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Old Man & the Gun

Film 2018 | Commedia, Drammatico, +13 93 min.

Regia di David Lowery. Un film Da vedere 2018 con Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Tika Sumpter, Isiah Whitlock jr.. Cast completo Titolo originale: The Old Man & the Gun. Genere Commedia, Drammatico, - USA, 2018, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 20 dicembre 2018 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,26 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 marzo 2021

La vita incredibile del rapinatore di banche Forrest Tucker, sempre diviso tra il carcere e l'ebbrezza di saper andare contro la legge. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Old Man & the Gun ha incassato 1,3 milioni di euro .

Old Man & the Gun è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,47
PUBBLICO 2,81
CONSIGLIATO SÌ
L'ultimo film di Redford racchiude una carriera intera, i ruoli che lo hanno consacrato, la passione che non lo ha mai abbandonato.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 25 ottobre 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 25 ottobre 2018

Forrest Tucker è un rapinatore di banche che si potrebbe definire seriale. A 77 anni e dopo 16 evasioni, anche da carceri come San Quintino, non ha smesso, insieme a due soci, di organizzare dei colpi decisamente originali. Utilizzando il suo fascino e con tutta calma, senza mai utilizzare un'armi, continua a visitare banche e ad uscirne con borse piene di dollari. C'è però un poliziotto che ha deciso di occuparsi di lui.

Potrebbe essere un film testamentario quello scritto e diretto da David Lowery. Anche perché ogni singola frase e ogni inquadratura sono scritte e pensate per lui, per l'icona Robert Redford giunto alla non più tenerissima età di 82 anni.

Potrebbe esserlo ma ovviamente c'è da sperare che non lo sia anche se si ha l'impressione e quasi la certezza che Lowery conosca in modo approfondito la filmografia del suo protagonista e che ne compia, di tanto in tanto, un'affettuosa rivisitazione. Lo spettatore attento non potrà non pensare a L'uomo che sussurrava ai cavalli o a Il cavaliere elettrico. solo per citare due titoli. Se poi ci fosse chi si dovesse stupire a causa del fatto che Redford abbia scelto il ruolo di un rapinatore farebbe bene a ricordare che The Sundance Kid di Butch Cassidy era uno degli ultimi grandi fuorilegge del West.

Così come probabilmente Tucker è stato l'ultimo rapinatore gentiluomo della storia del crimine made in USA. Il sorriso che non si perde nella miriade di rughe che decorano il volto di Robert è ancora quello pulito di un uomo che ha continuato ad amare quello che stava facendo: lui il suo lavoro di attore e Tucker quello di 'vivere'.

Di bande di anziani rapinatori ne avevamo già viste sullo schermo anche di recente (vedi ad esempio Insospettabili sospetti remake di Vivere alla grande) ma qui l'impianto narrativo non si lega al bisogno di uscire dalla routine quotidiana della vita da pensionati. È una scelta di vita.

Redford poi non si sottrae alle ombre del personaggio che emergono in modo molto chiaro dall'incontro dell'investigatore (un Casey Affleck capace di disegnare sul proprio volto tutte le sfumature di una detection molto particolare) con la figlia di Tucker. Non manca però (e poteva non esserci?) il versante romantico in cui Robert e Sissy (Spacek) profondono tutta la consapevolezza del gioco della seduzione, che è sempre un mix di verità rivelate e di segreti celati, che ha al contempo la leggerezza e la consapevolezza regalati dagli anni trascorsi e dalle esperienze vissute.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 28 dicembre 2018
Michele Camero

 Presentato come l’ultimo film di Robert Redford ottantaduenne, va visto effettivamente come un omaggio fatto al grande attore che è stato e continua ad essere, apprezzato ed ammirato in tante pellicole memorabili. Pieno di primi piani incuranti del suo viso ormai rugoso che tuttavia nulla ha perso in termini di espressività e capacità interpretative di per sé, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
martedì 25 dicembre 2018
Roy Menarini

