| Anno | 2010 |
| Genere | Fantascienza |
| Produzione | USA, Canada |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Miguel Sapochnik |
| Attori | Alice Braga, Joe Pingue, Christina Silva, Neil Whitely, Zoe Doyle, Keith Arthur Bolden Rebecca Applebaum, Michelle Santoro, Jim Annan, Christian Lloyd, Imali Perera, Olya Milova, Dorly Jean-Louis, Emily Lineham, Simon Northwood, Kristina Pesic, Jessica Rimmer, Tiffany Espensen, Lina So, Sima Fisher, Tanya Clarke, Chandler Canterbury, Yvette Nicole Brown, Forest Whitaker, Jude Law, Liev Schreiber, Erin Lokitz, Ashleigh Hubbard, Rza, Liza Lapira, Max Turnbull, Wayne Ward, Carice van Houten. |
| MYmonetro | 2,90 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 22 giugno 2012
Un cast stellare per un film di fantascienza, adrenalinico e divertente, diretto dal regista Miguel Sapochnik. Al Box Office Usa Repo Men ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 13,8 milioni di dollari e 6,2 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel futuro prossimo, la multinazionale The Union fornisce l'impianto di infallibili organi meccanici per migliorare le prestazioni di vita a fronte di periodici versamenti di denaro. Ai clienti insolventi fanno visita i "repo men", agenti autorizzati all'espianto immediato senza il minimo riguardo per la sopravvivenza dei corpi ospiti. In seguito ad un incidente sul lavoro, anche il miglior recuperatore in circolazione subisce l'installazione di un cuore artificiale, con la conseguenza di diventare in breve un bersaglio per il suo ex socio.
La storia non nuova raccontata nel romanzo "The Repossession Mambo" di Eric Garcia, da cui è tratta la sceneggiatura del film, si iscrive nel lungo novero di quelle che avanzano ipotesi sui sistemi di socialità di domani senza tralasciare la riflessione sull'oggi. Oltre ad essere un discreto esempio di fantascienza, anche l'esordio dietro alla macchina da presa di Miguel Sapochnik appare ugualmente puntato sul mondo attuale, sull'ossessione del denaro e sull'arrivismo che lo muove, visto come la causa dell'orrore di un futuro davvero prossimo. Per questo le strade in cui si muovono i personaggi hanno poco di differente da quelle di una qualsiasi metropoli contemporanea, così come sono uguali le automobili, le feste in giardino, le partite in TV, i vagoni delle metropolitane o i rapporti lavorativi e famigliari. Ingiustamente punito al botteghino, Repo Men è la storia di un cambiamento inaspettato, della fuga verso la salvezza di un uomo che, solo trovandosi dall'altra parte della barricata, capisce la follia di quanto è stato.
Al discorso centrale su una diffusa mancanza di umanità e alla costruzione di un meccanismo a suspense rivisto, ma tutto sommato efficace si somma l'insistita esplorazione dei corpi: l'efferata eppure sensuale sequenza del pre-finale tra Jude Law e Alice Braga, i continui dettagli delle asportazioni, i trapianti, le operazioni di fortuna. Tra la voce off del protagonista che ci guida in un paesaggio già follemente vicino e le interpretazioni di una buona squadra di attori, la pellicola non lesina azione, violenza e un certo numero di scene riuscite, specialmente nel primo terzo. Sebbene i palazzi fatiscenti, gli angoli bui e le luci artificiali siano gli stessi apparsi in mille altri visioni fantascientifiche, l'opera prima di Sapochnik ha la precisa identità del film medio.
Ricordiamo tutti Donnie Darko, Tron e tanti altri film che alla loro uscita nelle sale cinematografiche non attirano grandi masse di pubblico, anzi i film furono schifati all'epoca. Ma il tempo e il tam tam generale hanno dato a quei film fama e gloria, tanto che ognuno dei due avuto un sequel anche a distanza di 15 anni(tranne per S.Darko che si è rivelato un flop attendiamo con ansia [...] Vai alla recensione »