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joker 91
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sabato 3 novembre 2012
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uno dei migliori bond mai realizzati
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Sam Mendes firma un film nella perfetta metà tra azione e riflessione apportando al sistema una critica pesantissima soprattutto attraverso judi Dench,Craig in una forma smagliante e grande Bond probabilmente dovrebbe essere annoverato tra i migliori alle spalle di Connery. Fiennes e harris piuttosto secondari ma grandiosa è l'interpretazione del premio oscar Bardem in un villain molto vicino al joker. Bellissima colonna sonora di Adele-Skyfall,azione riflessione,un bond grandioso
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dragonia
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sabato 3 novembre 2012
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il miglior bond di craig
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Per chi scrive, Daniel Craig nel ruolo dell'agente segreto più famoso di sempre, ossia James Bond 007, ha rappresentato un caso molto particolare: credo infatti, di essere uno dei pochi ad essere passato dalla parte dei denigratori (a proposito, chiedo scusa per l'"avventata" recensione da me inserita nel forum di Casino Royale) a quella dei fan. Dunque, ormai abituato alla sua glaciale performance e allo stile meno "surreale" dei suoi film, posso dire senza dubbi né mezzi termini che Skyfall è il miglior Bond-movie da lui interpretato. Merito di questo va, però, attribuito non tanto a Craig stesso, il quale resta comunque un ottimo attore e che comunque si vede che ci mette molto del suo, quanto all'intero cast di comprimari, nonché all'indubbia abilità della troupe, in primis un Sam Mendes e un team di sceneggiatori (Neal Purvis, Robert Wade e John Logan) in gran forma.
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Per chi scrive, Daniel Craig nel ruolo dell'agente segreto più famoso di sempre, ossia James Bond 007, ha rappresentato un caso molto particolare: credo infatti, di essere uno dei pochi ad essere passato dalla parte dei denigratori (a proposito, chiedo scusa per l'"avventata" recensione da me inserita nel forum di Casino Royale) a quella dei fan. Dunque, ormai abituato alla sua glaciale performance e allo stile meno "surreale" dei suoi film, posso dire senza dubbi né mezzi termini che Skyfall è il miglior Bond-movie da lui interpretato. Merito di questo va, però, attribuito non tanto a Craig stesso, il quale resta comunque un ottimo attore e che comunque si vede che ci mette molto del suo, quanto all'intero cast di comprimari, nonché all'indubbia abilità della troupe, in primis un Sam Mendes e un team di sceneggiatori (Neal Purvis, Robert Wade e John Logan) in gran forma.
In effetti, lo si capisce fin dall'adrenalinica sequenza-prologo di che pasta sia fatta questa ennesima avventura di 007, la quale, districandosi fra innumerevoli citazioni agli illustri predecessori e una trama con poche sorprese ma carica di un pathos davvero raro da trovare al giorno d'oggi, si ricollega nello schema narrativo e a livello formale (specialmente nella scena finale, roba da andare in brodo di giuggiole) ai primi episodi del franchise, dove tutto è iniziato. Tanti dialoghi che mettono in chiaro la consapevolezza di quanto il mondo qui tratteggiato possa sembrare antiquato e inutile salvo rivelarsi poi l'esatto contrario si alternano a momenti al cardiopalma davvero invidiabili nella loro impeccabile realizzazione, con un ritmo che si fa sempre sentire al momento giusto (una menzione particolare al compositore Thomas Newman e alla sua potente colonna sonora).
Poi, come non citare i comprimari di questo giocattolo d'autore? Insomma, neanche il più accanito dei detrattori può negare la bravura di un mattatore come Javier Bardem o la pungente ironia di Ben Wishaw, per non parlare dell'ambigua "figura in giacca e cravatta" di Ralph Fiennes o dell'ormai invecchiata "madre" di Judi Dench: sono loro a completare lo sforzo iniziato dal comparto tecnico e a dare allo spettacolo quel qualcosa in più, quel "touch" che gli permette di essere goduto appieno soprattutto nella straordinaria sequenza in Scozia (non accenno neanche a quelle di Istanbul, Shangai o Londra, non vi voglio sciupare il divertimento). Inutile, tra l'altro, chiedersi come faccia un uomo a sopravvivere a una caduta di centinaia di metri in acqua con due proiettili in corpo (so di non spoilerare nulla, tanto lo sanno già tutti): l'improbabilità ha sempre contraddistinto questa saga, e d'altra parte è niente in confronto al crollo di un certo palazzo veneziano.