C'è una scena quasi clamorosa in Old Man & the Gun. Forrest Tucker - interpretato da Robert Redford alla sua ultima apparizione da attore - spiega alla sua amata di essere già evaso di prigione molte volte. È molto anziano, e affaticato, eppure progetta una nuova fuga. Nel ricordare le altre, all'interno di un rapido flashback che le elenca come fosse un catalogo di imprese, Tucker sorride con gli occhi. Una di queste evasioni viene rappresentata attraverso le sequenze di un altro film, La caccia di Arthur Penn, ovviamente con lo stesso Redford protagonista (insieme a Marlon Brando). All'improvviso non servono più controfigure o trattamenti di saturazione dei colori per simulare una palette cromatica del passato: è la filmografia del divo a parlare per lui. È il suo cinema del passato che nutre il presente. È un lacerto di pellicola che si trasferisce a noi, come se stessimo osservando la foto ingiallita di un padre al suo apice anagrafico.

Siamo del resto in piena epoca di film testamentari. Uno dei più lucidi fu Clint Eastwood, con Gran Torino, che finiva col mettere in scena simbolicamente la morte del regista e attore, e (come qui) girava intorno a un gesto al contempo aggressivo e inerme: sparare con il gesto della mano e delle dita, non con una pistola. Poi Eastwood, fortunatamente per lui e per noi, ha avuto una vita artistica ancora lunga, e oggi si ripresenta con un secondo testamento cinefilo, Il corriere.

Anche Robert Redford forse aveva realizzato nel 2013 qualcosa di non troppo distante da un addio, All Is Lost - Tutto è perduto, una sorta di 'Il vecchio e il mare' dove l'azzeramento di ogni altro "attore" che non fossero gli elementi naturali somigliava all'ultimo e unico set possibile per la rigenerazione del mito redfordiano. Poi ancora una volta la longevità ha fatto il resto, e ritroviamo il grande artista degli anni Sessanta e Settanta, nonché infaticabile sostenitore del cinema indipendente (con il Sundance Festival e non solo), alle prese con un'opera contemporanea che più cinefila non si può.

FOCUS
sabato 22 dicembre 2018
Paola Casella

Se davvero Old Man & the Gun sarà l'addio di Robert Redford al cinema, è davvero un magnifico atto d'amore nei confronti della Settima Arte, anche perché narra la storia di un artista: della fuga e della rapina, ma anche del grande schermo. Da un lato la vicenda (quasi del tutto vera, come si legge nei titoli di testa) di Forrest Tucker, rapinatore di banche compulsivo, illumina la componente spettacolare e la vanità personale di molti criminali seriali e dei loro inseguitori, attratti dalle luci della ribalta come star del cinema. Dall'altro è un saggio metacinematografico sulla carriera di Redford: le citazioni cinefile vanno dai suoi stessi film (La caccia, Il cavaliere elettrico, Butch Cassidy) alle sue foto promozionali, ma si allargano anche ad altri ricordi cinefili, da Bonnie e Clyde a Dillinger è morto.

Old Man & the Gun si nutre di un immaginario cinematografico denso di ricordi collettivi.

L'ispettore Hunt (che in inglese significa "caccia") ha il volto, e la valenza ambigua, del Codardo Robert Ford, assassino del rapinatore di banche Jesse James; Jewel, oggetto d'amore di Forrest, è stata la fuorilegge di Badlands; l'apparizione di Warren Oates in Strada a doppia corsia (di per sé citazione del road movie), si porta dietro l'epopea di Sam Peckinpah (e il ruolo di padre di Sissy Spacek in Badlands); il cameo di Keith Carradine rimanda a I cavalieri dalle lunghe ombre; lo stesso Carradine (il cui fratello David era Woody Guthrie in Questa terra è la mia terra) e Tom Waits avvallano l'incedere da ballata country del racconto.

