|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 11 giugno 2019
Argomenti: Avengers Tutti i film del Marvel Cinematic Universe
Il quarto capitolo della fortunata saga iniziata con il film Avengers nel 2012. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a CDG Awards, ha vinto un premio ai ADG Awards, In Italia al Box Office Avengers: Endgame ha incassato 30,3 milioni di euro .
Avengers: Endgame è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
In seguito alle azioni di Thanos nel precedente Avengers: Infinity War la popolazione dell'intero universo è stata dimezzata e tra i caduti c'è stato anche Nick Fury. Ma prima di morire questi è riuscito a lanciare un messaggio nello spazio alla potentissima Capitan Marvel, che tornata sulla Terra e di fronte a un gruppo di Avengers afflitto dalla sconfitta e dal lutto, vuole prendere le cose in mano. Quello che ha fatto Thanos però non si può risolvere con la semplice superforza e i colpi di energia... Sarebbe criminale raccontare di più perché non c'è probabilmente mai stato un film su questa scala così avvolto nel mistero e ricco di sorprese, annunciato come la conclusione di una saga e allo stesso tempo come la sua celebrazione. Del resto nemmeno una serie cinematografica di questo tipo e magnitudine è mai esistita quindi essere arrivati alla fine di un ciclo lungo 22 film è già un trionfo.
Un complicato espediente narrativo offre ad Avengers: Endgame l'occasione di rivisitare episodi precedenti e allo stesso tempo omaggiarli, in un gioco quasi megalomane per la pretesa che il pubblico si orienti e ne goda, ma pure in una vera e propria apoteosi, che porta infatti con sé anche una sorta di trascendenza.
Si guarda al passato in modo definitivo, almeno per alcuni personaggi, e si promette al contempo un futuro rinnovato, destinato a trovare nuove storie e del resto popolato di eroi che solo di recente sono entrati nell'universo cinematografico Marvel. A loro spetta l'eredità, ma questo film è tutto dei protagonisti storici del primo Avengers che ha riunito i supereroi Marvel, firmato da Joss Whedon nel 2012.
La Vedova Nera, Iron Man, Thor, Hulk, Capitan America e Occhio di Falco sono molto cambiati in questi anni, sono cresciuti, hanno imparato a rispettarsi ma alla fine si sono divisi. E ancora una volta infatti si torna alla frattura di Captain America: Civil War, che a ben vedere era stata seminata già dal primo film dei Russo, con il ritorno di Bucky nelle vesti del Soldato d'Inverno. Questa è allora anche la loro chiusura del cerchio e circolare è pure la più celebre scena del film di Whedon, con la macchina da presa che girava intorno ai sei eroi pronti a dare battaglia in una New York invasa dagli alieni, qui non a caso ripresa. Oltre che a completare il cerchio il film è tematicamente dedicato al sacrificio, che poi è alla base delle più archetipiche storie dei grandi eroi.
Sono i membri originali della squadra, del resto tra i pochi rimasti in vita, a dover raccogliere i cocci, affrontare le conseguenze del proprio fallimento e pagarne il prezzo, che invece aveva finito per ricadere sugli altri. Proprio non aver pagato in prima persona rende il lutto insopportabile anche a chi è riuscito a rifarsi una vita, tanto da decidere di rischiarla di nuovo per cercare di correggere l'errore.
Contro di loro ancora una volta Thanos si dimostra un avversario fenomenale, sia per astuzia sia per prodezza in battaglia e lo scontro finale del film è davvero uno spettacolo impressionante, su una scala ancora superiore a quanto visto nel pur tonitruante Avengers: Infinity War. I due film però sono molto diversi, perché qui all'azione si preferiscono le emozioni, l'ingegno e la solidarietà, tanto che gli scontri sono limitati in pratica a un'unica grande battaglia, ma prima di arrivarci ci sono numerosi dialoghi e idee che vengono messe in scena. La regia è funzionale e forse soffre sotto questa mole di materiale, prima di esplodere nello showdown finale, d'altra parte la qualità stellare del cast tiene in piedi sia le scene drammatiche sia i momenti comici (comunque meno presenti che in passato).