Commento generale, dunque, tenendo anche conto che vedere per la prima volta un film del genere al cinema fa il suo effetto: bello, d'impatto, tutto quello che si potrebbe desiderare in un buon Bond-movie. L'agente 007 è pronto a tornare nella sua "solita" routine, e mi auguro che non veda la pensione così presto. Dopotutto, il mondo è fatto più di ombre che di luce, e di un uomo che penetri in quelle stesse ombre c'è sempre bisogno...
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renato c.
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venerdì 2 novembre 2012
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il mio nome è bond, james bond!
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Un'altro 007 che ritengo degno di 4 stelle. Possiamo dire che i tre films finora interpretati da Daniel Graig siano una trilogia prequel anche se, come ho scritto nelle recensione di "Casino Royal" sembra strano che prima del 1962 ci fossero i cellulari e tutto il resto, e la vecchia e amata Aston Martin sembri un pezzo da museo! Il bello di questo film sta comunque che ci presenta un James Bond sempre più umano, specialmente nella sequenza in cui va con M in Scozia, nei luoghi della sua tragica infanzia. Ed è in questa sequenza in cui si scopre che, nonostante alcune contrarietà, vede in M la sua madre adottiva tanto che, alla sua morte, piange (cosa vista solo in altri due films della serie!) e la bacia in fronte.
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Un'altro 007 che ritengo degno di 4 stelle. Possiamo dire che i tre films finora interpretati da Daniel Graig siano una trilogia prequel anche se, come ho scritto nelle recensione di "Casino Royal" sembra strano che prima del 1962 ci fossero i cellulari e tutto il resto, e la vecchia e amata Aston Martin sembri un pezzo da museo! Il bello di questo film sta comunque che ci presenta un James Bond sempre più umano, specialmente nella sequenza in cui va con M in Scozia, nei luoghi della sua tragica infanzia. Ed è in questa sequenza in cui si scopre che, nonostante alcune contrarietà, vede in M la sua madre adottiva tanto che, alla sua morte, piange (cosa vista solo in altri due films della serie!) e la bacia in fronte. La signora M-Judy Dench è la vera coprotagonista di questo film, tant'è che anche il "cattivo" ne è un po' figlio adottivo che giunge ad odiarla per averlo abbandonato! Il "cattivo", interpretato da Javier Bardem fa la parte di un personaggio più viscido e odioso che non altri "Villains" della serie e nel quale si vedono chiaramente i suoi problemi psicologici soprattutto nel voler uccidere M e se stesso con lo stesso proiettile! La bravissima Judy Dench lascia la serie dopo aver interpretato la parte di M in ben 7 films! E ci lascia con rammarico! Altra caratteristica:nessuno dei tre films interpretati da Craig termina con una bellissima "bond-girl" tra le braccia di Bond! Nel primo la protagonista muore! (Cosa che avviene solo in "Al servizio segreto di sua mestà", film fedelissimo al romanzo di Fleming!). Nel secondo Bond rinuncia all'avventura amorosa con la protagonista (cosa che ha deluso molti fans di 007!) e nel terzo l'ultima "bond-girl" che rimane è nientepopodimeno che..... Miss Moneypenny, la segretaria di M eterna innamorata di Bond che però sa che non lo avrà mai! Skyfall termina col nuovo (o passato) M che dice a 007 "C'è molto lavoro per lei!" quasi un preludio a tutta la serie! Nei titoli di coda c'è la solita frase "James Bond tornerà" e lo speriamo! Anche se dei fans rivorrebbero il James Bond superuomo e senza problemi psicologici, penso che dopo tanti anni verrebbe a stancare. Invece con le innovazioni prposte dal regista Sam Mendes il personaggio è sempre di attualità. "Alla prossima...007!"