CELEBRITIES
sabato 15 dicembre 2018
Marzia Gandolfi

Robert Redford ha promesso, addirittura giurato in un'intervista sul magazine "Entertainment Weekly", che Old Man & the Gun sarà il suo ultimo film da attore. Dopo sessant'anni di onorevole servizio, il divo fa un inchino e si congeda con la commedia di David Lowery, in cui incarna Forrest Tucker, ladro gentiluomo celebre per le sue rapine e per le sue evasioni (diciotto riuscite, dodici fallite). L'attore resta fedele alla sua galleria di personaggi irresistibili, anche quando si tratta di gangster e truffatori (Butch Cassidy, La stangata), e mette il punto su una carriera grande come il suo Gatsby. il misterioso e ambiguo milionario di Francis Scott Fitzgerald che lo consacrò seduttore sovrano degli anni Settanta.

Difensore dei grandi miti e degli spazi americani, Robert Redford ha qualcosa di Gary Cooper, la tranquillità dell'uomo dell'Ovest, la lealtà dello sguardo azzurro, l'eleganza e l'innocenza perduta dell'America. È forse la mancanza di difetti a donare ai suoi personaggi e ai suoi film quella distanza sospesa, quell'esitazione a bruciarsi le ali, quell'impertinenza misurata che fa vibrare lo schermo.

Nato nel 1937 in California, cresce a Santa Monica in un quartiere povero e a forte maggioranza ispanica. Ammesso all'università del Colorado, grazie al suo talento di giocatore di baseball, alza il gomito e viene espulso. A vent'anni si imbarca per l'Europa e si sogna pittore all'ombra di Modigliani e Goya. Di ritorno a New York si iscrive alla Dramatic Arts Academy, debutta a Broadway e poi al cinema nel 1961 ma è nel 1969, nel western solare di George Roy Hill che diventa Robert Redford.

A trentatré anni e a fianco di Paul Newman, suo idolo e suo doppio, interpreta Sundance Kid in Butch Cassidy, ballata fraterna e passaggio di testimone tra due generazioni di playboy dall'allure imperturbabile. Eroe per eccellenza, incarna il sogno americano in tutta la sua grandezza e il suo splendore biondo. Da Come eravamo a Tutti gli uomini del presidente, dalla Stangata a I tre giorni del Condor, passando per La mia Africa e L'uomo che sussurrava ai cavalli, Robert Redford ha marcato un numero impressionante di classici col suo senso dello spazio e della bellezza dei sentimenti.

CELEBRITIES
mercoledì 12 dicembre 2018
Ilaria Ravarino

Presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma, e in sala dal 20 dicembre, Old man & the Gun di David Lowery - il film con cui Robert Redford intende chiudere la sua carriera - porterà in sala, tra i tanti talenti schierati (Casey Affleck, Sissy Spacek, Tom Waits) anche il cameo di un'attrice, da un decennio ormai icona della tv di qualità, finalmente apprezzata anche dal grande schermo: Elisabeth Moss. È stata Jane Campion, che la volle come protagonista della sua Top of the Lake, a dare dell'attrice californiana la definizione migliore: "La Monna Lisa del piccolo schermo". Un volto imperscrutabile quello di Moss, non privo di ambiguità, con l'espressione degli occhi perennemente in disaccordo col sorriso e un fascino magnetico e disarmonico.

Una Gioconda 2.0, incorniciata dai margini di uno schermo tv, che spicca su un fondale sempre diverso - l'Australia diffidente di Top of the Lake, il mondo violento di The Handmaid's Tale (guarda la video recensione), gli uffici di Mad Men, l'America criminale di Old Man & the Gun - nascondendosi di volta in volta in personaggi che potrebbero somigliarle, che potrebbero dire qualcosa di lei, ma che con lei non coincidono mai del tutto.