Siamo certi che in Rete la trama del film sarà passata al setaccio in cerca di buchi, che probabilmente non mancano ma non sminuiscono l'efficacia di Avengers: Endgame: le emozioni e lo spettacolo filano lisci anche a dispetto dei dubbi logici e degli espedienti fin troppo comodi cui l'intreccio occasionalmente ricorre.
Non mancano poi passaggi che manderanno in sollucchero i fan, così come le trasformazioni di alcuni eroi sono piuttosto sorprendenti e danno qualcosa di nuovo a personaggi che in questi anni abbiamo incontrato ormai molte volte. Senza però renderli irriconoscibili perché la forza di Avengers: Endgame è proprio nel saper capitalizzare sull'imponente partitura scritta nei capitoli precedenti, per dare vita a un'ultima e più grande prova d'orchestra. Da attribuire ancora prima che ai Russo al produttore Kevin Feige, vero deus ex machina di un'operazione senza uguali nella storia del cinema. Questo è anche il suo trionfo perché, a giudicare dall'impressionante numero di star che tornano in scena, nessuno ha saputo dirgli di no, al punto che le tanto discusse tre ore di durata sembrano appena sufficienti a contenere la ricca densità del film.
Avengers: Endgame è davvero l'annunciato finale di partita, infatti manca il consueto rilancio durante i titoli di coda (sì, avete capito bene, non ci sono scene ulteriori, anche se la prima parte dei titoli, quella "grafica", è il giusto coronamento di questa operazione e vi consigliamo di restare in sala), ma l'universo Marvel cinematografico non si conclude qui. Oltre a espandersi presto sulle serie di Disney+ arriverà a breve alla fine della "terza fase" con Spider-Man: Far From Home, quasi un sorta di epilogo cui sembra seguiranno altri due film già nel 2020. Nonostante gli sforzi di Thanos, la vita nell'universo Marvel è più rigogliosa che mai.
Gli Avengers arrivano al finale di partita e, disintegrati i potenziali eredi e ultimi arrivati come Spider-Man, il Soldato d'Inverno, Falcon, Dottor Strange e Pantera Nera, oltre a buon parte dei Guardiani della Galassia, tocca principalmente ai sei membri originari, con l'aggiunta di Ant-Man e della potentissima Captain Marvel, trovare una soluzione allo schiocco di dita di Thanos. L'unica cosa certa è che sarà il "finale" del gigantesco arco narrativo ribattezzato per l'occasione: Infinity Saga.
Volevamo concludere una serie di film in un modo mai fatto prima. Harry Potter ha avuto un finale perché era presente nei libri, come accaduto con Il Signore degli Anelli. Dopo 22 film abbiamo pensato che sarebbe stato divertente portare la trama verso un epilogo.
Kevin Feige
Non parleremo più insomma delle prime tre fasi del Marvel Universe bensì di un corpo unico decennale, con un inizio e una fine e protagonisti che in seguito probabilmente si limiteranno a qualche cameo, ammesso che sopravvivano ad Avengers: Endgame. Impossibile per ora saperne di più, perché dopo il finale shock del film precedente i Marvel Studio hanno realizzato trailer che rivelano il meno possibile, con scene meditabonde, immagini riprese dai film precedenti e altre che probabilmente non saranno nel film. In Russo infatti non nascondono che film e trailer sono per loro del tutto diversi: "Prepariamo un sacco di materiale e abbiamo a disposizione tantissime scene e scatti che poi non finiranno nel film, così possiamo modificarle con la computer graphic per raccontare una storia adatta al trailer e non al film". Anche quest'ultimo capitolo sarà diretto dai fratelli Anthonye Joe che hanno firmato del resto i capitoli narrativamente più rilevanti in questa progressiva messa in crisi degli eroi Marvel: prima Captain America: Il soldato d'inverno con la fine dello Shield e il crollo di diverse certezze, quindi Captain America: Civil War con lo scontro fratricida tra Steve Rogers e Tony Stark per non asservire i supereroi allo Stato, infine Avengers: Infinity War con l'arrivo di Thanos. Sul quale i Russo comunque hanno le idee chiare: il suo personaggio ha ottenuto quello che voleva e ora è come se si fosse ritirato. Insomma la sua presenza aleggia sul film ma non aspettatevi che sia un villain destinato a scontrarsi frontalmente con gli eroi come nel capitolo precedente.
