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"joss"
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domenica 3 febbraio 2019
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tutto gira intorno a rapha...
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Ozon stupisce una volta in più con questo... "filmetto furbetto". Una trama di per sè molto semplice ma con Fabrice Luchini istrionico come sempre, Kristin Scott Thomas affascinante ed Emmanuelle Seigner non solo bella ma... di più, riesce a confezionare un ottimo prodotto francese, diciamo D.O.C. come i vini migliori. Vero che ci si imbatte anche in un giovane di nome Ernst Umhauer, attore che con i suoi lineamenti aristocratici ha probabilmente una ricca carriera davanti a lui, che in questo contesto è perfetto per la parte. Tutta la storia ha come fulcro lo studente Rapha, compagno di Claude, che si diverte ad aiutarlo nei compiti soprattutto perchè in questo modo può entrare in casa sua, una vera "casa borghese".
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Ozon stupisce una volta in più con questo... "filmetto furbetto". Una trama di per sè molto semplice ma con Fabrice Luchini istrionico come sempre, Kristin Scott Thomas affascinante ed Emmanuelle Seigner non solo bella ma... di più, riesce a confezionare un ottimo prodotto francese, diciamo D.O.C. come i vini migliori. Vero che ci si imbatte anche in un giovane di nome Ernst Umhauer, attore che con i suoi lineamenti aristocratici ha probabilmente una ricca carriera davanti a lui, che in questo contesto è perfetto per la parte. Tutta la storia ha come fulcro lo studente Rapha, compagno di Claude, che si diverte ad aiutarlo nei compiti soprattutto perchè in questo modo può entrare in casa sua, una vera "casa borghese". C'è una scena straordinaria proprio a inizio film che chiarisce subito il motivo dominante del film, cioè la curiosità. Germain sta leggendo sfiduciato alcuni temi dei suoi alunni, un paio scrivono sì e no tre righe... Poi prende il tema di Claude e comincia a leggerlo incuriosito, sia dalla lunghezza che dal contenuto. Jeanne, che si sta facendo una tisana, è attratta anche lei e si sdraia sul divano per ascoltare ciò che ha scritto Claude. Marito e moglie sono stupefatti, Claude scrive bene e riesce a incuriosire con tematiche particolari, senza dubbio ha talento, molto talento! Germain sgrana poi gli occhi increduli quando legge che Claude sta per uscire dalla casa di Rapha ma è attratto da un odore particolare, il "tipico odore delle donne borghesi", che lo fa deviare verso la stanza dove la donna borghese, cioè la giovane mamma di Rapha, sta sfogliando con interesse una rivista di arredamento. Anche Jeanne è sbalordita e il film inizia in pratica da qui. Si sa che Germain non aveva particolare talento come scrittore e vede dunque in Claude un suo alter-ego, un giovane da aiutare e da assecondare per vedere fin dove può arrivare. Gli incontri tra Claude e Germain si fanno frequenti e in pratica il professore diventa complice in tutto e per tutto di questo curioso gioco perverso ma sincero: vuole sapere il più possibile di ciò che avviene nella casa di Rapha, ma soprattutto lo vuole sapere dagli scritti di Claude, e per fare ciò lo asseconda oltre il limite. La splendida Esther, mamma di Rapha, diventa presto un'ossessione per il giovane Claude, che vede in lei un oggetto di desiderio da conquistare. Le visite a casa di Rapha diventano quotidiane e molto lunghe, ogni scusa è buona per entrare "nella casa"... Germain però trascura Jeanne che non riesce a far decollare la galleria d'arte moderna di cui è direttrice. In più fornisce a Claude un documento riservato per aiutarlo a continuare le visite in casa di Rapha. Il finale deborda un pò e lascia sconcertati, in quanto Germain perde il lavoro e in più viene lasciato da Jeanne, ma si consola fantasticando insieme a Claude, seduti su una panchina, sul possibile motivo di una diatriba che si sta consumando in un balcone tra due belle trentenni. In un paio di occasioni Germain "appare" come un ectoplasma tra Claude ed Esther consigliandolo su come portare avanti il discorso: due siparietti esilaranti, dove Luchini ruba davvero la scena con la sua mimica straordinaria. Un film intrigante e divertente, con un finale forse non riuscito del tutto, ma da vedere sicuramente. - di "Joss" -
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fabiofeli
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domenica 28 aprile 2013
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l'intrusione nella casa. continua ...