Nata a Los Angeles nel 1982 e cresciuta nel quartiere di Laurel Canyon, lo stesso che ospitò il "clan" di Frank Zappa, Moss è stata allevata fin da piccola nel culto della danza - che ha praticato fino all'età di 15 anni - e della musica: il padre inglese, Ron, era un musicista jazz, mentre la madre americana, Linda, suonava l'armonica in un gruppo blues. Moss è dunque cresciuta, insieme al fratello minore Derek, circondata da strumenti musicali e dalle persone che affollavano la folta "tribù" di amici dei genitori: "A 12 anni non avevo idea di chi fossero i Nirvana o gli Oasis - ha raccontato l'attrice in una lunga intervista al britannico The Guardian - ascoltavo solo Ella Fitzgerald e Gershwin".

Sul palco dall'età di 8 anni, e in tv già a 10 con la serie La famiglia Brock, Moss scelse a 16 la carriera di attrice: a 17 anni ottenne un piccolo ruolo come figlia di Martin Sheen nella serie West Wing - Tutti gli uomini del Presidente, a 19 si trasferì a New York per dedicarsi al teatro e a 23, finalmente, arrivò la svolta.

FOCUS
domenica 9 dicembre 2018
Claudia Catalli

Il testimone attoriale di Robert Redford è di quelli decisamente pesanti, colmo di interpretazioni che hanno fatto la storia del cinema mondiale. Un talento straordinario, versatile, per cui non occorrono né bastano presentazioni e di cui è interessante considerare quello che è già stato definito - in primis da lui stesso - l'"addio alle scene". Dietro la macchina da presa c'è David Lowery che lo dirige in un biopic classico, basato sulla storia - incredibile, ma vera, è il caso di dirlo - di un leggendario fuorilegge. Si tratta di Mr. Forrest Tucker, maestro gentiluomo della rapina (e dell'evasione: l'ultima, dal carcere di San Quintino, a settant'anni suonati). Un personaggio realmente esistito, che con il sorriso e il garbo di un signore perbene andava a derubare la banche. Ha messo a punto diciassette colpi da maestro, ma i veri colpi sono stati quelli alle istituzioni, gabbate da lui non solo in fase di reato, ma anche per le sue rocambolesche fughe dalle prigioni, divenute leggendarie.

Redford sa donare a Tucker tutto il carisma e l'energia fuori dal comune, e si diverte visibilmente a indossarne i panni multiformi, confermandosi così a 82 anni un interprete iconico quanto istrionico.

Anche questa volta riesce ad essere assolutamente magnetico, ironico e autoironico al contempo, astuto al limite del diabolico, ma anche profondamente romantico nella relazione con Sissy Spacek. Irresistibile la "banda dei vecchietti" che mette su insieme ai suoi amici più cari (li interpretano Danny Glover e Tom Waits), ma ancor più interessante il rapporto di amore e odio che si crea con il poliziotto che gli dà la caccia, il dolente John Hunt. A vestire i suoi panni troviamo il talento (sovrumano, come al solito) di Casey Affleck, che non sbaglia un colpo neanche in ruoli per così dire "secondari".

La fascinazione degli occhi di Hunt/Affleck è la stessa dello spettatore, che a poco a poco non può che farsi sedurre dai modi di Tucker, dalla sua arte del furto, dalla scaltrezza di chi sa ritagliarsi un ruolo nella storia, seppur criminale, senza mai far uso della pistola. Redford ha anche prodotto il film Old Man And The Gun, convinto che il suo (presunto) ultimo personaggio fosse qualcosa su cui puntare con tutto se stesso: "Dopo questo film andrò in pensione perché faccio questo lavoro da quando avevo ventuno anni. Penso sia abbastanza. E allora perché non chiudere con qualcosa di molto ottimista e positivo?!" ha dichiarato il divo, che vorrà mantenere il suo ruolo all'interno dello show-biz come regista. Intanto ha messo un punto sulla carriera attoriale con un'ultima, memorabile, interpretazione.

