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Il dittatore

Film 2012 | Commedia, 83 min.

Regia di Larry Charles. Un film Da vedere 2012 con Sacha Baron Cohen, Anna Faris, Ben Kingsley, Jason Mantzoukas, Megan Fox, John C. Reilly. Cast completo Titolo originale: The Dictator. Genere Commedia, - USA, 2012, durata 83 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2012 distribuito da Universal Pictures. - MYmonetro 3,20 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 ottobre 2017

Sascha Baron Cohen porta sullo schermo la storia di un dittatore che rischia la vita pur di evitare che la democrazia infesti il proprio paese. In Italia al Box Office Il dittatore ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 2,7 milioni di euro e 658 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,96
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
La comicità "seria" di Baron Cohen scherza sulle paure dominanti demolendo i valori americani e la political correctness.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 31 maggio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 31 maggio 2012

Haffaz Aladeen è il dittatore di Wadiya, paese immaginario del nord Africa. Capriccioso e volubile, il generale e supremo leader partecipa (e vince) alle sue olimpiadi, recita nei suoi film, comanda un esercito di (belle) donne, le colleziona nel suo letto e dentro una polaroid, detesta le bombe spuntate e adora le armi chimiche, ha il vizio delle pene capitali, dei cartoni animati e della Wii. Antidemocratico e orgogliosamente idiota, Haffaz Aladeen è 'invitato' dalle Nazioni Unite a dimettersi. Risentito e ostinato a mantenere le redini del proprio paese, partirà alla volta degli Stati Uniti per rispondere davanti al mondo delle proprie (male) azioni. Ma una congiura di palazzo, cambia il corso degli eventi. Sopravvissuto e sostituito da un sosia più scemo di lui, Haffaz Aladeen vagherà per Manhattan, scoprendo i piaceri della democrazia.
Al riparo di e attraverso un nuovo personaggio, Sacha Baron Cohen può fare e dire tutto, scaricando sul suo alter ego la responsabilità delle sue azioni. Sbarcato ancora una volta come un alieno sul suolo americano, Baron Cohen, dietro la barba e sotto il costume, è socialmente inappropriato e dotato di una libertà incondizionata di atto e di parola, con cui travolge e annichilisce gli interlocutori di turno. Dopo il reporter kazako Borat e il corrispondente di moda Brüno, spetta al supremo leader Haffaz Aladeen, refrattario alla democrazia e sovvertitore di convenzioni e convinzioni religiose e istituzionali, la demolizione dei valori americani, della tolleranza, della political correctness. Ma non si esaurisce qui la carica eversiva de Il dittatore, già piazzata ed esplosa nei precedenti film di Larry Charles (Borat, Brüno).
Baron Cohen, imitando il politico iracheno Saddam Hussein, al cui libro di 'memorie' il film beffardamente si ispira, e il terrorista saudita Osama Bin Laden, a cui l'attore 'prende in prestito' la barba, avvia una truffa all'esistenza idealmente prossima a quella teorizzata da Bazin intorno ai baffetti di Hitler rivendicati da Charlot. Naturalmente quando Chaplin girò Il grande dittatore Hitler era in piena attività, rendendo più ardita l'interferenza tra la mitologia della Storia e quella cinematografica, ma la morte dei due leader fondamentalisti non rende meno sfrontato il furto ontologico di Baron Cohen.
Affondato da qualche parte nell'Oceano Indiano, perché la morte non ne aveva soppresso certo l'efficacia simbolica, il corpo di Bin Laden viene recuperato all'oblio e alla difficile relazione che l'America intrattiene con la sua figura dall'effrazione della barba e dall'apparizione di un sosia dietro a una tenda del palazzo di Aladeen. Baron Cohen ne Il dittatore diventa allora corpo comico che incarna un corpo politico nocivo, fino a renderlo innocuo, fino a normalizzarlo, a burlarlo e a ridurne il carico di orrore.
Leader e sosia, a cui è sempre destinata una pallottola, l'attore inglese sceglie un'altra identità e si permette di volare sopra il cielo di Manhattan alla ricerca della barba perduta e producendo umorismo intorno all'undici settembre. E dopo la finestra sul 'cortile' di Ground Zero del broker di Spike Lee, Baron Cohen sceglie un punto panoramico più 'sensibile' da cui guardare l'America come rappresentazione dello spazio occidentale, sferzando gentili, arabi, ebrei, indiani, siriani e qualsiasi altro genere di etnia secondo le regole della sua poetica e alla maniera di Peter Sellers. Egoista ed egocentrista, il dittatore di Baron Cohen fa tutto quello che gli passa per la testa, è un incubo per il prossimo, la pallottola a lui destinata colpisce sempre qualcun altro e lui si limita a prenderne atto e ad andarsene, libero di licenziare, giustiziare, torturare, stuprare, dichiarare guerra. Ebreo 'gentile' fuori dal set, l'attore archivia il reduce orfano di Hugo Cabret e recupera la modalità violenta, una sublimazione di istinti aggressivi che vengono ridotti a irresistibile momento ludico e demenziale.
La comicità di Sacha Baron Cohen è una faccenda paradossalmente seria che scarica il dolore del mondo, esorcizza il male, avverte in anticipo le paure dominanti scherzandoci sopra e dando loro una forma e un nome, soddisfa le esigenze emotive del pubblico pescando il riso dal 'basso' ma radicandolo nello spirito.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 giugno 2012
Doc Steve

Aladeen e' un dittatore di un piccolo paese africano, Wadiya, ignorante e crudele,  finira' solo nella "grande mela" a seguito di un tradimento da parte del suo braccio destro Tamir per instaurare una democrazia di facciata con cui vendere il petrolio di cui e' ricco il paese. Il film ha un ritmo incredibile, non ci sono praticamente momenti morti, e' un susseguirsi [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Sarà un maschio o un aborto?"
Una frase di Il dittatore (Sacha Baron Cohen)
dal film Il dittatore
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Non è servito il nostro menu ideale, ma con il nuovo film scritto e interpretato da Sacha Baron Cohen ci si alza sazi dal self-service. La qualità e gli ingredienti di risate e risatacce suscitate da «Il dittatore» si mantengono, infatti, a metà strada tra il puerile e il canagliesco, lo scurrile e il surreale, il feroce e l’autodistruttivo, ma è giusto anche mettere in conto i due buoni-premio che [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 18 maggio 2012
Nicoletta Dose

Il generale Aladeen esordisce così: "Sono sempre i migliori dittatori che se ne vanno!". Alle domande taglienti del conduttore Larry King risponde con incredibile sincerità, affermando di aver fallito con Israele (perché non è ancora riuscito a distruggerla [...]

GALLERY
venerdì 11 maggio 2012
Luca Volpe

Si attendeva un one-man show e così è stato. Alla premiere mondiale de Il dittatore, svoltasi ieri sera a Londra, i flash sono stati tutti per lui, Sacha Baron-Cohen, ancora una volta indiscusso mattatore.

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