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smeriglio22
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venerdì 2 novembre 2012
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il primo 007 proletario
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Ho visto questo ultimo 007 per caso, mi ci hanno portato degli amici, temevo fosse il solito film d'azione irreale con scene poco credibili ed invece mi sono dovuto ricredere:nelle mani di Mendes l'agente segreto piu' famoso del mondo
diventa umano, assolutamente reale e credibile!
Craig e' segnato, invecchiato, sembra uno di noi ; eravamo stufi di assistere impotenti alle incredibili scene del passato con un Bond superman ; oggi 007 sbaglia bersaglio quando spara, non supera i test di ammissione, rischia persino di essere rottamato in tempi di "rottamazioni facili".
Anche lui se la deve vedere col "nuovo che avanza " e deve guadagnarsi giorno per giorno il posto dimostrando duramente quello che vale; e' inserito anche lui nella catena di montaggio dei servizia segreti, della serie nessuno e' indispensabile e questa precarieta'lo rende assolutamente attuale e reale.
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Ho visto questo ultimo 007 per caso, mi ci hanno portato degli amici, temevo fosse il solito film d'azione irreale con scene poco credibili ed invece mi sono dovuto ricredere:nelle mani di Mendes l'agente segreto piu' famoso del mondo
diventa umano, assolutamente reale e credibile!
Craig e' segnato, invecchiato, sembra uno di noi ; eravamo stufi di assistere impotenti alle incredibili scene del passato con un Bond superman ; oggi 007 sbaglia bersaglio quando spara, non supera i test di ammissione, rischia persino di essere rottamato in tempi di "rottamazioni facili".
Anche lui se la deve vedere col "nuovo che avanza " e deve guadagnarsi giorno per giorno il posto dimostrando duramente quello che vale; e' inserito anche lui nella catena di montaggio dei servizia segreti, della serie nessuno e' indispensabile e questa precarieta'lo rende assolutamente attuale e reale.
In tempi di crisi il quartier generale dei servizi segreti non e' altro che uno squallido sotterraneo, i mezzi a sua disposizione sono semplicemente una pistola ed una trasmittente(che differenza rispetto al passato!) .
Un film deve trasmetterti emozioni ma anche spunti di riflessione,indicazioni attraverso analogie con la vita di tutti i giorni, altrimenti e' un film che dimentichi dopo poche ore .
Skyfall ci offre diversi spunti di riflessione ed e' interessante il messaggio morale che ci manda :
Craig e' un uomo che rischia la vita semplicemente per servire la sua nazione (la bandiera inglese si vede dappertutto),il denaro non gli interessa, vuole salvare il suo capo che semplicemente stima; non chiede gloria , nessun onore . l'unico premio che avra' sara' quello di mantenere il suo posto di lavoro!
Fare qualcosa di buono nell'assoluto disinteresse per la ricompensa futura e 'forse il piu' straordinario impegno morale che si possa auspicare per la nostra societa'.
Eravamo abituati ai film di Vanzina e che magnificavano il furbo italico e ci troviamo adesso uno 007 che rischia addirittura la vita solo per continuare a lavorare ! Che tempi!
Sicuramente un ottimo 007!
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marce84
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venerdì 2 novembre 2012
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la resurrezione del mito
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Lo 007 di Mendes è un eroe stanco, debole, vulnerabile, insomma più umano. Nelle prime sequenze Mendes lo fa addirittura morire per poi farlo “risorgere” dalle profondità, d’altronde l’hobby di Bond, come lui stesso afferma, è la resurrezione. In generale è tutto il film a diventare più umano, più complesso, con meno azione e più sostanza, con meno tecnologia e più psicologia: abbiamo gli alti e bassi di Bond, la difficoltà dell’agente nel fidarsi di M, il suo capo, che lo ha sacrificato nel nome di un bene superiore. Poi abbiamo Silva, interpretato ottimamente da Bardem, un ex agente deviato e desideroso di vendetta nei confronti di M, ma che a differenza di Bond sceglie di stare dal lato opposto.
