| Titolo internazionale | Racer and the Jailbird |
| Anno | 2017 |
| Genere | Noir, Drammatico, |
| Produzione | Belgio, Paesi Bassi, Francia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Michaël R. Roskam |
| Attori | Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos, Jean-Benoît Ugeux, Eric de Staercke Nabil Missoumi, Thomas Coumans, Nathalie Van Tongelen, Fabien Magry, Sam Louwyck, Stefaan Degand, Kerem Can, Serge Riaboukine, Aïcha Cissé, Frédéric Clou, Vincenzo De Jonghe, Phil Henrion, Gianni La Rocca, Philippe Legros, Corentin Lobet, Dimitry Loubry, Gaël Maleux, Guray Nalbant, André Pasquasy, Charley Pasteleurs, Anaëlle Potdevin, Bryan Smeers (II), Igor van Dessel, Christine Verheyden. |
| Uscita | giovedì 6 settembre 2018 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,03 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 settembre 2018
Un noir ambientato in una Bruxelles dei primi anni '90, lacerata dai conflitti tra violente bande criminali avverse. In Italia al Box Office Le fidèle ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 18,1 mila euro e 14,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Bénédicte, detta Bibi, è pilota di macchina da corsa. Quando Gino, detto Gigi, la incontra per caso, è amore a prima vista. Bibi ha una carriera e una famiglia, Gigi ha solo un grande segreto, che rischia di divorare entrambi. Fedeli al loro amore, i due andranno incontro ad un destino difficile.
Michaël R. Roskam dirige un moderno Love Story, ambientato in una Bruxelles ben fotografata e ritratta nella sua doppia anima di capitale elegante e non luogo, oltre che nella sua doppia lingua.
Un "polar" romantico in cui la velocità delle corse automobilistiche non è soltanto un orpello ma una metafora efficace sullo scorrere del tempo, sugli incidenti della vita e su quella maledetta ultima corsa (l'ultimo colpo) che ha fatto correre centinaia di film.
Adèle Exarchopoulos e Matthias Schoenhaerts sono una coppia che non soddisfa soltanto il divismo cinefilo ma dimostra una buona alchimia, anche se il regista belga non dà troppo spazio alle scene intime (solo poche realistiche pennellate) così come inscena interessanti azioni di rapina ma non vi si attarda, si tiene a distanza, forse per aderire ad un sentimento di distacco del protagonista, o, peggio, per non sporcarlo troppo nella fedina morale.
Pensato per completare un dittico, insieme con Bullhead del 2011, Le fidèle non si concentra però soltanto sul personaggio di Schoenhaerts ma si sdoppia, cedendo al magnetismo della Exarchopoulos. Ne esce un film diverso dall'altro, che ad un certo punto spinge il pedale e alza il livello del dramma, non però sul fronte del film d'azione, com'era facile aspettarsi, ma su quello privato.
È un cambio di percorso che può destabilizzare, una manovra ardita, per restare nella metafora, ma anche il modo in cui il film sceglie infine la propria strada, evitando di restare nell'incertezza tra i generi. Soltanto che è un po' tardi e la scelta rischia di trovarci più spiazzati che ammirati.
Ibridato col melodramma di ruggine e ossa alla Audiard (di cui condivide gli sceneggiatori ), con la nostalgia alla Lellouche, con l'action e il noir, il film stenta a dominare l'equilibrio tra le parti: ha tanti sapori, ma a restare, alla fine, è più che altro il gusto di aver visto insieme due attori affascinanti e intensi, che probabilmente sarebbe stati tali anche altrove.
Il grande talento di Adèle Exarchopoulos meriterebbe sorte migliore. A parte il giustamente acclamato La vie de Adele, è stato infatti impiegato (e sprecato) per film poco convincenti. Michael R. Roskam riesce comunque ad esaltarlo nel modo giusto, in tutte le sue sfaccettature. Ora donna allegra, ora donna disperata, ora donna sfacciata, ora donna minacciata, ora donna delusa, ora donna gravemente [...] Vai alla recensione »
Gino detto Gigi (Matthias Schoenaerts) ha paura dei cani, oggi che ha passato i trent'anni come quando, bambino esuberante, andava e veniva dal brefotrofio. Non teme e non temeva niente e nessuno, tranne loro. Michaél R. Roskam ce ne rammenta la fobia quattro o cinque volte nelle due ore e più di Le fidèle (Belgio, Francia e Olanda, 2017, 130'). E la sua Bénédicte detta Bibi (Adèle Exarchopoulos) ce [...] Vai alla recensione »