[go: up one dir, main page]

Il grande spirito

Film 2019 | Commedia, +13 113 min.

Regia di Sergio Rubini. Un film Da vedere 2019 con Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Ivana Lotito, Bianca Guaccero, Gennaro Diana. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2019, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 9 maggio 2019 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,05 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Il grande spirito tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento giovedì 16 maggio 2019

Periferia di Taranto. Nel corso di una rapina, uno dei tre complici, Tonino detto Barboncino, approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Il grande spirito ha incassato 300 mila euro .

Il grande spirito è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,05/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,68
PUBBLICO 3,46
CONSIGLIATO SÌ
Una storia di miseria e nobiltà che oscilla fra materia e spirito e presta grande attenzione all'elemento polisensoriale.
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 maggio 2019
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 maggio 2019

Tonino è un ladruncolo sempre in cerca del grande colpo di fortuna: che sembra finalmente arrivare quando il bottino di una rapina, per cui lui era stato relegato al ruolo di palo, finisce fortuitamente nelle sue mani. Tonino fugge con la refurtiva sui tetti di Taranto e trova rifugio in un abbaino fatiscente abitato da uno strano personaggio: Renato, che si è dato il soprannome di Cervo Nero perché si ritiene un indiano, parte di una tribù in perenne lotta contro gli yankee. Renato, come sillaba sprezzantemente Tonino, è un "mi-no-ra-to", ma è anche l'unica àncora di salvezza per il fuggitivo, che tra l'altro si è ferito malamente cadendo dall'alto di un cantiere sopraelevato. Fra i due nascerà un'intesa frutto non solo dell'emarginazione, ma anche di un'insospettabile consonanza di vedute.

Che Rubini, alla sua 14esima regia, abbia le idee chiare si capisce da due scelte iniziali.

La prima è quella di far precedere la narrazione dalle immagini della fabbrica dell'Ilva, con le sue fornaci e le sue ciminiere fumanti, mescolandole alle immagini del fuoco "purificatore" acceso da Cervo Nero: inferno e praterie celesti, distruzione e devozione, peccato e redenzione. La seconda scelta fortemente simbolica è quella di ambientare quasi tutta la storia sui tetti di Taranto, in una ricerca visiva di elevazione fisica e spirituale: tutta la parabola (è il caso di dirlo) di Tonino e Renato si consuma nella verticalità, in ascese celestiali e rovinosi schianti a terra - quella terra avvelenata dalle fabbriche e infestata dalla malavita. Anche le ciminiere dell'Ilva incombono grazie alla loro altezza, che si erge arrogante sopra il livello del mare tarantino.

Tonino e Renato sono l'uno l'"uomo del destino" dell'altro perché attraverso il loro rispecchiarsi si accende la loro luce interiore, quella luce che lotta contro il buio circostante: la fotografia di Michele D'Attanasio è intenzionalmente livida e fosca, la scenografia di Luca Gobbi è lurida e monocromatica.

Le musiche di Ludovico Einaudi sottolineano ogni passaggio (a volte troppo platealmente) e la regia di Rubini passa dalle lunghe scene di dialoghi (ben scritti da lui stesso insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini) dal forte impianto teatrale, a sequenze movimentate di fuga, caccia all'uomo e colluttazioni violente, senza risparmiarci l'orrore e il disgusto.

Su tutto però dominano l'afflato poetico stralunato e il realismo magico che sono cifre distintive del suo cinema sempre in bilico fra materia e spirito, fra concretezza anche gretta e allucinazione sempre nobile. Il grande spirito è dunque una storia di miseria e nobiltà, con una grande attenzione all'elemento polisensoriale: il suono, in particolare, è molto curato, dal lamento gutturale di un malato costretto al ricovero forzato al ticchettio di una mano nervosa.

La questione dell'Ilva resta saggiamente sullo sfondo, ma permea - come un veleno silenzioso e letale - tutta la storia: le esistenze miserabili, la decimazione degli "indiani", la rabbia (mal) repressa, l'orizzonte forzatamente (de)limitato.

Sei d'accordo con Paola Casella?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 11 maggio 2019
minleo

Siamo andati al cinema senza troppe aspettative e ci siamo trovati di fronte a un piccolo gioiello. Surreale e a tratti bizzarro, ma anche profondamente calato nella realtà locale, Ilva sullo sfondo. I due personaggi principali creano una sinergia magistrale che dà forza e propulsione alla storia. La vicenda per lo più si sviluppa sui tetti e resta in alto, in una dimensione onirica, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
venerdì 3 maggio 2019
Paola Casella

Sergio Rubini torna alla regia con Il grande spirito, che racconta in forma metaforica la vicenda dell'Ilva di Taranto. E non perde la sua vis polemica, o la sua voglia di fare cinema "contro". L'incontro fra il suo personaggio, Tonino, ladruncolo in fuga dai picciotti del quartiere, e Renato, un "minorato mentale" che in realtà si rivela molto più saggio di chi gli sta vicino, è poetico e ispirazionale, pensato per indicare ai tarantini - a agli italiani di oggi - una strada per uscire dall'impasse etica (ed estetica) in cui siamo intrappolati.