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Lo 007 di Mendes è un eroe stanco, debole, vulnerabile, insomma più umano. Nelle prime sequenze Mendes lo fa addirittura morire per poi farlo “risorgere” dalle profondità, d’altronde l’hobby di Bond, come lui stesso afferma, è la resurrezione. In generale è tutto il film a diventare più umano, più complesso, con meno azione e più sostanza, con meno tecnologia e più psicologia: abbiamo gli alti e bassi di Bond, la difficoltà dell’agente nel fidarsi di M, il suo capo, che lo ha sacrificato nel nome di un bene superiore. Poi abbiamo Silva, interpretato ottimamente da Bardem, un ex agente deviato e desideroso di vendetta nei confronti di M, ma che a differenza di Bond sceglie di stare dal lato opposto. Infine abbiamo M, personaggio ambiguo per le sue scelte difficili, ma che alla fine del film viene ritratto in tutta la sua debolezza, come una persona anziana, indifesa, che si affida completamente alle mani del suo agente prediletto, Bond appunto; proprio colui che ha più volte tradito e che ha rischiato di far ammazzare.
Insomma niente è come sembra, come d’altronde l’atmosfera di questi anni duemila, gli eroi non sono più perfetti e imbattibili, i nemici non sono più distinguibili, ma sono persone come noi che reagiscono però in maniera differente ai drammi e alle difficoltà: tutto questo è merito di Mendes, che rilegge il mito 007 in chiave sempre più moderna e lo rende non solamente una solita scatola vuota piena di azione, ma lo arricchisce di tutto ciò che abbiamo finora descritto. Come ogni 007 che si rispetti però, le sequenze adrenaliniche non vengono sacrificate da tale cambiamento. Anzi, la scena iniziale in media res, è memorabile, così come il finale ambientato nella Scozia rurale. Memorabile anche la bellezza visiva di alcune scene, fra tutte, quella del grattacielo a Shanghai. La missione del film è tutta privata: non ci sono ideali superiori, nazioni, interessi economici, ma solamente sete di vendetta di Silva, bisogno di dimostrarsi ancora Bond per 007, dimostrare la stima e l’affetto per il suo agente preferito per quanto riguarda M. A tal punto che Mendes calca la mano nel finale, per quanto riguarda i sentimenti: infatti Bond ritrova l’affetto materno in M, quell’affetto che ha perduto in giovane età.
Da rilevare anche la splendida interpretazione di Bardem, nei panni del nemico, psicolabile, Silva, ambiguo, ossigenato e che si prende la scena del film rispetto al protagonista Craig: ma, si sa, al fascino del cattivo, lo spettatore difficilmente può resistere.
Un po’ messe in secondo piano le bond girl: la Marlohe è seducente, ma esce quasi subito di scena, mentre la Harris asseconda Bond in battute e azioni, è un personaggio simpatico, ma secondario. In primo piano infatti, l’unica figura femminile del film è M, non a caso al centro dell’intreccio. Di fronte alla grigia Dench, nella grigia Londra anche le bond girls si devono inchinare.
VOTO 7
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smeriglio22
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venerdì 2 novembre 2012
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il primo 007 proletario
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Ho visto l'ultimo 007 per caso , mi ci hanno portato degli amici; temevo fosse il solito film con scene incredibili, insomma il solito film d'azione che non ti lascia nulla perche' e' troppo al di fuori dalla realta'.
Secondo me un film ti deve lasciare qualcosa: un insegnamento, una lezione da portare a casa, uno spunto per riflettere, altrimenti e' qualcosa che dimentichi dopo qualche ora.
