22 novembre 2013
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invito al regista di vedere gli iraniani
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Sarebbe stato opportuno che il regista avesse avuto la possibilità di vedersi il film dell'iraniano Asghar Farhadi "Il Passato" per capire quanto importante e condizionante sia il nostro passato dal quale non ci si può disfare a piacere gettandolo come spazzatura inutile nel bidone apposito. Avrebbe avuto qualche remora nel concepire un film come questo.
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