|
|
blasiusack
|
venerdì 25 luglio 2014
|
5 stelle
|
|
|
|
Non avevo ancora dato cinque stelle ad un film italiano degli ultimi anni, ma finalmente posso farlo.
Che dire... film eccezionale, sopratutto per il contrasto tra fotografia e colonna sonora con la trama. Infatti il personaggio subisce delle evoluzioni positive andando avanti nel film, ma la fotografia rimane sempre cupa e con colori freddi e la colonna sonora triste e malinconica. Tutto questo sempre ricollegato alla frase principale: "In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di vero". Tutto il film è un falso. La storia è falsa, ma la colonna sonora e la fotografia no, esse concordano con il vero.
|
|
|
[+] lascia un commento a blasiusack »
[ - ] lascia un commento a blasiusack »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
blasiusack
|
venerdì 25 luglio 2014
|
5 stelle
|
|
|
|
Non avevo ancora dato cinque stelle ad un film italiano degli ultimi anni, ma finalmente posso farlo.
Che dire... film eccezionale, sopratutto per il contrasto tra fotografia e colonna sonora con la trama. Infatti il personaggio subisce delle evoluzioni positive andando avanti nel film, ma la fotografia rimane sempre cupa e con colori freddi e la colonna sonora triste e malinconica. Tutto questo sempre ricollegato alla frase principale: "In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di vero". Tutto il film è un falso. La storia è falsa, ma la colonna sonora e la fotografia no, esse concordano con il vero.
|
|
|
[+] lascia un commento a blasiusack »
[ - ] lascia un commento a blasiusack »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nerò77
|
martedì 1 luglio 2014
|
meritava l'oscar
|
|
|
|
Film geniale, ben diretto, ben interpretato e caratterizzato da una sceneggiatura di alto livello.
Non annoia mai anche se in realtà accadono pochi fatti e ancor meno colpi di scena.
Una fotografia e scenografie di alto livello arricchiscono la storia che accompagna il pubblico dall'inizio alla fine.
Il colpo di scena finale lascia l'amaro in bocca ma è la ciliegina sulla torta in un film che meritava veramente l'oscar. Se avete visto "la grande bellezza" e lo avete apprezzato, guardate questo film e giudicate voi quale sia un vero capolavoro.
|
|
|
[+] lascia un commento a nerò77 »
[ - ] lascia un commento a nerò77 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
michael di renzo
|
giovedì 8 maggio 2014
|
stereotipo artistico
|
|
|
|
La critica è d'accordo, il pubblico no. Credo che alla fine lasciare questo film nelle mani del pubblico e come dare la democrazia al popolo cinese, non serve a nulla. La perfezione e l'imperfezione sono un connubio vincente, Tornatore lo sa e lo sa anche Dio. Per questo partiamo col dire che il personaggio di Virgil Oldman è la caratterizzazione di questa voluta compiacenza artistica. Un malato che aiuta i malati perché li vede come unica cura del suo animo. Ma pensare che quest'ultimi gli facciano persino paura perché gli mostrano se stesso, è follia!
Follia adornata di immagini, pregne di arte, pensieri, logiche di dissimulazione. E' la bellezza miei cari. Una bellezza soggettiva dettata in questo caso dalla simulazione.
[+]
La critica è d'accordo, il pubblico no. Credo che alla fine lasciare questo film nelle mani del pubblico e come dare la democrazia al popolo cinese, non serve a nulla. La perfezione e l'imperfezione sono un connubio vincente, Tornatore lo sa e lo sa anche Dio. Per questo partiamo col dire che il personaggio di Virgil Oldman è la caratterizzazione di questa voluta compiacenza artistica. Un malato che aiuta i malati perché li vede come unica cura del suo animo. Ma pensare che quest'ultimi gli facciano persino paura perché gli mostrano se stesso, è follia!
