| Titolo originale | Ma |
| Anno | 2019 |
| Genere | Thriller, Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Tate Taylor |
| Attori | Octavia Spencer, Juliette Lewis, Luke Evans, Missi Pyle, Allison Janney McKaley Miller, Diana Silvers, Dominic Burgess, Corey Fogelmanis, Victor Turpin, Gianni Paolo, Dante Brown, Tanyell Waivers, Heather Marie Pate, Tate Taylor, Margaret Fegan, Kyanna Simone Simpson, Andrew Matthew Welch, Skyler Joy, Nicole Carpenter, Elijah Bray, Creek Wilson, Micah Joseph Graves, Dennis Rodriguez, Jinny Patterson, Louie (II), Earl (II). |
| Uscita | giovedì 27 giugno 2019 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,37 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 12 luglio 2019
Una donna decide di ospitare in cantina un gruppo di adolescenti che vogliono divertirsi. Ma tra di loro si instaura un rapporto pericoloso. In Italia al Box Office Ma ha incassato 106 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Maggie e sua mamma Erica si trasferiscono in una cittadina dell'Ohio. Le aspettano rispettivamente una nuova scuola e un nuovo lavoro. Maggie si fa subito degli amici a scuola e con loro, a bordo di un furgoncino, si ferma a un supermercato per comperare degli alcolici in modo da fare festa la sera. Ma sono tutti minorenni e perciò hanno bisogno di un adulto che li comperi per loro. Tutte le persone interpellate rifiutano sin quando proprio Maggie riesce a impietosire una donna di mezza età, Sue Ann. I ragazzi contenti se ne vanno con i liquori a fare baldoria. Ma Sue Ann, al lavoro (è l'assistente di una veterinaria), studia i loro profili su Facebook. La volta successiva, invece di limitarsi a comperare gli alcolici, Sue Ann offre ai ragazzi la possibilità di fare baldoria nello scantinato di casa sua, così staranno comodi e non rischieranno niente. I ragazzi accettano. Sue Ann spiega che ci sono solo poche regole da osservare, tra cui non andare mai al piano superiore. I ragazzi se la spassano e sembra tutto perfetto, ma ben presto si devono accorgere che le cose sono ben lontane dalla perfezione.
Psycho-thriller che vira nell'horror psicopatologico, Ma è un film strutturalmente sbilanciato, con una prima parte introduttiva molto lunga che si estende, a basso ritmo, a oltre un'ora per poi confluire in un ultimo terzo in cui, finalmente, qualcosa accade, ma non è del tutto coerente con quanto avvenuto prima.
Lo spunto di partenza - per quanto non molto credibile - è interessante e anche ben giocato. Il ritratto di Sue Ann, una donna di mezza età che sembra patire la propria solitudine schiacciata tra un lavoro che svolge senza molto impegno e una vita vuota di emozioni, è relativamente originale. Il suo retroterra motivazionale si precisa via via dando vita a un ritratto composito di una persona amareggiata che ha subito dei torti nella sua giovinezza e ora cerca una sorta di rivalsa.
Quello che sembra un evidente desiderio di vivere in modo vicario, attraverso la spensierata gioventù che giunge a riempire il suo scantinato, ciò che non ha vissuto nella sua giovinezza diventa un po' alla volta qualcos'altro e mentre la storia procede si capisce che le cose non stanno per niente come sembrano. Però proprio il passato di Sue Ann, spiegato un po' alla volta in vari flashback, banalizza un po' la situazione rendendone evidenti le semplicistiche meccaniche di azione/reazione che governano la storia, mentre sarebbe stato più interessante esplorare più in profondità l'aspetto della solitudine e dell'invidia generazionale.
La parte finale in cui si scatena il delirio presenta alcuni aspetti grotteschi in cui prevale un apprezzabile umorismo macabro. Nell'insieme però il film - che non sviluppa molta tensione - sembra un'opportunità in parte mancata proprio per come lascia perdere il tema del tentativo di Sue Ann di ottenere da donna di mezza età la popolarità che non aveva avuto da ragazza e cambia le carte in tavola per confluire in un percorso narrativo meno originale.
Si vede che Tate Taylor (La ragazza del treno) cerca strade nuove, ma, almeno in questo caso, le trova solo in parte.