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Nella casa di François Ozon
In una scuola media superiore francese il preside desidera introdurre le divise per gli studenti, come avviene in molte scuole inglesi, per eliminare le differenze sociali. Il professore di francese, Germain (Fabrice Luchini), pensa che sia una trovata che elimini anche la personalità degli studenti massificandoli a pecore obbedienti. Il professore ha un deludente passato di scrittore e rimane subito colpito nello scoprire durante le lezioni che uno studente (Ernst Umhauer) ha indubbie capacità letterarie; questi descrive a episodi, come in un pulp magazine, la sua tattica di avvicinamento ad un ingenuo compagno di classe, Rapha (Bastien Ughetto) per installarsi nella casa della famiglia di quest’ultimo, con scopi non chiari.
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Nella casa di François Ozon
In una scuola media superiore francese il preside desidera introdurre le divise per gli studenti, come avviene in molte scuole inglesi, per eliminare le differenze sociali. Il professore di francese, Germain (Fabrice Luchini), pensa che sia una trovata che elimini anche la personalità degli studenti massificandoli a pecore obbedienti. Il professore ha un deludente passato di scrittore e rimane subito colpito nello scoprire durante le lezioni che uno studente (Ernst Umhauer) ha indubbie capacità letterarie; questi descrive a episodi, come in un pulp magazine, la sua tattica di avvicinamento ad un ingenuo compagno di classe, Rapha (Bastien Ughetto) per installarsi nella casa della famiglia di quest’ultimo, con scopi non chiari. Al ragazzo manca una vera famiglia, al professore pesa una paternità mancata. Si instaura un rapporto sempre più stretto tra il professore e lo studente, che esaminano assieme le pagine del racconto che si arricchisce di sempre nuovi capitoli. A questo punto non è sempre chiaro quanto accade realmente e quanto sia frutto di invenzione letteraria. Nella casa della famiglia borghese i rapporti familiari tra marito e moglie (Denis Menochet ed Emmanuelle Seigner) vengono sconvolti dall’intrusione. Lo stesso Rapha scopre un’attrazione che cerca di rifiutare verso l’amico. Si ha sentore anche di una crisi nel rapporto tra Germain e la moglie Jeanne (Kristine Scott Thomas), che gestisce una galleria di arte moderna con risultati frustranti. Si prefigurano esiti sconvolgenti e drammatici. Non è lecito svelare ulteriormente la trama, perché il film è giocato in gran parte sulle continue sorprese e su rivolgimenti di fronte.
La storia, tratta dal romanzo “Il ragazzo dell’ultimo banco” di J. Mayorga, è un intricato gioco di specchi tra scrittore e lettore e, se vogliamo, tra produttore di film e regista, con interazioni tra due mondi che dovrebbero essere separati, ma che si mescolano di continuo sotto la sollecitazione del racconto. In questo senso viene descritto perfettamente il senso di libertà e il gusto del potere creativo di chi scrive o filma; in un attimo l’autore può modificare il corso della storia raccontata, eliminando personaggi o facendoli agire come meglio gli aggrada: una specie di potere assoluto sui personaggi e sulla loro storia, offerto da una pagina bianca o da una cinepresa in mano. Basta guardare le finestre di un condominio per scoprire un filone d’oro di storie diverse da descrivere o ricreare con la propria immaginazione.
La recitazione è molto buona – meritano una menzione speciale Luchini, Umhauer e la Scott Thomas -; il dialogo tiene.
Lo svolgimento di Ozon fa pensare alla leggerezza di pellicole della nouvelle vague: il dramma, in fondo, è poco più di una tempesta in un bicchier d’acqua.
Un film che vale la pena di vedere.
Valutazione ***
FabioFeli
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zummone
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mercoledì 29 maggio 2013
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la vita domestica spiata e reinventata
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Si può uscire dalla sala, con la sensazione di essere stati raggirati, con il dubbio di aver assistito a una storia meta-meta-cinematografica, lo diremo subito. L'ultimo film del regista F. Ozon, infatti, sembra undivertissement macabro. Il professor Germain (F. Luchini) insegna letteratura al liceo e tra i suoi studenti, quasi tutti poco propensi alla scrittura, viene colpito da Claude, molto dotato nella parola scritta, che inizia a raccontare, nei suoi temi, il rapporto con il suo compagno di classe Rapha e, soprattutto, con la sua famiglia.