Follia adornata di immagini, pregne di arte, pensieri, logiche di dissimulazione. E' la bellezza miei cari. Una bellezza soggettiva dettata in questo caso dalla simulazione. L'opera vi pone e si pone domande e poi ne da una risposta qualunquista. L'amore fa male e lo sappiamo tutti. Ma facciamo finta di niente che vuoi farci?!. La fotografia è impeccabile ma come detto, non troppo. La sceneggiatura è un pregio da dare, la perfezione della storia zoppicante e cattiva colpisce gli animi più deboli. La lacrima scappa per colpa dell'inganno, e chi non si sa emozionare non ha cuore. Toccare i cuori di tutti e impossibile quindi miei recensori d'avanguardia non atterrate il film. L'unica truffa che c'è è proprio quella a discapito del buon Oldman. Un saluto.
M.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a michael di renzo »
[ - ] lascia un commento a michael di renzo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mareincrespato70
|
mercoledì 16 aprile 2014
|
arte: passione e/o inganno?
|
|
|
|
Un altro piccolo grande capolavoro di Giuseppe Tornatore, nostro regista di fama internazionale, talento eccelso mai troppo apprezzato in Italia.
Film gioiello sul tema del doppio e della immagine finzione/realtà che caratterizza le nostre relazioni, il rapporto con noi stessi e con l'altro e quindi la vita nella sua inncomensurabilità; ma anche thriller appassionante, intellettualmente colto, con tempi cinematorgrafici e sceneggiatura di notevole livello, regia che richiama certi bei film americani.
Figure femminili intriganti che "complicano", virtuosamente e non, lo scorrere ordinario della quotidianità maschile, la metodicità di chi ha programmato di isolarsi dalle passioni avvolgenti della relazione con l'altro sesso: ma l'inganno è dietro l'angolo e la passione è multiforme nelle sue insidiose apparizioni.
[+]
Un altro piccolo grande capolavoro di Giuseppe Tornatore, nostro regista di fama internazionale, talento eccelso mai troppo apprezzato in Italia.
Film gioiello sul tema del doppio e della immagine finzione/realtà che caratterizza le nostre relazioni, il rapporto con noi stessi e con l'altro e quindi la vita nella sua inncomensurabilità; ma anche thriller appassionante, intellettualmente colto, con tempi cinematorgrafici e sceneggiatura di notevole livello, regia che richiama certi bei film americani.
Figure femminili intriganti che "complicano", virtuosamente e non, lo scorrere ordinario della quotidianità maschile, la metodicità di chi ha programmato di isolarsi dalle passioni avvolgenti della relazione con l'altro sesso: ma l'inganno è dietro l'angolo e la passione è multiforme nelle sue insidiose apparizioni.
Tanti riferimenti colti, attori a attrici bravi, e ispirati nei loro ruoli, con un ispiratissimo Geoffrey Rush a farla da padrone, con il suo ghigno ineffabile, con la sua inadeguatezza alle relazioni con l'altro sesso che cerca di combattere con un cinismo di maniera, attraverso una maschera un po' misogina, e un po' misantropa (Geppy Gambardella?), ma quanto autentica?
L'arte come passione e come inganno in un crudele gioco, amaro come a volte sa esserlo solo il destino: "Vivere con una donna è come partecipare ad un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore".
Ciò che è vero non sempre è reale. Tornatore ai suoi massimi, ci regala un altro grandissimo film che idealmente rimando/a al bellissimo "La sconosciuta". Da vedere e rivedere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mareincrespato70 »
[ - ] lascia un commento a mareincrespato70 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
luigi chierico
|
domenica 6 aprile 2014
|
delirante - e’ meglio non fidarsi di nessuno
|
|
|
|
Il film è terribilmente bello. Bello perché nuovo, interpretato magistralmente da Geoffrey Rush, elegante negli ambienti, le musiche impagabili di Morricone, la vicenda accattivante. Terribile per il vuoto che ti lascia dentro. La violenza della carpita fede, il travaglio di una speranza uccisa, l'inganno della vita. I sentimenti di lui in contrasto con la cattiveria dei suoi amici. Un giallo colorato di rosa. Un battitore d’asta elegante, raffinato, all’apice del successo vive la sua vita tra gli oggetti più belli di cui la gente si vuole o si deve disfare. Per sua scelta è scapolo ma il dardo di Cupido è sempre pronto a scoccare e a colpire. Chi è convinto di esserne immune è invece il più vulnerabile.
