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filippo massari
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martedì 29 novembre 2011
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lo sport del futuro...
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Il film, ambientato in un futuro non troppo remoto, propone un'interessante riflessione sul tema della tecnologia: essa, ha sostituito l'uomo persino nello sport, da sempre una delle attività più umane. La gente non è più interessata a vedere persone che si misurano tra loro, ma è sempre più attratta dalla violenza. si delinea una forte contrapposizione tra il team (formato da padre e figlio che vengono seguiti per l'intero corso di una storia che approfondisce il loro rapporto) del robot Atom, che, grazie alla sua "funzione ombra" riesce a simulare movimenti e azioni umane, e il team del robot Zeus, composto invece da una donna che cura l'aspetto finanziario della faccenda e da un esperto informatico giapponese, entrambi solitari e caratterizzati da atteggiamenti che rendono loro sempre più simili agli stessi robot su cui è basato il loro business.
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Il film, ambientato in un futuro non troppo remoto, propone un'interessante riflessione sul tema della tecnologia: essa, ha sostituito l'uomo persino nello sport, da sempre una delle attività più umane. La gente non è più interessata a vedere persone che si misurano tra loro, ma è sempre più attratta dalla violenza. si delinea una forte contrapposizione tra il team (formato da padre e figlio che vengono seguiti per l'intero corso di una storia che approfondisce il loro rapporto) del robot Atom, che, grazie alla sua "funzione ombra" riesce a simulare movimenti e azioni umane, e il team del robot Zeus, composto invece da una donna che cura l'aspetto finanziario della faccenda e da un esperto informatico giapponese, entrambi solitari e caratterizzati da atteggiamenti che rendono loro sempre più simili agli stessi robot su cui è basato il loro business.
Nonostante le tematiche risultino particolarmente interessanti, la storia è costruita male e risulta banalissima. Gli attori sono nel complesso ben diretti, e abili ad interpretare la parte, anche se, a mio avviso, non viene fatto un buon uso dei personaggi secondari che avrebbero potuto essere coinvolti forse un po' di più (specialmente la gestrice della palestra, legata sentimentalmente al protagonista). Pessimo è invece l'utilizzo delle comparse che sono colte in atteggiamenti ridicoli in certi momenti del film.
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hulk1
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domenica 27 novembre 2011
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toro sbullonato
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La CONTAMINAZIONE continua, l 'ibridazione tra cow boy ed alieni, robbottoni e film strappalacrime sanciscono la carenza di ideee, ma la potenza di fuoco della macchina ludica hoillywoodiana è immensa. Un divo , fuori posto, il bimbetto ruffianello , la bella di turno, i cattivoni russi ed orientali classici ingredienti di uno 007 anni sessanta. Ora i russi sono i nostri più grandi fornitori di energia, acquirenti di tutto quanto è lusso pacchiano, mentre i cinesi sono gli schiavi più a buon mercato della terra, noi italiani invece stiamo svendendo tutto ai nipotini di Mao, ma siamo sempre i più furbi, poi urleremo all'invasione gialla.
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La CONTAMINAZIONE continua, l 'ibridazione tra cow boy ed alieni, robbottoni e film strappalacrime sanciscono la carenza di ideee, ma la potenza di fuoco della macchina ludica hoillywoodiana è immensa. Un divo , fuori posto, il bimbetto ruffianello , la bella di turno, i cattivoni russi ed orientali classici ingredienti di uno 007 anni sessanta. Ora i russi sono i nostri più grandi fornitori di energia, acquirenti di tutto quanto è lusso pacchiano, mentre i cinesi sono gli schiavi più a buon mercato della terra, noi italiani invece stiamo svendendo tutto ai nipotini di Mao, ma siamo sempre i più furbi, poi urleremo all'invasione gialla. Attento al professorino non lasciare che il flusso di coscienza prenda il sopravvento, sicuramente l'ignorante non conosce Joice. Insomma cocludendo, un filmetto per famiglie senza troppo pretese.
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fabrizioarno
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giovedì 1 marzo 2012
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real nothing
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Raramente si incappa in un film che definire mediocre è un offesa alla mediocrità espressa dal cine-rigurgito di stampo americano. Uno di questi è Real Steel. Ovvio, scontato, privo di spessore, di contenuti, decisamente privo di mordente dal primo minuto all'utltimo. Gli americani del resto sono maestri della suddetta non-arte. Prendi un copione raffermo, condiscilo con battutine degno di una sit-com, un rapporto padre figlio costruito e scritto da uno sceneggiatore con il quoziente intelletivo di un bambino dell'asilo, aggiungi una spruzzata di Over the Top, un tocco di porno-transformer, happy end alla Rocky e cosa ottieni? Real Nothing... pardon, Real Steel. Un neo per la carriera del buon vitellone Jackman.
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Raramente si incappa in un film che definire mediocre è un offesa alla mediocrità espressa dal cine-rigurgito di stampo americano. Uno di questi è Real Steel. Ovvio, scontato, privo di spessore, di contenuti, decisamente privo di mordente dal primo minuto all'utltimo. Gli americani del resto sono maestri della suddetta non-arte. Prendi un copione raffermo, condiscilo con battutine degno di una sit-com, un rapporto padre figlio costruito e scritto da uno sceneggiatore con il quoziente intelletivo di un bambino dell'asilo, aggiungi una spruzzata di Over the Top, un tocco di porno-transformer, happy end alla Rocky e cosa ottieni? Real Nothing... pardon, Real Steel. Un neo per la carriera del buon vitellone Jackman. Notare: dal modo in cui il bambino di 11 anni assembla, smonta e aggiusta il robot, deve avere come minimo una laurea in ingegneria elettronica e una specializzazione in meccanica quantistica!
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