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jaylee
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domenica 19 febbraio 2012
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l’arcipelago degli affetti
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Attesissima nuova opera di Alexander Payne, uno dei più originali e caratteristici registi statunitensi degli ultimi quindici anni (seppur non particolarmente prolifico), Paradiso Amaro è la storia di una fine e di un inizio.
Matt King (George Clooney), avvocato e ricco proprietario terriero alle Hawaii in rappresentanza di una ricca famiglia di cugini uniti però soltanto dalla ricca proprietà comune, sta per chiudere la prima parte della sua vita: sua moglie sta per morire in seguito ad un incidente e, prima di staccare le macchine che la tengono in vita, deve avvertire tutti coloro che la amavano. Scopre però che la moglie aveva una relazione clandestina, e stava per chiedergli il divorzio…
Ambientata alle Hawaii, il film vedrà Matt impegnato a recuperare il rapporto con le figlie, ormai parzialmente compromesso (soprattutto con la maggiore), cercare di portare a buon fine la vendita di un angolo di paradiso spinto dai cugini, e, infine, incontrare quello che era stato l’amante della moglie.
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Attesissima nuova opera di Alexander Payne, uno dei più originali e caratteristici registi statunitensi degli ultimi quindici anni (seppur non particolarmente prolifico), Paradiso Amaro è la storia di una fine e di un inizio.
Matt King (George Clooney), avvocato e ricco proprietario terriero alle Hawaii in rappresentanza di una ricca famiglia di cugini uniti però soltanto dalla ricca proprietà comune, sta per chiudere la prima parte della sua vita: sua moglie sta per morire in seguito ad un incidente e, prima di staccare le macchine che la tengono in vita, deve avvertire tutti coloro che la amavano. Scopre però che la moglie aveva una relazione clandestina, e stava per chiedergli il divorzio…
Ambientata alle Hawaii, il film vedrà Matt impegnato a recuperare il rapporto con le figlie, ormai parzialmente compromesso (soprattutto con la maggiore), cercare di portare a buon fine la vendita di un angolo di paradiso spinto dai cugini, e, infine, incontrare quello che era stato l’amante della moglie. Paradiso Amaro è un film che parla di legami, quelli meramente formali del sangue, e quelli invece creati e coltivati giorno dopo giorno… non perché siamo nati da uno stesso progenitore siamo legati, ma nell’energia che ognuno dedica all’altro, per il tempo che si passa assieme. Non incidentalmente, come ribadito nel film, il film è ambientato in un arcipelago, metafora dei nostri affetti, non cristallizzati, non dovuti… ognuno è un’isola che, in mancanza di quella energia, tende ad allontanarsi dalle altre. Una reazione esogena, dove ognuno dà e riceve. Alla fine della pellicola, sarà molto più “famiglia” Sid (amico apparentemente superficiale della figlia, ma con una ingenua e sincera saggezza di fondo) che qualsiasi dei cugini di Matt, che addirittura festeggiano la vendita della proprietà mentre la moglie di Matt muore.
Molto intensa la performance di George Clooney, qui un imbolsito Giobbe mimetizzato con sformate camicie a fiori in mezzo alla popolazione locale, ma che imprime al suo personaggio un misto di amarezza per il tempo perso e di volontà nel far funzionare le cose per le persone che ama… è di fronte ad un nuovo inizio, consapevole di quanta energia sarà necessaria. Nomination all’oscar meritata, interessante vedere se bisserà il premio ottenuto con Syriana. Molto più simile a A Proposito di Schmidt piuttosto che Sideways, Paradiso Amaro rappresenta una storia intensa e reale… Curiosa la scelta di non tradurre il titolo originale The Descendants (ovvero i Discendenti o Gli Eredi, sia nel senso della famiglia stretta che dei cugini che discendevano dallo stesso proprietario terriero), che ovviamente ha tutt’altra capacità evocativa. Da comprendere nel suo senso più profondo ed universale.