[+]
Il film è terribilmente bello. Bello perché nuovo, interpretato magistralmente da Geoffrey Rush, elegante negli ambienti, le musiche impagabili di Morricone, la vicenda accattivante. Terribile per il vuoto che ti lascia dentro. La violenza della carpita fede, il travaglio di una speranza uccisa, l'inganno della vita. I sentimenti di lui in contrasto con la cattiveria dei suoi amici. Un giallo colorato di rosa. Un battitore d’asta elegante, raffinato, all’apice del successo vive la sua vita tra gli oggetti più belli di cui la gente si vuole o si deve disfare. Per sua scelta è scapolo ma il dardo di Cupido è sempre pronto a scoccare e a colpire. Chi è convinto di esserne immune è invece il più vulnerabile. Una voce lo chiama da lontano, cede ancora dinanzi ad un’ offerta di oggetti di valore, ma cosa si nasconde dietro l’angolo, chi dietro una porta chiusa ? Il noto battitore, capace di individuare l’inganno della merce da vendere ad un pubblico, ciecamente interessato all’acquisto del pezzo di valore, cieco, per così dire, non si accorge dell’inganno degli amici, suoi complici sin che fa comodo.
E’il prezzo dell’amore. Credere è bene, ma non credere è meglio. L'uomo sta per raccogliere i frutti di quanto pazientemente ha seminato, ma gli dei gli hanno riservato una sorpresa terribile, come ho detto, agghiacciante, da lasciare senza respiro. Siamo alla fine, alla fine della ricchezza, della gioia, della soddisfazione, dell’amicizia. Non resta che vivere nella desolazione con sé stesso, nella solitudine, unici compagni i ricordi e i rimpianti. Nel bel libro “Un cuore così bianco” di Javier Marìas si legge, riferito ad un noto competente d’opere d’arte :“non gli telefonavano quasi più, anche se il suo occhio e le sue competenze erano le stesse di sempre o forse maggiori, raramente si consultano i vecchi o solo per cose molto importanti.
Il film è finito, lo spettatore muto, attonito ancora non trova la forza e il coraggio di abbandonare, anche lui, il grandissimo Geoffrey Rush.
Così sera dopo sera per settimane, mesi c’è stata gente che è andata a fargli compagnia, ed è questo il vero successo del battitore d’asta. Chigi
chibar22@libero.it
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a luigi chierico »
[ - ] lascia un commento a luigi chierico »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gianleo67
|
sabato 8 marzo 2014
|
l'amore per l'arte e l'arte dell'amore
|
|
|
|
Autorevole e solitario battitore d'aste di mezza età dedito al lavoro e prestigioso collezionista di ritratti femminili viene incaricato da una misteriosa ereditiera di curare l'inventario e la vendita dei preziosi reperti della villa di famiglia. Inizialmente riluttante, viene convinto dalla donna che vive reclusa in casa a causa di una grave agorafobia e che gradualmente riesce a conquistarne fiducia e sentimenti. L'autenticità della relazione e delle intenzioni della donna però sembra siano passibili di un grave problema di valutazione...
Dallo spunto certamente intrigante del soggetto (in ogni falso sembra esserci un fondo di verità e viceversa) e dalle eleganti (calligrafiche?) cadenze da 'thriller d'antiquariato' sempre inclini ad una immanente 'Sindrome di Sthendal', il buon Tornatore imbastisce lo sfarzoso set per un cast internazionale (Rush,Sutherland,Sturgess) in cui gli elementi decorativi e le suggestioni filologiche sembrano dominare la scena a scapito della linearità di una sceneggiatura che in più di un punto appare viziata dal grave pregiudizio dell'artificio e della mistificazione (come fa un esperto e sgamato professionista del settore a non sapere con chi fa affari? Come fa un ricco e facoltoso cinquantenne a non aver mai dormito con una donna? Insomma roba non da poco!).
[+]
Autorevole e solitario battitore d'aste di mezza età dedito al lavoro e prestigioso collezionista di ritratti femminili viene incaricato da una misteriosa ereditiera di curare l'inventario e la vendita dei preziosi reperti della villa di famiglia. Inizialmente riluttante, viene convinto dalla donna che vive reclusa in casa a causa di una grave agorafobia e che gradualmente riesce a conquistarne fiducia e sentimenti. L'autenticità della relazione e delle intenzioni della donna però sembra siano passibili di un grave problema di valutazione...