Skyfall offre invece,nonostante sia un film d'azione diversi spunti di riflessione:
il viso di Craig e' segnato, vissuto, sembra un antieroe solo a guardarlo, e' l'uomo qualunque; nel film viene trattato come uno qualsiasi, della serie nessuno e' indispensabile, Mendes e' un maestro a consegnarci uno 007 come noi , imperfetto nel tiro a segno, invecchiato, che non supera i test d'ammissione; eravamo stufi di vedere il solito "fenomeno",tanto distante da noi proprio perche' irragiungibile; nel cinema devi poterti immedesimare nel protagonista e Craig ci offre pienamente questa opportunita' perche' e' "autentico" ; addirittura rischia di essere "rottamato" in un periodo in cui questo argomento e' di grande attualita' !
Ovviamente alcune scene possono essere parzialmente "credibili", ma solo parzialmente e comunque senza mai strafare nella spettacolarizzazione .
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Ho visto l'ultimo 007 per caso , mi ci hanno portato degli amici; temevo fosse il solito film con scene incredibili, insomma il solito film d'azione che non ti lascia nulla perche' e' troppo al di fuori dalla realta'.
Secondo me un film ti deve lasciare qualcosa: un insegnamento, una lezione da portare a casa, uno spunto per riflettere, altrimenti e' qualcosa che dimentichi dopo qualche ora.
Skyfall offre invece,nonostante sia un film d'azione diversi spunti di riflessione:
il viso di Craig e' segnato, vissuto, sembra un antieroe solo a guardarlo, e' l'uomo qualunque; nel film viene trattato come uno qualsiasi, della serie nessuno e' indispensabile, Mendes e' un maestro a consegnarci uno 007 come noi , imperfetto nel tiro a segno, invecchiato, che non supera i test d'ammissione; eravamo stufi di vedere il solito "fenomeno",tanto distante da noi proprio perche' irragiungibile; nel cinema devi poterti immedesimare nel protagonista e Craig ci offre pienamente questa opportunita' perche' e' "autentico" ; addirittura rischia di essere "rottamato" in un periodo in cui questo argomento e' di grande attualita' !
Ovviamente alcune scene possono essere parzialmente "credibili", ma solo parzialmente e comunque senza mai strafare nella spettacolarizzazione .
E' interessante il messaggio morale che da il film: tutto sembra impostato a dare un senso di sobrieta' , di austerita' tanto attuale di questi tempi: il quartier generale dei s.segreti in uno squallido sotterraneo, i mezzi forniti a 007 sono solo una pistola ed una trasmittente (che differenza rispetto agli altri episodi!) e sopratutto a lui non interessa affatto il denaro , lui fa il proprio lavoro per il semplice gusto di farlo bene;, non si aspetta medaglie o onori in cambio,lui combatte per il suo paese(la bandiera inglese e' dappertutto) e per salvare il suo capo che semplicemente stima; alla fine l'unico riconoscimento che gli verra' attribuito sara' quello di poter continuare a fare il suo onesto lavoro .
Che differenza rispetto ai modelli proposti da alcuni nostri "autori" televisivi e cinematografici!!
Sicuramente un indimenticabile 007!
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(di jormi)
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metthew
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venerdì 2 novembre 2012
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ora ci siamo
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Bond è tornato.. Anzi risorto! Dopo la scivolata di quantum of solace un capitolo degno di nota, forse nn al livello di casinó royale, ma sicuramente uno dei migliori degli ultimi. Qualche tempo morto di troppo ma mai banale e ottime interpretazioni a partire da bardem per finire a "Q". Il film meriterebbe un 3,5/5 ma gliene diamo 3 per non esaltarlo troppo... Insomma da vedere!
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tatiana micaela truffa
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venerdì 2 novembre 2012
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azione, ironia e sentimenti
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Effetti speciali grandiosi, immagini incantevoli quando la scena si sposta in Oriente. Belle le attrici, affascinati gli attori. Ottima la fotografia e calamitante anche la colonna sonora. Non manca davvero nulla a quest'ultimo episodio della saga di James Bond.
Dall'inizio alla fine si sta in tensione, ma una tensione resa più "rilassata" - un vero ossimoro - dalla pungente ironia - ovviamente, umorismo molto "british" - di cui è intriso l'intero film.