(www.versionekowalski.it)
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adelfococo
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domenica 19 febbraio 2012
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il senso di colpa trattato fuori dai clichè
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Abituati come siamo ad immaginarci (e a vedere su varie pellicole) l'arcipelago della Hawaii come il paradiso sceso in terra, si rimane un po' sconvolti dalla scelta "più realista del re" operata dal regista Payne per questo interessante lungometraggio. Di certo "Paradiso Amaro" non farà troppo contenti gli operatori turistici della zona, preso com'è a raccontarci la vita di uno dei suoi abitanti, Matt King (Clooney) che sottolinea subito che non prende una tavola da surf da 15 anni.
Di certo, il film si propone con una visione alternativa delle Hawaii, fuori dai resort e dai villaggi vacanze, e la utilizza per trattare temi "forti" come il senso di colpa ed il distacco.
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Abituati come siamo ad immaginarci (e a vedere su varie pellicole) l'arcipelago della Hawaii come il paradiso sceso in terra, si rimane un po' sconvolti dalla scelta "più realista del re" operata dal regista Payne per questo interessante lungometraggio. Di certo "Paradiso Amaro" non farà troppo contenti gli operatori turistici della zona, preso com'è a raccontarci la vita di uno dei suoi abitanti, Matt King (Clooney) che sottolinea subito che non prende una tavola da surf da 15 anni.
Di certo, il film si propone con una visione alternativa delle Hawaii, fuori dai resort e dai villaggi vacanze, e la utilizza per trattare temi "forti" come il senso di colpa ed il distacco. Il senso di colpa è quello che prova il protagonista, che sembra ripiombare nella propria vita dopo tanti anni di assenza spirituale, a seguito dell'incidente di motoscafo che manda in coma la moglie. Matt vorrebbe riprendersela, la sua vita, lasciando il lavoro e tutte le sue attività per ridedicarsi alla famiglia, alle figlie per lui ignote, ma non potrà più farlo assieme alla propria compagna, destinata a morire.
Il tono drammatico degli eventi, seppur presente, è smorzato dal secondot tema principale del film, il distacco nella coppia. Matt scopre attraverso la figlia che la moglie lo tradiva regolarmente da tempo, e che era intenzionata a chiedere il divorzio. La figura della donna perde quindi alcuni tratti da "vittima", e si scatena una ricerca dell'amante, che si concluderà con molte riflessioni e un recupero, seppure parziale e tardivo, del rapporto padre-figlie.
Il tema del rapporto uomo-terra () viene trattato ma rimanea far da contorno alla trama principale. Clooney eccellente, veramente calzante nel ruolo dell'uomo confuso che si ritrova catapultato in un contesto dal quale si era estraniato da tempo.
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hidalgo
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domenica 19 febbraio 2012
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l'amarezza della vita
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George Clooney è il perfetto interprete di una commedia amara come il paradiso del titolo (italiano), una commedia che affronta temi drammatici con deliziosa e a tratti surreale ironia. Il tema centrale sono i sentimenti contrastanti dei vari personaggi, in particolar modo del protagonista King, importante uomo d'affari che vede la sua vita sconvolta dal coma irreversibile in cui cade la moglie che lo tradisce, ovviamente a sua insaputa. Il rapporto con le figlie, specie con la più grande, è difficile perchè praticamente inesistente. Il sentimento principale, almeno all'inizio, è il rancore. Clooney non riesce a non rinfacciare alla moglie morente il fatto di averlo tradito, la figlia, che sapeva, non riesce a perdonarla.