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Si può uscire dalla sala, con la sensazione di essere stati raggirati, con il dubbio di aver assistito a una storia meta-meta-cinematografica, lo diremo subito. L'ultimo film del regista F. Ozon, infatti, sembra undivertissement macabro. Il professor Germain (F. Luchini) insegna letteratura al liceo e tra i suoi studenti, quasi tutti poco propensi alla scrittura, viene colpito da Claude, molto dotato nella parola scritta, che inizia a raccontare, nei suoi temi, il rapporto con il suo compagno di classe Rapha e, soprattutto, con la sua famiglia. Claude diventa intimo del nucleo famigliare (mamma, papà e figlio unico) e frequenta abitualmente la loro abitazione, narrando ciò che osserva pazientemente. In una sempre più ambigua relazione, tra Claude e la famiglia di Rapha, si susseguono i temi che analizzano con ironia caustica, o con fredda chirurgia, i rapporti interpersonali, le frustrazioni, i sensi di colpa, la rabbia repressa. Claude è attratto voyeuristicamente, potremmo dire parafrasando Bunuel, da quel fascino discreto della borghesia (famigliare) e ne scrive. Il professore lo incita ad andare avanti, per assecondare il suo talento, risucchiato a sua volta dalla curiosità della storia, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. L'epilogo si prospetterà crudele e grottesco.
Con ironia feroce, capacità narrativa indubbia e bella orchestrazione di attori, Ozon dirige un film inquietante: perverso, divertente, satirico, con risvolti thriller. La sceneggiatura (che forse indugia e indulge un po', solo nel finale), mescola progressivamente sempre di più, la realtà e la finzione, il racconto e l'interpretazione, la fantasia e i desideri. Ci costringe a diventare spettatori di nascosto, di un dramma nelle mura domestiche, in cui la storia è filtrata da Claude, che a sua volta la scrive e la rende materia di interpretazione per il professore e sua moglie (K. Scott Thomas). Un labirinto ossessivo, dove il giovane biondo protagonista (E. Umhauer), in apparenza angelico, è invece il luciferino demiurgo.
Forse non si riesce a spiegare la trama così bene, ma guardatelo e capirete quel che volevamo dire.
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giapicch
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mercoledì 14 maggio 2014
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una morbosa ossessione che coinvolge lo spettatore
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Nel liceo di una cittadina francese, un uomo di nome Germain lavora come insegnante di letteratura. La sua monotona routine di lezioni e compiti impartiti ad allievi sempre più disinteressati alla materia viene improvvisamente interrotta da un ragazzo di nome Claude. Questo sedicenne, attraverso un breve trattato in prima persona sulla famiglia di un compagno di classe(Rapha), attira l'attenzione del professore e della sua compagna, soprattutto grazie alla chiosa finale del tema ("Continua.
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Nel liceo di una cittadina francese, un uomo di nome Germain lavora come insegnante di letteratura. La sua monotona routine di lezioni e compiti impartiti ad allievi sempre più disinteressati alla materia viene improvvisamente interrotta da un ragazzo di nome Claude. Questo sedicenne, attraverso un breve trattato in prima persona sulla famiglia di un compagno di classe(Rapha), attira l'attenzione del professore e della sua compagna, soprattutto grazie alla chiosa finale del tema ("Continua...") che lascia la coppia(e lo spettatore) sulle spine, curiosa di sapere come evolverà la storia. Questa descrizione coinvolgente e stilisticamente pulita sembra al professore una vera perla rara, in mezzo alla pochezza culturale degli altri studenti e così Germain decide perciò di aiutare il ragazzo a migliorare la sua tecnica narrativa e, di conseguenza, poter continuare a leggere come evolve il racconto. La curiosità coinvolge pienamente anche il pubblico, che aspetta impazientemente nuovi dettagli sulla vita all'interno della casa di questa normale famiglia borghese, tanto da diventare un'ossessione(non solo per il pubblico, ma anche per i lettori e per lo scrittore stesso); dettagli che, col passare del tempo, si fanno sempre più morbosamente intimi: alcuni di questi lo sono così tanto, che sembra(sia a noi, che al professore) possano essere solo il frutto dell'immaginazione del ragazzo. La storia intreccia in maniera crescente fantasia e realtà, tanto da spiazzare lo spettatore e, di fatto, anche Germain(e la sua compagna). Proprio per questo eccedere nell'aspetto romanzato del racconto, il film rischia di perdere un po' della sua credibilità, soprattutto nel finale. Tuttavia la pellicola merita per lo stile e per il ritmo incalzante, con cui Ozon riesce a tenere incollato allo schermo lo spettatore.