Dallo spunto certamente intrigante del soggetto (in ogni falso sembra esserci un fondo di verità e viceversa) e dalle eleganti (calligrafiche?) cadenze da 'thriller d'antiquariato' sempre inclini ad una immanente 'Sindrome di Sthendal', il buon Tornatore imbastisce lo sfarzoso set per un cast internazionale (Rush,Sutherland,Sturgess) in cui gli elementi decorativi e le suggestioni filologiche sembrano dominare la scena a scapito della linearità di una sceneggiatura che in più di un punto appare viziata dal grave pregiudizio dell'artificio e della mistificazione (come fa un esperto e sgamato professionista del settore a non sapere con chi fa affari? Come fa un ricco e facoltoso cinquantenne a non aver mai dormito con una donna? Insomma roba non da poco!). Se dai dettagli del complesso quadro della narrazione si evince l'autenticità dell'opera e la sua credibilità artistica, allora il film del regista siciliano deve essere sicuramente un 'falso d'autore' in cui la mano dell'impostore sembra aver diabolicamente architettato le sembianze di una verosimile originalità cinematografica (il classico e prevedibile meccanismo del 'pollo da spennare') smarrendo però la strada tra incoerenze logiche e incostanza psicologica dei personaggi (almeno di quelli principali spesso alle prese con le ridicole schermaglie di un capzioso avvicinamento emotivo) laddove la forza della scrittura cinematografica risiede proprio nella congruenza di questi semplici elementi. Nel suggerire poi strade alternative al classico dilemma tra l'amore per l'arte e l'arte dell'amore (più intesa come arte di governare i capricci di una femminea dissimulazione) l'autore sembra cedere alla tentazione di un elegante meccanismo cerebrale in cui il percorso di conoscenza dell'una e dell'altra sembrano intrecciarsi nel fragile gioco di una pretestuosa ambiguità, laddove le imprevedibili passioni del cuore sembrano soverchiare fatalmente quelle razionali per il bello e per l'arte (intese come accumulo di beni commerciabili). Attraversato da una vena di amara ironia e di una involontaria misoginia, il film sembra dilungarsi oltre il consentito confermando la prolissità del cinema di un autore non del tutto privo di buone qualità ed irridendo beffardamente gli spettatori, similmente al grazioso espediente dell'automa di Vaucanson, con la reiterata litania di 'Wheelie and the Chopper Bunch' : 'Te l'avevo detto io! Te l'avevo detto!'.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gianleo67 »
[ - ] lascia un commento a gianleo67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stefano bruzzone
|
mercoledì 26 febbraio 2014
|
grande tornatore
|
|
|
|
dopo Baaria il maestro ritorna con un'altro piccolo-grande capolavoro dimostrando che, quando ci sono i budget e di conseguenza attori importanti e musiche di Morricone, anche i registi italiani sono in grado di girare films che nulla hanno da invidiare alle grandi produzioni Usa. un film intenso con una sceneggiatura profonda e complessa (non è facile scrivere di arte..) magistralmente interpretato da G. Rush nei panni di un ricco e famoso battitore/critico e mercante d'arte. si innamorerà di una ragazza assai strana la quale vorrebbe che lui vendesse all'asta tutti i beni dei genitori morti di recente. forse solo l'epilogo assai scontato e prevedibile, fa si che questo non sia un capolavoro ma "solamente" un grande film dalle grandi atmosfere, con una fotografia, arredi, costumi, location e una regia impeccabili.
[+]
dopo Baaria il maestro ritorna con un'altro piccolo-grande capolavoro dimostrando che, quando ci sono i budget e di conseguenza attori importanti e musiche di Morricone, anche i registi italiani sono in grado di girare films che nulla hanno da invidiare alle grandi produzioni Usa. un film intenso con una sceneggiatura profonda e complessa (non è facile scrivere di arte..) magistralmente interpretato da G. Rush nei panni di un ricco e famoso battitore/critico e mercante d'arte. si innamorerà di una ragazza assai strana la quale vorrebbe che lui vendesse all'asta tutti i beni dei genitori morti di recente. forse solo l'epilogo assai scontato e prevedibile, fa si che questo non sia un capolavoro ma "solamente" un grande film dalle grandi atmosfere, con una fotografia, arredi, costumi, location e una regia impeccabili. ovviamente, ma non è una scoperta, musiche bellissime.
