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Ema

Film 2019 | Drammatico, +13 102 min.

Regia di Pablo Larraín. Un film Da vedere 2019 con Mariana Di Girolamo, Gael García Bernal, Santiago Cabrera, Paola Giannini. Cast completo Titolo originale: Ema. Genere Drammatico, - Cile, 2019, durata 102 minuti. Uscita cinema mercoledì 2 settembre 2020 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,38 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 25 agosto 2020

Ema e Gaston adottano Polo ma l'esperienza si trasforma presto in dramma, e la coppia rischia di scoppiare. In Italia al Box Office Ema ha incassato 35 mila euro .

Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO 2,98
CONSIGLIATO SÌ
Larraìn cambia registro con un'opera perturbante e incendiaria, un'esperienza stordente aperta al musical e alla stilizzazione del videoclip.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 2 settembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 2 settembre 2019

Ema è fuoco che brucia, Gastón il focolare che lo contiene. Lei è una ballerina, lui il suo coreografo. Insieme hanno adottato Polo, insieme hanno fallito la sua adozione. Incapaci di gestire i suoi traumi, lo hanno 'restituito' ai servizi sociali e adesso navigano a vista tra rimorsi e accuse. Ema vuole il divorzio e si rivolge all'avvocato che ha accolto Polo dopo il loro fallimento. La donna, ignara delle reali intenzioni di Ema, se ne innamora come il marito, un pompiere avvenente sedotto dopo l'incendio doloso della propria auto. Perché Ema ha un piano e niente può fermarla.

"Separate una madre da suo figlio e funzionerà sempre", diceva Riccardo Freda, autore 'per tutti i generi'. Il regista italiano sosteneva che il melodramma fosse la maniera del cinema di 'volgarizzare' la tragedia, provocando nello spettatore una forma di piacere nel dispiacere. A lungo, e sovente a torto, questi women's pictures costrinsero le loro eroine dolenti in una condizione di sottomissione e di rassegnazione masochista, almeno fino alle produzioni di John M. Stahl, King Vidor o Douglas Sirk che invertirono la rotta e l'ideologia, prima della lettura pessimista di Rainer Werner Fassbinder e delle deflagrazioni sentimentali di Todd Haynes.

Pablo Larraín realizza un film radicalmente diverso dai precedenti e imprime al melodramma una concezione dell'amore contemporanea (la fluttuazione delle identità di genere), affrancando i sentimenti della sua eroina da qualsiasi senso di colpa e abbandonandola al vacillamento dei sensi e dello spirito.

Autore concettuale, Larraín concepisce la messa in scena come una sperimentazione sul linguaggio, raccontando la storia di una coppia come un flusso di coscienza che si esprime con la luce, i colori, la musica che sale e rifluisce in onde successive seguendo gli slanci amorosi dei personaggi. Larraín continua a interrogare quello che accade intorno a lui alla ricerca di una verità invisibile nella società cilena contemporanea. E niente come il melodramma illustra in maniera altrettanto esemplare il cuore di una nazione e la costruzione sentimentale e sociale dei sessi. Più interessato a sollevare domande, piuttosto che a diffondere o sostenere idee, le sue immagini astratte traducono la ristrutturazione singolare di un ménage familiare abitando sentieri inediti e sconosciuti.

Ema lascia fuori campo la cronaca sentimentale di una diade messa alla prova da un'adozione e si concentra sulla crisi coniugale e il riallineamento delle dinamiche individuali e familiari. L'assestamento si trasforma con Larraín nella coreografia di un corpo elastico e sincopato che esercita una forza di attrazione e allarga gli orizzonti familiari. Sullo sfondo di Valparaíso, 'accesa' col lanciafiamme, il regista cileno sperimenta con la sua protagonista nuove forme espressive, codici relazioni e modelli familiari, aggirando il destino del mélo, trascendendone i codici tradizionali e concependo una nuova (forma) di vita.