Anche perché i registi ci tengono a chiarire che, nonostante abbiano filmato i due ultimi Avengers uno dietro l'altro con una gestazione di quasi cinque anni, sono in realtà due opere piuttosto diverse: "Endgame ha un tono decisamente unico, ha un proprio spirito, differente da quello di Infinity War, per questa ragione abbiamo diviso la storia e dato ai due capitoli titoli diversi. È un film con un altro punto di vista. Sarà un'esperienza unica nella Storia del cinema e le persone vorranno condividerla assieme, molto più di quanto accaduto con Infinity War francamente. Siamo molto attenti ai responsi dei test con il pubblico, per capire se siamo sulla strada giusta oppure no, e con Endgame abbiamo ricevuto i commenti più incredibili della storia dei Marvel Movie. Al di là della durata il film è stato assolutamente accolto a braccia aperte dal pubblico dei test". Della durata in effetti si è parlato a lungo in questi mesi e ora sembra ufficiale che il film arriverà alle tre ore piene, immaginiamo con poca gioia degli esercenti. Kevin Feige non ne ha però mai fatto una triste questione di minutaggio e ha sempre detto che Endgame avrebbe avuto esattamente la durata che doveva avere. Joe Russo del resto ricorda bene come ha lavorato insieme al fratello nel mondo delle comedy televisive, come Arrested Development e Community, cercando di rendere gli episodi da 21 minuti il più ricchi possibili: "Volevamo concentrare le gag e i personaggi fino a una densità che elevasse il materiale, per arrivare a un ritmo tale da far passare alcune battute inosservate finché non si rivedeva la puntata. È il nostro stile, lo chiamavamo "Russo Path", e facciamo lo stesso con i Marvel Movie, dove puntiamo a una densità di racconto irresistibile, al di là della durata. Siamo molto rigorosi riguardo i punti di svolta della trama e spendiamo mesi in sala di montaggio a sperimentare varie soluzioni finché non abbiamo scovato la migliore possibile". Un'altra questione, molto più nerd, emersa nelle ultime settimane riguarda poi Captain Marvel, con i fan che si sono chiesti perché di fronte a passate emergenze, come gli eventi raccontati nei due precedenti Avengers, Nick Fury non avesse mai usato il cercapersone intergalattico per chiamare l'eroina interpretata da Brie Larson. Kevin Feige ha ribattuto: "Chi ha detto che Fury non ha mai premuto quel pulsante? Non gliel'abbiamo mai visto fare, ma ciò non vuol dire che non l'abbia mai fatto". Una risposta sorniona che forse non vuole rivelare quello che la stessa Captain Marvel risponderà nel film a questa eventuale domande. Se invece una risposta del genere non arrivasse, poco male: è una delle più longeve convenzioni della narrativa supereroica che, se gli altri eroi non sono presenti di fronte all'ennesima crisi, si dà per scontato abbiano altro da fare. Del resto poche cose ammazzano l'epica come una serie di telefonate d'aiuto e un supergruppo di fronte a minacce che possono impensierire un solo eroe o poco più. Se il cast è già ben noto a tutti, vanno sottolineati alcuni dettagli, per esempio la presenza di Okoye sul poster che probabilmente indica un ruolo significativo per lei, finora relegata a spalla quasi comica di Pantera Nera, inoltre - anche se sulla locandina non appaiono - si rivedranno anche gli attori dei personaggi polverizzati da Thanos. Del resto è già assodato che in Spider-Man: Far From Home sono di nuovo vivi e in salute per lo meno Peter Parker, Nick Fury e Maria Hill. Torneranno poi Frank Grillo nei panni di Brock Rumlow e Tessa Thompson in quelli di Valchiria, mentre avranno un ruolo ancora ignoto Hiroyuki Sanada, Katherine Langford e la figlia di Joe Russo, Ava. Assente dal film precedente, si rivedrà poi Occhio di Falco interpretato da Jeremy Renner, segnato da una cicatrice e nascosto sotto un nuovo costume, quello di Ronin. Secondo film a essere girato interamente in IMAX, Avengers: Endgame ha già battuto il record del trailer più visto di sempre nelle prime 24 ore e probabilmente batterà anche quello dell'incasso mondiale nel primo weekend, visto che l'apertura in Cina coinciderà con quella internazionale.