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George Clooney è il perfetto interprete di una commedia amara come il paradiso del titolo (italiano), una commedia che affronta temi drammatici con deliziosa e a tratti surreale ironia. Il tema centrale sono i sentimenti contrastanti dei vari personaggi, in particolar modo del protagonista King, importante uomo d'affari che vede la sua vita sconvolta dal coma irreversibile in cui cade la moglie che lo tradisce, ovviamente a sua insaputa. Il rapporto con le figlie, specie con la più grande, è difficile perchè praticamente inesistente. Il sentimento principale, almeno all'inizio, è il rancore. Clooney non riesce a non rinfacciare alla moglie morente il fatto di averlo tradito, la figlia, che sapeva, non riesce a perdonarla. L'amore c'è ma è momentaneamente soffocato dal livore, e questo rende i personaggi "veri" e non di celluloide, li fa sembrare più vicini a noi, più reali. Alexander Payne, già regista del brillante Sideways, conferma di avere talento e stile. Rifila la battuta, amara, ovviamente, nei momenti più tesi e drammatici, come ad esempio durante l'incontro tra il marito e l'amamte di lei ("Sei mai stato nella mia stanza da letto?" "Una volta." "Potevi avere il buon gusto di mentire stavolta." "Va bene, due.") Ci fa riflettere, sorridendo, che la vita può riservarci amarezze in ogni momento e possiamo "usarle" per crescere interiormente, per guardarci dentro, per "ricominciare." George Clooney si dimostra ottimo e volubile attore, la sua mimica facciale, a volte triste, a volte arrabbiata ma quasi sempre scanzonata, rappresenta alla perfezione lo spirito di un film profondo ma leggero, significativo e divertente e soprattutto... amaro.
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magicmirror
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sabato 18 febbraio 2012
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boh!
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ho visto il film.
con gli amici l'ho definito una "americanaggine".
poi ho guardato le recensioni e......mi sono sentito un alieno.
abbiamo visto due film diversi????
recitazione vuota (bravini i due giovani), sceneggiatura banale e pochezza di contenuti, vivamente sconsiglio.
ps opinione condivisa dagli amici.
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air23
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sabato 18 febbraio 2012
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un documentario sulle hawaii mascherato da film
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Una delusione ed una beffa, soprattutto per il fatto di aver letto i giudizi prima di andare a vederlo. Secondo me è uno spot subliminale delle isole Hawaii! Un film piatto come i vini mediocri: senza profumi nè gusto.
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air23
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sabato 18 febbraio 2012
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un documentario mascherato da film
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Un film senza senso nè pathos nè altro che maschera il vero obiettivo: un documentario sulle splendide isole Hawaii. Una vera beffa!
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lem10
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sabato 18 febbraio 2012
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civile
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Riportato nel modo più tragico a rifletter sulla sua realtà di padre, di marito e di uomo, Matt lo fa nella maniera migliore. Davanti alla scoperta del tradimento reagisce da animale ferito ma con decenza e compostezza, riflettendo sulle motivqazioni. E' ricco ma non ha fatto del denaro il suo unico idolo. Non è amato dal suocero ma gli lascia credere che la moglie sia stata devota e fedele con lui per non incrinare il ricordo che conserverà di lei nel suo cuore di padre. Potrebbe diventare ancora più ricco ma si commuove davanti alla bellezza della terra che ha semplicemente ereditato e che sente di non dover profanare con speculazioni mortificanti.
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Riportato nel modo più tragico a rifletter sulla sua realtà di padre, di marito e di uomo, Matt lo fa nella maniera migliore. Davanti alla scoperta del tradimento reagisce da animale ferito ma con decenza e compostezza, riflettendo sulle motivqazioni. E' ricco ma non ha fatto del denaro il suo unico idolo. Non è amato dal suocero ma gli lascia credere che la moglie sia stata devota e fedele con lui per non incrinare il ricordo che conserverà di lei nel suo cuore di padre. Potrebbe diventare ancora più ricco ma si commuove davanti alla bellezza della terra che ha semplicemente ereditato e che sente di non dover profanare con speculazioni mortificanti.
Leggero, credibile, condivisibile ambientato in un luogo cje si ritiene esente da eventi sgradevoli il film si lascia vedere con semplicità dove la regia si impone con discrezione senza ricorrere a complicate quanto alle volte fastidiose strategie narrative e ci restituisce una storia tragica ma accettabile con una giusta dose di rabbia e ironia.