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jean remi
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giovedì 14 novembre 2013
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film esaltazione dello scrivere.
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Germain, professore di letteratura in un liceo classico francese, frustrato perché non ha sufficiente talento per fare ciò che più gli piace “scrivere”, si imbatte nella bravura nell’esprimersi letterariamente di un suo allievo (Claude) che, attraverso puntate a seguire racconta, nei temi di classe, una storia di osservazione delle abitudini e dei comportamenti di un suo compagno di liceo (Rapha) e della sua famiglia che frequenta con assiduità.
Il professor Germain condivide, con interesse e quasi morbosa curiosità, con la moglie (Jeanne) la lettura delle “puntate” del romanzo che sta per nascere dalle osservazioni scritte da Claude nelle quali libera i suoi sentimenti, le sue aspirazioni, le sue pulsioni adolescenziali, i suoi punti deboli e soprattutto l’invidia per non avere, come Rapha, una famiglia “normale e borghese”.
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Germain, professore di letteratura in un liceo classico francese, frustrato perché non ha sufficiente talento per fare ciò che più gli piace “scrivere”, si imbatte nella bravura nell’esprimersi letterariamente di un suo allievo (Claude) che, attraverso puntate a seguire racconta, nei temi di classe, una storia di osservazione delle abitudini e dei comportamenti di un suo compagno di liceo (Rapha) e della sua famiglia che frequenta con assiduità.
Il professor Germain condivide, con interesse e quasi morbosa curiosità, con la moglie (Jeanne) la lettura delle “puntate” del romanzo che sta per nascere dalle osservazioni scritte da Claude nelle quali libera i suoi sentimenti, le sue aspirazioni, le sue pulsioni adolescenziali, i suoi punti deboli e soprattutto l’invidia per non avere, come Rapha, una famiglia “normale e borghese”.
Germain convinto delle potenzialità espressive di Claude, si fa coinvolgere e travolgere sino in fondo dai fatti, stringendo un rapporto molto profondo con lo studente fatto di complicità, suggerimenti e macchinazioni atte a far proseguire la stesura degli scritti, dai quali è incuriosito e affascinato.
Il finale in questa commedia che sfiora il thriller drammatico, è imprevedibile. I due appassionati dello scrivere si ritrovano soli, rifiutati ed abbandonati da tutti (Germain è stato licenziato ed abbandonato dalla moglie, Claude ha perso l’amicizia di Rapha che con la sua famiglia si è trasferito lontano), tuttavia rimane in loro il “furor sacro” della letteratura e seduti su una panchina e osservando lo svolgersi della vita quotidiana, attraverso finestre e terrazze di un palazzo che sta loro di fronte, già pensano al soggetto della prossima storia che ci racconteranno.
Un plauso ad Ozon (stella nascente della nuova corrente del cinema francese) che, nell’epoca di internet e della comunicazione veloce fatta per sigle o con numero di caratteri imposto, esalta la creazione artistico letteraria e ci fa capire come giocando sull’osservazione e lasciando, anche a chi guarda il film, la possibilità di dare diverse interpretazioni di ciò che accade, si possa costruire un’interessante storia semplicemente scrivendo.
Da Ozon comunque attendo un “acuto” che ne esalti tutte le potenzialità, essendo sinora le sue opere, a mio avviso, “buoni film” ma non “grandi film”.
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stefanoadm
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lunedì 30 dicembre 2013
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presuntuoso e sciatto
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Incomprensibile che in tanti si straccino le vesti per questa autentica sòla, dai tempi affrettatissimi. I punti di svolta sono segnati da azioni azzardate, talora autolesioniste. Per renderle plausibili occorrerebbe un gran lavoro sulla psicologia dei personaggi e sulla sua emersione. Invece no, voilà, l’atto idiota è servito da un secondo all’altro, il passo che avvicina all’irreparabile è sostanzialmente gratuito. I personaggi di Nella casa dovrebbero (vorrebbero) essere il materiale umano su cui agiscono ossessioni e frustrazioni profonde, ma spesso sembrano semplicemente stupidi. Medaglia d’oro per il gesto più scemo al furto del compito in classe, giustificato così debolmente da risultare del tutto inverosimile.
