| Titolo originale | 1945 |
| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Ungheria |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Ferenc Török |
| Attori | Péter Rudolf, Eszter Nagy-Kalozy, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel, Dóra Sztarenki Ági Szirtes, József Szarvas, Iván Angelusz, Marcell Nagy, István Znamenák, Sándor Terhes, Miklós B. Székely, György Somhegyi, Tünde Szalontay, Béla Gados, Mari Nagy, János Derzsi, Tibor Mertz, Bálint Adorjáni, Vivianne Bánovits, Rita Kerkay, Zsolt Dér, Gergõ Mikola, Máté Novkov, Gyula Fehér, Boglárka Kósa, Miklós Hajdu, Géza Sziklai, Farkas Angelus, Vivien Rujder, Zoltán Rajkai, Nikita Ivanov, Jevgenyíj Liszjuk. |
| Uscita | giovedì 3 maggio 2018 |
| Tag | Da vedere 2017 |
| Distribuzione | Mariposa Cinematografica |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,54 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 maggio 2018
E il 12 agosto 1945, la seconda guerra mondiale volge al termine e trascina dietro di sè i rovinosi strascichi di un orrore ancora tutto da risolvere. In Italia al Box Office 1945 ha incassato 69,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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In un afoso giorno di agosto del 1945, mentre gli abitanti di un villaggio ungherese si preparano per il matrimonio del figlio del vicario, un treno lascia alla stazione due ebrei ortodossi, uno giovane e l'altro più anziano. Sotto lo sguardo vigile delle truppe di occupazione sovietiche i due scaricano dal convoglio due casse misteriose e si avviano lentamente verso il paese. Il precario equilibrio che la guerra appena terminata ha lasciato sembra ora minacciato dall'arrivo dei due ebrei.
1945 è tratto da un racconto ("Homecoming") dello scrittore ungherese Gábor T.Szántó, i cui saggi e racconti brevi sono stati tradotti in diverse lingue e inseriti nell'antologia americana Contemporary Jewish Writing in Hungary (Paperback, 2003) ma il film non ha nulla di 'letterario'.
Girato in uno splendido bianco e nero si articola su tre piani paralleli che costruiscono l'azione. C'è la celebrazione di un matrimonio di convenienza tra il figlio del vicario, nonché droghiere del villaggio, che viene turbata dalla notizia dell'arrivo dei due misteriosi ebrei di cui osserviamo il procedere a piedi dietro il carro che porta le due casse.
Il terzo piano è quello che viene innescato dal riemergere del rimosso. La guerra in Europa è ormai finita anche se la radio trasmette notizie sull'atomica sganciata a Nagasaki. I russi controllano la zona e hanno trovato chi collabora con loro. Lo status quo viene però turbato da una domanda che coinvolge tutti: cosa vogliono i due ebrei che dicono di avere nelle casse solo cosmetici e profumi? Nel recente passato la famiglia Pollak è stata denunciata e consegnata ai tedeschi che l'hanno portata nei campi di sterminio. Molti si sono appropriati dei loro averi 'legalmente'. Se i nuovi arrivati fossero intenzionati a chiederne la restituzione?
In un'Ungheria che vede il premier Orban stravincere le elezioni non dev'essere stato facile per Ferenc Töröc tornare ad occuparsi di un periodo storico e di azioni miserabili che si preferirebbe seppellire nell'oblio. Perché è vero che l'avversione nei confronti dei russi è palpabile ma è anche altrettanto vero che chi li detesta non ha la coscienza a posto e questo stato non risparmia né uomini né donne e neppure chi rappresenta la Chiesa.
Se la madre del promesso sposo è cosciente di quanto male è stato perpetrato, altre sue coetanee si affrettano a nascondere ciò di cui si erano impadronite. Mentre i due misteriosi ebrei avanzano solo i giovani, pur tra contraddizioni irrisolte, sembrano poter guardare a ciò che accade in modo divergente. Rispetto a quanto detto sopra si può leggere come un segno positivo il fatto che il film esca con il patrocinio del Consolato Generale di Ungheria in Milano. Potrebbe voler dire che, nonostante le attuali posizioni politiche, in quel Paese resta ancora una possibilità di rilettura priva di schemi ideologici degli eventi di un non lontanissimo passato. A differenza del polacco Ida che, trattando temi analoghi, ha trovato in patria non pochi ostacoli alla sua diffusione da parte di chi detiene il potere.
Un film intenso in un bellissimo bianco e nero, uno di quelli che vengono definiti “una chicca” dai cinéphiles. Una sorta di thriller dove si intrecciano tre storie ambientate in un piccolo villaggio ungherese nell’immediato dopoguerra. Tratto dal racconto “Homecoming” di Gàbor T. Szàntò, ha vinto vari premi tra cui l’Avner Shalev [...] Vai alla recensione »
Dodici agosto 1945: viene sganciata la bomba su Nagasaki, la guerra in Europa si è appena conclusa e in Ungheria le elezioni sono alle porte. Nel piccolo villaggio ungherese nel quale è ambientato 1945 di Ferenc Torok - premio del pubblico della sezione Panorama alla Berlinale 2017 - è anche il giorno del matrimonio fra il figlio del notaio e una giovane contadina.