Il nuovo horror targato Blumhouse, di prossima uscita, ha un titolo molto breve, Ma, e una storia che parte da una premessa singolare. Un gruppo di studenti è in cerca di spasso a bordo di un furgoncino. La traiettoria di vita dei ragazzi si incrocia casualmente con quella di Sue Ann - una donna di mezza età che vive da sola in una casa isolata alla periferia di una cittadina dell'Ohio - quando Maggie, una dei ragazzi, la ferma per chiederle se possa acquistare per conto loro degli alcolici, visto che loro, in quanto minorenni, non potrebbero farlo. Sulle prime Sue Ann sembra restia, ma poi cambia idea e il suo atteggiamento diventa molto amichevole. Invece di limitarsi ad acquistare gli alcolici, offre infatti ai ragazzi anche la possibilità di organizzare il loro party proprio a casa sua, nell'ampio scantinato che permetterà loro di fare baldoria in tutta tranquillità e sicurezza. Ci sono solo alcune regole, semplici, da rispettare. Per i ragazzi sembra un sogno e accettano subito. Le cose si riveleranno però ben diverse e il sogno si trasformerà presto in un incubo nel quale l'ineffabile Sue Ann avrà il ruolo dell'assoluta protagonista.
La regia è stata affidata a Tate Taylor, autore di recente di un thriller interessante e intenso come La ragazza del treno, nel quale aveva evidenziato buone doti di narratore per immagini, valorizzate anche dall'ottima interpretazione di Emily Blunt.
Tra i film precedenti di Tate Taylor nessuno di genere horror. Spicca un biopic sul godfather of soul James Brown, Get on Up - La storia di James Brown, oltre, naturalmente, al drammatico e pluripremiato The Help. Il background dello sceneggiatore Scotty Landes è invece eminentemente televisivo, anche lui senza particolari inclinazioni per l'horror: questo è il suo primo film per il grande schermo (ma anche il prossimo, Deadcon, sarà un horror). La serie televisiva di spicco nella sua carriera può essere considerata Workaholics.
Il vero e proprio background horror appartiene invece al produttore, il boss della Blumhouse Jason Blum, che di recente ha prodotto molti horror di rilievo, tra cui vanno senz'altro segnalati l'ottimo Scappa - Get Out e il recente Noi. Ma Blum ne ha prodotti davvero parecchi: tra questi, Auguri per la tua morte e il seguito Ancora auguri per la tua morte, il nuovo seguito di Halloween, poi ancora Amityville - Il risveglio, Ouija e il suo seguito, nonché La notte del giudizio e i suoi molti seguiti, per non risalire sino ai tempi di Paranormal Activity. Insomma, una carriera di produttore di successo con un occhio di riguardo per il genere, nell'ambito del quale ha affrontato sia tematiche innovative sia franchise di consolidata tradizione.
Il ruolo dell'indiscussa protagonista è affidato all'esperta caratterista Octavia Spencer, che sembra affrontarlo con notevole gusto e convinzione. Tra i suoi horror precedenti si possono ricordare l'Halloween II di Rob Zombie, nel quale ricopriva la parte di un'infermiera, e lo scatenato Drag Me to Hell di Sam Raimi, nel quale però aveva un piccolissimo ruolo. Ma la sua lunga carriera si è svolta nell'ambito dei più svariati generi, affrontati sempre con piglio e personalità: ha anche partecipato al citato biopic di Taylor su James Brown. Naturalmente, non va dimenticato l'Oscar quale migliore attrice non protagonista conquistato proprio con il film The Help, sempre di Tate Taylor, regista con il quale ha sviluppato quindi un rapporto particolare.
Non va trascurata nemmeno la presenza di Juliette Lewis, attrice lontana dagli anni dei suoi fasti (Strange Days e Assassini nati - Natural Born Killers, giusto per citare due titoli della sua lunga filmografia), ma sempre in grado di fornire interpretazioni incisive e particolari.
Il film si preannuncia come un'interessante aggiunta nella galleria di ritratti psicopatologici nei quali il cinema horror si è specializzato nel corso degli anni, in particolare nella sezione femminile in cui la caratterizzazione di Sue Ann da parte di Octavia Spencer troverà probabilmente un posto di rilievo accanto, per fare solo un esempio, alla Kathy Bates di Misery.
Ma è un film dalla apparente consistenza telefilmesca che sorprende, nonostante l’esile trama, grazie alla bravura di due attrici talentuose e ormai giunte all’acme della loro carriera, Octavia Spencer, inquietante nella interpretazione perfetta della normalità che nasconde orridi impenetrabili, che ha già lavorato con il regista, Tate Taylor, in The [...] Vai alla recensione »
Tra Tate Taylor e Jason Blum alla fine ha vinto il regista. Ma in questo caso non è una buona notizia. Della Blumhouse Productions restano le 'case'. Quelle del cinema di Jordan Peele (Scappa - Get Out e Noi). Ma anche gli Insidious o i Paranormal Activity. Ma forse il cinema di Taylor soccombe proprio nel momento in cui punta a riprodurre atmosfere rarefatte dei generi.