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Incomprensibile che in tanti si straccino le vesti per questa autentica sòla, dai tempi affrettatissimi. I punti di svolta sono segnati da azioni azzardate, talora autolesioniste. Per renderle plausibili occorrerebbe un gran lavoro sulla psicologia dei personaggi e sulla sua emersione. Invece no, voilà, l’atto idiota è servito da un secondo all’altro, il passo che avvicina all’irreparabile è sostanzialmente gratuito. I personaggi di Nella casa dovrebbero (vorrebbero) essere il materiale umano su cui agiscono ossessioni e frustrazioni profonde, ma spesso sembrano semplicemente stupidi. Medaglia d’oro per il gesto più scemo al furto del compito in classe, giustificato così debolmente da risultare del tutto inverosimile.
Si sprecano, fra l'altro, riferimenti e calchi da Woody Allen: coprotagonista minuto e occhialuto che a tratti somiglia anche fisicamente all’originale; dialoghi verbosi tra coniugi di estrazione sociale media o medio-alta, di buona cultura, spesso giudicanti; perfino l’apparizione fantasmatica del professore che commenta col piglio del critico letterario il bacio proibito tra mamma bbona e studente discolo. Peccato che Allen abbia seminato trovate simili in contesti ben diversi e più intonati, non certo tendenti, come in questo caso, al dramma morbosetto. Perché tutto ciò?
Tre pennellate completano il quadro. 1) Kristine Scott Thomas che prende un tè con lo studente figo, sente una parola di troppo e lascia il marito. Ci è andata a letto, col giovincello, sì o no? Chissenefrega, vien da pensare. 2) Emmanuelle Seigner che all’improvviso risolve la sua situazione trasferendosi, con marito burino e figlio scemo, in Cina. Sì, in Cina!!! 3) Citazione finale de La finestra sul cortile , coi protagonisti che sbirciano voyeuristicamente negli appartamenti e nelle vite altrui. Si concentrano sul litigio tra due donne, ma da una finestra echeggiano gli spari di un delitto. Ci mancava Hitchcock.
Sarebbe questa la riflessione sul lavoro del narrare – sceneggiare – editare - girare?
Parbleu!
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francesco2
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giovedì 1 maggio 2014
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bellissimo
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"Nella casa" è uno splendido film, ora ne sono ancora più convinto. A parte l'impeccabilità formale di alcune scene (Notare, per esempio, la bellezza della musica che sentiremo per la prima volta nella scena della poesia, che verrà citata più volte come più volte ripetuta la stessa musica....)ma anche un'opera sul confine tra arte e vita, su come la prima disilluda (A un certo punto il ragazzo dice "La Matematica non delude mai") come anche la seconda (Nel finmale!-; o anche -Senza moralismi- sulla mediocrità nella società odierna, di cui fa (Implicito?) "Sfoggio" una coppia formata da uno scrittore senza talento ed una donna probabilmente talentuosa, che però nel suo lavoro "Ospita" la mediocrità (Appunto).
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"Nella casa" è uno splendido film, ora ne sono ancora più convinto. A parte l'impeccabilità formale di alcune scene (Notare, per esempio, la bellezza della musica che sentiremo per la prima volta nella scena della poesia, che verrà citata più volte come più volte ripetuta la stessa musica....)ma anche un'opera sul confine tra arte e vita, su come la prima disilluda (A un certo punto il ragazzo dice "La Matematica non delude mai") come anche la seconda (Nel finmale!-; o anche -Senza moralismi- sulla mediocrità nella società odierna, di cui fa (Implicito?) "Sfoggio" una coppia formata da uno scrittore senza talento ed una donna probabilmente talentuosa, che però nel suo lavoro "Ospita" la mediocrità (Appunto).
Un film sul tema del doppio, presente persino nel nome del marito (Germain, guarda caso, proprio come in Tedesco sono i titoli dei quadri presenti nell'"Altra" casa).
Peccato il finale, che forse non dice granché e cita troppo esplicitamente "La finestra sul cortile" di Hitchcock.