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silvia63
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sabato 18 febbraio 2012
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clooney bravissimo!
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Sono appena rientrata dal cinema ed ho visto Paradiso Amaro. Mi e' piaciuto molto! Soprattutto ho trovato George Clooney bravissimo. Veramente toccante nel ruolo del padre in difficolta' con le due figlie e del marito tradito. Solitamente si e' abituati a vederlo nelle vesti di uomo affascinante, qui appare un po' trasandato, la barba incolta e con ii capelli brizzolati. Veramente molto bravo, ha meritato sicuramente il Golden Globe e la nomination all'Oscar. E' un film da vedere!
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chaoki21
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sabato 18 febbraio 2012
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paradiso amaro lascia qualcosa di amaro in bocca..
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Ho visto qualche anno fa "A proposito di Schmidt" dello stesso regista del ns. film; stessa senzazione. una commedia interessante, a tratti molto
commovente ma con un ritmo che non convince fino in fondo. Quando appaiono i titoli di coda tutto sommato non vedi l'ora di lasciare
il cinema e questo film che in fondo ti ha lasciato qualcosa di desolante. Penso che non vedro più film di questo regista!
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ender
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sabato 18 febbraio 2012
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l'amarezza della vita
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George Clooney è Matt King, importante uomo d'affari delle Hawaii che vede la sua vita sconvolta dal coma irreversibile della moglie e dalla sua inadeguatezza a svolgere il compito di padre. Durante gli ultimi giorni di vita della sua compagna, vedrà cambiare molte cose. Da Alexander Payne, regista del brillante Sideways, una commedia che parla di sentimenti e di vita "reale", profonda nella sua semplicità, godibile e ironicamente amara e che ha in Clooney un protagonista perfetto che sembra, appunto, un uomo reale e non di celluloide. Il sentimento predominante per quasi tutto il film è il rancore, che solo verso la fine sfocia in un amore che riesce a riunire una famiglia divisa, una famiglia di sconosciuti.
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George Clooney è Matt King, importante uomo d'affari delle Hawaii che vede la sua vita sconvolta dal coma irreversibile della moglie e dalla sua inadeguatezza a svolgere il compito di padre. Durante gli ultimi giorni di vita della sua compagna, vedrà cambiare molte cose. Da Alexander Payne, regista del brillante Sideways, una commedia che parla di sentimenti e di vita "reale", profonda nella sua semplicità, godibile e ironicamente amara e che ha in Clooney un protagonista perfetto che sembra, appunto, un uomo reale e non di celluloide. Il sentimento predominante per quasi tutto il film è il rancore, che solo verso la fine sfocia in un amore che riesce a riunire una famiglia divisa, una famiglia di sconosciuti. King è un uomo tradito, un uomo che non rinfaccia alla moglie in stato vegetativo di averlo preso in giro, di averlo tradito, e come lui si comporta anche la figlia maggiore. Dovranno affrontare un percoso interiore e a tratti surreale per liberare tutto l'amore che era in loro, che c'è sempre stato, ma che non riusciva ad emergere sul momento perchè soffocato dal livore del tradimento. Stesso discorso per il suocero, il quale, sconvolto dal dolore, accusa (in)giustamente Clooney di non aver dedicato alla figlia tutte le attenzione che avrebbe meritato e che forse l'avrebbero salvata da sport estremi con conseguente fine drammatica. Intenso e toccante l'incontro tra il marito tradito e l'amante di lei, concluso con una battuta ( "Sei mai stato nella mia camera da letto?" "Una volta" "Potevi avere il buongusto di mentire." "Va bene, due.") che racchiude un pò tutto lo spirito del film, ovvero lo spirito di una commedia d'autore che tratta con deliziosa ironia argomenti su cui non ci sarebbe niente non solo da ridere ma nemmeno da sorridere. Una commedia amara. Come lo è, a volte, la vita.
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