Voto: 8
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a stefano bruzzone »
[ - ] lascia un commento a stefano bruzzone »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mau741
|
martedì 25 febbraio 2014
|
cosi non va
|
|
|
|
Sono troppo deluso. Il film mi ha tenuto attaccato allo schermo fino al finale... e poi la delusione. Mi spiace ma io questo genere di film non lo tollero. Persino i film drammatici hanno un finale che ti laascia un messaggio positivo... questo no. Mi si dirà: ehm ma è la vita! Appunto, io vado al cinema per tornare con un sorriso, non per tornare piu depresso di prima. Una parola per definire il finale: Arido.
|
|
|
[+] lascia un commento a mau741 »
[ - ] lascia un commento a mau741 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
kondor17
|
domenica 23 febbraio 2014
|
bello a metà
|
|
|
|
VIrgil Oldman è uno stimato battitore d'asta ed estimatore d'antiquariato, che a volte si approfitta del suo nome per sottostimare quadri di inestimabile valore (ritratti di donna) ed acquistarli a prezzi irrisori grazie alla complicità dell'amico in sala, Donald Sutherland. Maniaco dell'igiene e solitario, ma soprattutto estremamente solo, Virgil passa quindi le serate nel suo rifugio ad ammirare uno ad uno gli sguardi di quelle donne, impescrutabili, irraggiungibili. Un giorno il suo segretario riceve la telefonata di Claire, giovane e misteriosa ereditiera di un patrimonio che i genitori, in punto di morte, prescrissero dovesse essere valutato esclusivamente dal sig.
[+]
VIrgil Oldman è uno stimato battitore d'asta ed estimatore d'antiquariato, che a volte si approfitta del suo nome per sottostimare quadri di inestimabile valore (ritratti di donna) ed acquistarli a prezzi irrisori grazie alla complicità dell'amico in sala, Donald Sutherland. Maniaco dell'igiene e solitario, ma soprattutto estremamente solo, Virgil passa quindi le serate nel suo rifugio ad ammirare uno ad uno gli sguardi di quelle donne, impescrutabili, irraggiungibili. Un giorno il suo segretario riceve la telefonata di Claire, giovane e misteriosa ereditiera di un patrimonio che i genitori, in punto di morte, prescrissero dovesse essere valutato esclusivamente dal sig. Oldman in persona. Infastidito dall'insistenza e dalla mancanza di puntualità della cliente, ma allo stesso tempo incuriositone, Virgil decide quindi controvoglia di prendere in carico la cosa, con tutte le consegenze del caso. Claire, 27enne ereditiera, è infatti affetta da agorafobia, non esce di casa da 12 anni, non vede e non è vista da nessuno, nemmeno dal fedele maggiordomo, e si concede solo verbalmente all'estimatore, per telefono e da dietro una porta. Tra i due sembra nascere una sorta di empatia, ma che porterà a conseguenze inimmaginabili.
Per la prima ora il film è veramente ben fatto. Accattivante come pochi, ti incolla allo schermo senza possibilità di scelta. Le musiche di Morricone ed una splendida fotografia ne fanno poi solida cornice. Evidentemente però Tornatore non è molto avvezzo al thriller, nè tantomeno al genere "truffe ingani & co." . La seconda parte risulta pertanto raffazzonata e non scevra di lacune narrative, che trascinano in basso anche le performance dei pur bravi attori. Mancano troppi collegamenti ed alla fine ti resta in bocca un senso di amarognolo, per l'ottima occasione sprecata per un finale decisamente non degno dell'inizio. Se fossi in lui, lo rifarei senza tanti pupazzi animati e rigattieri tuttofare, ma proseguendo invece sul fantastico scavo psicologico intrapreso, ma poi scioccamente abbandonato.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a kondor17 »
[ - ] lascia un commento a kondor17 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|