Melodramma pansessuale e incendiario, Ema si iscrive nella 'biologia del genere' e si fa trascrizione di un dolore che passa per una rappresentazione conturbante, dove la danza ha un posto preponderante e canalizza l'irriducibilità della sua eroina. Mariana di Girolamo è il volto diafano che detiene quella cosa segreta che Pablo Larraín vuole esaltare, il gesto anarchico che fa esistere (e ardere) il suo film e i suoi spazi urbani. Attrice della televisione cilena, segue il ritmo martellante del reggaeton e quello di un senso di colpa che il suo personaggio prova a far tacere con l'amore. Amore che cerca indistintamente nei letti degli altri e delle altre, perché Ema ama e non conosce limiti, fa solo quello che desidera, non esita a usare la sua libertà (artistica e sessuale) e adesso ha un piano segreto per recuperare quello che ha perduto. Il figlio, il marito e una vita in comune che malgrado il sentimento che li lega ha avuto ragione di loro. Loro che si amano ma si detestano in campo e controcampo, loro che non esitano a dirsi reciprocamente cose orribili attraverso dialoghi frontali che sembrano monologhi interiori.

Vanitosa come Neruda, Ema non si fa scrupoli a manipolare chi la circonda pur di arrivare al suo scopo, riducendo in cenere il suo mondo per poi riconfigurarlo. L'amore è una cosa meravigliosa, certo ma anche complicata per la protagonista, seducente e segreta, tonica e lucida come un metallo. È una donna alla ricerca di sé mentre la sua vita familiare affonda, è una mamma che rischia tutto per raggiungere quello che vuole e (ri)congiungersi con chi vuole, esasperando i più fedeli sostenitori ma continuando a irradiarli parola dopo parola, passo dopo passo.

Ema, opera 'gravida' e perturbante, offre a chi si lascia tentare un'esperienza stordente aperta al musical e alla stilizzazione del videoclip. Come la sua eroina fa breccia nel cuore dello spettatore, disorientato da un tappeto musicale essenziale per la creazione dell'impatto emozionale. La messa in scena non è mai andata così lontana nel cinema di Larraín che 'disegna' coreografie, trasfigura i suoi attori in primi piani iconici e poi deraglia ma solo per trovare un percorso alternativo, quello che conduce all'immaginazione e apre ipotesi sull'individuo e sulla coppia. Per verificarle serve soltanto un pieno di benzina.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 24 marzo 2021
Dino70

  Il grande regista cileno Pablo Larraìn, dopo le fatiche americane del film Jackie, torna in patria, nella bella e colorata città di Valparaiso, tra la cordigliera e il mare e ci regala qualcosa più di un film, una sorta di esperienza totalizzante dove i sensi vengono coinvolti nell’immagine e nella narrazione cinematografica, riscrivendo codici espressivi e comunicativ [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 6 settembre 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Ci sono film dai quali si esce più scossi del previsto, che forse non convincono fino in fondo ma scavano dentro, che lasciano un vago sapore di incompiuto ma costringono a ripensare molte delle categorie con cui abitualmente guardiamo al cinema - e forse al mondo. Sono i film che vale davvero la pena vedere. L' ultima fatica del grande regista cileno di "Neruda", "Post Mortem", "El Club" e tanti altri [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 31 luglio 2020
 

Un film feroce e tenero al tempo stesso, sensuale e duro, disperato e pieno di speranza, che è al contempo melodramma e thriller. Dal 2 settembre al cinema. Guarda trailer e poster »

MOSTRA DI VENEZIA
lunedì 2 settembre 2019
Marzia Gandolfi

In Concorso a Venezia 76 un'esperienza stordente aperta al musical e alla stilizzazione del videoclip. Prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

POSTER
lunedì 2 settembre 2019
 

Ema, giovane ballerina, decide di separarsi da Gastón dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaíso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie [...]

TRAILER
venerdì 30 agosto 2019
 

Regia di Pablo Larraín. Un film con Gael García Bernal, Santiago Cabrera, Mariana Loyola, Mariana Di Girolamo, Giannina Fruttero. Guarda il trailer »

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