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renato volpone
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domenica 21 aprile 2013
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la splendida verità
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François Ozon magicamente ci fa entrare "nella casa" di una tipica famiglia borghese. Per farlo usa gli occhi e le parole di un ragazzo sedicenne, Claude, che costruisce con il suo professore Germain un romanzo nel più puro stile della letteratura classica francese. Con grande originalità il regista ci offre un'altra delle sue meravigliose "perle" , tenendo lo spettatore sempre sul filo del rasoio, non dando mai nulla per scontato, ed arrivando ad un finale assolutamente sorprendente. Meravigliosi i rapporti tra i diversi personaggi, sensuali e drammaticamente profondi con lo sfondo di una società superficiale e antica oltre ogni misura.
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François Ozon magicamente ci fa entrare "nella casa" di una tipica famiglia borghese. Per farlo usa gli occhi e le parole di un ragazzo sedicenne, Claude, che costruisce con il suo professore Germain un romanzo nel più puro stile della letteratura classica francese. Con grande originalità il regista ci offre un'altra delle sue meravigliose "perle" , tenendo lo spettatore sempre sul filo del rasoio, non dando mai nulla per scontato, ed arrivando ad un finale assolutamente sorprendente. Meravigliosi i rapporti tra i diversi personaggi, sensuali e drammaticamente profondi con lo sfondo di una società superficiale e antica oltre ogni misura. Nello stile del miglior Woody Allen, Ozon riesce a divertire lo spettatore mettono a nudo la fragilità dei rapporti umani: la diabolica innocenza dell'adolescente cambierà la vita di tutti i personaggi nella storia e nella metastoria mescolando realtà e finzione in uno splendido gioco teatrale. La verità Pirandelliana sarà tutto e il contrario di tutto per il piacere di soddisfare anche lo spettatore più esigente.
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(di alessandra benedetta)
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rita branca
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martedì 3 giugno 2014
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"divertirsi a scuola" di rita branca
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Nella casa (2012) film di François Ozon con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Ménochet, Bastien Ughetto, Jean- François Balmer, Yolande Moreau
Un magnifico e inconsueto gioiello della cinematografia francese sul tema della creatività e della sua promozione nell’ambito scolastico, ma non solo. L’opera, ispirata alla commedia “El Chico dela ultima fila” di Juan Mayorga, comincia con la semplice vicenda del prof.
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Nella casa (2012) film di François Ozon con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Ménochet, Bastien Ughetto, Jean- François Balmer, Yolande Moreau
Un magnifico e inconsueto gioiello della cinematografia francese sul tema della creatività e della sua promozione nell’ambito scolastico, ma non solo. L’opera, ispirata alla commedia “El Chico dela ultima fila” di Juan Mayorga, comincia con la semplice vicenda del prof. Germain, docente di lettere del liceo francese “Gustave Flaubert”, intento a correggere i temi assegnati alla classe dal titolo usurato “Descrivi come hai trascorso la fine settimana”, mentre ne legge, annoiato, i contenuti striminziti e convenzionali alla moglie Jeanne, commentando, avvilito, il livello sempre più basso degli studenti contemporanei, e classificandoli con voti bassissimi, finché si imbatte in uno che, pur descrivendo eventi normali, attira l’attenzione di entrambi per la tecnica descrittiva diversa e l’inaspettato e promettente “continua” finale.
L’autore del saggio è Claude Garcia, un brillante studente, particolarmente nelle materie scientifiche, con una situazione familiare irregolare (vive col solo padre affetto da una malattia, dopo l’abbandono della madre) tanto disamorato della scuola che stava per abbandonarla, ma che viene preso all’amo per pura casualità dalla proposta narrativa del suo professore attraverso un tema vecchio quanto banale. In realtà sono almeno tre le persone prese all’amo: lo studente che si appassiona alla scrittura, traendo ispirazione dalla realtà che riesce a stimolarlo, poiché, dotato di talento naturale com’è, riesce a guardare dietro la cortina grigia delle apparenze e ad accenderla di colori che lui solo vede e fa vedere; gli altri due sono il professore e la moglie che ne diventano lettori appassionati e critici severi, in attesa ansiosa della puntata successiva: è a puntate, infatti, che il ragazzo consegna al suo insegnante gli ulteriori elaborati, durante le sessioni extra che solo a lui nella classe il prof. Germain dedica, leggendo, commentando, criticando acidamente e dando suggerimenti per quelli che ritiene indispensabili ritocchi o rimaneggiamenti. Claude, pur riservandogli numerosi sguardi ironici e chiamandolo sarcasticamente “maestro”, lo asseconda e talvolta riscrive totalmente il pezzo, offrendo percorsi alternativi. I signori Germain si appassionano sempre di più alla lettura dei componimenti di Claude ed i loro vivaci dibattiti sulle motivazioni, la condotta del protagonista, gli eventuali possibili sviluppi, che dal suo comportamento, non sempre condivisibile, possono derivare, affollano le loro giornate.