Nuova grande prova di attore per il protagonista, Daniel Craig. Ma addirittura da brivido definirei la recitazione della veterana della serie, l'ancora fascinosa Judi Dench, e del "nuovo arrivato" - ma già famosissimo e molto apprezzato - Javier Bardem.
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Effetti speciali grandiosi, immagini incantevoli quando la scena si sposta in Oriente. Belle le attrici, affascinati gli attori. Ottima la fotografia e calamitante anche la colonna sonora. Non manca davvero nulla a quest'ultimo episodio della saga di James Bond.
Dall'inizio alla fine si sta in tensione, ma una tensione resa più "rilassata" - un vero ossimoro - dalla pungente ironia - ovviamente, umorismo molto "british" - di cui è intriso l'intero film.
Nuova grande prova di attore per il protagonista, Daniel Craig. Ma addirittura da brivido definirei la recitazione della veterana della serie, l'ancora fascinosa Judi Dench, e del "nuovo arrivato" - ma già famosissimo e molto apprezzato - Javier Bardem.
Onore al merito va senz'altro anche ai bravissimi doppiatori, ancora una volta ho trovato strepitoso quello del personaggio di Raoul Silva (principale antagonista) interpretato da Bardem.
Un film sui segni del tempo, sulle difficoltà di prendere alcune decisioni, sull'odio e sul perdono...e una "tirata d'orecchie" ai fanatici della tecnologia, che hanno perso il senso del significato di "operare sul campo". Un'ode ai "vecchietti sempreverdi".
Da vedere. Assolutamente.
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gruppocomodo
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venerdì 2 novembre 2012
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mamma che noia
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Zero trama, zero tensione, zero emozione. Si salvano solo l'aston martin e la bellissima ragazza di Macau.
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sisma
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venerdì 2 novembre 2012
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un film piatto mascherato da film d'autore...
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Non è certo entusiastico il mio commento dopo aver visto quest'ultimo capitolo dell'agente segreto più famoso agli ordini di sua maestà. Tali film come questo 007 Skyfall, concepiti per essere dei divertissement nudi e crudi, non dovrebbero tralasciare la componente d'azione adrenalinica, requisito fondamentale per la loro riuscita ottimale. 007 è sempre stato tra alti e bassi un divertissement di una certa qualità che lo distingueva dal manierismo abusato dei film di genere. Il problema che si pone è questo: è giusto sacrificare l'azione adrenalinica che uno spettatore qualsiasi amante del genere si aspetta di vedere e trovare a favore di una certa qualità propria dei film d'autore cadenzati e impegnativi? é possibile coniugare queste due componenti riuscendo a realizzare un film che le bilanci adeguatamente? Qualora si riuscisse nell'intento.
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Non è certo entusiastico il mio commento dopo aver visto quest'ultimo capitolo dell'agente segreto più famoso agli ordini di sua maestà. Tali film come questo 007 Skyfall, concepiti per essere dei divertissement nudi e crudi, non dovrebbero tralasciare la componente d'azione adrenalinica, requisito fondamentale per la loro riuscita ottimale. 007 è sempre stato tra alti e bassi un divertissement di una certa qualità che lo distingueva dal manierismo abusato dei film di genere. Il problema che si pone è questo: è giusto sacrificare l'azione adrenalinica che uno spettatore qualsiasi amante del genere si aspetta di vedere e trovare a favore di una certa qualità propria dei film d'autore cadenzati e impegnativi? é possibile coniugare queste due componenti riuscendo a realizzare un film che le bilanci adeguatamente? Qualora si riuscisse nell'intento. allora si avrebbe un film memorabile che riuscirebbe a mettere d'accordo anche gli esteti non amanti del genere; altrimenti si assisterebbe a promesse disattesse e a incongruenze evidenti, qualora ci sia una prevalenza qualitativa propria del film d'autore. 007 Skyfall è un film che cambia rotta cercando di sublimare il genere a discapito del mero divertimento. Il risultato a parer mio non è convincente; il film è piatto e non sembra avere un fine che non sia solamente spirituale. Un film che purtroppo non è riuscito a trovare l'alchimia perfetta, ma che avrebbe potuto.
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