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The Artist ? un film che, dietro l?omaggio nostalgico al cinema muto, porta in scena un dramma profondamente umano: la difficolt? di accettare che chi abbiamo formato, sostenuto o persino ?creato? possa, a un certo punto, superarci. La scena in cui il protagonista appone il neo sulla guancia della giovane attrice ? emblematica: non ? solo un gesto di maquillage, ma l?atto simbolico di un demiurgo che d? vita a una nuova stella. Il paradosso psicologico sta nel fatto che, nel momento in cui quella stella inizia a brillare di luce propria, inevitabilmente oscura chi l?ha accesa. Questo tema, presente anche in film come A Star Is Born di Bradley Cooper o Luci della ribalta di Charlie Chaplin, tocca corde universali: il timore del declino, la fragilit? dell?ego, l?incapacit? di reggere il confronto con chi ci supera, soprattutto se ? qualcuno che abbiamo aiutato a emergere. Il protagonista non ?genera? un erede, ma plasma una figura che gli deve la propria identit?. La tensione psicologica nasce quando quella creatura, invece di restare grata e subordinata, diventa autonoma, indipendente, pi? luminosa del suo stesso creatore. Qui la ferita non ? solo narcisistica, ? quasi ontologica: se ci? che ho creato mi supera, allora chi sono io? Il mito che meglio illumina questo conflitto ? quello di Pigmalione: lo scultore che d? vita a Galatea e che poi, inevitabilmente, si trova davanti a una creatura capace di vivere oltre il suo atto creativo. Nel film, questa dinamica diventa una metafora del successo e della fama: lo star system produce idoli, ma quegli idoli possono rapidamente sostituire chi li ha generati. Ci? che rende The Artist particolarmente riuscito non ? solo il tema, bens? il linguaggio con cui viene espresso. Hazanavicius sceglie infatti di raccontare la caduta di una star del cinema muto proprio attraverso le forme espressive del cinema muto stesso. Senza parole, gli stati d?animo si comunicano tramite il corpo, i volti, i gesti. Ogni smorfia ? amplificata, ogni movimento diventa significante. La scena al ristorante, in cui la giovane attrice parla delle ?smorfie? del protagonista, non ? un dettaglio casuale: sottolinea la differenza tra un modo di comunicare diretto, visibile, immediato, e il nuovo linguaggio del sonoro, pi? sottile e sfaccettato. In questo senso, la difficolt? psicologica del protagonista viene rappresentata con immagini limpide, nette, prive di ambiguit?. Se il linguaggio verbale consente complessit? e sfumature, il muto costringe a un?espressivit? radicale, quasi primitiva. ? come se Hazanavicius ci dicesse che il dramma dell?ego ferito e del declino non ha bisogno di parole complesse: basta un volto segnato dalla paura di sparire per arrivare dritto allo spettatore. A rendere tutto ancora pi? potente contribuisce l?interpretazione di Jean Dujardin, che dimostra una rara capacit? di rendere, attraverso le espressioni del viso, lo stato d?animo del momento, passando con naturalezza da sorrisi raggianti e accattivanti a espressioni cupe e tormentate in pochi fotogrammi, rendendo cos? reali le aspirazioni e i conflitti del film. Anche la colonna sonora contribuisce a questo gioco di rimandi e contrasti. La citazione del tema di Vertigo di Hitchcock ? con la sua spirale musicale che evoca ossessione e perdita ? non ? solo un omaggio al cinema classico, ma una scelta consapevole: come Scottie, anche George Valentin ? vittima di un?illusione, di un amore (per il passato, per la propria immagine) che lo trascina verso il baratro. In un film muto, quella musica diventa una voce fuori campo, un commento sonoro che amplifica il dramma del protagonista, l?eco di una paura che non ha bisogno di parole per essere udita. The Artist diventa cos? non solo un esercizio cinefilo, ma un viaggio nel cuore fragile del successo e della sua perdita, capace di far rivivere non solo un?epoca del cinema, ma anche le verit? psicologiche pi? profonde e dolorose legate al fallimento, all?invidia e al timore di essere dimenticati. The Artist dice pi? di mille parole su ci? che pi? temiamo: di essere superati, di scomparire.
Ciavatti Daniele
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