Parallelamente a questa trama principale se ne sviluppa una secondaria che comunque riguarda pur sempre la creatività, ma in questo caso nel campo pittorico, poiché Jeanne è la direttrice, a rischio di licenziamento, di una galleria d’arte contemporanea che stenta a vendere le opere che sembrano mancare dell’attrattiva che invece contraddistingue la produzione narrativa del giovane e talentuoso studente liceale. Sia i saggi di questo che i dipinti della galleria mostrano la normalità della vita, ma è la modalità di presentazione che ne distingue la forza vincente o perdente.
Assai interessante è il rapporto che si crea fra il docente / critico/ stimolatore / lettore e lo studente / scrittore che diventano uno indispensabile all’altro, in un’interazione tanto somigliante a quella di padre / figlio.
Bravissimi tutti i protagonisti, particolarmente François Ozon e Kristin Scott Thomas, stupefacente la performance del giovane Ernst Umhauer che interpreta Claude.
Notevole la fotografia e la musica abbinatale, perfetta la rappresentazione della scuola che si anima al mattino come un alveare e la sintesi fotografica delle generazioni di studenti che i docenti incontrano durante la loro carriera e nelle quali hanno il compito ed il dovere di lasciare delle fertili tracce.
“Nella casa”è perfetto per stimolare riflessioni sul ruolo che la scuola dovrebbe sempre avere e quindi se ne consiglia la diffusione nel triennio superiore e, a sequenze ben selezionate, anche nel biennio inferiore.
Semplicemente avvincente!
Rita Branca
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filippo catani
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lunedì 29 aprile 2013
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uno strano binomio allievo-professore
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Un professore di liceo cerca di fare amare la letteratura ai suoi studenti senza troppo riuscirci. Il suo sogno era infatti quello di diventare un romanziere. Un giorno però l'uomo rimane particolarmente colpito da un tema di un suo allievo che dimostra un certo talento nella scrittura. Il ragazzo descrive il suo tentativo di entrare nella casa dei vicini mediante l'amicizia con il loro figlio.
Il nuovo film di Ozon ha il merito di saper sapientemente giocare tra un registro comico e a tratti quasi farsesco e uno decisamente più drammatico. Quello che viene fuori è un amaro ritratto della perfetta famiglia borghese che si trincera dietro le mura della casa.
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Un professore di liceo cerca di fare amare la letteratura ai suoi studenti senza troppo riuscirci. Il suo sogno era infatti quello di diventare un romanziere. Un giorno però l'uomo rimane particolarmente colpito da un tema di un suo allievo che dimostra un certo talento nella scrittura. Il ragazzo descrive il suo tentativo di entrare nella casa dei vicini mediante l'amicizia con il loro figlio.
Il nuovo film di Ozon ha il merito di saper sapientemente giocare tra un registro comico e a tratti quasi farsesco e uno decisamente più drammatico. Quello che viene fuori è un amaro ritratto della perfetta famiglia borghese che si trincera dietro le mura della casa. Infatti sia il professore che la moglie vivono ormai quasi consapevolmente una certa crisi nel loro rapporto e così avviene anche per la coppia dei vicini del ragazzo. Lei è ancora una bella donna che però è ormai da tempo annoiata dal solo fare la mamma e perdipiù viene anche trascurata dal marito che le preferisce non solo il lavoro ma addirittura le partite della NBA. In realtà però sia il vicino che il professore sono due uomini di mezza età decisamente insoddisfatti del loro lavoro e probabilmente della loro vita mentre le due mogli sono appunto annoiate e trascurate fino a quando il giovane protagonista non deciderà di mettere un po' di pepe nelle vicende. Bello anche lo stratagemma di Ozon di farci leggere questi temi che terminano con la parola continua e che ci descrivono pian piano la (tragica) evoluzione degli eevnti verso un finale a dir poco spiazzante.
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