Un manifesto della pop-art, la quintessenza degli States, il cinema che viaggia nel cinema, l'epica contemporanea: Endgame, signori e signore. Così è normale che una battaglia finale diventi un campo da football americano; il memoriale delle vittime di Infinity War ha il sapore del 11 september memorial; l'occhio proiettivo di Nebula una citazione a Metropolis; Doctor Strange [...] Vai alla recensione »
Avengers: Endgame è il punto di fusione del cinema come industria dell'intrattenimento. Con buona pace dei sostenitori a oltranza del cinema come arte (tutto il cinema è arte industriale, non solo le opere che piacciono alla minoranza degli spettatori), l'ultimo capitolo di questa fase del Marvel Cinematic Universe rappresenta il più ambizioso tentativo di contenere in uno stesso film l'universo completo delle storie che lo rappresentano. Ci sono almeno due strategie da evidenziare, per comprendere l'enormità del progetto. La prima è quasi sublime (attenzione agli spoiler da qui in avanti): introdurre il viaggio nel tempo così da riportare i protagonisti nei vari capitoli della saga, quasi come osservatori delle proprie stesse linee narrative. Non si ricorda una sezione di film tanto estesa che fosse al tempo stesso un commento/riassunto in forma narrativa di quel che è accaduto in questo decennio abbondante.
In buona sostanza, la Marvel (e con lei la Disney) dimostra in maniera plateale di riappropriarsi del lavoro di riappropriazione dei fan. Suona un po' complicato, ma sta a significare che gli sceneggiatori e i fan sono due gruppi ormai osmotici, le cui mosse sono coordinate e integrate, piaccia o meno ai puristi del cinema hollywoodiano d'un tempo (comunque ben attento alle reazioni degli spettatori, magari più passivi e meno "prosumer").
La seconda strategia è quella di non dimenticare nessuno dei personaggi, in una sorta di album di famiglia dove ogni singola maschera e ogni singolo brandello di storytelling vengono integrati in una macchina di oltre tre ore, oliata dall'avventura e fluidificata dall'epico scontro con Thanos, affrontato ben due volte lungo il racconto. La rappresentazione plastica dello schieramento super-eroistico dei buoni è un pop-up cinematografico di potenza impressionante, destinato a segnare in futuro il simbolo del cinema blockbuster per come lo avremo conosciuto tra 2008 e 2019.
Insomma, Avengers: Endgame è il miglior esempio di come si è trasformato il cinema spettacolare nel nuovo millennio: un congegno crossmediale, iper-narrativo, pieno di fan service e di comunicazioni extra-filmiche (basti pensare a come hanno giocato con le attese degli spettatori i profili Instagram degli attori nei mesi scorsi), una vera e propria industria dell'intrattenimento che ha messo al lavoro centinaia di migliaia di persone in un decennio, una specie di mega-azienda che produce simboli, miti, icone e linee narrative.
Eppure, in tutto questo marketing e in tutta questa spietata organizzazione commerciale, rimane intatta la centralità della sala cinematografica, come dimostra il successo clamoroso del film.
Scrivere la parola «fine» ad una saga durata undici anni e a una storia che è stata un continuo fuoco d'artificio di eventi e di personaggi sparsi in ventidue film che hanno fruttato più di diciotto miliardi di dollari, ci vuole coraggio, inventiva e molto humour, tutte cose che non mancano ai fratelli Joe e Anthony Russo, già registi di quattro dei film dell'Universo Marvel e che adesso si giocano [...] Vai alla recensione »