Rubini si confronta tanto con l'aspetto tragico quanto con quello comico della nostra contemporaneità, e lancia un messaggio di redenzione possibile a chi lo vuole ascoltare.

Come è nata l'idea de Il grande spirito?
Sono partito dal personaggio di Renato, interpretato da Rocco Papaleo, una sorta di Barone Rampante che vede la fabbrica dell'Ilva come un nemico contro il quale combattere. Nella sua ottica i tarantini sono i membri di una tribù indiana cui gli yankee hanno portato il veleno. Poi ho avvicinato a Renato il mio personaggio, Tonino: un topo di fogna che si muove nei bassifondi della città. Sono due ultimi che, messi insieme, generano una comicità naturale.

Anche il fatto che si esprimano in dialetto è funzionale?
Volevo che fossero due ultimi autentici, e ho usato la lingua del loro strato sociale per poter poi rivelare che sono più nobili di come appaiono, che dentro di loro c'è ancora una lampadina pronta a brillare.

Il grande spirito nomina anche Manduria, oggi sulle prime pagine dei giornali per la vicenda dell'anziano bullizzato da una baby gang.
Una vicenda da film dell'orrore, che dimostra come quando ci si approfitta dell'innocenza si è davvero cattivi. Il nostro film manda il messaggio opposto: solo l'innocenza ci può salvare. Chi ha figli lo sa bene: negli occhi dei bambini c'è il senso di tutto. Anche Il grande spirito racconta in forma metaforica una storia terribile: la situazione reale di Taranto.

Una situazione con la quale si deve confrontare anche la politica.
Ho preparato un video che ho mandato a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, per ricordare come prima a Taranto c'erano le praterie, e ora c'è questo mostro: ditemi voi se si può vivere con un obbrobrio così accanto. Finora il governo ha eluso tutte le domande dei tarantini. Il 7 maggio presenteremo a Taranto il nostro film e spero, da cittadino, che quella presentazione abbia un significato in più, e che i membri della politica e delle istituzioni decidano di farne parte.

Il suo è uno dei due film italiani che Moviement ha scelto per allungare la stagione cinematografica al periodo estivo (il film uscirà in 200 copie il 9 maggio, ndr). Che cosa ne pensa?
Spero che abbiano ragione loro. Ma temo che farà l'effetto di una campagna per aprire i pub all'aperto nella Londra autunnale. È un problema geografico prima ancora che culturale. E ricordo che quando il generale esclama: "Facciamo la guerra!", gli avamposti sono sempre i primi caduti.

Frasi
Lo sai che cosa ha detto Toro Seduto agli Yankee?
Quando i fiumi saranno asciutti, gli alberi bruciati, i pesci del mare e gli uccelli del cielo e gli animali della terra estinti allora capirete che non si può mangiare il denaro.
Una frase di Renato (Rocco Papaleo)
dal film Il grande spirito - a cura di Andrea Failla
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 8 maggio 2019
Manuela Caserta
L'Espresso

Torna il cinema di Sergio Rubini con una commedia un po' amara dal titolo Il grande spirito. Dopo tre anni dal suo ultimo film, Rubini, in coppia con il bravissimo Rocco Papaleo, mette in scena una "favola nera" girata sui tetti della periferia di Taranto. Tonino è un ladro di professione, un rapinatore di mezza età con l'aria da barbone e un soprannome disonorevole - "barboncino" - conquistato [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 10 maggio 2019
A cura della redazione

Tonino è un ladro in cerca del grande colpo che sembra arrivare quando il bottino di una rapina finisce casualmente nelle sue mani. Tonino scappa, e trova rifugio in un abbaino fatiscente abitato da Renato, uno strano personaggio che si fa chiamare Cervo [...]

POSTER
mercoledì 17 aprile 2019
 

In un quartiere della periferia di Taranto, durante una rapina, uno dei tre complici, un cinquantenne dall'aria malmessa, Tonino detto Barboncino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa.

TRAILER
martedì 16 aprile 2019
 

Periferia di Taranto. Nel corso di una rapina, uno dei tre complici, Tonino detto Barboncino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa. La sua corsa procede verso l'alto, di tetto in tetto fino a [...]

NEWS
lunedì 11 febbraio 2019
 

In un quartiere della periferia di Taranto, durante una rapina, uno dei tre complici, un cinquantenne dall'aria malmessa, Tonino detto Barboncino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa.

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy



Quantcast