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Ultimo aggiornamento venerdì 10 marzo 2023
Un'aspirante danzatrice si trasferisce a New York e viene coinvolta in un turbine fatto di volubili amici e penalizzazioni nella carriera. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, Al Box Office Usa Frances Ha ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 3,9 milioni di dollari e 134 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Frances vive a New York ma non ha un vero appartamento, è un'aspirante ballerina ma non fa veramente parte della compagnia con cui danza. La sua migliore amica, Sophie, è per lei un'altra se stessa "con capelli differenti", ma quando Sophie conosce Patch e si trasferisce da lui, Frances deve imparare a badare se stessa da sola.
Come Gena Rowland per Cassavetes, Mariel Hemingway per Woody Allen o Anna Karina per Godard, Greta Gerwig si offre all'obiettivo di Noah Baumbach nella sua eccezionale quotidianità, o quotidiana eccezionalità che dir si voglia. Il filtro dello sguardo è tanto curioso quanto affettuoso e non si sa se sia più la Gerwig ad offrire l'anima a Francis, la protagonista del film, o la sceneggiatura del film, scritta dal regista, ad offrire all'attrice quanto di meglio potesse chiedere.
Il bianco e nero aggiunge una prospettiva romantica e atemporale che si adatta alla perfezione a questo ritratto di una ragazza di oggi, in viaggio da un appartamento da dividere all'altro, che deve fare i conti con aspirazioni smisurate e soldi contati, ma è allo stesso tempo e prima di tutto una donna, che potrebbe appartenere a qualsiasi epoca. Ciò che invece rende Francis un personaggio, o "carattere", è il possesso di un punto di vista sul mondo assolutamente personale. Non siamo di fronte ad una bambinona cresciuta o, se è anche questo, lo è nel suo aspetto meno comodo e patologico: Francis sa quello che vuole, semplicemente, suo malgrado, non ce l'ha. Non ha il talento per danzare nella compagnia di ballo né il potere di impedire alla sua migliore amica di innamorarsi e andarsene. Eppure guarda al mondo (e cioè vive) con innata gioia, senza pigrizia, supplendo da sola alle sue stesse continue goffaggini. Non potrebbe far parte delle "Girls" di Lena Dunham, come la presenza di Adam Driver potrebbe indurre a ipotizzare, perché non è alla ricerca dell'amore passionale ma di un'anima gemella, com'è la sua amica, con la quale divertirsi con poco e amare insieme l'esistenza.
Baumbach, che per primo diede alla Gerwig visibilità internazionale in Greenberg, torna a lavorare con lei, nel frattempo divenuta la musa del cinema indipendente e cosiddetto mumblecore, e realizza questo piccolo gioiello, leggero, pudico e pieno di vita, anche quando fotografa il fallimento.
Il film narra le avventure di due lesbiche che sono così amiche che non hanno bisogno di fare sesso. No, è la storia di due amiche che sembrano due lesbiche ma si comportano come se lo fossero. Ricominciamo: Frances Ha è un ritratto in bianco e nero di una certa generazione X che non ha punti di riferimento nè ideali, tranne seguire il proprio istinto e le proprie aspirazioni, [...] Vai alla recensione »
Un piccolo miracolo formato cinema è sbarcato nel 2013 al Sundance, Berlinale e Torino Film Festival. Si tratta del settimo lungo del newyorchese Noah Baumbach, già acclamato stracult per il precedente suo film, Greenberg. Traendo l'idea dalla "musa" Greta Gerwig (protagonista, co-sceneggiatrice e sua compagna di vita) il cineasta ritrae in un caldo b/n la parabola crescente di una novella Alice in [...] Vai alla recensione »