CELEBRITIES
venerdì 7 dicembre 2018
Emanuele Sacchi

La sua voce cavernosa e satura di alcol e sigarette, il suo cappello indossato con stile, senza mai inseguire un look ricercato, le sue parole piene di poesia o di crudeli verità. È Tom Waits da Pomona, uno dei giganti della musica ancora in attività, che in 45 anni di carriera ha saputo attraversare gli stili più disparati. Rivelatosi al mondo come uno Springsteen che preferisce bar e night club al brivido dell'autostrada in "Closing Time" (1973), nel giro di qualche anno Waits diviene icona di dissolutezza alcolica, tra Edward Hopper e Baudelaire, in "Nighthawks at the Diner".

In 5 anni Waits ha già maturato uno stile inconfondibile e inimitabile. Sembra già un classico vivente e senza tempo quando canta "Christmas Card from a Hooker in Minneapolis", da "Blue Valentine".

Quella che segue è una successione di svolte, alti e bassi in cui Waits consegna alla storia della musica capolavori come "Swordfishtrombones", "Rain Dogs" o "Bone Machine". Ma Waits non è solo uno straordinario cantautore: il suo volto iconico e precocemente maturo attraversa il cinema, interessando i più grandi autori, da Robert Altman - il suo ruolo più importante, in America oggi - a Francis Ford Coppola, con cui gira cinque film.

Frasi
Quindi di cosa hai detto che ti occupi?
Una frase di Jewel (Sissy Spacek)
dal film Old Man & the Gun - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 21 ottobre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Lucciconi all'Auditorium. Ieri erano tutti commossi davanti a The old man & the gun di David Lowery e non solo perché Robert Redford è un 74enne rapinatore di banca gentiluomo che sorride quando punta la pistola, posseduto da una gioviale dipendenza a delinquere che sa un po' di seria depressione («Voglio che il bambino che ero sia sempre fiero di me»).

NEWS
GUARDA L'INIZIO
lunedì 17 dicembre 2018
 

Forrest Tucker ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Tucker disorientò le autorità e conquistò [...]

VIDEO RECENSIONE
martedì 4 dicembre 2018
A cura della redazione

La storia è quella vera di Forrest Tucker, un rapinatore seriale di banche con uno stile personalissimo: niente armi, niente violenza... solo fascino. A 77 anni e dopo 16 evasioni, continua a visitare banche e a uscirne con borse piene di dollari.

CELEBRITIES
venerdì 7 dicembre 2018
Emanuele Sacchi

La sua voce cavernosa e satura di alcol e sigarette, il suo cappello indossato con stile, senza mai inseguire un look ricercato, le sue parole piene di poesia o di crudeli verità. È Tom Waits da Pomona, uno dei giganti della musica ancora in attività, [...]

POSTER
venerdì 30 novembre 2018
 

Forrest Tucker ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Forrest Tucker disorientò le autorità [...]

CELEBRITIES
mercoledì 12 dicembre 2018
Ilaria Ravarino

Presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma, e in sala dal 20 dicembre, Old man & the Gun di David Lowery - il film con cui Robert Redford intende chiudere la sua carriera - porterà in sala, tra i tanti talenti schierati (Casey Affleck, Sissy Spacek, [...]

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sabato 15 dicembre 2018
Marzia Gandolfi

Robert Redford ha promesso, addirittura giurato in un'intervista sul magazine "Entertainment Weekly", che The Old Man & the Gun sarà il suo ultimo film da attore. Dopo sessant'anni di onorevole servizio, il divo fa un inchino e si congeda con la commedia [...]

TRAILER
lunedì 26 novembre 2018
 

Forrest Tucker è un rapinatore di banche che si potrebbe definire seriale. A 77 anni e dopo 16 evasioni, anche da carceri come San Quintino, non ha smesso, insieme a due soci, di organizzare dei colpi decisamente originali.

[LINK] FESTIVAL
domenica 21 ottobre 2018
Pino Farinotti

The old man & the gun, diretto da David Lowery, è la storia vera di Forrest Tucker, un rapinatore di banche con un suo stile personalissimo, niente armi, niente violenza, solo... fascino. Entrava in banca, apriva la giacca fingendosi armato, guardava [...]

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